L'infiammazione rappresenta una risposta generica ed aspecifica dell'organismo di fronte ad un'aggressione traumatica, chimica o microbica. Si manifesta con diversi sintomi. Alcuni di questi erano già stati intravisti da Aulo Cornelio Celso, uno scrittore romano del I secolo d.C., il quale, nel suo libro De Artibus, descrisse quelli che per molti secoli sono stati considerati i segni fondamentali del processo infiammatorio: rubor (rossore), calor (aumento della temperatura della zona infiammata), tumor (gonfiore), dolor (dolore). A questi quattro cardini, gli scienziati del secolo scorso ne aggiunsero un quinto, e cioè la functio laesa, che rappresenta il necessario corollario dei primi.
L’immunità specifica si è sviluppata come sofisticato meccanismo di difesa negli organismi superiori. Negli esseri umani la risposta immunitaria si articola in due processi principali: l’immunità umorale (o anticorpale) e l’immunità mediata da specifiche cellule.
Le risposte immunitarie e quelle infiammatorie possono essere innescate da svariati “insulti” biologici. Le fasi iniziali del processo sono caratterizzate da un’elevata secrezione di interleuchine e di eicosanoidi. Questi eventi sono regolati nelle loro varie manifestazioni dall'equilibrio degli acidi grassi omega-3/omega-6 presente nell’organismo. Gli omega-3 svolgono un'azione antinfiammatoria dato che inibiscono la produzione degli eicosanoidi (mediatori pro-infiammatori) derivati prevalentemente dall'acido arachidonico (un omega-6).
L'EPA e il DHA sono in grado di modulare sia la risposta immunitaria che quella infiammatoria (1,2).
L’impiego degli acidi grassi poli-insaturi e i relativi risultati clinici ottenuti riguardo alla salute del sistema immunitario rappresentano un campo di ricerca estremamente giovane. Il primo studio che collega direttamente gli omega-3 di derivazione marina EPA e DHA al trattamento di certi stati infiammatori è stato pubblicato nel 1932. Le ricerche che riguardano l’utilizzo dell’olio di pesce per le più svariate condizioni sono in continua evoluzione. Numerosi studi clinici sono attualmente in corso.
La ricerca ha in parte identificato i meccanismi attraverso cui gli omega-3 riescono a modulare in maniera efficace le risposte immunitarie e quelle infiammatorie (3,4). Questo tipo di effetto dipende da molti fattori quali il tipo e la quantità di acidi grassi alimentari e la durata di assunzione dei relativi integratori alimentari (5). Studi clinici condotti sugli uomini (6,7,8) dimostrano le capacità degli omega-3 (da integratori a base di olio di pesce) di intervenire e modulare i fattori pro-infiammatori e quelli coinvolti nelle risposte immunitarie. Di particolare interesse è l'impiego degli acidi grassi essenziali come terapia coadiuvante quella farmacologica nei casi di stati patologici reumatici ad andamento cronico di tipo autoimmune. Sono classificate come Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni un gruppo di patologie quali l'Artrite Reumatoide, l'Artrite Psoriasica, le Spondiliti, il Lupus Eritematoso Sistemico, la Sclerodermia e altre malattie rare. Le malattie reumatiche, immunologicamente mediate, hanno come comune denominatore uno stato infiammatorio cronico. Complessivamente colpiscono circa l' 1% della popolazione, le donne in misura tre volte maggiore rispetto agli uomini. La causa è per lo più sconosciuta, sembra esserci una certa predisposizione genetica del sistema immunitario che, se stimolato da vari fattori ad esempio ambientali (microrganismi), può innescare una reazione infiammatoria anomala, rivolta verso strutture biologiche dello stesso organismo (autoimmunità). Dato che le cellule del sistema immunitario (globuli bianchi) e gli auto-anticorpi circolano nel sangue quella che si sviluppa è una condizione infiammatoria cronica di tipo sistemico. In linea di massima tutti gli organi e apparati possono essere colpiti da un processo infiammatorio cronico nelle malattie autoimmuni. Il nome diverso riflette il coinvolgimento di un dato organo o apparato rispetto ad un altro. Nei casi di artrite ad esempio l'apparato più colpito è quello articolare. Di seguito sono riportati i casi specifici e i risultati finora raggiunti con l'impiego di supplementi alimentari. |