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Alimentazione

Alimentazione: il cibo benefico pieno di omega 3

Mangiare sano è un giusto proposito da portare sempre avanti. Scopri come gli Omega-3 aiutano l'organismo a mantenersi sano con una corretta alimentazione.

  • Gli alimenti tipici della dieta mediterranea migliorano la qualità della vita

    Dieta mediterranea: per una salute di ferro! Cibi ricchi di Omega 3 come il pesce e altri alimenti tipici della dieta mediterranea consentono di migliorare la qualità della vita su 2 livelli: fisico e mentale. È questo il risultato di uno studio dei ricercatori delle università spagnole di Las Palmas e di Navarra, pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition1. La ricerca conferma i benefici della dieta mediterranea e sottolinea l'importanza dei suoi effetti sulla popolazione, la cui aspettativa di vita è in continuo aumento. Cibi che fanno bene: pesce, frutta e verdura I vantaggi di un'alimentazione basata sulla piramide della dieta mediterranea sono noti ormai da tempo. Diverse ricerche hanno dimostrato che questo regime alimentare consente di: promuovere la longevità; migliorare la fertilità; aumentare la qualità del sonno; proteggere la salute cardiovascolare. I principali alimenti della dieta mediterranea sono cereali, frutta, verdura, latticini e olio d'oliva. Altri fondamenti importanti: consumo limitato di prodotti ad alto contenuto di zuccheri; scelta di proteine animali provenienti da carne magra, uova e pesce. Il pesce assicura all'organismo un adeguato apporto di Omega-3, gli acidi grassi indispensabili alla nostra salute. I pesci più ricchi di Omega-3 sono salmone, trota, tonno, sgombro e alici. Dieta mediterranea, benessere fisico e salute mentale La nuova ricerca spagnola ha analizzato l'effetto della dieta mediterranea sulla qualità della vita di più di 11.000 studenti universitari: all'inizio dello studio i ricercatori hanno rilevato le abitudini alimentari dei partecipanti; 4 anni dopo hanno misurato la qualità della loro vita attraverso un'autovalutazione eseguita dagli stessi ragazzi. Il regime alimentare a base di verdure, legumi, frutta, cereali, noci e pesce è stato considerato in linea con la dieta mediterranea. Alimentazioni ricche di derivati della carne e di alcol sono state invece considerate lontane dai principi di questo modello nutrizionale. L'analisi dei dati raccolti ha svelato che i ragazzi che seguivano questi principi si sentivano meglio fisicamente e mentalmente. Il principale autore dello studio, Patricia Henríquez Sánchez, ha commentato i risultati ottenuti sottolineando come l'aumento delle aspettative di vita sia un fattore importante per migliorare la salute dei cittadini, soprattutto quelli dei paesi industrializzati. Omega-3: benefici per cuore e sistema nervoso Anni di studi hanno dimostrato benefici degli Omega-3 per la salute cardiovascolare e di quella del sistema nervoso. Questi acidi grassi svolgono altresì una funzione protettiva nei confronti dei sintomi della malattia di Alzheimer. Ricordiamo che gli Omega-3 possono essere introdotti in quantità ottimali con i seguenti alimenti: pesce grasso, come sgombro, salmone e tonno; crostacei; noci.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Henríquez Sánchez P, Ruano C, de Irala J, Ruiz-Canela M, Martínez-González MA, Sánchez-Villegas A, “Adherence to the Mediterranean diet and quality of life in the SUN Project”, Eur J Clin Nutr. 2012 Mar;66(3):360-8. doi: 10.1038/ejcn.2011.146. Epub 2011 Aug 17


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  • Contrastare l'obesità con gli Omega-3

    Perdere peso e restare in forma: ecco come combattere l'obesità con l'olio di pesce Gli Omega 3 potrebbero essere una nuova arma per contrastare l'obesità. Una serie di studi condotti sui roditori e sull'uomo suggerisce che questi acidi grassi contrastino l'accumulo di grasso e promuovano la perdita di peso se associati a una dieta ipocalorica o all'esercizio fisico. Gli esperti dell'University of South Australia di Adelaide (Australia) Jonathan Buckley e Peter Howe hanno riassunto gli indizi accumulati a tal proposito in un'analisi pubblicata dalla rivista Nutrients1. Ridurre i grassi sulla pancia Analizzando i dati di studi condotti sui roditori, gli scienziati hanno ipotizzato che aumentare l'assunzione di Omega-3 possa ridurre l'accumulo di peso. L'effetto osservato è associato a una diminuzione del grasso che si deposita a livello dell'addome, intorno agli organi interni. Gli studi condotti successivamente sull'uomo sembrano supportare questa ipotesi. Aumentare l'assunzione di Omega-3 di 0,3-3 grammi al giorno aiuterebbe a ridurre il peso e il grasso corporei negli individui in sovrappeso oppure obesi. Il consumo di questi acidi grassi rappresenta però una strategia efficace solo in abbinamento ad una dieta ipocalorica e all'attività fisica. Non solo: più i livelli di Omega-3 nel sangue sono elevati, minori sono l'indice di massa corporea, il girovita e la circonferenza dei fianchi. Gli studi condotti nei topi suggeriscono che gli effetti osservati possano non essere validi in caso di diabete: gli animali affetti da questa malattia non hanno tratto beneficio dall'aumento dell'assunzione di Omega-3. Più grassi “buoni”, meno grasso corporeo Nel corso delle ricerche è stato ipotizzato che promuovendo una riduzione dei trigliceridi in circolazione, l'aumento dei livelli di Omega-3, soprattutto di acido docosaesaenoico (DHA), porti a un minor accumulo di grasso nelle cellule. Ciò farebbe diminuire le dimensioni delle cellule di grasso. Altri studi sono scesi più nel dettaglio dell'azione degli Omega-3 a livelli delle cellule. E' stato scoperto che i benefici osservati sono associati alla modificazione dell'espressione di alcuni geni che favoriscono l'ossidazione dei grassi nei seguenti organi, tessuti e apparati: tessuto adiposo fegato cuore intestino muscoli scheletrici Accanto a questo effetto, un altro beneficio degli Omega-3 sembra essere la promozione dell'aumento della massa magra. Una delle ipotesi formulate è che assumere di 1,9-5 grammi al giorno di Omega-3 aumenti la vasodilatazione, ovvero il flusso del sangue nei muscoli durante l'esercizio. Di conseguenza i muscoli utilizzerebbero più nutrienti, rendendoli meno disponibili per la produzione del grasso e il suo accumulo nel tessuto adiposo. Gli Omega-3 riducono il senso di fame? I prodotti dimagranti disponibili sul mercato promettono un'azione basata sulla riduzione dell'appetito. Buckley e Howe nelle loro analisi spiegano che l'assunzione di Omega-3 non porta a mangiare di meno, e che negli studi che non prevedevano una dieta ipocalorica gli individui che hanno assunto Omega-3 introducevano le stesse calorie rispetto agli altri. Alcuni studi suggeriscono anche che una dose maggiore di Omega-3 riduca la sensazione di fame al termine dei pasti. Solo nuove ricerche permetteranno di fare luce su questo aspetto. Perché ancora dubbi? Buckley e Howe hanno spiegato che tutti gli effetti osservati non sono eclatanti e che i risultati degli studi condotti fino ad oggi non possono essere considerati definitivi. In particolare, sarà necessario confermare le ipotesi formulate sulla base di queste ricerche aumentando la durata delle ricerche, in modo da verificare se l'assunzione di Omega-3 sia davvero utile per perdere chili in caso di sovrappeso o obesità. Tutto ciò non sembra poter prescindere dall'attività fisica e da un'alimentazione salutare, da sempre indicati come i due principi cardine per mantenere la linea o recuperare la forma già persa. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Buckley JD, Howe PR, “Long-chain omega-3 polyunsaturated fatty acids may be beneficial for reducing obesity-a review”, Nutrients. 2010 Dec;2(12):1212-30. Epub 2010 Dec 9


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  • Come gli Omega-3 riducono l'infiammazione del tessuto adiposo associata all'obesità

    Obesità: meno infiammazioni con gli Omega 3 Gli Omega 3 contrastano l'infiammazione del tessuto adiposo causata dall'obesità. Lo dimostra uno studio dell'University of Manitoba di Winnipeg (Canada), i cui ricercatori hanno valutato l'effetto dell'assunzione di olio di semi di lino sulle cellule di grasso dei ratti. I semi di lino sono ricchi di Omega-3 ALA, acido alfa-linolenico. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cytokine1. Obesità e infiammazione L'obesità non è solo un problema estetico. Le conseguenze dell'eccessivo accumulo di grasso riguardano infatti anche organi indispensabili per la vita, soprattutto quelli dell'apparato cardiovascolare. Obesità e sovrappeso sono associati ai seguenti fattori: pressione alta malattie cardiache diabete Queste condizioni possono altresì portare allo sviluppo di diverse patologie nonché vari stati di malessere fisico: difficoltà respiratorie; problemi alle ossa e alle articolazioni; disfunzioni del fegato; maggiore sensibilità alle infezioni; aumento del rischio di tumori, soprattutto nelle donne, dove i chili di troppo aumentano la probabilità di sviluppare il cancro al seno e quello all'ovaio. Più in generale, l'obesità altera il metabolismo. Il sistema immunitario contribuisce a questo fenomeno: le cellule infatti possono migrare nel tessuto adiposo, dove promuovono l'infiammazione. In questa situazione anche le cellule del tessuto adiposo smettono di funzionare correttamente, aumentando di dimensioni e variando la quantità e il tipo di molecole prodotte. Perché gli Omega-3 possono essere utili? Diversi studi hanno dimostrato che gli Omega-3 riescono a contrastare efficacemente l'infiammazione. Il salmone e lo sgombro (e il pesce grasso in generale) nonché prodotti vegetali come i semi di lino sono ricchi di questi acidi grassi. La maggior parte delle ricerche si è concentrata sui benefici dell'assunzione dei 2 principali Omega-3 di origine marina: EPA (acido eicosapentaenoico) DHA (acido docosaesaenoico) Gli autori di questo studio hanno invece analizzato le potenzialità dell'ALA, l'Omega-3 tipico del mondo vegetale. Anche l'olio di semi di lino combatte l'infiammazione La ricerca ha dimostrato che arricchire l'alimentazione di ratti obesi con olio di semi di lino, un supplemento ricco di ALA, riduce la dimensione delle cellule di grasso e i livelli di diverse molecole associate all'infiammazione. Dopo 8 settimane di assunzione continuativa di ALA, gli adipociti dei ratti erano più piccoli del 17% rispetto a quelli di animali obesi che non avevano ricevuto Omega-3: i livelli di MCP-1, una molecola che “attira” alcune cellule del sistema immunitario, erano 5 volte più bassi nel tessuto adiposo; i livelli di IL-10, un'altra sostanza associata all'infiammazione, era ridotta del 72%. Il risultato più eclatante riguarda però TNF-alfa, molecola cruciale nei processi infiammatori. Nel tessuto adiposo dei ratti che avevano ricevuto ALA, i suoi livelli erano dell'80% più bassi rispetto agli altri topi e simili a quelli degli animali non obesi. Infine, le concentrazioni di IL-10 e TNF-alfa, altre 2 molecole associate all'infiammazione, erano ridotte del 72 e dell'80%. Questa capacità di migliorare il funzionamento degli adipociti suggerisce che l'assunzione di olio di semi di lino potrebbe migliorare la salute degli individui obesi.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Baranowski M, Enns J, Blewett H, Yakandawala U, Zahradka P, Taylor CG, “Dietary flaxseed oil reduces adipocyte size, adipose monocyte chemoattractant protein-1 levels and T-cell infiltration in obese, insulin-resistant rats”, Cytokine. 2012 May 14.


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  • Omega-3 da lievito: EPA è sicuro ed efficace come l'olio di pesce

    Omega 3 da lievito: sicuro quando l'olio di pesce classico L'acido eicosapentaenoico (EPA) prodotto modificando geneticamente il lievito è sicuro ed efficace come gli Omega 3 presenti nell'olio di pesce. Uno studio pubblicato sulla rivista Regulatory Toxicology and Pharmacology ha infatti dimostrato che l'olio di EPA ottenuto da questo lievito ingegnerizzato non ha nessun effetto collaterale e ha un'azione paragonabile a quella degli integratori di uso comune. Fonti di Omega-3: quale scegliere? I pesci grassi, come il tonno, sgombro, salmone e aringhe, rappresentano la principale fonte di Omega-3. Al loro interno sono presenti elevate quantità di EPA e di acido docosaesaenoico (DHA), l'altro acido grasso “amico” della salute. Il primo approccio per aumentare l'assunzione di questi nutrienti è introdurre nell'alimentazione maggiori quantità di pesce. Esistono tuttavia altre possibili soluzioni: integratori Omega-3 a base di olio di pesce, anch'esso ricco di EPA e DHA; integratori Omega-3 a base di olio di krill, piccoli gamberetti che contengono elevate quantità di acidi grassi. Il DHA è presente anche in integratori ottenuti a partire dalle microalghe. L'acido alfa-linolenico (ALA), Omega-3 di origine vegetale, è abbondante nell'olio e nei semi di lino. Nonostante questa ampia scelta, le ricerche mirate ad ottenere nuovi prodotti alimentari che aiutino ad aumentare l'assunzione di Omega-3 non si fermano, tanto da arrivare a generare piante geneticamente modificate arricchite di questi nutrienti. I lieviti, nuove fabbriche di Omega-3 Una delle ultime opportunità è offerta dai lieviti. Un gruppo di ricercatori guidati da Susan MacKenzie della DuPont, una delle più note aziende chimiche, ha ingegnerizzato un ceppo di  Yarrowia lipolytica per produrre un olio ricco di EPA. Per testare la sicurezza del prodotto i ricercatori lo hanno somministrato a dei ratti, confrontando i suoi effetti con quelli dell'olio di pesce. Gli animali hanno assunto quotidianamente, per 90 giorni consecutivi, quantità di questo olio corrispondenti a  98, 488, o 976 milligrammi di EPA per ogni chilogrammo di peso corporeo. Da un lato, la dose più bassa di Omega-3 non è risultata efficace, dall'altro, le altre dosi hanno mostrato gli stessi benefici derivanti dall'assunzione di olio di pesce. I ricercatori hanno, infatti, osservato una riduzione dei livelli di colesterolo totale e di colesterolo “cattivo”. Non solo, l'EPA ottenuto dal lievito non ha prodotto nessun effetto collaterale significativo, nemmeno alla dose più elevata. Infatti, anche se all'inizio dell'esperimento assumere la quantità più elevata fra quelle testate ha causato una diminuzione del colesterolo “buono”, questo effetto è scomparso nei giorni successivi. Stessa sicurezza per lieviti e olio di pesce In base ai risultati ottenuti gli autori dello studio hanno concluso che l'EPA prodotto dal lievito ingegnerizzato è sicuro ed efficace come quello contenuto nell'olio di pesce.   • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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  • Per il fegato l'olio di pesce è diverso dall'olio di krill

    Olio di pesce ed olio di krill: le azioni sul fegato sono differenti Gli Omega 3 dell'olio di pesce e nell'olio di krill regolano in modo diverso i geni del fegato. Sono questi i risultati di una ricerca condotta sui topi di cui ha dato notizia la rivista Frontiers in Genetics. I dati raccolti non sono però riusciti a dimostrare che l'olio di krill abbia gli stessi effetti dell'olio di pesce sulle concentrazione dei grassi nel sangue. Le fonti di Omega-3 I benefici degli Omega-3 per il nostro organismo sono ben noti: protezione dell'apparato cardiovascolare; azione antinfiammatoria; regolazione dei livelli di glucosio e dei grassi nel sangue. L'organismo umano non è tuttavia in grado di produrli da sé. Per questo motivo è necessario introdurre questi nutrienti attraverso l'alimentazione. Le fonti Omega-3 principali sono i pesci grassi: salmone sgombro tonno Aumentando il consumo di questi alimenti è possibile garantire all'organismo i livelli adeguati dei due Omega-3 necessari alle cellule: l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA). Altre possibili fonti sono elementi di origine vegetale, come le noci e i semi di lino, che però, contengono acido alfa-linolenico (ALA), un precursore di EPA e DHA. Esistono altresì integratori alimentari che aiutano a soddisfare il fabbisogno di questi preziosi nutrienti. I più noti contengono olio di pesce, ma esistono anche integratori il cui ingrediente principale è l'olio di krill, ottenuto da piccoli gamberetti che contengono elevate quantità di EPA e DHA. Olio di pesce e olio di krill: le differenze La maggior parte degli studi sull'efficacia di questi supplementi riguarda l'olio di pesce, ma un numero sempre maggiore di ricerche stanno valutando anche i benefici associati all'assunzione dell'olio di krill. L'analisi pubblicata su Frontiers of Genetics si è concentrata sull'effetto dell'assunzione di olio di pesce o di krill sull'espressione dei geni nel fegato. Gli autori dello studio hanno alimentato dei topi con mangime contenente l'uno o l'altro tipo di supplemento. E' stato scoperto che gli Omega-3 contenuti nell'olio di krill riducono l'attività di geni coinvolti nella produzione di glucosio, di grassi e di colesterolo da parte del fegato. I dati raccolti suggeriscono inoltre che questo supplemento aumenti l'attività dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. L'olio di pesce regola invece l'espressione di questi geni in modo diverso. La differenza più significativa riguarda i fattori che partecipano alla sintesi del colesterolo, che in questo caso vengono indotti dall'assunzione del supplemento. Nonostante queste differenze, né l'olio di pesce né quello di krill hanno modificato i livelli di grassi, di glucosio o di insulina nel sangue dei topi coinvolti nell'esperimento. Differenze significative? Secondo i ricercatori, il mancato effetto sulle concentrazioni di grassi e zuccheri nel sangue potrebbe essere dovuto al fatto che i topi utilizzati negli esperimenti erano giovani e sono stati alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi. La ricerca non chiarisce, quindi, se l'olio di krill ha gli stessi effetti già dimostrati per l'olio di pesce. Saranno necessari ulteriori studi, condotti su animali affetti da disturbi metabolici o alimentati con una dieta ricca di grassi, per gettare luce su questo aspetto.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Olio di pesce

  • Obesità: Omega-3 aiutano a perdere peso?

    Obesità: una dieta supportata da integratori di olio di pesce per tornare in forma? Gli Omega 3 possono aiutare a ridurre la massa grassa e perdere peso in chi soffre di obesità, ma l'effetto è limitato solo alle prime fasi di una dieta molto rigida. Sono queste le conclusioni a cui sono giunti gli esperti del Nutraceuticals Research Group dell'Università di Newcastle (Australia), al termine di uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition. Leggi tutto l'articolo


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  • Semi e olio di chia per uova con più Omega-3

    Alimentare le galline con omega 3 darà uova più sane Arricchire l'alimentazione delle galline con semi o olio di chia (Salvia hispanica) permette di ottenere uova con maggiori quantità di Omega 3. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori guidato da Alejandra Antruejo dell'Universidad Nacional de Rosario di Casilda (Argentina). In uno studio pubblicato dalla rivista British Poultry Science, Antruejo e colleghi hanno scoperto che le fonti di Omega-3 assunte dalle galline vengono processate in modo diverso. Utilizzare i semi di chia può aumentare più del 60% la quantità di questi acidi grassi accumulati nelle uova rispetto a quanto fatto dai semi di lino. Alimentazione sana ed equilibrata: l'amica della salute Un'alimentazione ricca di grassi, soprattutto se appartenenti al gruppo dei cosiddetti grassi saturi, aumenta la probabilità di sviluppare alcune malattie cardiovascolari. Esistono però anche dei grassi “amici” della salute. Si tratta degli Omega-3, nutrienti di cui sono ricchi il pesce grasso e alcuni vegetali, come i semi di lino e le noci. Una dieta in cui l'apporto di queste molecole è superiore rispetto a quello di altri acidi grassi, gli Omega-6, aiuta a diminuire proprio il rischio cardiovascolare. Il regime alimentare tipico dei paesi occidentali è però caratterizzato da un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 sbilanciato a favore dei primi. Per aumentare la quantità di grassi “amici” introdotti con l'alimentazione è possibile arricchire la propria dieta di cibi che ne contengano dosi elevate. Oltre ai già citati pesci grassi e prodotti vegetali, il mercato offre la possibilità di acquistare diversi alimenti arricchiti di Omega-3. Fra questi ci sono le uova deposte da galline che vengono alimentate con mangimi arricchiti di questi acidi grassi. Un mangime non vale l'altro Il gruppo di ricercatori guidati da Antruejo ha voluto valutare se la quantità di Omega-3 presenti all'interno di queste uova fosse diversa a seconda della fonte di acidi grassi aggiunta al mangime delle galline. In uno studio che è durato circa 84 giorni, gli studiosi argentini hanno alimentato gli animali con semi e olio di lino e di chia, una pianta appartenente alla famiglia della menta conosciuta anche con il nome di salba. Ne è emerso che tutte queste fonti di Omega-3 permettono di aumentare i livelli di questi nutrienti presenti nel tuorlo. Tuttavia, l'olio e i semi di chia sono delle fonti migliori rispetto a quelli di lino. Già dopo i primi 56 giorni di sperimentazione, le galline alimentate con l'olio e i semi di questa pianta producevano uova contenenti, in ogni grammo di tuorlo, il 54,5 e il 63,5% in più di Omega-3 di quelle che stavano ricevendo olio o semi di lino. Dopo 84 giorni le differenze riscontrate erano invece del 13,4 e del 66,2%. Una nuova fonte di Omega-3 Secondo gli autori questa ricerca dimostra che le galline utilizzano con un'efficienza diversa le differenti fonti di Omega-3. Ciò, spiegano i ricercatori, suggerisce che la chia potrebbe diventare una fonte importante di Omega-3 da utilizzare per produrre cibi arricchiti con maggiori quantità di questi preziosi nutrienti.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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  • Soia arricchita di acido stearidonico è fonte alternativa di Omega-3

    Soia arricchita di acido stearidonico? Ecco l'alternativa all'olio di pesce La soia arricchita di acido stearidonico potrebbe presto diventare una fonte alternativa di acidi grassi Omega 3. Così vorrebbe la Monsanto, multinazionale da anni impegnata nella ricerca sulle piante geneticamente modificate, che ha messo a punto una varietà di soia in grado di accumulare questa molecola. L'olio di soia ad alto contenuto di acido stearidonico potrebbe essere utilizzato per arricchire di Omega-3 (senza alterazioni di sapore) vari alimenti: prodotti da forno cereali per la prima colazione formaggi L'acido stearidonico Gli effetti benefici degli Omega-3 hanno reso sempre più popolari questi nutrienti, la cui fonte principale sono i pesci grassi come il tonno, il salmone e l'halibut. Il pesce contiene 2 tipi di Omega-3: l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA), che possono essere facilmente utilizzati dall'organismo umano. Altri alimenti di origine vegetale sono invece più ricchi di un altro Omega-3: l'acido alfa-linolenico (ALA). Per poter essere utilizzata questa molecola, una volta introdotta con la dieta, deve essere convertita dall'organismo in EPA e DHA. Purtroppo questo processo di conversione non è molto efficiente e permette solo al 10% dell'ALA di essere trasformato in EPA. L'organismo converte l'acido stearidonico (SDA) in EPA più facilmente di quanto non faccia con l'ALA. La soia prodotta dalla Monsanto è in grado di convertire l'ALA in essa contenuto in SDA, rendendo gli Omega-3 più facilmente utilizzabili da parte dell'organismo umano. Soia ottenuta con l'ingegneria genetica I ricercatori hanno ottenuto questa varietà di soia introducendo nel genoma della pianta 2 geni provenienti, rispettivamente, da un'altra pianta (Primula juliae) e da una muffa (Neurospora crassa). L'unico effetto di questi inserimenti, spiegano gli scienziati, è quello di permettere la conversione dell'ALA in SDA e, di conseguenza, di rendere l'olio di soia una sorta di precursore dell'olio di pesce. Ora l'obiettivo di Monsanto è quello di arricchire diversi prodotti alimentari con la sua soia, in modo da fornire al consumatore 375 milligrammi di SDA per ogni porzione. Olio di pesce: soia arricchita di SDA come alternativa Secondo i ricercatori, la soia arricchita di SDA potrebbe rappresentare una valida alternativa all'olio di pesce per chi non ne ama il sapore. Avere un'altra possibile fonte da cui ricavare Omega-3 potrebbe altresì aiutare a ridurre i rischi associati a una pesca incontrollata. Tuttavia, le quantità di SDA da assumere per raggiungere un adeguato apporto di EPA sarebbero 4-5 volte superiori rispetto a quelle necessarie introducendo direttamente l'EPA contenuto nel pesce o nell'olio di pesce. Già nel 2011 alcune aziende si sono mostrate interessate a commercializzare cibi arricchiti con SDA. All'epoca l'obiettivo era quello di iniziare a venderli già nel 2012. Non resta che aspettare altre novità.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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  • Omega-3, poche differenze tra i livelli di vegetariani e vegani

    Indici Omega 3: situazione quasi paritaria tra vegetariani e vegani I livelli di Omega 3 presenti nei consumatori di pesce, nei vegetariani e nei vegani sono simili fra loro. Lo ha svelato uno studio coordinato dall'University of East Anglia (Norwich, Regno Unito), in cui Alisa Welch e colleghi hanno analizzato l'ipotesi che escludere il pesce dalla propria alimentazione corrispondesse a ridurre la presenza di queste preziose molecole nell'organismo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sull'American Journal of Clinical Nutrition. Le fonti di Omega-3 Gli acidi grassi Omega-3 sono presenti in diversi alimenti di origine animale e vegetale, ma la fonte principale di questi nutrienti sono i pesci grassi. I pesci contengono livelli elevati sia di EPA (acido eicosapentaenoico), sia di DHA (acido docosaesaenoico), gli Omega-3 attivi all'interno dell'organismo. Gli alimenti di origine vegetale (come le noci e i semi di lino) sono invece una fonte migliore di ALA (acido alfa-linolenico). Quest'ultimo è un precursore di EPA e DHA. Una volta introdotto con l'alimentazione, l'organismo deve convertirlo in questi 2 acidi grassi per poter beneficiare dell'azione degli Omega-3. Per questo motivo, Welch e colleghi hanno deciso di analizzare se la scelta di bandire il pesce dalla propria dieta (come fa chi è vegetariano o vegano) potesse ridurre la presenza di EPA e DHA nell'organismo. Lo studio La ricerca ha coinvolto 14.422 individui appartenenti al gruppo di studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition)-Norfolk. Gli autori hanno analizzato i dati relativi alle abitudini alimentari dei partecipanti, raccolti attraverso un diario settimanale, per analizzare l'esistenza di un'eventuale correlazione tra regime dietetico e livelli di Omega-3 presenti nel circolo sanguigno. Inoltre sono state misurate le concentrazioni di EPA e DHA nel plasma sanguigno. Grazie a queste informazioni è stato possibile calcolare anche il tasso di conversione dell'ALA negli altri 2 Omega-3. I risultati Le analisi hanno dimostrato che per chi non mangia pesce, ma include altri cibi di origine animale della propria dieta, la fonte principale di Omega-3 è la carne. I vegetariani invece ottengono questi nutrienti dai grassi spalmabili (ad esempio il burro o la margarina), dalle zuppe e dalle salse. La quantità totale di Omega-3 introdotti da chi non mangia pesce è risultata variabile tra il 57 e l'80% di quella tipica di chi invece lo consuma. Tuttavia, le differenze osservate nelle concentrazioni plasmatiche sono risultate decisamente più contenute. Non solo, il tasso di conversione dell'ALA in EPA e DHA è risultato maggiore in chi non mangia pesce e nelle donne. Un tasso di conversione inatteso In base a questi risultati i ricercatori hanno concluso che il regime alimentare non influenza fortemente i livelli di Omega-3 presenti nell'organismo. L'ipotesi formulata dagli autori è che ciò sia reso possibile dal fatto che in chi non mangia pesce il tasso di conversione dell'ALA in EPA e DHA è più elevato di quanto non lo sia in chi lo mangia.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Vegani e vegetariani

  • Malattie cardiovascolari: la prevenzione passa dai formaggi arricchiti di Omega-3

    Malattie cardiovascolari: ecco i formaggi arricchiti con Omega 3 Latte e formaggi possono aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari se vengono arricchiti di Omega-3, introducendo lino estruso nell'alimentazione dei bovini. Ad affermarlo sono gli esperti che si sono riuniti al Parco scientifico tecnologico Vega di Marghera in occasione del convegno “Latte, nuovo nutrimento” dello scorso 29 febbraio. Le ricerche che hanno portato a questa conclusione sono frutto della collaborazione tra Università di Padova, Veneto Agricoltura e Latteria di Soligo. Malattie cardiovascolari: Omega-3 per promuovere la buona salute Un'alimentazione varia ed equilibrata è una delle strategie migliori per mantenere in salute l'organismo. Alcuni nutrienti hanno, inoltre, delle proprietà benefiche che promuovono uno stato di buona salute. E' questo il caso degli Omega-3, i cui benefici per cuore e vasi sono stati dimostrati da anni di ricerche nel settore. Infatti, chi consuma elevate quantità di questi acidi grassi corre un minor rischio di incorrere in malattie del cuore. Gli Omega-3 prevengono inoltre i danni al cuore causati dall'infarto e riducono la mortalità associata a questo evento. Le fonti di Omega-3 Le sorgenti principali di questi preziosi nutrienti sono i pesci grassi di origine marina: sgombro salmone halibut aringhe Anche alcuni prodotti di origine vegetale, come i semi di lino e le noci, possono essere delle buone fonti di Omega-3. Esiste poi tutta una serie di integratori alimentari e di cibi arricchiti che può essere utile per aumentare l'apporto giornaliero di questi acidi grassi. Secondo le ricerche presentate durante questo convegno, un'alternativa valida per produrre alimenti ricchi di Omega-3 consiste nell'introdurre nella dieta dei bovini da latte lino estruso, un prodotto ricco di questi nutrienti. Omega-3 dal latte al formaggio I ricercatori dell'Università di Padova hanno analizzato se gli Omega-3 assunti giornalmente dalle vacche alimentate con lino estruso fossero trasmessi anche ai formaggi prodotti con il loro latte. Il lino estruso è stato scelto perché contiene livelli di questi nutrienti molto superiori rispetto a quelli di Omega-6, un gruppo di acidi grassi abbondante nelle diete occidentali che non presenta però gli stessi benefici degli Omega-3. Lucia Bailoni, del dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione dell'Università di Padova, ha piegato che il suo utilizzo ha permesso un aumento significativo dei livelli di Omega-3. In alcuni formaggi stagionati prodotti con il latte di queste vacche è stato possibile raggiungere la soglia stabilita dall'Unione europea, pari a 0,3 grammi di Omega-3 per 100 grammi di prodotto alimentare. Formaggi con Omega-3 per prevenire le malattie cardiovascolari Secondo Bailoni, quello descritto nel corso del convegno è il primo studio ad analizzare dal punto di vista scientifico la trasmissione degli Omega-3 dal latte ai formaggi. L'approccio di arricchimento utilizzato dagli autori della ricerca è diverso da quello tradizionale, che prevede l'aggiunta nel latte di olio di pesce contenente elevate quantità di Omega-3. Tuttavia, le analisi condotte hanno permesso di concludere che anche questa nuova metodica è efficace e permette di ottenere un prodotto alimentare utile per la prevenzione cardiovascolare.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/alimentazione/2012/02/29/visualizza_new.html_106106234.html


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