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| RICERCA E SALUTE / Salute della donna / Gravidanza e allattamento |
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Un gruppo di esperti riunitosi intorno alla nutrizionista americana Artemis Simopoulos, specialista in omega-3, ha emesso come raccomandazione per le donne incinte un quantitativo di 300 mg di omega-3 al giorno durante gli ultimi tre mesi della gravidanza ed anche durante l'allattamento materno, allo scopo di garantire un apporto di grassi sufficiente al lattante e sostitutivo delle riserve materne. L'integrazione è importante quando la madre allatta al seno anche per sostenere nel latte materno i valori di DHA che sembrano essere cruciali per lo sviluppo del cervello del neonato in un momento di rapida crescita.
Dopo il parto i livelli di DHA diminuiscono in maniera significativa indipendentemente dal fatto che la mamma allatti al seno o per via artificiale; ciò suggerisce che un’assunzione di DHA sia comunque fondamentale (6). La diminuzione post-partum della concentrazione di DHA nel plasma materno non è istantanea e può durare a lungo; è invertibile grazie ad una integrazione alimentare di 200-400 mg. di DHA al giorno (7). Il consumo di olio di semi di lino (fonte vegetale di omega-3) non dimostra alcun effetto additivo sul contenuto di DHA nel latte materno (8); sembrerebbe meglio assumere omega-3 di derivazione marina (olio di pesce).
Uno studio mostra come un’integrazione alimentare a base di olio di pesce in gravidanza possa alterare in maniera significativa e favorevole la composizione in acidi grassi del latte materno; questo provoca degli effetti benefici sui fattori immunomodulanti potenzialmente in grado di influenzare lo sviluppo immunitario del bambino (9). Aumentati livelli di omega-3 nei neonati possono modificare i rispettivi livelli delle citochine; questo suggerisce un effetto potenzialmente benefico sullo sviluppo delle funzioni immunitarie (10).
Un’alimentazione integrata con olio di pesce durante la gravidanza è un mezzo efficace per aumentare il livello di acidi grassi omega-3 sia delle madri che dei neonati (11) in particolare di DHA che si ritiene sia il più importante per lo sviluppo del bambino (12).
Per di più uno studio suggerisce che bassi livelli di omega-3 negli eritrociti ed elevati livelli di omega-6 (soprattutto acido arachidonico) siano strettamente legati ad un rischio aumentato di preclampsia (13). |
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Note bibliografiche
6. Otto SJ et al (2001) Am J Clin Nutr; 73(6):1074-1079. 7. Makrides et al. (2000) Am J Clin Nutr ;71:307-311. 8. Francois et al (2003) American Journal of Clinical Nutrition; 77 (1): 226-233 9. Dunstan et al (2004) Clin Exp Allergy ;34(8):1237-1242 10. Dunstan et al (2003) Clin Exp Allergy 2003;33(4):442-448 11. Dunstan et al (2004) Eur J Clin Nutr ; 58(3): 429-437. 12. SL Brooks et al. (2000) MCN Am J Matern Child Nurs ;25(2):71-75 13. Williams et al. (1995) Epidemiology ;6(3):232-237. |
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