Gli omega-3 fanno bene, questo è assodato. Molti esperti ritengono che aumentare il consumo di pesce sia l'approccio più realistico per assumere la dose consigliata di questi preziose sostanze. Ma è davvero così? Dipende dal pesce. Una nuova ricerca (1), fresca di pubblicazione, ha analizzato il contenuto di omega-3 in 30 specie di pesce, sia catturato che di allevamento, comunemente consumato negli Stati Uniti, con particolare attenzione alle 4 specie di pesce di allevamento più vendute: salmone, trota, tilapia e pesce gatto. Questa analisi ha rivelato che se la trota ed il salmone contengono una buona quantità di omega-3, la tilapia (il più venduto in assoluto negli USA) e il pesce gatto, al contrario, dimostrano un contenuto di omega-3 molto scarso. In questi pesci inoltre c'è un alto rapporto tra omega-6 e omega-3, considerato dannoso per la salute dalla comunità scientifica internazionale. Il pesce di allevamento contiene più grasso rispetto a quello selvaggio, ma la parte grassa contiene in percentuale meno omega-3 e più omega-6. Il pesce gatto è un esempio eclatante, come si può vedere in tabella Questa differenza fa riflettere: anche se in Italia il pesce gatto si vede di rado, e la tilapia è un pesce sconosciuto, i metodi di allevamento del pesce sono simili, e sono quindi simili le differenze a livello nutrizionale tra pesce di allevamento e pescato.
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