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CEA - When moms take fish oil, prelimary report shows improvement in babes immune function (2003)
BACKGROUND AND OBJECTIVES: The epidemiological association between higher dietary n-3 polyunsaturated fatty acids (PUFA) and lower prevalence of asthma, has led to interest in the role of early dietary modification in allergic disease prevention.

In this study we examined the effects of maternal n-3 (PUFA)-rich fish oil supplementation on cord blood (CB) IgE and cytokine levels in neonates at risk of developing allergic disease.

METHODS: In a randomized double-blind, placebo-controlled trial, 83 atopic pregnant women received either fish oil capsules (n = 40) containing 3.7 g n-3 PUFA/day or placebo capsules (n = 43) from 20 weeks gestation until delivery. CB cytokine levels (IL-4, IL-5, IL-6, IL-10, IL-12, IL-13, TNF-alpha and IFN-gamma) and total IgE levels were measured and compared between the two groups. Fatty acid composition of red cell membranes was analysed by gas chromatography and the relationships among PUFA, cytokine and IgE levels were examined.

RESULTS: Maternal fish oil supplementation resulted in a significant increase in n-3 PUFA levels (P < 0.001) in neonatal erythrocyte membranes.

Neonates whose mothers had fish oil supplementation had significantly lower plasma IL-13 (P < 0.05) compared to the control group. There was also a significant inverse relationship between levels of n-3 PUFA in neonatal cell membranes and plasma IL-13. There was no difference in levels of IgE and the other cytokines measured.

CONCLUSIONS: This study provides preliminary evidence that increasing neonatal n-3 PUFA levels with maternal dietary supplementation can achieve subtle modification of neonatal cytokine levels.

Further assessment of immune function and clinical follow-up of these infants will help determine if there are any significant effects on postnatal immune development and expression of allergic disease.

 

BACKGROUND E OBIETTIVI: L'associazione epidemiologica fra un consumo alimentare maggiore di acidi grassi poli-insaturi n-3  (PUFA) e una minor incidenza di fenomeni asmatici ha portato ad interessarsi al ruolo svolto da una prematura modifica delle abitudini alimentari nella prevenzione delle malattie allergiche. In questo studio abbiamo esaminato gli effetti provocati da un'integrazione alimentare materna a base di olio di pesce ricco di PUFA n-3 sulle IgE del cordone fetale (CB) e sui livelli di citochine presenti nei neonati relativamente al rischio di sviluppare malattie allergiche. 

METODI: In uno studio randomizzato effettuato sotto controllo placebo a doppio cieco 83 donne atopiche in gravidanza hanno ricevuto o capsule di olio di pesce (n = 40) contenenti 3,7g. di PUFA n-3 al giorno o capsule di placebo (n = 43) dalla 20ª settimana di gestazione fino al parto. I livelli delle citochine (Il-4, Il-5, Il-6, Il-10, Il-12, Il-13, TNF-? ed IFN-?) ed i livelli totali delle IgE nel cordone fetale sono stati misurati e confrontati fra i due gruppi. La composizione in acidi grassi delle membrane degli eritrociti è stata analizzata per gas cromatografia e sono state esaminate le relazioni tra i PUFA, le citochine ed i livelli delle IgE.

RISULTATI: In seguito all'assunzione di olio di pesce da parte della madre i livelli di PUFA n-3 (P<0,001) nelle membrane degli eritrociti dei neonati sono aumentati in maniera significativa.

I neonati, le cui madri hanno ricevuto capsule di olio di pesce, mostrano dei livelli significativamente più bassi di Il-13 (P < 0,05) rispetto al gruppo di controllo. C'era inoltre una relazione inversamente significativa fra i livelli di PUFA n-3 nelle membrane cellulari dei neonati e l'Il-13 nel plasma. Non risultarono invece differenze significative riguardo ai livelli misurati di IgE e delle altre citochine. 

CONCLUSIONI: Questo studio fornisce una prova preliminare relativa al fatto che nei neonati livelli di PUFA n-3, aumentati in seguito ad un'appropriata integrazione alimentare da parte della madre, possono modificare in maniera sottile i livelli delle citochine dei neonati.

Un'ulteriore valutazione delle funzioni immuni e di nuovi aggiornamenti clinici relativi agli infanti contribuirà a determinare se ci sono effetti particolarmente significativi sullo sviluppo del sistema immune postatale e sull'espressione di malattie allergiche.

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