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| NEWSLETTER / Salute del cuore / I risultati dello studio GISSI |
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I nuovi risultati dello studio GISSI HF: gli omega 3 per la terapia dell'insufficienza cardiaca
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L'assunzione costante di piccole dosi di omega-3 a lungo termine è benefica per lo scompenso cardiaco. |
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Il GISSI (Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell'Infarto Miocardico) rappresenta uno dei fiori all'occhiello della ricerca italiana in cardiologia. Nato nel 1984 dalla collaborazione tra l'Istituto Mario Negri e l'Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), questo imponente gruppo di ricerca ha prodotto una serie di studi clinici che hanno coinvolto più di 60.000 pazienti con patologie cardiovascolari. Lo studio GISSI HF è stato progettato per valutare l'effetto dell'assunzione di omega 3 (1) o statine (2) nei pazienti affetti da scompenso cardiaco. Questa patologia, molto comune, dipende da danni cardiaci di diversa entità ed è associata ad una mortalità significativa: in effetti, solo la metà dei pazienti affetti da scompenso cardiaco sopravvive dopo 5 anni e, nei casi gravi, la mortalità può arrivare al 50% in un anno. Questo fa comprendere quanto è importante trovare una terapia efficace che conferisca un vantaggio per i pazienti affetti da tale patologia. |
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Per valutare l'efficacia degli omega-3 nella prevenzione della mortalità da scompenso cardiaco, sono stati reclutati più di 7000 pazienti, assegnati a caso al gruppo di trattamento (1g/die omega-3, equivalenti a 3 perle di Omegor Vitality 500) o al gruppo placebo e seguiti per 3-9 anni; lo studio per valutare l'efficacia delle statine ha coinvolto in modo analogo più di 5000 pazienti, cui sono stati somministrati 10mg di rosuvastatina o un placebo. L'efficacia del trattamento rispetto al placebo è stata valutata sulla base della riduzione di mortalità cardiovascolare, mortalità improvvisa, ricovero, infarto ed ictus. I risultati dei due studi sono stati presentati in anteprima al Congresso della Società Europea di Cardiologia lo scorso 31 Agosto e pubblicati sulla prestigiosa rivista Lancet. I ricercatori, in sintesi, concludono che il trattamento con 1g/die di omega-3 porta ad una riduzione del 9% del rischio relativo di morte per tutte le cause, e ad una riduzione dell'8% del rischio relativo di ricovero per cause cardiovascolari . L'effetto è di piccola entità ma è statisticamente significativo e risulta di particolare importanza rispetto a quanto concluso per lo studio sulla rosuvastatina, che non comporta alcun beneficio rispetto al placebo. |
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| Quale potrebbe essere il meccanismo biologico che spiega l'efficacia degli omega-3 nella prevenzione della mortalità da insufficienza cardiaca? Facciamo un passo indietro. Lo studio GISSI prevenzione, un trial clinico condotto tra il 1993 e il 1995 su più di 11000 pazienti, ha rivelato che il trattamento con 1g/die di omega-3, unitamente alla terapia farmacologica standard, può ridurre del 21% la mortalità totale di pazienti reduci da un infarto del miocardio. Un'analisi più approfondita dei dati ha rivelato che la causa di decesso maggiormente ridotta dal trattamento con omega-3 era la morte cardiaca improvvisa, probabilmente grazie agli effetti anti-aritmici ed anti-fibrillatori di questi preziosi acidi grassi. Poiché la mortalità da insufficienza cardiaca è dovuta a morte improvvisa per il 50% dei casi, gli omega-3 possiedono un effetto biologico altamente plausibile nella prevenzione della mortalità da scompenso cardiaco. 1:Gissi-Hf Investigators. Effect of n-3 polyunsaturated fatty acids in patients with chronic heart failure (the GISSI-HF trial): a randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Lancet. 2008 Aug 29 2: Gissi-Hf Investigators. Effect of rosuvastatin in patients with chronic heart failure (the GISSI-HF trial): a randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Lancet. 2008 Aug 29 |
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