La retina è una membrana che tappezza internamente il globo oculare. Ha la funzione di trasformare le radiazioni luminose in impulsi nervosi che vengono trasmessi ai centri cerebrali.
La retina è particolarmente ricca di acidi grassi a lunga catena. Il DHA può costituire fino al 50% della composizione di acidi grassi dei fosfolipidi di questo tessuto, un fatto che suggerisce il suo potenziale e probabile coinvolgimento nelle funzioni visive. D'altronde la vista sarebbe impossibile senza la presenza di DHA.
Uno studio mostra che i lattanti che si sono nutriti con latte addizionato di omega-3 rivelano una capacità visiva migliore rispetto agli altri, all'età di 2 mesi (1). Con l'età, la retina continua ad aver bisogno di una quantità sufficiente di questi acidi grassi che costituiscono le sue cellule. Un adeguato apporto di omega-3 ad esempio riduce il rischio di degenerazione maculare, che è oggi la causa più frequente di cecità nel mondo (2). Lo studio AREDS (Age-related Eye Disease Study), conclusosi a fine dicembre 2005 ha dimostrato come una dieta supportata da dosi elevate di composti anti-ossidanti (vitamina C, vitamina E, Beta-carotene e zinco) riesca a ridurre la progressione di uno stato degenerativo della macula lutea. Esistono in letteratura una serie di studi che attribuiscono gli stessi effeti ad altri micronutrienti quali luteina e omega-3. Da questi incoraggianti presupposti nasce ed è in corso lo studio AREDS 2 promosso dal National Eye Institute americano con l'obiettivo di relazionare l'assunzione di dosi stabilite di luteina e omega-3 ad un rallentameno progressivo della degenerazione maculare. I ricercatori della Harvard Medical School di Boston hanno sperimentato l'utilizzo del DHA in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa (un insieme di disturbi a carattere ereditario che colpisce la retina provocando una perdita progressiva della visione notturna e del campo visivo periferico), il 70% dei quali stava già assumendo vitamina A (15.000 UI/ al giorno) prima dell'inizio dello studio. Lo studio è durato 4 anni e i pazienti avevano tra i 18 e i 55 anni di età. I risultati dimostrano che l'aggiunta di DHA (1200 mg/al giorno) alla vitamina A rallenta il decorso della retinite pigmentosa orientativamente per un periodo di due anni. Inoltre, per quelli che da due anni assumevano già vitamina A, l'aggiunta di acidi grassi omega-3 (0.02 grammi/al giorno) alla dieta corrente ha determinato un rallentamento del declino della sensibilità del campo visivo (3). |