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Omega-3 in altri cibi

L'alimentazione è un aspetto importante della vita quotidiana. Gli omega-3 contenuti in altri cibi possono aiutare a prevenire o ridurre malattie.

  • Prodotti biologici: carne e latte contengono il 50% in più di omega-3 rispetto agli alimenti convenzionali

    I prodotti biologici, sia di origine animale che vegetale, contengono una maggior quantità di sostanze salutari, come gli acidi grassi polinsaturi e gli antiossidanti, rispetto a quelli convenzionali. In particolare, carne e latticini biologici hanno una concentrazione più alta di acidi grassi polinsaturi totali e omega-3. Le differenze del contenuto di acidi grassi, dovute principalmente alla scelta dei mangimi utilizzati per nutrire gli animali, sarebbero però troppo esigue per avere un reale impatto sulla dieta e la salute delle persone. Leggi tutto l'articolo


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  • Omega-3 anche nella carne grazie al manzo transgenico

    Anche la carne potrebbe diventare una fonte di omega-3, grazie alla sperimentazione di un gruppo di scienziati che ha allevato bovini contenenti alte concentrazioni di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Con l’utilizzo delle biotecnologie è stato quindi possibile selezionare animali con un alto valore nutrizionale dal punto di vista degli acidi grassi. Leggi tutto l'articolo


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  • Omega 3 contro il suicidio? La risposta in un nuovo studio dell'esercito americano

    Anni di ricerche suggeriscono che gli acidi grassi omega 3 proteggano la salute mentale, riducendo il rischio di sviluppare ansia, depressione e altri gravi disturbi comportamentali. Un nuovo studio verificherà se l'assunzione di prodotti arricchiti con questi nutrienti rappresenta una valida opportunità terapeutica per ridurre il rischio di suicidio. Prenderà presto il via un nuovo studio mirato a verificare se gli omega 3 possono aiutare a ridurre il rischio di disturbi psicologici e di suicidio. A guidare la ricerca saranno Bernadette Marriott e Hugh Myrich della Medical University of South Carolina, che verificheranno l'effetto dell'assunzione di un frappè arricchito con Omega-3, già distribuito sul mercato europeo, sulla salute mentale degli individui coinvolti nello studio. Perché proprio gli Omega-3? La scelta degli Omega-3 come possibili coadiuvanti nella riduzione del rischio di suicidio si basa sia sui risultati di ricerche precedenti, sia sull'esigenza di fare chiarezza sul coinvolgimento di questi acidi grassi nei disturbi psicologici. Se, infatti, alcuni studi non sono riusciti a stabilire una correlazione tra i livelli di Omega-3 e problematiche come l'ansia o la depressione, altri puntano in una direzione totalmente opposta, suggerendo una protezione nei confronti di depressione, dipendenza da sostanze da abuso e altri disturbi della mente. Una ricerca pubblicata sulla rivista Nutritional Neuroscience ha, ad esempio, svelato che flessibilità cognitiva e funzioni esecutive sono associate alla disponibilità di questi nutrienti. Uno studio pubblicato nel 2011 sul Journal of Clinical Psychiatry ha, invece, rilevato che i militari (uomini) caratterizzati da bassi livelli di acido docosaesaenoico (l'omega-3 noto con l'acronimo DHA) sono esposti a un rischio di suicidio superiore del 62% rispetto a quelli con i livelli più elevati di questo Omega-3. Nonostante i risultati di queste ricerche, al momento non è possibile affermare che esista una causalità, ossia che sia la carenza di Omega-3 ad indurre al suicidio. Non solo, i benefici dell'assunzione di Omega-3 si estenderebbero ben oltre gli effetti sulla salute psicologica, coinvolgendo tutti gli altri aspetti del benessere su cui questi acidi grassi hanno un effetto positivo: dalla salute dell'apparato cardiovascolare, alla riduzione del rischio di patologie invalidanti come la malattia di Alzheimer. La scelta dei partecipanti Marriott e colleghi coinvolgeranno nello studio un gruppo di veterani statunitensi ad alto rischio di comportamento suicida. L'elevato tasso di suicidi fra i reduci è, in effetti, un problema estremamente attuale ed importante nelle armate militari statunitensi, che nel solo mese di luglio del 2012 hanno registrato 38 casi di presunto suicido fra i propri soldati, il numero più elevato da quando si è iniziato a monitorare il fenomeno. Quello del suicidio è, però, un problema che si estende anche al di fuori dell'ambiente militare e che negli Stati Uniti rappresenta la quarta causa di decesso nella fascia di età fra i 18 e i 65 anni. Fortunatamente le analisi condotte dall'Istat hanno svelato che l'Italia è uno dei Paesi Ocse a più basso livello di mortalità per suicidio e che tra il 1993 e il 2009 c'è stata una continua diminuzione dell'incidenza di sucidi. Restano, tuttavia, 6,7 persone ogni 100 mila abitanti dello Stivale che scelgono di togliersi la vita ogni anno, per un totale di circa 3.800 persone. Gli Omega-3 potrebbero rappresentare un valido ed economico aiuto per arginare ulteriormente il fenomeno. Il benessere psicologico è in un frappè di Omega-3 La nuova ricerca prevede l'assunzione quotidiana, per 6 mesi, di 2 frappè arricchiti di Omega-3 o 2 frappè cui non sono stati aggiunti questi preziosi acidi grassi. Marriott ha spiegato che la scelta del prodotto da utilizzare nello studio è stata dettata dal suo ottimo gusto e dall'assenza di effetti collaterali associati alla sua assunzione. Al di là della forma di somministrazione, questo nuovo studio permetterà di fare maggior chiarezza sul ruolo svolto dagli Omega-3 nel determinare la tendenza al suicidio.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonti Lewis MD, Hibbeln JR, Johnson JE, Hong Lin Y, Hyun DY, Loewke JD, “Suicide Deaths of Active-Duty US Military and Omega-3 Fatty-Acid Status: A Case-Control Comparison”, J Clin Psychiatry, August 23, 2011 Johnston DT, Deuster PA, Harris WS, Macrae H, Dretsch MN, “Red blood cell omega-3 fatty acid levels and neurocognitive performance in deployed U.S. Servicemembers”, Nutr Neurosci. 2012 Jun 28


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  • Lo yogurt con olio di pesce è amato dai consumatori

    Presto i supermercati potrebbero distribuire yogurt dal gusto esotico che nascondono una ricca fonte di Omega-3. A proporli sono i ricercatori della Virgina Tech di Blacksburg (Usa), che hanno fatto assaggiare ai potenziali consumatori uno yogurt, rinforzato con olio di pesce per aumentare i livelli di Omega-3. I risultati del test sono stati pubblicati sul Journal of Dairy Science e hanno dimostrato che questo nuovo prodotto è gradito dalla maggior parte dei consumatori. Perché aggiungere Omega-3 agli alimenti? Gli Omega-3 sono gli acidi grassi “amici” della salute: sono indispensabili per il corretto sviluppo del sistema nervoso; proteggono cuore e vasi sanguigni; esercitano tanti altri benefici sulla salute dell'organismo. La principale fonte di questi nutrienti sono i pesci grassi: sgombro salmone tonno acciughe halibut Assicurarsi i livelli di Omega-3 raccomandati non è sempre facile. Chi non mangia pesce può trovare ad esempio difficoltà a raggiungerli. Tuttavia, esistono prodotti derivati dai pesci, appunto come l'olio di pesce, che contengono elevate quantità di Omega-3. L'industria alimentare sta inoltre proponendo un numero sempre crescente di cibi che contengono Omega-3. La proposta della Virginia Tech Una delle ultime proposte è quella della Virginia Tech: raggiungere i livelli giornalieri consigliati di Omega-3 con un vasetto di yogurt. La grande varietà di gusti consente inoltre di aggiungere olio di pesce senza alterare o rendere sgradevole gusto del prodotto. Uno studio preliminare ha dimostrato che i consumatori non notano nessuna differenza di sapore con l'aggiunta dell'1% olio di pesce fresco a uno yogurt non aromatizzato. L'aggiunta di olio ossidato, che ha un forte sapore di pesce, viene facilmente rilevata. In seguito i partecipanti sono stati allenati a riconoscere e descrivere accuratamente diversi sapori: lime dolce piccante acido ossidato Dopo aver provato uno yogurt al lime e peperoncino, gli assaggiatori hanno dichiarato che il sapore di pesce è molto più pronunciato nel prodotto in cui è stato aggiunto l'1% di olio ossidato che in quelli contenenti olio di pesce fresco allo 0,43 o all'1%. Il consumatore dice sì allo yogurt Un secondo test ha coinvolto 100 consumatori attenti a una sana nutrizione, consapevoli dei benefici derivanti dal consumo di Omega-3: il 50% ha valutato in modo positivo lo yogurt al lime e peperoncino con olio di pesce; il 39% lo avrebbe volentieri consumato regolarmente; l'altra metà non ha amato lo yogurt o a causa del gusto o perché troppo poco dolce. Yogurt agli Omega-3: un nuovo mercato? La coordinatrice dei test Susan Duncan afferma che lo yogurt, associato ai benefici di probiotici, minerali, vitamine e proteine, può essere un eccellente mezzo per aumentare il consumo di Omega-3. I consumatori hanno accettato di buon grado l'aggiunta di quantità di olio di pesce sufficienti a garantire il corretto apporto giornaliero di Omega-3, pertanto la strada alla commercializzazione di questo prodotto è aperta.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Rognlien M, Duncan SE, O'Keefe SF, Eigel WN, “Consumer perception and sensory effect of oxidation in savory-flavored yogurt enriched with n-3 lipids”, J Dairy Sci. 2012 Apr;95(4):1690-8


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  • La frutta come fonte di Omega-3? Sì, ma...

    Anche la frutta fresca può essere una fonte di Omega-3: questi nutrienti si trovano fra i lipidi presenti nell'avocado, frutto tropicale ormai diffuso anche sulle nostre tavole. Tuttavia, le quantità di Omega-3 presenti in questo frutto sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle del pesce grasso, come il salmone. Non solo, i cibi di origine animale forniscono all'organismo EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), i 2 grassi di cui hanno bisogno le cellule: l'avocado invece contiene principalmente ALA (acido alfa-linolenico). Gli Omega-3 e l'importanza di una corretta alimentazione Gli Omega-3 sono considerati acidi grassi essenzialil'organismo non è in grado di sintetizzarli in piena autonomia, quindi deve introdurli con l'alimentazione. In particolare, le cellule hanno bisogno di EPA e DHA: l'EPA è responsabile soprattutto dei benefici cardiovascolari degli Omega-3; il DHA svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso. L'azione benefica di questi acidi grassi non si limita a questi due aspetti. Anni di ricerche hanno dimostrato le loro potenzialità contro l'infiammazione e il cancro. Tuttavia, l'organismo è in grado di produrre EPA e DHA solo a partire dall'ALA e quest'ultimo non può essere prodotto dalle cellule. Ma i problemi non finiscono qui: la capacità dell'organismo di convertire l'ALA in EPA e DHA è bassa. Per questo motivo il modo migliore per supplire a carenze di Omega-3 o per aumentare l'assunzione a scopo preventivo è scegliere cibi ricchi di EPA e DHA. Quale cibi scegliere? Le fonti alimentari di Omega-3 sono diverse: pesci grassi che vivono nelle acque fredde, come salmone, tonno, sgombro e halibut, contengono EPA e DHA; il krill, un crostaceo che vive nelle fredde acque artiche, contiene altresì buone quantità di acidi grassi; le fonti vegetali come noci e semi di lino sono in genere ricche di ALA. L'olio di semi di lino è una sostanza i cui benefici sono emersi nel corso di diversi studi. In realtà il pesce contiene anche una certa quantità di ALA. Ad esempio, 85 grammi di salmone atlantico forniscono all'organismo le seguenti quantità di acidi grassi: 126 milligrammi di ALA 733 milligrammi di EPA 938 milligrammi di DHA 85 grammi di avocado forniscono invece solo 94 milligrammi di ALA. Per questo motivo l'American Heart Association consiglia di aumentare i livelli di Omega-3 mangiando circa 2 porzioni da 100 grammi di pesce grasso alla settimana. In questo modo è possibile soddisfare in modo più semplice l'Acceptable Macronutrient Distribution Ranges (la quantità di un nutriente da assumere durante la giornata) per gli Omega-3, pari a 600-1.200 milligrammi al giorno. Un frutto ricco di grassi buoni L'avocado resta una buona fonte di grassi “buoni”, anche se non si tratta dell'alimento più ricco di Omega-3. Rispetto ad altri frutti contiene elevate quantità di lipidi. Una porzione da 85 grammi corrisponde a circa 12,5 grammi di grassi, di cui solo 1,8 grammi sono grassi saturi dannosi per la salute. 8,4 grammi corrispondono a grassi monoinsaturi, e purtroppo solo 94 milligrammi di ALA.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Malattie cardiovascolari: la prevenzione passa dai formaggi arricchiti di Omega-3

    Latte e formaggi possono aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari se vengono arricchiti di Omega-3, introducendo lino estruso nell'alimentazione dei bovini. Ad affermarlo sono gli esperti che si sono riuniti al Parco scientifico tecnologico Vega di Marghera in occasione del convegno “Latte, nuovo nutrimento” dello scorso 29 febbraio. Le ricerche che hanno portato a questa conclusione sono frutto della collaborazione tra Università di Padova, Veneto Agricoltura e Latteria di Soligo. Malattie cardiovascolari: Omega-3 per promuovere la buona salute Un'alimentazione varia ed equilibrata è una delle strategie migliori per mantenere in salute l'organismo. Alcuni nutrienti hanno, inoltre, delle proprietà benefiche che promuovono uno stato di buona salute. E' questo il caso degli Omega-3, i cui benefici per cuore e vasi sono stati dimostrati da anni di ricerche nel settore. Infatti, chi consuma elevate quantità di questi acidi grassi corre un minor rischio di incorrere in malattie del cuore. Gli Omega-3 prevengono inoltre i danni al cuore causati dall'infarto e riducono la mortalità associata a questo evento. Le fonti di Omega-3 Le sorgenti principali di questi preziosi nutrienti sono i pesci grassi di origine marina: sgombro salmone halibut aringhe Anche alcuni prodotti di origine vegetale, come i semi di lino e le noci, possono essere delle buone fonti di Omega-3. Esiste poi tutta una serie di integratori alimentari e di cibi arricchiti che può essere utile per aumentare l'apporto giornaliero di questi acidi grassi. Secondo le ricerche presentate durante questo convegno, un'alternativa valida per produrre alimenti ricchi di Omega-3 consiste nell'introdurre nella dieta dei bovini da latte lino estruso, un prodotto ricco di questi nutrienti. Omega-3 dal latte al formaggio I ricercatori dell'Università di Padova hanno analizzato se gli Omega-3 assunti giornalmente dalle vacche alimentate con lino estruso fossero trasmessi anche ai formaggi prodotti con il loro latte. Il lino estruso è stato scelto perché contiene livelli di questi nutrienti molto superiori rispetto a quelli di Omega-6, un gruppo di acidi grassi abbondante nelle diete occidentali che non presenta però gli stessi benefici degli Omega-3. Lucia Bailoni, del dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione dell'Università di Padova, ha piegato che il suo utilizzo ha permesso un aumento significativo dei livelli di Omega-3. In alcuni formaggi stagionati prodotti con il latte di queste vacche è stato possibile raggiungere la soglia stabilita dall'Unione europea, pari a 0,3 grammi di Omega-3 per 100 grammi di prodotto alimentare. Formaggi con Omega-3 per prevenire le malattie cardiovascolari Secondo Bailoni, quello descritto nel corso del convegno è il primo studio ad analizzare dal punto di vista scientifico la trasmissione degli Omega-3 dal latte ai formaggi. L'approccio di arricchimento utilizzato dagli autori della ricerca è diverso da quello tradizionale, che prevede l'aggiunta nel latte di olio di pesce contenente elevate quantità di Omega-3. Tuttavia, le analisi condotte hanno permesso di concludere che anche questa nuova metodica è efficace e permette di ottenere un prodotto alimentare utile per la prevenzione cardiovascolare.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte 1. http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/alimentazione/2012/02/29/visualizza_new.html_106106234.html


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  • Flavonoidi per aumentare Omega-3 nel sangue

    L'introduzione di flavonoidi nell'alimentazione aumenta i livelli plasmatici di acidi grassi Omega-3. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, in cui i ricercatori della Facoltà di Medicina dell'Université Joseph Fourier di Grenoble (Francia) hanno confermato e chiarito i dati ottenuti in precedenti studi sugli effetti benefici di questi nutrienti. Secondo i risultati ottenuti in questa ricerca, l'effetto sui livelli plasmatici degli Omega-3 è osservabile sia se l'alimentazione viene arricchita di questi acidi grassi, sia se viene seguita una dieta povera di Omega-3. Flavonoidi: cosa sono I benefici associati al consumo di frutta e verdura dipendono anche dalla presenza, al loro interno, dei cosiddetti flavonoidi. I flavonoidi, a volte indicati con il termine generale di “vitamina P”, sono composti chimici prodotti naturalmente dalle piante. La loro elevata attività antiossidante permette di contrastare il danno associato alla presenza dei radicali liberi e li rende dei preziosi alleati della salute. La presenza dei flavonoidi apporta diversi benefici per l'organismo, determinando il buon funzionamento di fegatosistema immunitario e vasi capillari. L'attività antiossidante di queste molecole è stata associata anche alla prevenzione di diverse patologie: malattie alla cui base ci sono processi infiammatori; malattie cardiovascolari; alcuni tipi di tumori. Flavonoidi e Omega-3 Alcuni studi hanno suggerito che i flavonoidi contenuti nel vino potrebbero influenzare la capacità dell'organismo di utilizzare gli Omega-3. Questa interazione causerebbe un aumento dei livelli di questi acidi grassi sia nel sangue sia nelle cellule. Per verificare la validità di questa ipotesi, i ricercatori francesi hanno valutato l'effetto dell'assunzione di flavonoidi sui livelli plasmatici dei 2 principali Omega-3 di origine alimentare: l'EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). Lo studio La ricerca ha previsto 3 diversi esperimenti, tutti condotti sui ratti. In un primo caso gli animali sono stati alimentati per 8 settimane con una dieta ricca o priva di antocianine, una classe specifica di flavonoidi, ottenute dal mais. Durante l'intero periodo tutti gli animali hanno ricevuto una quantità costante di Omega-3. L'analisi dei livelli di EPA e DHA presenti nel sangue ha dimostrato che le quantità di entrambi questi Omega-3 erano superiori nel plasma dei ratti alimentati con il mangime arricchito di flavonoidi. Risultati simili sono stati ottenuti anche nei 2 esperimenti successivi. In un caso i ricercatori hanno somministrato agli animali una dieta ricca o povera di flavonoidi insieme a olio di palma, un alimento povero di Omega-3. Nell'ultimo esperimento, i ratti hanno ricevuto 60 milligrammi al giorno di olio di pesce, per un totale di 35 milligrammi di DHA e 12 milligrammi di EPA quotidiani. In entrambi gli esperimenti è stato dimostrato che i livelli plasmatici di EPA e DHA erano significativamente maggiori fra gli animali la cui dieta di base era ricca di flavonoidi Più flavonoidi per aumentare gli Omega-3 Secondo gli autori dello studio, questi risultati dimostrano che il consumo di flavonoidi aumenta la presenza di Omega-3 nel sangue.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Toufektsian MC, Salen P, Laporte F, Tonelli C, de Lorgeril M, “Dietary flavonoids increase plasma very long-chain (n-3) fatty acids in rats”, J Nutr. 2011 Jan;141(1):37-41. Epub 2010 Nov 10


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  • Formaggio di capra arricchito con Omega-3

    Arriva dagli Stati Uniti ed è diverso dai classici cibi ed alimenti che contengono Omega-3: è il formaggio di capra che fa bene alla salute. Un gruppo di ricercatori dell'Università del Maine (Orono, Stati Uniti) ha ottenuto un formaggio di capra in grado di fornire alti livelli di Omega-3 EPA e DHA. La notizia arriva dalle pagine del Journal of Food Science, sulle quali sono stati pubblicati i risultati dello studio che ha dimostrato l'efficacia dei metodi per produrre questo formaggio fortificato. La salute attraverso gli Omega-3 Garantire all'organismo un buon apporto di Omega-3 è fondamentale per mantenerlo in salute. Anni di ricerche hanno dimostrato che questi acidi grassi promuovono il benessere di cuore, cervello e articolazioni, riducono l'infiammazione e contrastano patologie come asma, allergie e tumori. Benché questi nutrienti si trovino anche in alcuni alimenti di origine vegetale, come le noci e i semi di lino, le migliori fonti di Omega-3 sono i pesci grassi, come sgombro, sardine, aringhe, salmone e tonno. 100 grammi di salmone contengono, ad esempio, 2,3 grammi di questi preziosi nutrienti, mentre nella stessa quantità di sardine, sgombro o tonno fresco se ne trovano, rispettivamente, 2,2, 2,0 e 1,6 grammi. Per questo motivo mangiare almeno una porzione di pesce alla settimana potrebbe essere sufficiente a garantire le quantità di Omega-3 richieste dall'organismo. I cibi arricchiti di Omega-3 Accanto al pesce, l'industria alimentare offre cibi come latte, creme, uova e pane arricchiti di Omega-3. Tuttavia, secondo l'International Cod Liver Omega-3 Foundation – un'organizzazione formata da esperti della nutrizione – molti di questi prodotti contengono solo piccole quantità di questi nutrienti. I dati raccolti dai ricercatori dell'Università del Maine hanno, invece, dimostrato che il loro formaggio di capra contiene quantità di Omega-3 sufficienti ad esercitare un effetto benefico sulla salute. La validità del formaggio di capra Il formaggio in questione è stato ottenuto aggiungendo prima della cagliata 60, 80 o 100 grammi di olio di pesce ogni 3600 grammi di latte di capra. Il formaggio che ne è stato ottenuto è stato analizzato per verificarne la composizione, il contenuto di Omega-3, la stabilità all'ossidazione, il colore, il pH e l'accettabilità da parte dei consumatori. In questo modo, i ricercatori hanno rilevato che tutti questi formaggi contenevano livelli di grassi di simili fra loro, ma superiori rispetto a quelli del formaggio ottenuto senza aggiungere olio di pesce. Anche il contenuto di Omega-3, pari, in media, a 127 milligrammi di EPA e DHA in una pozione da 28 grammi, è risultato simile in tutti e 3 i formaggi. L'aggiunta di olio di pesce non ha alterato le altre caratteristiche analizzate e la deperibilità del prodotto finale è risultata del tutto paragonabile a quella del formaggio di capra tradizionale. Da parte loro, i 105 consumatori che hanno testato il prodotto lo hanno apprezzato. Un nuovo prodotto per assicurarsi il fabbisogno di Omega-3 L'insieme dei dati raccolti dimostra che l'aggiunta di olio di pesce non influisce negativamente né sulla deperibilità del prodotto, né sul suo utilizzo da parte del consumatore. Il formaggio ottenuto dai ricercatori statunitensi potrebbe pertanto rappresentare una valida fonte di acidi grassi Omega-3.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Hughes BH, Brian Perkins L, Calder BL, Skonberg DI, “Fish Oil Fortification of Soft Goat Cheese”, J Food Sci. 2012 Feb 6. doi: 10.1111/j.1750-3841.2011.02560.x. [Epub ahead of print]


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