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OMEGA-3 / Che cosa sono / Utilizzi
Numerosi studi suggeriscono che gli omega-3 possono essere utili nel trattamento di una grande varietà di affezioni patologiche. le evidenze più forti riguardano le malattie di cuore e le problematiche a queste connesse e la gamma dei possibili usi relativi agli omega-3 include:

Artrite
La maggior parte degli studi clinici sull’utilizzo di supplementi a base di EPA e DHA per il trattamento delle comuni condizioni infiammatorie sono focalizzati sul trattamento dell’artrite reumatoide. Le ricerche effettuate a tal proposito concludono che i supplementi alimentari a base di omega-3 riducono la fragilità delle giunture, fanno diminuire la rigidità mattutina e portano chi soffre di artrite reumatoide ad una minor assunzione di farmaci specifici. Per di più, studi di laboratorio suggeriscono che le diete ricche di omega-3 (e a basso contenuto di omega-6) possono giovare ai soggetti affetti da altri disordini infiammatori, come l’osteoartrite. Numerosi  studi di laboratorio condotti su cellule contenenti cartilagine hanno dimostrato come gli l’EPA e il DHA possano diminuire l'infiammazione e l'attività degli enzimi che distruggono la cartilagine.

Osteoporosi
Gli studi suggeriscono che gli omega-3come l’EPA contribuiscono ad aumentare i livelli di calcio nell’organismo, il deposito di calcio nelle ossa e a migliorare la resistenza ossea. Evidenze sperimentali riportano che i soggetti con un’alimentazione carente di determinati acidi grassi essenziali (sopratutto EPA ed acido gamma-linolenico GLA) soffrono con maggior probabilità di perdita ossea rispetto agli altri. I risultati di uno studio relativo a donne sopra i 65 anni di età affette da osteoporosi mostrano come l’assunzione di supplementi a base di EPA e GLA per tre anni abbia determinato una perdita ossea significativamente inferiore rispetto a donne trattate con un placebo. Molte di queste donne hanno, inoltre, ottenuto un aumento della densità ossea.

Depressione
Gli individui che non assumono abbastanza acidi grassi omega-3 o non mantengono un appropriato equilibrio alimentare omega-3/omega-6 possono correre un rischio maggiore di stati depressivi. L’acido grasso DHA è componente fondamentale delle membrane delle cellule nervose; l’EPA e il DHA aiutano tali cellule a comunicare tra loro in modo ottimale, il che è una condizione fondamentale per una buona salute mentale. In uno studio condotto su pazienti ricoverati in ospedale a causa di gravi stati depressivi sono stati riscontrati livelli di acidi grassi omega-3 (in particolare di EPA) particolarmente più bassi ed un rapporto omega-6/omega-3 nettamente più alto. In un altro studio relativo a individui affetti da depressione, coloro che hanno seguito un regime alimentare equilibrato comprensivo di  2-3 porzioni di pesce grasso alla settimana per 5 anni hanno registrato una riduzione significativa delle manifestazioni depressive e della relativa intensità.

Disordine bipolare
In uno studio condotto su 30 persone affette da disordine bipolare (alternanza di episodi maniacali e stati depressivi), coloro che sono stati curati con EPA e DHA (unitamente ai farmaci usuali di stabilizzazione dell’umore) per quattro mesi hanno percepito una minor frequenza di episodi ricorrenti di stati depressivi o maniacali rispetto a quelli trattati con un placebo.

Schizofrenia
Uno studio preliminare suggerisce che i sintomi propri di soggetti schizofrenici migliorano nettamente in seguito ad assunzione di acidi grassi omega-3. Questi risultati promettenti suggeriscono la necessità di ulteriori ricerche prima di poter trarre delle conclusioni riguardo all’effetto benefico degli omega-3 nel trattamento della schizofrenia.

Disordine da deficit di attenzione e da iperattività (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder - ADHD)
I bambini affetti da ADHD possono avere bassi livelli di determinati acidi grassi essenziali (compreso EPA e DHA) nel loro organismo. In uno studio comprensivo di 100 bambini, quelli con livelli più bassi di acidi grassi omega-3 hanno dimostrato maggiori problemi di apprendimento e comportamentali (come scatti d’ira e disturbi del sonno) rispetto ai ragazzi con livelli normali di acidi grassi omega-3. Negli studi animali, bassi livelli di acidi grassi omega-3 hanno dimostrato la capacità di abbassare la concentrazione di determinate sostanze chimiche nel cervello (come la dopamina e la serotonina) che svolgono un ruolo cruciale riguardo all’attenzione e alla motivazione. Ulteriori studi sono necessari per esaminare l’abilità dei supplementi a base di omega-3 nel migliorare i sintomi di ADHD. Arrivati a questo punto il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 è comunque un approccio ragionevole per chi soffre di ADHD.
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