| BACKGROUND: Food supplement use is widely promoted, but little is known about the cognitive effects of food supplements. OBJECTIVE: We examined the effects of food supplement use on cognitive aging. DESIGN: This was an observational study of subjects born in 1936 whose mental ability was tested in 1947 and who were followed up in 2000-2001, at which time cognition, diet, food supplement use, and risk factors for vascular disease were assessed. In a nested case-control study, fish-oil users were matched with nonusers, and cognitive function was related to erythrocyte n-3 fatty acid composition. RESULTS: Childhood intelligence quotient (IQ) did not differ significantly by category of food supplement use (ie, none, fish oil, vitamins, and other). At the age of 64 y, cognitive function was higher in food supplement users than in nonusers before adjustment for childhood IQ. After adjustment for childhood IQ, digit symbol (mental speed) test scores were higher in food supplement users. Fish-oil supplement users consumed more vitamin C and vegetable and cereal fiber than did non-supplement-users. In a nested case-control study, erythrocyte membrane n-3 content was higher in fish-oil supplement users than in nonusers, but cognitive function did not differ significantly between groups. Total erythrocyte n-3 fatty acids and the ratio of docosahexaenoic acid to arachidonic acid was associated with better cognitive function in late life before and after adjustment for childhood IQ. CONCLUSIONS: Food supplement use and erythrocyte n-3 content are associated with better cognitive aging. If associations with n-3 content are causal, optimization of n-3 and n-6 fatty acid intakes could improve retention of cognitive function in old age. BACKGROUND: L'uso di integratori alimentari è ampiamente incoraggiato ma poco si conosce circa gli effetti sulle funzioni cognitive dei supplementi alimentari. OBIETTIVO: Abbiamo esaminato gli effetti d'uso di supplementi alimentari sull'invecchiamento cognitivo DISEGNO: Questo studio riguardava l'osservazione di soggetti nati nel 1936 la cui abilità mentale è stata esaminata nel 1947 e che sono stati analizzati di nuovo nel 2000-2001 per valutare le loro funzioni cognitive, la loro alimentazione, l'uso di supplementi alimentari e i fattori di rischio per malattie vascolari. In uno studio case-control i consumatori di olio di pesce sono stati appaiati ai non consumatori e le funzioni cognitive sono state relazionate alla composizione in acidi grassi n-3 degli eritrociti. RISULTATI: Il quoziente intellettivo riguardante il periodo dell'infanzia (IQ) non era significativamente differente per la categoria di soggetti che utilizzavano supplementi alimentari (ad esempio nessun integratore, olio di pesce, vitamine ed altri). All'età di 64 anni le funzioni cognitive erano maggiori per chi consumava supplementi alimentari rispetto agli altri che non ne facevano uso prima della registrazione del quoziente intellettivo relativo all'infanzia. Dopo la registrazione del suddetto quoziente intellettivo i segni dei test sui simboli in cifra (velocità mentale) erano più alti per chi faceva uso di supplementi alimentari. I consumatori di olio di pesce hanno consumato più vitamina C, più fibre vegetali e cereali rispetto a chi non assumeva integratori. In uno studio case-control il contenuto di n-3 nelle membrane degli eritrociti era più elevato in chi utilizzava olio di pesce rispetto agli altri ma le funzioni cognitive non differivano significativamente tra i gruppi. Gli acidi grassi totali n-3 degli eritrociti ed il rapporto tra acido docosaesaenoico ed acido arachidonico sono stati associati ad una funzione cognitiva migliorata in età avanzata prima e dopo la registrazione del quoziente intellettivo riguardante il periodo dell'infanzia. CONCLUSIONI: L'uso di integratori alimentari e il contenuto di n-3 negli eritrociti sono associati ad un migliore invecchiamento delle funzioni cognitive. Se le positive associazioni al contenuto di grassi n-3 fossero casuali, ottimizzare il consumo di acidi grassi n-3 e n-6 potrebbe migliorare il mantenimento delle funzioni cognitive in età avanzata.
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