CONSUMATORI
Condizioni di venditaContattiCercaSitemap
HOME
PRODOTTI
QUALITA' CERTIFICATA
TESTIMONIANZE
OMEGA-3
RICERCA E SALUTE
Il FARMACISTA CONSIGLIA
LIBRI
OMEGOR IN FARMACIA
RISORSE
Bibliografia Scientifica
Domande e Risposte
Glossario
NEWSLETTER
U.G.A. NUTRACEUTICALS
E-SHOP OMEGOR
 
RISORSE / Bibliografia Scientifica
Stampa Segnala l'articolo
Indietro

ACCardio - Omega-3s from fish, and diets rich in baked or broiled fish, are associated with reduce risk for heart failure (2005)
OBJECTIVES: Our aim was to investigate the relation between fish consumption and incidence of congestive heart failure (CHF).

BACKGROUND: The incidence and health burden of CHF are rising, particularly in older persons. Although n-3 fatty acids have effects that could favorably influence risk of CHF, the relation between fish intake and CHF incidence is unknown.

METHODS: Among 4,738 adults age > or =65 years and free of CHF at baseline in 1989-90, usual dietary intake was assessed using a food frequency questionnaire. In a participant subsample, consumption of tuna or other broiled or baked fish, but not fried fish, correlated with plasma phospholipid n-3 fatty acids. Incidence of CHF was prospectively adjudicated.

RESULTS: During 12 years' follow-up, 955 participants developed CHF. In multivariate-adjusted analyses, tuna/other fish consumption was inversely associated with incident CHF, with 20% lower risk with intake 1 to 2 times/week (hazard ratio [HR] = 0.80, 95% confidence interval [CI] = 0.64 to 0.99), 31% lower risk with intake 3 to 4 times/week (HR = 0.69, 95% CI = 0.52 to 0.91), and 32% lower risk with intake > or =5 times/week (HR = 0.68, 95% CI = 0.45 to 1.03), compared with intake <1 time/month (p trend = 0.009).

In similar analyses, fried fish consumption was positively associated with incident CHF (p trend = 0.01). Dietary long-chain n-3 fatty acid intake was also inversely associated with CHF (p trend = 0.009), with 37% lower risk in the highest quintile of intake (HR = 0.73, 95% CI = 0.57 to 0.94) compared with the lowest.

CONCLUSIONS: Among older adults, consumption of tuna or other broiled or baked fish, but not fried fish, is associated with lower incidence of CHF. Confirmation in additional studies and evaluation of potential mechanisms is warranted.

 

OBIETTIVI: Il nostro scopo era quello di studiare il rapporto fra il consumo di pesce e l'incidenza di insufficienza cardiaca congestizia (CHF). 

BACKGROUND: L'incidenza e il peso sulla salute di fenomeni di CHF sta aumentando, sopratutto nelle persone più anziane. Anche se gli acidi grassi n-3 potrebbero effettivamente influenzare in maniera favorevole il rischio di CHF la relazione che intercorre fra il consumo di pesce e l'incidenza di CHF è tuttora sconosciuta.

METODI: Nel 1989-90 sono stati presi in considerazione 4.738 adulti esenti da CHD alla linea di base e con un'età > o = ai 65 anni. Le loro abitudini alimentari sono state valutate usando un questionario di frequenza relativo agli alimenti consumati. In un sottocampione dei partecipanti è stato correlato il consumo di tonno o di altro pesce cotto o alla griglia ma non fritto al livello di acidi grassi n-3 dei fosfolipidi del plasma. Successivamente si è giudicata l'incidenza di CHF. 

RISULTATI: Durante 12 anni di follow-up 955 partecipanti hanno sviluppato CHF.  In analisi a più variabili, il consumo di tonno o di altro pesce è stato inversamente associato all'incidenza di CHF, con un rischio più basso del 20% in seguito ad assunzioni di 1 - 2 volte a settimana (hazard ratio [HR] = 0.80, 95% confidence interval [CI] = 0.64 to 0.99), con un rischio più basso del 31% consumando pesce 3 - 4 volte a settimana (HR = 0.69, 95% CI = 0.52 to 0.91) ed ancora  con un rischio diminuito del 32% se si consuma pesce 5 o più volte a settimana (HR = 0.68, 95% CI = 0.45 to 1.03), il tutto rispetto a un consumo di pesce inferiore ad 1 volta al mese (p trend = 0.009).

In analisi simili, il consumo di pesce fritto è stato positivamente associato all'incidenza di sviluppare CHF (p trend = 0.01). L'assunzione alimentare di acidi grassi n-3 a lunga catena è stata inoltre inversamente associata allo sviluppo di CHF (p trend = 0.009) con un rischio più basso del 37% considerando il quintile più alto di consumo alimentare (HR = 0.73, 95% CI = 0.57 to 0.94) rispetto al più basso.   

CONCLUSIONI: Fra gli adulti più anziani, il consumo di tonno o di altro pesce cotto o alla griglia ma non di pesce fritto è associato con un'incidenza più bassa di fenomeni di CHF. É garantita a tal proposito una conferma di queste osservazioni in studi supplementari e una valutazione dei potenziali meccanismi.

Stampa Segnala l'articolo
Indietro
 Credits ©2006-2010 - U.G.A. Nutraceuticals S.r.l. - P.IVA 02801680543     Company Info