| L'ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare ma anche uno dei più importanti fattori di rischio modificabili per condizioni quali ictus cerebrale, infarto del miocardio e stati di demenza. Ad un trattamento anti-ipertensivo prettamente farmacologico dovrebbe essere sempre associato uno stile di vita salutare basato sul controllo del peso corporeo, sulla qualità delle abitudini alimentari e sull'aumento della quotidiana attività fisica. L'assunzione di supplementi di olio di pesce ha dimostrato un modesto effetto ipotensivo in particolare nei soggetti più anziani ed ipertesi. E’ del resto noto che anche riduzioni della pressione sanguigna relativamente piccole possono ridurre in modo significativo il rischio di un attacco cardiaco e di un evento a carico alle coronarie (1,2,3). In ogni caso gli omega-3 rappresentano una valida terapia complementare per prevenire e tenere sotto controllo lo sviluppo di fenomeni arteriosclerotici. L'azione combinata nella riduzione del tasso di colesterolo e della formazione di trombi e nella dilatazione dei vasi sanguigni risulta di indubbia utilità in presenza di ipertensione. E' ben noto che una dieta ricca di grassi saturi aumenta il rischio di episodi ischemici di tipo cardiovascolare mentre i grassi insaturi esercitano un effetto protettivo e preventivo sullo stesso profilo di rischio (4). Gli stessi grassi saturi oltre a squilibrare dannosamente il profilo lipidico ematico possono avere un effetto negativo sulla pressione arteriosa (5,6). L'assunzione di grassi mono-insaturi come l'acido oleico dell'olio di oliva e di grassi poli-insaturi quali gli omega-3 tengono sotto controllo i valori pressori (7,8,9). In conclusione il consumo regolare di pesce ricco di EPA e DHA o l'assunzione di supplementi alimentari a base di olio di pesce aiutano a combattere l'ipertensione anche in virtù dei miglioramenti a carico dei trigliceridi plasmatici, dell'aggregazione piastrinica e della funzione endoteliale (10,11). |