In Europa una persona su due è in sovrappeso, in Italia il 9% è obeso, cioè ha un BMI >28. Questo significa che probabilmente il 50% della popolazione è a dieta, o lo è stato, o dovrebbe iniziare. Il problema con le diete è che la parola stessa implica l'idea di privazione, fame e, se molti accettano di fare qualche sacrificio, non tutti sono disposti a simili rinunce. In questo contesto appare molto interessante uno studio di recentissima pubblicazione (1) che ha esaminato l'effetto degli omega-3 nella modulazione del senso di sazietà in un gruppo di volontari obesi o in sovrappeso sottoposti ad un regime dimagrante. I 232 soggetti sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi cui è stata somministrata quotidianamente una dieta bilanciata ipocalorica con un basso (<260mg/die) o alto (>1300mg/die) contenuto di omega-3, per un periodo di 8 settimane. Durante le ultime 2 settimane, i ricercatori hanno prelevato campioni ematici per misurare gli acidi grassi nelle membrane degli eritrociti, ed hanno sottoposto ai volontari un questionario per valutarne la sazietà post-prandiale. I risultati permettono di concludere che chi consumava una dieta con alto contenuto di omega-3 provava un minor senso di fame sia immediatamente dopo il pasto che 2 ore più tardi rispetto ai volontari cui era stata assegnata una dieta povera di grassi polinsaturi. L'analisi dei campioni ematici ha rivelato che la sazietà era correlata ad un maggior concentrazione di omega-3 ed un miglior rapporto tra omega-3 ed omega-6 nelle membrane degli eritrociti. |