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RICERCA E SALUTE / Salute del bambino
Gli acidi grassi poliinsaturi sono nutrienti essenziali, necessari al nostro organismo dal momento del concepimento, l’infanzia, l’adolescenza fino all’età adulta. Nell’ambito della fisiologia umana svolgono un triplice ruolo; sono substrati delle reazioni ossidative per lo sviluppo di energia, sono componenti importanti dei fosfolipidi delle membrane cellulari, specialmente a livello del sistema nervoso centrale e, infine, sono i precursori di composti biologicamente attivi denominati "eicosanoidi". Gli eicosanoidi regolano la maggior parte dei processi fisiologici più importanti nel nostro organismo come l’infiammazione e la coagulazione (1).

I precursori delle due principali famiglie di acidi grassi poli-insaturi, note come omega-6 ed omega-3, non possono essere sintetizzati all’interno del corpo umano e devono per forza provenire dall’alimentazione; è per questo che si suole indicarli come acidi grassi "essenziali".

L’acido linoleico, un omega-6 di origine vegetale, è, in ultima analisi, metabolizzato in acido arachidonico (20:4 n-6). L’acido alfa-linolenico (18:3 n-3), è la forma “vegetale” di un acido grasso omega-3 che si trova in alcune alghe, in alcuni legumi verdi, nelle noci ed in alcuni semi ad esempio quelli di lino. All'interno dell'organismo animale, l’acido alfa-linolenico è in gran parte convertito in acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5 n-3) e in acido docosaesaenoico (DHA, 22:6 n-3), che sono le corrispondenti forme “animali”degli omega-3. Si noti che la trasformazione enzimatica dell’acido alfa-linolenico in EPA e in DHA risulta un processo del tutto inefficiente con un tasso di conversione stimato intorno al 5-15% (2). Al tempo stesso sia l’EPA che il DHA, una volta ingeriti, vengono facilmente assorbiti a livello del tratto gastro-intestinale e risultano prontamente biodisponibili. EPA e DHA si trovano naturalmente, in elevate concentrazioni, nei pesci “oleosi” che popolano i mari freddi come le acciughe, i salmoni, le sardine e il tonno.

Negli ultimi 50 anni il consumo di omega-6 è aumentato a dismisura rispetto a quello degli omega-3, in particolare nei paesi del mondo occidentale. Sempre in questo periodo è aumentata l’assunzione alimentare di oli di origine vegetale mentre il consumo di pesce ha subito un declino. Il rapporto omega-6/omega-3 delle correnti alimentazioni occidentali è approssimativamente 15:1. Si noti che nella prima metà del ventesimo secolo il suddetto rapporto era di 5:1 o anche più basso (3).

Le malattie delle coronarie cardiache come prima causa di morte nei paesi industrializzati e l’aumentata incidenza di patologie quali asma e diabete possono essere attribuite, almeno in parte, ai cambiamenti delle abitudini alimentari di questi ultimi anni.

Osservazioni sperimentali specifiche dimostrano che una dieta ricca di EPA e DHA può contribuire a trattare le affezioni asmatiche, a ridurne l’incidenza o quantomeno a controllarne l’intensità nei bambini. Un altro importante campo di applicazione degli omega-3 di origine marina riguarda la psichiatria e la psicologia dei bambini. Evidenze mediche documentate dimostrano che gli omega-3 migliorano i disturbi comportamentali dei bambini affetti da deficit di attenzione legato all'iperattività (ADHAD), da dislessia e da disprassia (4). Per disprassia si intende un problema della coordinazione e del movimento che può anche influenzare il modo di apprendere di un bambino a scuola. E' più comune nei ragazzi piuttosto che nelle ragazze e può comportare goffaggine, problemi nell'organizzare il lavoro e seguire delle istruzioni e difficoltà di linguaggio.

In ogni caso si tratta di ricerche preliminari con interessante prospettiva terapeutica. Di recente, i risultati di uno studio significativo hanno indicato che EPA e DHA sono in grado di sviluppare le capacità intellettive dei bambini che, in età scolare, non manifestano disturbi legati all’apprendimento (5).
Note bibliografiche

1. Calder, PC. Long chain n-3 fatty acids and inflammation: potential application in surgical and trauma patients. Brazilian journal of Medical and Biological research, 2003; 36: 433-446.
2. Holub, Bruce. Alpha-Linolenic Acid (ALA, 18:3n-3) vs. Eicosapentaenoic (EPA, 20:5n-3) plus Docosahexaenoic Acid (DHA, 22:6n-3) as Dietary Omega-3 Fatty Acid  Sources for Human Health 2005.
3. Oddy WH, et al. Ratio of Omega-3 fatty acids and childhood asthma. Journal of Asthma, 2004; 41(3):319-26.
4. Richardson, A.J., Clinical trials of fatty acid treatment in ADHD, dyslexic, dyspraxia and the autistic spectrum. Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids 70, 2004;383-390.
5. Zhang, Jian, Hebert James R., Muldoon, Matthew F., Dietary Fat Intake Is Associated with Psychosocial and Cognitive Functioning of School-Aged Children in the United States. American Society for Nutritional Sciences, 2005, 1967-1973.
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