(domanda pervenuta via e-mail il 30 luglio 2006) D: Mio padre di 69 anni ha subito trattamento chirurgico per idrocefalo normoteso. Purtroppo non sono stati riportati miglioramenti, e la tac nè ha dato conferma. Volevo sapere se potrebbe avere benefici dall'assunzione di omega 3 (visti i risultati positivi in casi di Parkinson). Se si in quale quantità ? Grazie Massimo R: Gentile Massimo, non ci sono in letteratura studi riportati su una efficacia degli omega-3 nei casi di idrocefalo normoteso. La natura della patologia, tuttavia, è del tutto diversa dal morbo di Parkinson a cui Lei fa riferimento. All'origine della malattia è un'insufficiente deflusso del liquor a causa di resistenza a livello del circolo venoso*.
Il decadimento delle facoltà cognitive è progressivo e potrebbe essere paragonabile a quanto accade nel morbo di Alzheimer, anche se è meno rapido. Si potrebbe ipotizzare, in teoria, un beneficio degli omega-3 per ciò che concerne i disturbi di attenzione, la difficoltà a ricordare gli eventi, a pianificare etc, normalmente associati a questa condizione. Le dosi ipotizzabili nella fase iniziale (per almeno 4 settimane) sarebbero di circa 4-5g di EPA+DHA al giorno (corrispondenti a 7-8 capsule da 1000mg di OMEGOR Vitality 1000), per poi scendere, in caso di risultato positivo, a 4 capsule al giorno come dose di mantenimento. Le ricordo, comunque, che sia la decisione o meno di ricorrere all'integrazione con gli omega-3, che la posologia da utilizzare sono di esclusiva competenza del medico curante. Cordiali saluti. Dott.ssa Susanna Picciolini *) Bateman GA. Vascular Compliance in Normal Pressure Hydrocephalus. Am J Neuroradiol 2000;21:1574-1585. Letture consigliate: Omega-3 e morbo di Alzheimer omega-3 e morbo di Parkinson |