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RICERCA E SALUTE / Sistema immunitario
Nel 2002, Simopoulos (5) ha pubblicato una storica review sul ruolo favorevole, svolto dagli omega-3 di derivazione marina, nel supportare la salute del sistema immunitario. Una delle prime evidenze osservate fu la bassa percentuale di malattie autoimmuni e infiammatorie degli eschimesi della Groenlandia rispetto ai danesi di stesso sesso ed età. Simopoulos ha riesaminato la teoria alla base del metabolismo delle prostaglandine compresa la competizione enzimatica esercitata dai grassi omega-3 ed omega-6 e l’effetto provocato da supplementi di olio di pesce sulle proprietà delle stesse prostaglandine e citochine. La nutrizionista concluse che

"molti degli studi effettuati sotto controllo e relativi all’utilizzo di olio di pesce per il trattamento di malattie infiammatorie croniche rivelano significativi effetti benefici compresa una diminuzione della gravità della malattia e una minore necessità di ricorrere a farmaci antinfiammatori".

In questa review sono stati inseriti tutti i risultati degli studi condotti sugli uomini ed è inoltre descritta la relazione meccanicistica fra infiammazione ed aterosclerosi, obesità, depressione maggiore, artrite reumatoide, malattie infiammatorie intestinali, asma e psoriasi.

In una review del  2004 (4) Mori e Beilin descrivono gli effetti provocati da EPA e DHA ed il metabolismo degli eicosanoidi con particolare attenzione ai fenomeni infiammatori. Supportati da precisi dati clinici e sperimentali, i ricercatori dimostrano che gli omega-3 dell'olio di pesce hanno effetti antinfiammatori ed immunomodulatori che li rendono

"agenti potenzialmente terapeutici per il trattamento di malattie infiammatorie ed autoimmuni".

Mori e Beilin osservano che gli isoprostanoidi F2 descritti di recente sono dei biomarkers eccellenti relativi al danno perossidativo dei lipidi in vivo; riportano inoltre degli studi che segnalano una riduzione di formazione di isoprostanoidi F2 quando l’olio di pesce fa parte dell’alimentazione corrente. É inoltre segnalato il ruolo benefico svolto da EPA e DHA sulla funzione endoteliale.

Studi su modelli animali dimostrano che l’assunzione di olio di pesce può ridurre l’intensità di particolari malattie e prolungare la relativa sopravvivenza. Il consumo di dosi molto elevate di tali supplementi ha comunque avuto risultati eterogenei (3).

Uno studio clinico condotto su 16 uomini (7) sani ha messo in evidenza che il consumo di olio di pesce (300mg, 1g e poi 2g di EPA e DHA combinati) per 4 settimane consecutive diminuisce la produzione della PGE2 (pro-infiammatoria) ed aumenta sia la produzione di IFN-ã (interferone-gamma) che la proliferazione dei linfociti rispetto ai valori di partenza. Tale vantaggioso effetto ai fini immunitari e anti-infiammatori non è influenzato da una contemporanea assunzione di antiossidanti.
Note bibliografiche

3. De Pablo et al. (2002) Clin Diag Lab Immunol;9(5):945-950.
4. Mori et al. (2004) Curr Atheroscler Rep; 6(6):461-467.
5. Simopoulos A (2002) J Am Coll Nutr; 21(6):495-505.
7. Trebble et al (2003) Am J Clin Nutr;78(3):376-382.

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