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Obesità: acido alfa lipoico e EPA aiutano le donne a perdere peso

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L'assunzione giornaliera di supplementi di acido alfa lipoico, da soli o in combinazione con quelli a base dell' Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico), possono aiutare le donne obese e in sovrappeso, che seguono una dieta ipocalorica, a perdere peso più facilmente.

È il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell' Università di Pamplona (Spagna),e pubblicato sula rivista Obesity.

Proprietà dell'acido alfa lipoico sul metabolismo

L'acido alfa lipoico è un antiossidante presente in natura e co-fattore di enzimi presenti nei mitocondri. Esso è coinvolto nella trasformazione del glucosio e dei grassi in energia.

Alcuni studi ne hanno descritto proprietà come la riduzione del peso corporeo e del grasso, e l'aumento del senso di sazietà.

Tuttavia, gli studi sugli esseri umani condotti finora sugli integratori di acido alfa lipoico sono limitati e con esiti controversi, ed è difficile giungere a conclusioni definitive per quanto riguarda la dose giusta e il potenziale ruolo nel trattamento dell'obesità.

Le donne che avevano assunto l'acido alfa lipoico perdevano maggior peso

Per espandere le attuali conoscenze in questo settore, i ricercatori hanno reclutato 97 donne in sovrappeso e obese per partecipare allo studio.

Esse sono state suddivise in quattro gruppi: quello di controllo che non seguiva nessun tipo di integrazione, quelli che assumevano solo EPA (1,3 grammi al giorno) o solo l' acido alfa lipoico (0,3 grammi al giorno) e infine il gruppo che assumeva l'acido alfa lipoico più l’ EPA (1,3 grammi  + 0,3 grammi al giorno).

Il trattamento è stato seguito per dieci settimane, e sono state 77 le donne che hanno completato lo studio, durante il quale ognuna ha seguito una dieta ipocalorica del 30% inferiore al dispendio energetico totale.

Peso corporeo, misure antropometriche, composizione corporea, dispendio energetico, pressione arteriosa, glicemia, insulina e profilo lipidico, così come i livelli di leptina e grelina, due ormoni che regolano l’appetito e il senso di sazietà, sono stati valutati prima e dopo l'intervento nutrizionale.

I risultati hanno mostrato che il gruppo di controllo aveva perso una media di 5,2 kg. Una Simile perdita di peso è stata osservata nel gruppo che aveva ricevuto solo EPA (5,4 kg), mentre quello che aveva assunto solo l'acido alfa-lipoico aveva perso in media 7 kg.

Coloro che avevano assunto l' acido alfa lipoico e l' EPA invece avevano perso circa 6,5 kg, ma questa differenza non era statisticamente significativa rispetto al controllo.

Inoltre, nel gruppo di controllo e in quello che aveva consumato l'acido alfa lipoico, i livelli di leptina erano diminuiti: un meccanismo che rallenta il metabolismo e aumenta il senso di bisogno di cibo.

La diminuzione della leptina era attenuata invece in coloro che avevano assunto anche l' Omega-3 EPA.

Ipotizzando il potenziale meccanismo che spieghi queste osservazioni, i ricercatori hanno suggerito che il tessuto adiposo può essere un organo bersaglio dell' acido alfa lipoico, il quale esercita su di esso i suoi effetti anti-adiposità inibendo la sintesi e aumentando la degradazione del grasso.

Di conseguenza tali meccanismi potrebbero contribuire a regolare il peso riducendo la massa grassa senza comportare necessariamente un incremento della spesa energetica.

L' EPA aiuta a mantenere I livelli di leptina 

Secondo gli autori dello studio questi dati suggeriscono che l’integrazione con acido alfa lipoico in combinazione con una dieta ipocalorica può contribuire a promuovere la perdita di peso e la riduzione della massa grassa in donne obese e in buona salute, e che l'EPA può impedire la caduta della leptina durante la perdita di peso.

Come precisato dai ricercatori però, è essenziale che questi risultati vengano ulteriormente approfonditi, e che vengano meglio chiariti i meccanismi che ne sono alla base.

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Fonte: A.E. Huerta, S. Navas-Carretero, P.L. Prieto-Hontoria, J.A. Martinez, M.J. Moreno-Aliaga

Effects of alpha-lipoic acid and eicosapentaenoic acid in overweight and obese women during weight loss”. Obesity  February 2015, Volume 23, Issue 2, pages 313-321, doi: 10.1002/oby.20966


Articolo pubblicato in Problemi di peso ed è stato taggato con




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