Un ulteriore studio, questa volta di provenienza britannica, è stato pubblicato negli Archives of General Psychiatry. I risultati giunsero alle stesse conclusioni e, al tempo stesso, suggerirono che gli omega-3 possono migliorare tutta la gamma dei sintomi propri di uno stato depressivo come la tristezza, la mancanza di energie, lo stato ansioso, l’insonnia, la diminuzione della libido e la tendenza al suicidio (12).
Un altro studio realizzato in un ospedale di Harvard è stato, di recente, pubblicato nell’American Journal of Psychiatry. In questo caso furono prese in esame delle donne dall'umore mutevole ed emozioni spesso incontrollabili. Un carattere così “difficile” sembrava complicare molto le loro relazioni affettive. Dopo solo otto settimane di trattamento con integratori alimentari a base di omega-3 ricchi in EPA il loro umore risultò più stabile e tendenzialmente più positivo. Inoltre le donne in questione si comportavano in maniera molto meno aggressiva verso i loro prossimi (13).
Nel sangue di soggetti anziani sono state monitorate le concentrazioni dei fosfolipidi plasmatici: la composizione degli acidi grassi risulta strettamente legata a disordini d’umore e a potenziali stati depressivi (14). Individui affetti da severe forme depressive dimostrano un rapporto omega-6/omega-3 alterato e una minore incorporazione degli omega-3 nelle strutture plasmatiche del sangue (2). Alcuni ricercatori ipotizzano che un consumo irregolare e un alterato metabolismo degli acidi grassi essenziali possano contribuire allo sviluppo delle forme principali di depressione.
Diversi studi riguardano la correlazione tra gli omega-3 e lo sviluppo di stati depressivi durante e dopo la gravidanza. Un consumo regolare di pesce (e olio di pesce) stano alla base di aumentate concentrazioni di EPA e DHA nella corteccia e nell’ippocampo. Questo può determinare uno stato antidepressivo basale (15). Un contenuto più basso di DHA nel latte materno e un minor consumo di frutti di mare determinano una maggior incidenza della depressione post-partum (16). Un altro studio condotto in maniera analoga al precedente riporta che la disponibilità di DHA nel periodo post-partum è inferiore per quelle donne che soffrono di disturbi depressivi (17).In definitiva gli acidi grassi omega-3 possono risultare efficaci per la prevenzione, il controllo e il trattamento di un certo numero di disturbi psichiatrici come semplici disordini dell’umore, stati depressivi post-partum, comportamenti aggressivi indotti dallo stress, danni neurologici e alterate capacità visive indotti dall’alcool e anche patologie come la schizofrenia o la demenza (10,18,19,20). |