CONSUMATORI
Condizioni di venditaContattiCercaSitemap
HOME
PRODOTTI
QUALITA' CERTIFICATA
TESTIMONIANZE
OMEGA-3
RICERCA E SALUTE
Il FARMACISTA CONSIGLIA
LIBRI
OMEGOR IN FARMACIA
RISORSE
NEWSLETTER
Dieta, integrazione e prevenzione
Salute della donna
Salute mentale
Salute del cuore
Salute del bambino
Neoplasie
Linfomi
Colon
Tumore rene
U.G.A. NUTRACEUTICALS
E-SHOP OMEGOR
 
NEWSLETTER / Neoplasie / Tumore rene

Il consumo regolare di pesce grasso riduce il rischio di tumore al rene nelle donne.  

I risultati di un recente studio epidemiologico dimostrano che il consumo di pesce grasso potrebbe limitare l'incidenza di tumore al rene nelle donne fino al 74% .

Il tipo più frequente di tumore al rene nell'adulto è l'adenocarcinoma, che colpisce le cellule che rivestono i tubuli interni dell'organo: questo tipo di tumore si riscontra nell’80-90% dei casi e, in una piccola percentuale (2%), può anche essere bilaterale, ossia manifestarsi in entrambi i reni.

In base alle indicazioni della Charity Cancer Research UK, il tumore al rene si colloca al decimo posto in termini di frequenza (rappresenta circa il 2% di tutti i tumori) e colpisce gli uomini con una probabilità doppia rispetto alle donne.

Tra i principali fattori di rischio sono da annoverare: l'età (la probabilità di sviluppare questo tumore cresce con gli anni e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni), l'obesità, il fumo (come per altri tipi di tumore, il principale e il più diffuso fattore di rischio è il fumo di sigaretta: il numero di sigarette fumate così come il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all'aumento del rischio di malattia) e l'esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari (piombo, cadmio, fenacetina). Esistono infine delle forme ereditarie anche se molto rare.  
  
Gli omega-3 riducono i tumori al rene

I risultati degli studi epidemiologici, volti a dimostrare il coinvolgimento dell’alimentazione nella probabilità di sviluppo di un tumore al rene, sono stati piuttosto eterogenei. In particolare una revisione di una serie di studi di coorte prospettici pubblicata sul Journal of the American Medical Association all’inizio di quest’anno (MacLean et al, JAMA 2006; 295:403-415) non avvalorava la tesi secondo cui il consumo di pesce avesse effetti benefici di prevenzione rispetto a questo tipo di tumore.

Ciò nonostante gli autori di un nuovo studio, pubblicato tra l’altro sullo stesso Journal of the American Medical Association (JAMA 2006, Vol 296, No 11), precisano che la maggior parte delle ricerche già effettuate, inclusa quella di MacLean, non aveva considerato il tipo di pesce consumato, ossia non aveva fatto una distinzione netta tra consumo di pesce grasso e di pesce magro. Come è noto il pesce grasso contiene dalle 20 alle 30 volte più omega-3 e dalle 3 alle 5 volte più vitamina D rispetto a quello magro.

I ricercatori di questo nuovo studio hanno raccolto i dati provenienti dal Swedish Mammography Cohort Study (marzo 1987 – dicembre 1990). Delle 90.000 donne partecipanti circa il 70% ha compilato un primo questionario relativo alla frequenza d’assunzione di certi alimenti tra cui pesce sia grasso che non. Un secondo questionario è stato spedito alle 56.000 donne ancora vive e residenti nella stessa zona nel settembre del 1997, il 70% di queste ha risposto positivamente.

Tra il 1997 e il 2004 sono stati diagnosticati 150 nuovi casi di adenocarcinoma renale tra le suddette donne. Gli studiosi hanno notato che il rischio di sviluppare un tumore al rene per quelle donne che avevano consumato una o più porzioni di pesce grasso a settimana sembrava diminuito del 44% rispetto a quelle che non ne mangiavano affatto. Ancora più degno di nota il fatto che nelle donne che avevano comunicato di aver mangiato regolarmente pesce per un lungo periodo di tempo (dall’inizio dello studio e per tutti i 10 anni di follow-up) il rischio diminuiva del 74%. Al contrario, non vi erano dati disponibili per associare positivamente il consumo di pesce magro e/o di frutti di mare all’incidenza di adenocarcinoma renale.

Il consumo di pesce grasso pro-capite in Svezia è dagli anni 80 in continuo aumento soprattutto riguardo il salmone, le acciughe e altri pesci grassi, il cui consumo è all’incirca raddoppiato. Di conseguenza i livelli di consumo registrati nel corso del follow-up dello studio si avvicinavao quanto più possibile a quelli reali.

I ricercatori concludono dicendo che “ i risultati ottenuti avvalorano la tesi secondo cui un consumo regolare di pesce grasso sia in grado di ridurre l’incidenza dell’adenocarcinoma renale. Presumibilmente questo effetto è da attribuire ad una maggiore assunzione di olio di pesce ricco di EPA e DHA, così come di vitamina D. I dati necessitano comunque di una conferma clinica in quanto si tratta del primo grande studio epidemiologico al riguardo”. 

Fonte 

Wolk A, Larsson SC, Johansson JE, Ekman P. Long-term fatty fish consumption and renal cell carcinoma incidence in women. JAMA. 2006 Sep 20;296(11):1371-6.

stampa Segnala articolo
 
 Credits ©2006-2010 - U.G.A. Nutraceuticals S.r.l. - P.IVA 02801680543     Company Info