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Omega-3, fibre e vitamina E per ridurre il rischio di linfoma
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Una ricerca epidemiologica insegna che una dieta ricca di acidi grassi omega-3, fibre alimentari, beta-carotene e vitamina E può essere un valido ausilio contro il rischio di sviluppare linfomi non-Hodgkin. |
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I linfociti sono cellule specializzate, sono il nostro “esercito” che ci difende dalle malattie. Anche i soldati migliori a volte non obbediscono e allo stesso modo può succedere che queste cellule “impazziscano” e si replichino in maniera incontrollata senza motivo dando luogo a un tumore, il “linfoma”.
La classificazione clinica definisce due grandi tipologie di linfoma: linfoma di Hodgkin (LH) e linfoma non Hodgkin (LNH). Il primo è un tipo di tumore ormai ben caratterizzato, mentre la denominazione LNH accorpa molte patologie abbastanza diverse, divise in sottotipi a seconda dell’origine e tipologia delle cellule tumorali. |
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L'incidenza dei linfomi non-Hodgkin nell'adulto è aumentata in maniera drammatica negli ultimi vent'anni, tanto che questo tumore, una volta abbastanza raro, oggi è il quinto tumore più comune negli Stati Uniti, con 50.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno.
Uno studio americano condotto dal dr. Chang ha ottenuto risultati promettenti per la prevenzione di queste patologie. Un maggior consumo di pesce e grassi di derivazione marina, ma anche il consumo di frutta e verdura, contenenti vitamine dal potere antiossidante, è associato con un minore rischio di sviluppare i LNH.
I ricercatori analizzarono le abitudini alimentari di 591 persone affette da linfoma non Hodgkin e altri sottotipi di linfomi e di 460 soggetti sani; i risultati dell’indagine furono poi sottoposti ad una complessa elaborazione statistica. Per la maggior parte dei nutrienti esaminati, non si trovò alcuna correlazione significativa con il rischio di sviluppare linfomi. Con importanti eccezioni. |
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Il consumo di pesce corrispondente ad una quantità media giornaliera di 0,8g di acidi grassi omega-3, infatti, fu associato ad una riduzione del 20% di sviluppare LNH, ed addirittura ad una riduzione del 60% per alcuni sottotipi di linfoma, in confronto ad un consumo medio di 0,2g di omega 3 al giorno. L’integrazione con olio di pesce era correlata ad una riduzione del rischio di sviluppare LNH ancora più significativa (tra il 30% ed il 50%).
Risultò importante anche la quantità di fibra introdotta con l’alimentazione. Un consumo quotidiano di 14.4g di fibre ogni 1000Kcal infatti comportava una riduzione del rischio di sviluppare NHL e tutti i suoi sottotipi tra il 50% ed il 60%. Un apporto quotidiano di 30g di fibra alimentare è la raccomandazione attuale dei nutrizionisti. |
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Un discorso più dettagliato è necessario per quanto riguarda vitamine ed antiossidanti. I ricercatori trovarono una riduzione del rischio di LNH del 40% nel gruppo con il più alto consumo di beta-carotene rispetto a quello con il consumo più basso, ed in maniera simile una riduzione del 60% per il maggiore consumo di vitamina E. Al contrario, un elevato consumo di alcuni micronutrienti, come il calcio e il retinolo, risultava associato ad un aumento del rischio, forse a causa di una loro interferenza con la vitamina D, che è associata invece ad una riduzione del rischio di sviluppare linfomi (Smedby et al., 2005)
Come fanno questi nutrienti a proteggere l’organismo dai tumori? I meccanismi coinvolti sono probabilmente più d’uno, tra cui la riduzione di processi infiammatori, e la protezione dal danno ossidativo al DNA. |
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Fonte
Nutrient Intake and Risk of Non-Hodgkin's Lymphoma. Chang et al., Am J Epidemiol. 2006 Dec 15;164(12):1222-32
Ultraviolet radiation exposure and risk of malignant lymphomas. Smedby et al., J Natl Cancer Inst. 2005 Feb 2;97(3):199-209.
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