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Prodotti biologici: carne e latte contengono il 50% in più di omega-3 rispetto agli alimenti convenzionali

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I prodotti biologici, sia di origine animale che vegetale, contengono una maggior quantità di sostanze salutari, come gli acidi grassi polinsaturi e gli antiossidanti, rispetto a quelli convenzionali. In particolare, carne e latticini biologici hanno una concentrazione più alta di acidi grassi polinsaturi totali e omega-3. Le differenze del contenuto di acidi grassi, dovute principalmente alla scelta dei mangimi utilizzati per nutrire gli animali, sarebbero però troppo esigue per avere un reale impatto sulla dieta e la salute delle persone.

Lo riporta uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition, e diretto dai ricercatori dell’ Università di Newcastle (Regno Unito).

Alimenti bio: consumi in aumento negli ultimi anni

La domanda di carne biologica, e di prodotti biologici in generale, è aumentata costantemente negli ultimi anni. Uno dei motivi principali di questo richiesta da parte dei consumatori è la percezione che i prodotti zootecnici provenienti da allevamenti biologici contengano nutrienti salutari rendoli più “sani”.

Nelle diete dell'Europa occidentale, la carne è una fonte importante di proteine, acidi grassi, sali minerali come ferro, zinco, selenio e rame e vitamine come la vitamina A, vitamine B1, B6, B12, riboflavina, acido folico, niacina e acido pantotenico.

Negli ultimi 20 anni, un numero crescente di studi scientifici ha confrontato le concentrazioni dei composti nutritivi nelle carni provenienti da sistemi di produzione biologici e convenzionali. La maggior parte di questi studi comparativi hanno indagato sulla composizione dei grassi contenuti nella carne.

È noto infatti che gli acidi grassi saturi, se consumati in eccesso possono avere effetti negativi sulla salute umana, aumentando il rischio di malattia cardiovascolare. Al contrario, gli acidi grassi polinsaturi in particolare gli omega-3 EPA e DHA, agiscono in maniera positiva sull’apparato cardiocircolatorio.

Nonostante gli studi realizzati negli ultimi anni, vi è ancora una notevole incertezza scientifica sul fatto se, e in quale misura, le norme di produzione biologica si traducano in cambiamenti rilevanti dal punto di vista nutrizionale e qualitativi degli alimenti.

Latte e carne bio: più omega-3 e meno grassi saturi

Allo scopo di fare chiarezza su questo punto, i ricercatori inglesi hanno condotto una meta-analisi, ossia uno studio statistico che analizza dati provenienti da ricerche scientifiche condotte sullo stesso argomento, selezionando 196 studi e confrontando i prodotti biologici e quelli convenzionali.

I risultati hanno dimostrato differenze nella composizione tra i due tipi di alimenti. Per quanto riguarda il latte i dati hanno evidenziato una maggiore concentrazione nel biologico sia di acidi grassi polinsaturi totali che di omega-3, del 7% e del 56%, rispettivamente; rivelando una composizione in acidi grassi migliore rispetto al latte convenzionale.

Tuttavia i risultati della meta-analisi hanno anche dimostrato che il latte biologico contiene meno iodio: il consumo quotidiano di mezzo litro di latte convenzionale fornisce circa l’88% della quantità raccomandata nel Regno Unito di iodio, che equivale a 140 microgrammi. La stessa quantità di latte biologico ne fornisce solo il 53%.

I risultati inerenti la carne, sono stati anche in questo caso a favore dell’alimento bio: la carne biologica aveva una quantità di acidi grassi saturi e monoinsaturi simile o leggermente inferiore rispetto a quella convenzionale. Le differenze più importanti, però, sono state rilevate nelle concentrazioni degli acidi grassi polinsaturi totali e degli omega-3, maggiori, rispettivamente, del 23% e del 47%  in quella biologica, rispetto a quella non biologica.

Ma quali sono i benefici sulla salute?

Questi dati, come ha spiegato Ian Givens, professore presso l'Università di Reading (Regno Unito), dimostrano che ci sono differenze nutrizionali tra i prodotti biologici e convenzionali, ma le implicazioni sull’uomo dovrebbero essere valutate nella dieta totale, in quanto queste differenze sono molto esigue.

I risultati dello studio vanno quindi bene interpretati, secondo Givens, infatti, il contenuto di omega-3 maggiore del 56% nel latte biologico riguarda la frazione grassa del latte, non il latte nella sua complessità.

Considerando che in media si consumano circa 2,2 grammi di omega-3 al giorno, il passaggio dal latte convenzionale a quello biologico aumenterebbe il consumo di omega-3 di circa 33 milligrammi al giorno, con un incremento del 1,5% nella nostra dieta totale.

Tali piccole modifiche difficilmente possono avere grandi effetti nutrizionali o sulla salute

“Per quanto piccoli, però, i benefici nutrizionali ci sono e sono attribuibili ai mangimi utilizzati per nutrire gli animali da allevamento, piuttosto che ai metodi biologici di per sé” ha spiegato Givens.

Le differenze nel contenuto di acidi grassi o iodio si verificano principalmente perché gli animali allevati biologicamente vengono alimentati con molta più erba, rispetto agli animali allevati con tecniche convenzionali.

Lo stesso tipo di cambiamenti nella composizione degli alimenti si verifica infatti quando gli animali provenienti da allevamenti tradizionali vengono alimentati con diete ricche di vegetali.

Gli standard biologici prevedono che l'alimentazione degli animali da allevamento debba contenere il 60% di erba fresca, fieno e trifoglio, quest’ultimo si pensa che possa essere il responsabile principale dell’aumento di omega-3 in carne e latte.

Prodotti biologici: più antiossidanti e più omega-3

Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, scegliere frutta, vegetali, carne e latticini biologici significa consumare una maggiore quantità di antiossidanti e acidi grassi omega-3. Le maggiori concentrazioni di EPA e DHA contenute in carne e latticini biologici però influiscono solo in minima parte sull’introito totale di omega-3 consumati con la dieta.

Ulteriori studi saranno necessari per consentire di realizzare una meta-analisi che prenda in esame una ampia gamma di parametri, come ad esempio le concentrazioni di vitamine e minerali, e per stimare la tipologia di acidi grassi in tutte le specie da allevamento, valutando anche l’impatto delle differenze di composizione sulla salute umana.

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Fonte: Dominika Średnicka-Tober, Marcin Barański, Chris Seal et al  “Composition differences b etween organic and conventional meat: a systematic literature review and meta-analysis.”  British Journal of Nutrition 2016 Mar;115(6):994-1011


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