L'estratto di citrus aurantium (arancia amara) viene utilizzato per il suo contenuto di sinefrina, utile a stimolare la termogenesi e la perdita di peso. La sinefrina fa parte della stessa famiglia di sostanze cui appartiene l'efedrina, alcaloide simile alle anfetamine spesso utilizzato nei prodotti dimagranti, ora vietato a causa degli importanti effetti collaterali. La sinefrina ha un'azione più blanda, e si trova in concentrazioni minori nell'estratto secco.
L'utilizzo è comunque sconsigliato nei cardiopatici, e va evitato se si assumono farmaci inibitori delle monoamino ossidasi. Un piccolo cactus è un ingrediente molto popolare negli integratori alimentari studiati per ridurre l'appetito: la Hoodia gordonii, appartenente alla famiglia delle Apocyanacee, è stata utilizzata per lunghissimo tempo dalle popolazioni del Kalahari per non soffrire fame e sete durante i loro spostamenti nel deserto. Non ci sono studi clinici che ne comprovino l'efficacia, inoltre pare che almeno la metà degli integratori sul mercato non contengano veramente l'estratto di Hoodia e siano quindi certamente inefficaci. Un ingrediente molto pubblicizzato è il CLA (acido linoleico coniugato).
Dal punto di vista chimico si tratta di un isomero dell'acido linoleico che si trova nelle carni e nei prodotti lattiero caseari. Le evidenze scientifiche dimostrano che la supplementazione con 3-6g di CLA per 4-12 settimane è efficace nello stimolare la perdita di peso in soggetti moderatamente in sovrappeso, anche se l'effetto non è ingente. Non sono noti effetti collaterali. Il chitosano è uno speciale tipo di fibra detto aminopolisaccaride, estratto dal guscio dei crostacei. Grazie alla sua carica positiva, può attirare e legare i grassi, che hanno carica negativa. Quando viene ingerito insieme ad un pasto, il chitosano assorbe grassi e colesterolo fino a 4-6 volte il suo peso. Grazie a questa proprietà viene utilizzato come coadiuvante nelle diete dimagranti. Anche in questo caso, non si tratta della pillola miracolosa. Attenzione, comunque: il chitosano, a causa della sua capacità di legare i grassi, può inibire l'assorbimento di carotenoidi e vitamine liposolubili. Può inoltre causare gas, gonfiore intestinale e diarrea.