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RICERCA E SALUTE / Salute del cuore / Aritmie
I disordini del ritmo cardiaco sono caratterizzati da un'attività elettrica irregolare del miocardio. Un aumento dell'eccitabilità (detta anche batmotropismo) della fibra miocardica sta alla base di numerose aritmie; in genere si verificano quando la normale sequenza d’inizio e propagazione dell’impulso è perturbata. Sono potenzialmente mortali e spesso all'origine di morti improvvise che rappresentano un terzo delle morti totali da attacco cardiaco.

Uno studio del 1996 pubblicato nella prestigiosa British Medical Journal dimostrò che le aritmie ventricolari diminuiscono a partire da un apporto di 2.4 g di omega-3 al giorno (1). Lo stesso risultato fu confermato dallo stesso gruppo di ricerca tre anni più tardi in uno studio pubblicato nel American Journal of Clinical Nutrition (2).

La percentuale di morte per arresto cardiaco da aritmia diminuisce quando la composizione in acidi grassi delle membrane cellulari cardiache è ricca di omega-3 a lunga catena (3). Una integrazione alimentare diretta di DHA puro (e non di precursori lontani come l’acido alfa-linolenico, l’omega-3 a catena corta di origine vegetale) ha un chiaro effetto anti-aritmico legato ad una maggior incorporazione dello stesso DHA (fino al 20%) nelle membrane delle cellule del cuore (4,5,6).

Pazienti affetti da aritmie cardiache trattati con 3 g. di olio di pesce incapsulato al giorno hanno visto non solo diminuire i valori dei trigliceridi e del colesterolo “cattivo” non-HDL, ma anche la riduzione significativa dell’incidenza di disordini prematuri atriali e ventricolari.
Note bibliografiche

1. Christensen et al. (1996) British Medical Journal 312 : 677-678.
2. Christensen et al. (1999) American Journal of Clinical Nutrition 70 : 331-337.
3. Siscovick et al. (1995) JAMA 274(17): 1363-1367.
4. Durot et al. (1997). Molecular & Cellular Biochemistry 175(1-2):253-62.
5. Leaf et al. (2005) Circulation. 2005 Nov 1;112(18):2762-8.
6. Leaf, A. (2002) Nutrition & Health 16(1): 47-9.
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