| Effetti avversi, controindicazioni, interazioni coi farmaci Gli acidi grassi possono causare in alcune persone un aumento di circa il 5% di colesterolo LDL. Come detto precedentemente, l'innalzamento delle LDL sembra essere più pronunciato nei soggetti con un livello elevato di TG perché l'olio di pesce può aumentare la conversione delle VLDL in LDL (6); le particelle LDL formate hanno meno patogenicità, sono più grandi e meno dense. Inoltre, l'effetto degli acidi grassi n-3 è più pronunciato nei carriers delle forme polimorfiche apoE4, che conferiscono la tendenza ad avere un livello più alto di colesterolo basale nel siero e un elevato rischio di CHD (9). Ci sono grandi preoccupazioni circa la contaminazione dei pesci con metilmercurio, PCBs e diossine (2). A causa dei pericoli di questi agenti inquinanti, l' FDA e l'Ente per la Salvaguardia dell'Ambiente suggeriscono che le donne che potrebbero essere incinta, che sono incinta, o che stanno allattando ed i bambini in giovane età non dovrebbero mangiare le specie più altamente contaminate di pesce quali lo squalo, i pesci spada, lo sgombro del re o la specie tilefish e dovrebbe mangiare soltanto 12 oz/wk* di specie meno contaminate di pesce (tonno chiaro inscatolato, salmone, Pollock, pesce gatto) (2,20). Da notare che la specie di tonno alalunga ("bianco") ha un contenuto più alto di mercurio rispetto al tonno chiaro inscatolato e per questo ne dovrebbero essere consumate soltanto fino a 6 once*1 la settimana. * 1 ounce / week = 4.68742115 × 10-8 kg / s *1 L'oncia è un'unità di misura (simbolo: oz). E' ancora utilizzata nei paesi anglosassoni, come unità di peso. Nel sistema imperiale 1 oncia equivale a 28,35 grammi. Ci sono voci contrastanti riguardo al fatto che gli acidi grassi n-3 aumentino il glucosio a digiuno nelle persone che soffrono di diabete. Uno studio randomizzato a doppio cieco ha studiato l'uso di 4 g. al giorno di EPA, di DHA o di placebo a base di olio di oliva per sei settimane in 59 persone affette da diabete mellito di tipo 2 ed ha trovato un leggero ma significativo aumento del glucosio a digiuno di 1,40 e di 0,98 mol/L nei gruppi che rispettivamente assumevano DHA ed EPA rispetto al placebo. Non ci furono cambiamenti particolari a livello di emoglobina, di insulina o del peptide-C a digiuno, della sensibilità all'insulina o della secrezione glicosilata o della pressione del sangue (21). Questo risultato è in contrasto con un altro che non ha mostrato significativi aumenti di glucosio nel sangue (14). Ci sono inoltre effetti avversi dose- dipendenti derivanti dal consumo di n-3 quali il possibile retro gusto di pesce, dei disturbi gastrointestinali e un tempo di sanguinamento aumentato, benchè nessun evento anormale clinicamente significativo relativo al sanguinamento sia stato documentato in letteratura(2). Negli studi di coorte ed alcuni, ma non tutti, studi epidemiologici dimostrano un rischio aumentato di cancro alla prostata in seguito ad un consumo alimentare di LNA, una scoperta interessante dato che EPA e DHA sembrano essere protettivi del cancro alla prostata e che l'LNA possa essere protettivo contro il cancro al seno (22,23). Alcuni esperti dichiarano che ci sono meno rischi di cancro alla prostata e forse anche un beneficio, derivante dall'assunzione di semi di lino interi o macinati e dovuto al contenuto di lignani; i lignani fungono da fitoestrogeni e da antiossidanti ed hanno mostrato effetti anticancro nei modelli animali (24,25). Conclusioni L'uso degli acidi grassi n-3, come LNA o come EPA + DHA, è stato estesamente studiato sia negli animali che negli esseri umani ed è stato oggetto di numerose rassegne che ne hanno esaminato i relativi effetti clinici. LNA ha effetti trascurabili sui lipidi del siero, tranne una modesta diminuzione dei TG nel siero quando dosi elevate di olio di semi di lino, che sono difficili da ottenere, sono consumate giornalmente. Una mole di effetti clinici convincenti deriva invece dall'utilizzo di integratori a base di EPA e DHA, gli acidi grassi n-3 di derivazione marina. La maggior parte delle ricerche indica che 3-4 g. al giorno di EPA + DHA possono portare ad una diminuzione dei TG del 25-30%, un effetto ancora più pronunciato per quei soggetti che hanno elevati livelli basali di TG nel siero. Ci sono inoltre effetti variabili su altre frazioni lipidiche del siero, quali un piccolo aumento del livello delle LDL (anche in tal caso principalmente in quei soggetti con alti livelli basali di TG nel siero) e delle HDL, le specifiche dei quali dipendono da molti fattori ivi comprese le differenze genetiche nel metabolismo delle LDL. Alcuni di questi effetti si possono ottenere attraverso apposite modificazioni alimentari che includono il consumo giornaliero di pesce; rimane comunque da dimostrare con certezza se l'ingestione sporadica di acidi grassi n-3 provochi simili effetti clinici. La dose generalmente suggerita è di circa 3 g. al giorno di EPA + DHA. Alcuni degli effetti avversi ai quali si accenna nella letteratura medica includono un elevato livello di colesterolo LDL, un aumento di glucosio a digiuno nei soggetti affetti da diabete, un'esposizione ad agenti inquinanti ambientali che possono accumularsi nei pesci (questo non rappresenta solitamente un problema se si assumono integratori di accertata purezza), alterazioni del tempo di sanguinamento e un rischio aumentato di cancro alla prostata in seguito a consumo di LNA. Raccomandazioni Gli acidi grassi n-3, LNA, EPA e DHA hanno documentati effetti benefici sui TG plasmatci, particolarmente nei soggetti con elevati livelli di TG nel plasma. È possibile abbassare i TG in maniera più efficace assumendo specifici integratori attraverso il consumo di circa 3 g. al giorno di EPA + DHA (questo a causa dell'inefficiente conversione del LNA ingerito in EPA e DHA) sebbene anche un consumo regolare quotidiano di LNA e/o di pesce possa dare alcuni benefici. Ci sono avvertimenti ufficiali circa il consumo di pesce dovuti gli agenti inquinanti ambientali ma questi pericoli possono essere evitati consumando capsule di olio di pesce di accertata purezza o concentrandosi sull'ingestione di LNA. Gli acidi grassi n-3 sono generalmente ben tollerati con effetti secondari minimi, benché i suddetti n-3 possano influenzare altri parametri lipidici, come causare un aumento delle LDL; una buona idea sarebbe quella di controllare regolarmente i livelli lipidici dei pazienti per rilevare tutte le possibili anomalie indesiderabili. Il consumo di olio contenente LNA o dei relativi integratori dovrebbe essere evitato nei soggetti con cancro alla prostata, benché i semi di lino siano sicuri a dosi ragionevoli; è comunque necessaria una maggior investigazione per chiarire questo punto. Bibliografia 1. Caron MF, White CM. Evaluation of the antihyperlipidemic properties of dietary supplements. Pharmacotherapy 2001;21:481-487. 2. Covington MB. 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