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Glossario sugli Omega-3

Acidi grassi

Gli acidi grassi (unità di base della classe dei lipidi) sono costituiti da una catena carboniosa (atomi di carbonio legati tra loro sui quali si attaccano atomi di idrogeno e di ossigeno). La catena carboniosa degli acidi grassi può contenere fino a 30 atomi di carbonio. In genere ha un numero di atomi di carbonio variabile dai 14 ai 22.

Esistono tre categorie di acidi grassi: gli acidi grassi saturi (SFA) che sono solidi a temperatura ambiente, gli acidi grassi mono-insaturi (MUFA), liquidi a temperatura ambiente, ma tendenti a solidificare a temperature più basse (p.e. freezer), la cui catena carboniosa contiene un doppio legame e gli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) che contengono più doppi legami e che rimangono liquidi anche nel freezer. Essi sono i costituenti dei trigliceridi e dei fosfolipidi.

Il grado di insaturazione è di grande interesse in quanto il consumo eccessivo di grassi saturi potrebbe avere implicazioni negative sulla salute. E' ad esempio noto, da lungo tempo, che un'alimentazione ricca di acidi grassi saturi è associata ad alti livelli di colesterolo nel plasma, mentre un'alimentazione ricca di acidi grassi poliinsaturi, come quelli che si trovano negli oli ottenuti dai pesci, diminuisce il livello di colesterolo.

Formula generale di un acido grasso:

CH3(CH2)n(CH=CHCH2)m(CH2)pCOOH

(saturo: m=0; monoinsaturo: m=1; polinsaturo: m>1)  

Acidi grassi essenziali

Gli acidi grassi essenziali sono alcuni acidi grassi poli-insaturi, la cui presenza è indispensabile per avere delle reazioni fisiologiche equilibrate e quindi una salute ottimale, non possono essere sintetizzati dall'organismo e devono necessariamente essere introdotti con la dieta.

I mammiferi sono in grado di sintetizzare "de novo" gli acidi grassi saturi e quelli monoinsaturi partendo da semplici precursori come il glucosio e gli aminoacidi.

Questi acidi grassi, detti essenziali, sono rappresentati da due sottogruppi: gli acidi grassi n-3 e quelli n-6, più comunemente conosciuti come Omega-3 e Omega-6.

Il numero 3 o 6 deriva dalla posizione dell'ultimo doppio legame tra gli atomi di carbonio: se questo si trova a sei atomi di carbonio dalla fine della catena carboniosa si parla di un acido grasso Omega 6 (omega è l'ultima lettera dell'alfabeto greco e viene spesso utilizzata nella lingua scientifica per definire un'estremità), mentre, se l'ultimo doppio legame è soltanto a tre atomi di carbonio dall'estremità della catena carboniosa, si parla di un acido grasso Omega 3.

Acidi grassi mono-insaturi (MUFA)

Acido grasso la cui catena carboniosa contiene un doppio legame (un legame tra due atomi di carbonio che non "è saturato" da atomi di idrogeno). Questa insaturazione rende la catena più flessibile con capacità di deformarsi più liberamente nello spazio. Questi acidi grassi sono sotto forma liquida a temperatura ambiente ma tendono a solidificare nel freezer.

È il caso dell'olio d'oliva il cui principale costituente è l'acido grasso monoinsaturo acido oleico.

Acidi grassi Omega-3

Gli acidi grassi Omega-3 rappresentano una famiglia di acidi grassi essenziali (vedere questa definizione) particolarmente abbondanti negli oli di pesce che esercitano un'influenza significativa  sulla struttura delle membrane cellulari e sull'equilibrio delle reazioni fisiologiche nell'organismo.

Essi conferiscono alle membrane cellulari una particolare fluidità che risulta indispensabile agli scambi transmembrana con l'interno della cellula ed alla comunicazione intercellulare.

Gli Omega-3 hanno proprietà antiaggreganti sulle piastrine e controllano, in parte, le reazioni infiammatorie impedendo loro di diventare eccessive e favorendo, al tempo stesso, la lotta contro le aggressioni esterne all'organismo.

I principali acidi grassi Omega-3 sono i seguenti:

Acido alfa-linolenico (ALA)

È il precursore sintetico degli Omega-3 a catena lunga. E' un acido grasso Omega-3 di origine vegetale e si trova prevalentemente in alcune alghe, in alcuni legumi verdi ed in alcuni semi ad esempio quelli di lino. All'interno dell'organismo l' ALA è convertito in EPA e DHA, gli acidi grassi a lunga catena biologicamente attivi nei mammiferi. Negli umani tale capacità di conversione è ridotta.

La catena carboniosa dell' ALA contiene 18 atomi di carbonio e 3 doppi legami e per semplificazione si può indicare con C18:3n-3 dove il numero immediatamente successivo alla C indica il numero di atomi di carbonio dell'acido grasso essenziale, mentre quello che segue i due punti segnala quanti doppi legami sono presenti nella molecola.

Acido Eicosapentaenoico (EPA)

Dopo l'ingestione l' ALA è parzialmente trasformato in EPA, dagli effetti più diretti sulla fisiologia del corpo umano.

L'EPA è uno precursore di una classe di molecole (gli eicosanoidi della serie 3) che partecipano alla lotta contro le infezioni e contro le cellule cancerose e che controllano le reazioni infiammatorie mediate dagli eicosanoidi derivati dall' AA e le citochine. L'EPA può essere parzialmente trasformato in acido DHA, quando la quantità di EPA disponibile è sufficiente.

La catena carboniosa dell' EPA contiene 20 atomi di carbonio e 5 doppi legami (C20:5n-3).

Studi su umani hanno mostrato che l'efficienza della sintesi di EPA a partire dall'ALA è molto bassa: solo il 5-10% dell' ALA viene convertito in EPA. Quindi, se si mira ad ottenere i massimi benefici dell'EPA, sarebbe meglio ricorrere all'assunzione di EPA preformato di origine animale, piuttosto che a fonti vegetali ricche di ALA come i semi di lino.

Il DHA è il grasso strutturale per il cervello, mentre l'EPA è fondamentale per la salute. L'olio di pesce li contiene entrambi in abbondanza.

Acido Docosaesaenoico (DHA)

Attraverso una serie di reazioni enzimatiche, a partire dall'EPA, l'organismo sintetizza il DHA, l'acido grasso Omega 3 che si ritrova prevalentemente nella composizione lipidica delle membrane cellulari, sopratutto nei lipidi del cervello, dello sperma e della retina. La presenza in quantità adeguata del DHA nel latte materno è ritenuta di fondamentale importanza per uno sviluppo ottimale del cervello del bambino.

Il DHA può essere anche riconvertito in EPA dagli stessi enzimi utilizzati principalmente per produrre il DHA. Quest'ultimo processo è molto difficile e poco efficiente ed è una delle ragioni per le quali l'integrazione alimentare di solo DHA (senza EPA) non ha un effetto così marcato sul controllo delle reazioni infiammatorie o sull'equilibrio emozionale come l'integrazione di solo EPA. Mentre il DHA è prevalentemente coinvolto nella struttura delle cellule, l'EPA ha un'azione più diretta e più mirata sull'equilibrio delle reazioni fisiologiche.

La catena carboniosa del DHA contiene 22 atomi di carbonio e 6 doppi legami (C22:6n-3)

Acidi grassi Omega-6

Gli acidi grassi Omega-6 rappresentano una famiglia di acidi grassi essenziali (vedi definizione) che sono indispensabili alla struttura delle membrane cellulari ed agiscono sull'equilibrio delle reazioni fisiologiche nell'organismo.

Gli acidi grassi Omega-6 sono i precursori di alcune molecole che favoriscono le reazioni infiammatorie (gli eicosanoidi pro-infiammatori). Queste molecole sono molto importanti per il normale e regolare funzionamento dell'organismo. In particolare, quando gli acidi grassi Omega-6 non sono equilibrati da una presenza sufficiente di acidi grassi Omega-3 (soprattutto dall'influenza stabilizzante dell' EPA), inducono reazioni infiammatorie eccessive che possono manifestarsi con sintomi particolari (come nel caso dell'artrite) o persino dar luogo ad alcune malattie dette "autoimmuni" durante le quali il sistema immunitario si rivolta contro il proprio organismo producendo anticorpi contro i normali tessuti.

L'equilibrio tra Omega-6 ed Omega-3 è il principale fattore che determina la salute fisica e mentale dell'organismo umano.

I principali acidi grassi Omega-6 sono i seguenti:

Acido Linoleico (LA)

E' il precursore sintetico degli acidi grassi omega-6 a catena lunga. E' il principale costituente della maggior parte degli oli vegetali (eccetto l'olio d'oliva, l'olio di semi di lino, l'olio di colza). Il LA è particolarmente abbondante nel granoturco (una delle principali fonti nutrizionali del bestiame).

La catena carboniosa di LA contiene 18 atomi di carbonio e 2 doppi legami (C18:2).

Acido Gamma-linolenico (GLA)

Nell'organismo, il LA è trasformato attraverso una reazione enzimatica in GLA.

Il GLA è un isomero del più comune ALA. Il GLA proviene da numerose fonti vegetali (ad esempio il ribes nero) ed è disponibile come integratore dietetico sotto forma di olio, ad esempio olio di primula o di borragine.

La catena carboniosa del GLA contiene 18 atomi di carbonio e 3 doppi legami (C18:3).

Evidenze sperimentali dimostrano come l'assunzione di questo acido sia vantaggiosa ai fini terapeutici e nutrizionali.

Acido Arachidonico (AA) 

L'AA è l'acido grasso essenziale più abbondante nel nostro organismo. È chimicamente prodotto a partire da fonti alimentari di LA e di GLA. E' presente in elevate concentrazioni nei fosfolipidi animali e, ai fini commerciali, è generalmente isolato dai lipidi del fegato. E' anche presente in alcune felci e può essere prodotto dalla fermentazione di particolari microrganismi. Svolge un ruolo fondamentale nella struttura delle membrane cellulari particolarmente in quelle dei neuroni del cervello.

La catena carboniosa dell' acido arachidonico contiene 20 atomi di carbonio e 4 doppi legami. E' il precursore di una classe di composti chiamati eicosanoidi della serie 2. Gli eicosanoidi biologicamente attivi, derivati dall'acido arachidonico, comprendono le prostaglandine, i trombossani e i leucotrieni. Gli eicosanoidi esercitano effetti fisiologici specifici sulle cellule bersaglio in prossimità del sito in cui vengono sintetizzati e vengono catabolizzati in modo estremamente rapido: questi composti sono considerati ormoni a vita breve e ad azione locale (ormoni autocrini). Il metabolismo degli eicosanoidi rappresenta un bersaglio terapeutico estremamente importante per i farmaci utilizzati per controllare i processi infiammatori (aspirina) la coagulazione del sangue e la secrezione gastrica e per manipolare i processi riproduttivi in vari modi.

Acidi grassi poli-insaturi (PUFA)

Gli acidi grassi poli-insaturi sono composti da una catena carboniosa che contiene molti doppi legami o insaturazioni (molti legami carbonio-carbonio non "sono saturati" da atomi di idrogeno). Questa poliinsaturazione fa sì che la  catena sia molto flessibile e tale da permettere una funzione ottimale delle membrane delle cellule di cui fa parte. Questi acidi grassi sono liquidi anche a basse temperature. 

Acidi grassi saturi (SFA)

Gli acidi grassi saturi sono costituiti da lunghe catene carboniose saturate. Le catene carboniose sono dette "saturate" quando tutti i legami carbonio-carbonio sono semplici, cioè "saturati" da un determinato  numero di atomi di idrogeno.

Queste catene hanno una struttura rigida ed è per questo motivo che i grassi come il burro e altri grassi di origine animale, sono solidi a temperatura ambiente. Questi acidi grassi saturi conferiscono alle membrane cellulari dell'organismo una struttura rigida che non facilita la comunicazione e gli scambi intercellulari indispensabili al buon mantenimento dell'equilibrio fisiologico.

Colesterolo

Il colesterolo fa parte della famiglia dei lipidi. È una sostanza simile ai grassi, che si trova nel sangue, nei muscoli, nel fegato, nel cervello ed in altri tessuti umani. Esso entra a far parte della struttura di molte membrane animali sulla cui fluidità ha un effetto specifico e complesso ed è il precursore sintetico di ormoni molto importanti quali gli ormoni sessuali degli animali superiori, l'adrenalina e il cortisolo. È prodotto nell'organismo, in particolare nel fegato e proviene anche dall'alimentazione (carni, prodotti lattiero-caseari, frutti di mare e pesce). Una quantità equilibrata di colesterolo è necessaria al mantenimento di un buono stato di salute mentre un eccesso potrebbe essere nocivo.

Diossine

Le diossine sono composti chimici formati da quattro atomi di carbonio e due di ossigeno e che nell'anello da essi costituito contiene due doppi legami. Il nome è usato impropriamente per indicare la tossicissima TCDD (la sua tossicità per fare un esempio è molto più alta del cianuro e della stricnina). In quantità subletali provoca una sfigurante malattia della pelle detta cloroacne. 

Le diossine sono molecole che si degradano molto lentamente. Essa persiste per lungo tempo nell'ambiente e a causa della sua solubilità nei grassi si propaga attraverso la catena alimentare.

Le diossine sono sottoprodotti inquinanti industriali che si bio-accumulano prontamente nei tessuti grassi dei pesci. Studi condotti su specie animali dimostrano come una continua esposizione a questi prodotti (ad esempio consumando pesce contaminato, regolarmente e per periodi estesi) possa causare danni neurologici, alterazioni significative del sistema immunitario e aumentata incidenza di aborti.

La diossina è risultata teratogena (in grado di provocare malformazioni fetali) nei piccoli animali e probabilmente, anche se con minore frequenza, nella donna. È stata classificata agente cancerogeno probabile (in laboratorio è stata osservata una maggior incidenza di cancro al fegato e  al polmone).

Come per il mercurio le diossine sono più rischiose per le donne in gravidanza e per i bambini.

Nel luglio 1976 un' esplosione in un impianto chimico a Seveso (Italia) provocò la diffusione nell'atmosfera di una quantità di diossina calcolata tra le 22 e 132 tonnellate. L'impianto era adibito alla produzione di un composto (usato a sua volta per la produzione di un erbicida) ma la temperatura di reazione andò fuori controllo con conseguente emissione della nube di diossina.

Il risultato fu che moltissimi animali morirono e molta gente fu affetta da dermatiti.

Uno studio condotto 25 anni dopo l'incidente a Seveso su 48 persone, provenienti da aree contaminate, ha messo in evidenza come il normale sviluppo dei denti dei bambini sia uno dei targets più sensibili alla tossicità da diossina.

Un altro studio, circa 20 anni dopo Seveso, ha dimostrato come la TCDD inibisce la produzione di anticorpi; ciò si traduce in una diminuita resistenza alle infezione batteriche, virali e parassitarie. Il sistema immunitario è quindi un altro target molto suscettibile agli effetti nocivi diossina indotti.

Eicosanoidi

Si tratta di una famiglia complessa e numerosa di molecole costituite da 20 atomi di carbonio (éikosi significa 20 in greco) derivate da acidi grassi poliinsaturi di cui il principale è l'acido arachidonico. Queste molecole si comportano come mediatori intercellulari e/o come ormoni ad azione locale e rivestono una grande importanza fisiologica e fisiopatologia soprattutto relativamente al controllo dei processi infiammatori.

Eicosanoidi buoni e cattivi Gli eicosanoidi più studiati sono senz'altro le prostaglandine. Ne esistono più di 30 tipi, suddivise in 3 famiglie: le famiglie PG1 e PG2 derivano dai grassi omega 6 (il cui capostipite è l'acido linoleico), la famiglia PG3 dai grassi omega-3 (il cui capostipite è l'acido linolenico). Le prostaglandine con i maggiori effetti sulla salute sono le PG1 e le PG2.

Le prime (soprattutto la PGE1) svolgono le seguenti funzioni:

  • abbassano la pressione sanguigna favorendo la rimozione del sodio e combattendo la ritenzione idrica;
  • prevengono l'aggregazione piastrinica, prevenendo l'insorgenza di trombi e infarti;
  • inibiscono la risposta infiammatoria;
  • migliorano il funzionamento dell'insulina e mantiene la glicemia costante;
  • regolano il metabolismo del calcio;
  • migliorano il funzionamento del sistema nervoso;
  • migliorano il funzionamento del sistema immunitario.

Le prostaglandine PG2 possono essere buone o cattive. La PGE2 causa ritenzione idrica, l'aggregazione piastrinica, le infiammazioni, l'aumento della pressione sanguigna. La PGI2 invece è buona, poiché agisce in modo simile alla PGE1.

Quando l'uomo era un cacciatore, sicuramente eicosanoidi come la  PGE2 potevano salvarlo nelle situazioni difficili (a guarire dalle ferite, per esempio). Nell'epoca del benessere e della sedentarietà, può arrivare ad essere una sostanza nemica.

Estere

È un composto chimico che si ottiene dalla reazione fra un alcool e un acido organico o inorganico, mediante un legame di natura covalente. La nomenclatura degli esteri deriva dagli acidi con desinenza -ato ( per es. acetato di etile). Gli esteri hanno di regola un odore gradevole che spesso ricorda quello dei frutti, tanto che questi composti sono largamente impiegati nella produzione di aromi sintetici.

Gli etil-esteri e i gliceril-esteri differiscono nella composizione alcolica, etanolo per gli uni, glicerolo per gli altri.

Fosfolipidi

I fosfolipidi sono dei lipidi la cui catena carboniosa contiene uno o più atomi di fosforo da cui il nome  di fosfolipidi. Sono costituenti essenziali della struttura delle membrane cellulari.

Lipidi

I lipidi rappresentano un gruppo eterogeneo di composti che hanno in comune: insolubilità nell'ambiente acquoso della cellula; solubilità in solventi organici, quali etere, benzolo, ecc.; peso specifico inferiore all'acqua; punto di fusione piuttosto basso. La bassa solubilità rende i lipidi adatti ad una delle loro funzioni biologiche più importanti: costituire l'elemento strutturale principale delle membrane che circondano le cellule e le separano in vari compartimenti.

I lipidi si classificano in lipidi semplici, formati esclusivamente da carbonio, idrogeno e ossigeno e lipidi complessi che contengono, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, anche azoto, fosforo e zolfo. I lipidi provengono da prodotti alimentari di origine animale (burro, prodotti lattiero-caseari, grassi, carni) e vegetali (oli, margarina, noci, olive).

Della famiglia dei lipidi fanno parte tra gli altri: i trigliceridi (lipidi semplici) ed i fosfolipidi (lipidi complessi).

Mercurio

Il mercurio un elemento chimico di simbolo Hg. Si trova libero in natura in goccioline aderenti al cinabro, sotto forma di amalgama, e nel minerale cinabro, che è il più importante. È un metallo liquido a temperatura ambiente, grigio-argento splendente, estremamente duttile. Serve nella preparazione di prodotti detonanti, antisettici, per estrarre oro e argento, nella fabbricazione di apparecchi di fisica (termometri, barometri, ecc.), per lampade a vapori di mercurio.

Il mercurio e i suoi derivati sono tossici. È il principale agente inquinante riscontrato nei pesci infatti la maggior parte dei pesci e dei crostacei contengono tracce di mercurio.

I  composti organici del mercurio passano attraverso la catena alimentare e si accumulano nell'uomo. In acqua il mercurio è convertito in metil-mercurio, una potente neurotossina che distrugge il tessuto del nervo. Quando gli esseri umani mangiano il pesce il metilmercurio si accumula nella circolazione sanguigna. Risultati recenti indicano che il mercurio è legato all'ossidazione del colesterolo e può aumentare il rischio di un attacco cardiaco nei soggetti a rischio.

Si capisce quindi come i benefici cardiovascolari derivanti dal consumo di pesce si attenuano in presenza di mercurio organico che anzi accelera lo sviluppo delle malattie cardiache. Inoltre il mercurio è un metallo che si accumula a livello dei tessuti (bio-accumulo) e può passare dalla donna incinta al feto andando a contribuire a disturbi legati alla capacità di apprendimento e di memoria del bambino.

In uno studio condotto in otto paesi europei e in Israele sono stati messi in relazione i livelli di mercurio nelle unghie delle dita del piede e di DHA nel tessuto adiposo con il rischio di infarto del miocardio negli uomini. Furono presi in considerazione, a tale scopo, 684 uomini ai quali era stata fatta una prima diagnosi di infarto del miocardio e 724 uomini come gruppo di controllo.

I risultati mostrarono chiaramente che, a differenza del DHA del tessuto adiposo, il livello di mercurio nelle unghie è direttamente collegato al rischio per l'uomo di andar incontro ad un infarto del miocardio. È evidente come un'alta percentuale di mercurio possa quindi diminuire l'effetto cardioprotettivo del consumo di pesce.

Policlorobenzeni

I policlorobenzeni o i PCB, sono una classe di composti organici contenenti un numero di atomi di cloro variabile da 1 a 10 che si legano a due benzeni attaccati. Il benzene è un idrocarburo aromatico di formula C6H6, con struttura ad anello (anello benzenico) avente i 6 atomi di carbonio e di idrogeno posti ciascuno al vertice di un esagono regolare, legati alternativamente da un legame semplice e uno doppio.

La formula generale dei policlorobenzeni (PCB) è C12H10-xClx. Questi composti sono in realtà delle miscele di dibenzeni variamente clorurati classificate proprio sulla base del loro contenuto di cloro che varia di regola tra il 40 e il 60%. In teoria si possono preparare ben 210 dibenzeni variamente clorurati, ma una tipica miscela commerciale (in genere un liquido viscoso chiaro) ne contiene circa cinquanta. L'impiego di PCB è molteplice: scambiatori di calore nei trasformatori, plasticizzanti per la produzione di oggetti in polistirolo, inchiostri da stampa e carta carbone, additivi nei pesticidi, agenti fissanti pei microscopio, ritardanti di fiamma.

I policlorobenzeni (PCB) sono degradati molto lentamente (a causa della loro stabilità chimica, fisica e termodinamica) ed essendo insolubili in acqua ma solubili nei grassi tendono man mano ad accumularsi lungo la catena alimentare. I pesci che vivono in acque contaminate da PCB presentano livelli di PCB da 100 a 100.000 volte più alti di quelli dell'acqua stessa e questo rapporto è ancora più alto negli uccelli che si nutrono di tali pesci.

I pesci raccolgono e concentrano nei tessuti adiposi gli acidi grassi derivati dalle alghe (omega-3 a catena lunga EPA e DHA) ma anche altre sostanze tossiche liposolubili (inquinanti industriali) come mercurio organico, PCB e diossine. Tutte le sostanze scaricate in mare tendono alla fine a concentrarsi nei pesci.

Evidenze sperimentali dimostrano come una persistente esposizione a livelli elevati di policlorobenzeni (PCB) abbia effetti nocivi sulla salute dovuti a problemi di bio-accumulo a livello dei tessuti animali. In queste condizioni sono stati riscontrati danni sopratutto a livello del fegato e della barriera cutanea ma anche dei reni, dello stomaco e della tiroide.

Una continua esposizione ai PCB è stata messa in relazione con la presenza di forme tumorali al fegato e al tratto biliare dimostrando come questi composti siano probabilmente cancerogeni. Un gruppo di ricercatori ha analizzato il comportamento di bambini nati da donne che si erano nutrite regolarmente di pesci contaminati da policlorobenzeni (PCB) provenienti dal lago Michigan. Rispetto al gruppo di controllo, in questi bambini risultò tre volte più probabile riscontrare un quoziente intellettivo più basso rispetto alla media e due volte più probabile una difficoltà relativa alla capacità di apprendimento e di lettura.

Trigliceridi

Negli esseri viventi gli acidi grassi vengono immagazzinati in massima parte sotto forma di trigliceridi ossia grassi. Un mammifero può contenere una quantità di lipidi pari ad un valore compreso tra il 5 e il 25%, o più, del suo peso corporeo; più del 90% di questi lipidi sono grassi. Tali sostanze sono costituite da una molecola di glicerolo e da tre molecole di acidi grassi che possono essere saturi, mono-insaturi o poliinsaturi.

Negli adipociti, le cellule animali specializzate ad accumulare depositi di grassi, quasi tutto il volume cellulare è riempito da un'unica grande goccia di grasso. Tali cellule costituiscono la maggior parte del tessuto adiposo (grasso) degli animali. I grassi sono la forma principale di immagazzinamento dell'energia in molti organismi. Negli animali la riserva di grassi assolve tre specifiche funzioni: produzione di energia, produzione di calore e isolamento termico (negli animali che vivono in ambienti freddi, al di sotto della cute sono presenti strati di cellule adipose a funzione termoisolante).

I grassi derivano da tre fonti principali: l'alimentazione, la biosintesi ex-novo, specialmente nel fegato e la mobilizzazione del grasso accumulato negli adipociti.

I carboidrati ingeriti in eccesso rispetto alla possibilità di essere degradati o immagazzinati vengono prontamente convertiti in grassi.

 

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