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RICERCA E SALUTE / Salute del cuore / Mortalità cardiovascolare
Molteplici studi epidemiologici associano un consumo regolare di pesce ad una diminuzione del 50% della mortalità cardiovascolare (1). Questi studi mettono così in evidenza un effetto protettivo proprio degli omega-3 nel ridurre la mortalità cardiovascolare, anche a bassi dosaggi che non portano a una diminuzione dei livelli del colesterolo ematico.

L'effetto cardio-protettivo è stato confermato da diversi studi clinici. Due tra i più importanti, il Physician's Health Study e il MRFIT (Multiple Risk Factor Intervention Trial), entrambi studi di prevenzione primaria, ossia relativi a persone che non hanno avuto in passato problemi di cuore, hanno dimostrato rispettivamente che i pazienti con un’alta concentrazione serica di omega-3 beneficiano di una riduzione dell’ 81% del rischio di morte improvvisa e che un consumo di omega-3 superiore a 0.7 g al giorno permette una riduzione del 40% del rischio di patologie alle coronarie (2,3,5).

Un'altra pietra miliare in questo campo è lo studio italiano (GISSI, Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto del miocardio). Il GISSI fu uno studio di prevenzione secondaria, cioè condotto su persone che sono sopravvissute ad un primo attacco cardiaco, realizzato in Italia su più di 11.000 pazienti seguiti per un periodo di oltre 3,5 anni. Questo studio dimostrò che nei “superstiti” all’infarto l’integrazione di una dieta mediterranea con circa 900mg di EPA e DHA al giorno ridussee del 20% la mortalità totale, del 30% la mortalità per malattie cardiovascolari e di ben il 45% il rischio di morte improvvisa (4,5).

Lo studio GISSI conferma così i risultati dello studio DART (Diet and Reinfarction Trial), realizzato su più di 2.000 uomini, che ha dimostrato una riduzione del 29% della mortalità cardiaca fra i consumatori abituali di pesce (6).

Studi epidemiologici e controllati che hanno valutato gli effetti provocati da un apporto alimentare di pesce, di olio di pesce, di acido á-linolenico e di altre fonti di omega-3 hanno dimostrano una riduzione di morte cardiaca improvvisa e del tasso di mortalità generale dovuta a malattie del cuore (7,8,9).

Il consumo di pesce ricco di contaminanti ambientali come il metil-mercurio, tuttavia, attenua o, addiruìittura, inverte gli effetti protettivi sulla salute cardiovascolare sopra descritti (10). Per questo motivo sono da preferire fonti sicure di omega-3 estratti da oli di pesce o algale ultra purificati.
Note bibliografiche

1. Siscovick et al. (1995) JAMA 274(17): 1363-1367.
2. Albert et al. (2002) New England Journal of Medicine 346: 1113-1118.
3. Dolecek et al. (1991) World Rev Nutr Diet 66: 205-216.
4. Marchioli et al. (1999) The Lancet; 354:447-55
6. Burr et al. (1989) Lancet 2: 757-761.
8. Kris-Etherton PM et al.(2002) Circulation;106:2747-2757.
9. Weisman D, et al.(2004) Isr Med Assoc J; 6:227-232."
10 Virtanen J, et al. Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology 2005;25:228.
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