| The authors examined prospectively the association between dietary fat intake and cataract extraction in adult women from the Nurses' Health Study. A total of 71,083 women were followed prospectively for up to 16 years between 1984 and 2000. Dietary fat was assessed by repeated food frequency questionnaires. Incident cases of cataract extraction were determined by a biennial questionnaire. The multivariate-adjusted relative risk for the highest compared with the lowest quintile of total fat intake was 1.10 (95% confidence interval (CI): 0.99, 1.22; ptrend = 0.01). Women in the highest quintile of long-chain omega-3 fatty acid had a 12% lower risk of cataract extraction compared with those in the lowest quintile (relative risk = 0.88, 95% CI: 0.79, 0.98; ptrend = 0.02). Total fish intake was inversely associated with cataract (for intake of 3/week vs. <1/month: relative risk = 0.89, 95% CI: 0.81, 0.98; ptrend = 0.01). The authors' findings suggest that higher intake of long-chain omega-3 fatty acid (eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid) and consumption of fish may modestly reduce the risk of cataract. Gli autori hanno esaminato in prospettiva l'associazione fra il consumo di grasso alimentare e l'estrazione della cataratta nelle donne adulte provenienti dal Nurses' Health Study. Un totale di 71.083 donne è stato seguito in prospettiva per un periodo di 16 anni fra il 1984 e il 2000. Il grasso alimentare è stato valutato da ripetuti questionari relativi alla frequenza degli alimenti. I casi di incidenza di estrazione della cataratta sono stati determinati da un questionario biennale. Il rischio relativo aggiustato a più variabili per il quintile più alto di consumo di grasso totale rispetto al più basso era di 1,10 (95% confidence interval (CI): 0.99, 1.22; ptrend = 0.01). Le donne nel quintile più alto riguardo agli acidi grassi omega-3 a lunga catena corrono un rischio di estrazione della cataratta più basso del 12% rispetto a quelle nel quintile più basso (relative risk = 0.88, 95% CI: 0.79, 0.98; ptrend = 0.02). Il consumo totale di pesce è stato inversamente associato allo sviluppo della cataratta (per consumi di 3 volte a settimana contro consumi inferiori ad una volta al mese: relative risk = 0.89, 95% CI: 0.81, 0.98; ptrend = 0.01). I risultati degli autori suggeriscono che assunzioni elevate di acidi grassi omega-3 a lunga catena (acido eicosapentaenoico ed acido docosaesaenoico) ed il consumo di pesce possono modestamente ridurre il rischio di cataratta.
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