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Dimagrire con il digiuno intermittente: pro e contro della Dieta Fast

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La chiamano “Dieta Fast”, e per chi conosce l’inglese potrebbe voler significare che si tratta di una dieta per dimagrire velocemente. Ma “fast” non significa solo “veloce”; “fast” significa anche “digiuno”. Ed è proprio un digiuno intermittente – praticato, cioè, solo in alcuni giorni – quello proposto dall’ideatore di questo regime alimentare (il medico e divulgatore della BBC Michael Mosley) non solo per dimagrire ma anche per proteggere la salute tenendo sotto controllo fattori di rischio come la pressione e il colesterolo nel sangue.

Ma come funziona esattamente? Quali sono le prove della sua efficacia? E può competere o quantomeno proporsi come alleato nella lotta contro i problemi cardiovascolari con altri approcci già ampiamente utilizzati per proteggere la salute di cuore e arterie, come l’assunzione di Omega-3 di origine marina?

Procediamo con ordine, spiegando prima di tutto in cosa consiste questo regime alimentare.

A digiuno 2 giorni su 5

La Dieta Fast prevede di ridurre drasticamente la quantità di cibo consumato solo per 2 giorni alla settimana; per questo potresti sentirne parlare come Dieta 5:2, dove 5 sono i giorni in cui è possibile mangiare liberamente e 2 sono quelli in cui è necessario praticare il digiuno – o, meglio, mangiare molto meno rispetto a quanto prevederebbero i propri fabbisogni.

Dieta FAST, come dimagrire con il digiuno intermittente

Dieta FAST, come dimagrire con il digiuno intermittente

In particolare, nei giorni di digiuno bisogna limitarsi ad assumere 500 Calorie se si è una donna e 600 Calorie se si è un uomo, quantità pari a circa un quarto del fabbisogno medio di un individuo adulto. I cibi da prediligere in queste giornate sono quelli ricchi di proteine (come il pesce e la carne) e fibre (in particolare le verdure) dotati di un maggior potere saziante; sarebbe invece bene evitare quelli ricchi di carboidrati (come la pasta, il riso e le patate), soprattutto se raffinati (come la farina 00). Meglio anche non bere alcolici, mentre latte, caffè e tè sono ammessi senza problemi.

Durante gli altri 5 giorni della settimana si è invece liberi di soddisfare il proprio fabbisogno calorico, da calcolare individualmente in base a peso, altezza, età e attività fisica quotidiana.

I giorni in cui si decide di digiunare possono essere scelti liberamente. Attenzione, però: il digiuno intermittente non fa per tutti. Oltre a chi è sottopeso, Mosley lo sconsiglia anche in caso di:

  • età inferiore ai 18 anni
  • disturbi dell’alimentazione
  • diabete di tipo 1 o assunzione di farmaci contro il diabete diversi dalla metformina
  • gravidanza o allattamento al seno
  • interventi chirurgici
  • malessere o febbre
  • gravi disturbi psicologici/psichiatrici
  • assunzione di warfarin

Inoltre Mosley consiglia di rivolgersi al proprio medico anche nel caso in cui si assumano altri farmaci e si teme che il digiuno intermittente possa interferire con il loro effetto e nel caso in cui si abbiano significativi problemi di salute.

L’efficacia e gli effetti collaterali del digiuno intermittente?

Il nostro consiglio è di rivolgerti sempre a un medico o a un nutrizionista prima di metterti a dieta, in modo da essere sicuro di fornire sempre al tuo organismo ciò di cui ha bisogno e di non rimanere intrappolato in falsi miti alimentari che potrebbero portarti a fare rinunce non solo inutili ma a volte anche potenzialmente pericolose.

Per quanto riguarda il digiuno intermittente, secondo Mosley i principali effetti collaterali sono una forte fame (soprattutto all’inizio della dieta), insonnia, mal di testa e stitichezza. Col tempo, poi, il digiuno intermittente diventerebbe un’abitudine facile da seguire, e una volta raggiunti gli obiettivi di dimagrimento si potrebbe passare a digiunare solo 1 giorno alla settimana.

Ma si riesce a dimagrire davvero? Gli studi condotti fino ad oggi sembrano confermarlo. Per quanto riguarda invece i benefici a livello cardiovascolare, gli studi condotti sull’uomo sono ancora pochi; sembra però che il digiuno intermittente possa aiutare a ridurre la proteina C reattiva (un marcatore dell’infiammazione), il colesterolo totale e quello “cattivo”, la pressione e anche i trigliceridi (gli stessi che vengono abbassati dagli Omega-3).

Gli esperti sembrano però non avere dubbi: prima di poter dire l’ultima parola sulla reale efficacia di questo approccio dovranno essere condotte altre ricerche.

 

Fonti:

Horne BD et al. Health effects of intermittent fasting: hormesis or harm? A systematic review. Am J Clin Nutr. 2015 Aug;102(2):464-70. doi: 10.3945/ajcn.115.109553

Stockman MC et al. Intermittent Fasting: Is the Wait Worth the Weight? Curr Obes Rep. 2018 Jun;7(2):172-185. doi: 10.1007/s13679-018-0308-9

The 5:2 fast diet. thefastdiet.co.uk. 02/07/18

Immagine: Pexel


Articolo pubblicato in Alimentazione, Problemi di peso ed è stato taggato con



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