Proprietà attribuite dalla bibliografia internazionale ai nutrienti contenuti: Acido docosaesaenoico (DHA): in generale, gli acidi grassi polinsaturi omega-3 a lunga catena, EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), hanno un ruolo strutturale nelle membrane cellulari del nostro organismo, in quanto costituiscono i fosfolipidi di membrana che sono le molecole biologiche che permettono la delimitazione dell'ambiente intracellulare da quello extracellulare. In particolare, il DHA rappresenta il 50% dei lipidi delle membrane cellulari della retina ed il 30% di quelli delle cellule del sistema nervoso centrale (neuroni e glia) svolgendo un ruolo fondamentale nella formazione dei sinaptosomi, delle vescicole sinaptiche e della guaina mielenica, concorrendo alla mediazione delle attività biochimiche che consentono la neurotrasmissione(1). Il DHA influenza anche lo sviluppo ed il mantenimento della vista in quanto è l'acido grasso predominante nelle membrane dei segmenti esterni dei bastoncelli della retina, dove regola la funzione della rodopsina, il pigmento fotosensibile che traduce gli stimoli luminosi in impulsi nervosi(2). Gli omega-3 presenti nei fosfolipidi possono essere liberati dall'enzima fosfolipasi A2 e processati dalla prostaglandina sintetasi portando alla produzione di prostaglandine, leucotrieni, prostacicline, docosatrieni e lipoxine, molecole simil ormonali, ubiquitarie nell'organismo che regolano numerose funzioni tra cui l'infiammazione, la pressione arteriosa, la reattività bronchiale e l'aggregazione piastrinica. In particolare i docosatrieni e le resolvine derivano dal DHA e sono presenti nel cervello dove hanno azione neuroprotettiva e regolano la risposta infiammatoria attraverso la modulazione dell'espressione delle citochine(3). Recenti ricerche hanno dimostrato che l'integrazione alimentare con DHA può svolgere un ruolo significativo nel migliorare condizioni come la dislessia, la disprassia e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività: patologie dell'infanzia e dell'adolescenza caratterizzate dalla presenza di livelli significativamente bassi di DHA. Studi in vivo hanno dimostrato che la carenza di DHA nella dieta può indurre la riduzione dei livelli cerebrali di dopamina e del rispettivo recettore che si può manifestare con un calo dell'attenzione e delle capacità di apprendimento(4,5). L'adrenoleucodistrofia e la sindrome di Zellweger sono patologie genetiche caratterizzate da un alterata funzionalità dei perissosomi e si manifestano con profonde alterazioni del sistema nervoso centrale (demielinizzazione cerebrale, atrofia surrenalica), cecità e morte precoce. I pazienti trattati con DHA hanno potuto ottenere effetti sulla sopravvivenza e sul quadro neurologico con miglioramenti a carico delle funzioni visive, mentali e fisiche(6). L'impiego di DHA ed EPA si è dimostrato utile anche nel trattamento dell'autismo, due diversi studi clinici hanno evidenziato che i bambini affetti da tale patologia presentano nel plasma il 20% in meno di DHA ed EPA rispetto ai soggetti sani. L'integrazione con 1,5 g di DHA e EPA per 6 settimane ha portato ad un miglioramento del comportamento aggressivo ed autolesionista(7). L'integrazione con omega-3 DHA ed EPA è molto utile anche nel favorire la riduzione dei sintomi in patologie con base infiammatoria come la fibrosi cistica dove i pazienti hanno una forte riduzione del DHA ematico. Lo studio di Freedman SD (8) ha evidenziato come la supplementazione con alti dosi di DHA nel topo ha corretto le anomalie degli acidi grassi, annullando le modificazioni istologiche nel pancreas e nell'ileo ed ha diminuito il livello dei neutrofili nelle polmoniti indotte dal lipopolisaccaride dello Pseudomonas (9). (1) M Cocchi, E Turchetto. Polyunsatured fatty acids (LCPs) and perinatal development. Progress in Nutrition 1999; 1: 3-27. (2) MI Aveldano. Phospholipid species containing long and very long polyenoic fatty acids remain associated with rhodopsin after hexane extraction of photoreceptor membranes. Biochemistry 1988; 27: 1229-1239. (3) Serhan CN. Novel eicosanoid and docosanoid mediators: resolvins, docasatrienes and neuroprotectins. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2005;8:115-21 (4) LJ Stevens, SS Zentall, JL Deck, ML Abate, BA Watkins, SR Lipp, Jr Burgess. Essential fatty acid metabolism in boys with attention-deficit hyperactivity disorder. Am J Clin Nutr 1995; 62: 761-768 (5) AJ Richardson, BK Puri. A randomized double blind placebo controlled study of effects of the supplementation with highly unsatured fatty acids on ADHD related symptoms in children with specific learning difficulties. Prog Neuro-Psycophar Biol Psych 2002; 26: 233-239. (6) M Martinez. Therapeutic effects of docosahexaenoic acid ethyl ester in patients with generalized peroxisomal disorders. Am J Clin Nutr 2000; 71: 376S-385S (7) Parris M.Kidd, Omega-3 DHA and EPA for Cognition, Behaviour, and Modd: Clinical Findings and Structural Functional sinergie with cell membrane phospolipids. Alternative Medicine Rewiew 2007; 12:207-227. (8) Freedman SD, et al. Association of cystic fibrosis with abnormality in fatty acid metabolism. N Eng J Med 2004; 350.560-9 (9) Karp CL et al. Defective lipomi-mediated anti-inflammatory activity in cystic fibrosis arway. Mature Immunology 2004;4:388-9 |