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RICERCA E SALUTE / Sistema immunitario
Molteplici studi su modelli animali suggeriscono che una moderata restrizione alimentare e/o energetica (sotto forma di calorie) consente di ritardare le disfunzioni immunitarie relative all'età e prolunga la durata media della vita. La quantità e il tipo di acidi grassi alimentari assunti possono profondamente interessare tale durata. Lo studio parte dal presupposto che gli oli di pesce di derivazione marina contengono acidi grassi n-3, composti con potenti proprietà antinfiammatorie. Le osservazioni sperimentali qui fatte potrebbero avere delle implicazioni aggiuntive riguardo al controllo di determinate situazioni come l'obesità, il diabete, il cancro e/o i processi di invecchiamento (8). Numerose ricerche cliniche sono in corso per accertare i meccanismi anti-infiammatori coinvolti (9) e gli effetti benefici determinati da una dieta ricca di acidi grassi essenziali omega-3 di derivazione marina per supportare la salute del cuore, degli occhi e delle giunture, l'artrite reumatoide, l’ipertrigliceridemia, il diabete e particolari disordini metabolici. Le prove cliniche condotte sugli uomini non hanno segnalato rilevanti effetti secondari.

Riguardo all’infiammazione, in uno studio del 7 marzo 2005, pubblicato nel Journal of Experimental Medicine, Arita e colleghi riportano l’esistenza negli esseri umani di un lipide antinfiammatorio derivato da un acido grasso essenziale dell’olio di pesce. Questo gruppo di ricerca ha identificato una nuova classe di lipidi bioattivi innescati dall’aspirina, denominati resolvine, l'attività dei quali può in parte spiegare gli effetti benefici degli acidi grassi omega-3. Questi lipidi sono prodotti a partire dagli acidi grassi omega-3 attraverso un’azione enzimatica cellulare. Tali composti riescono a ridurre l'infiammazione nelle cavie. Il principale componente bioattivo di questa classe di lipidi è stato identificato nelle cavie ed è stato chiamato resolvina E1 (resolvina in quanto svolge un ruolo importante nella fase risolutiva dell'infiammazione ed E perché derivante dall’EPA). I ricercatori hanno ora identificato questo lipide nel plasma di pazienti volontari che hanno assunto acidi grassi omega-3 e aspirina. Gli stessi studiosi hanno dimostrato che la resolvina umana E1 inibisce sia la migrazione delle cellule infiammatorie verso i luoghi di infiammazione che la loro capacità di accendere altre cellule infiammatorie (10). Le resolvine e i docosatrieni (metaboliti ossigenati del DHA) sembrano avere potenti effetti antinfiammatori e immunoregolatori a concentrazioni da 1 a 10 nm. I docosatrieni derivano dal DHA e svolgono inoltre un’azione neuroprotettiva, per questo si indicano con il nome di neuroprotettina D1 (D in quanto derivata dal DHA). È evidente come i composti in questione possano avere importanti implicazioni terapeutiche (11,12,13).

Uno studio del 2004 dimostra che gli omega-3 assunti con l'alimentazione sono associati nelle donne ad una diminuzione di determinati biomarkers tissutali. Ciò riflette una ridotta infiammazione e attivazione endoteliale, il che potrebbe in parte spiegare l’effetto di questi acidi grassi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (14).

Un altro studio suggerisce che l’assunzione di olio di pesce ricco di EPA e DHA unitamente agli antiossidanti modula in maniera favorevole i markers infiammatori dei soggetti affetti da malattia di Crohn riducendo quindi l’entità della patologia (15).
Note bibliografiche

8. Muthukumar et al (2001) Nutr.;131(10):2753-2760.
9. Zhang et al (2005) J Nutr ; 135:1745-1751 
10. JEM-Eating oily fish may reduce inflammation (2005) 
11. Serhan, C. N.(2005) Pharmacol. Ther., 105, 7-21
12. Serhan et al. (2004) Lipids, 39, 1125-1132
13. Serhan et al. (2004) Prostaglandins Other Lipid Mediators, 73, 155-172
14. Lopez-Garcia et al (2004) J Nutr ;134(7):1806-1811
15. Trebble et al (2004) Am J Clinical Nutrition; 80 (5):1137-1144.

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