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Demenza

Demenza: gli omega-3 sono un anti age naturale e potente, e i ruoli che giocano nel contrastare o prevenire malattie dovute all'invecchiamento sono importanti.

  • Alzheimer, ecco i meccanismi con cui il DHA contrasta la malattia nelle fasi precoci.

    Gli effetti positivi che gli omega-3 esercitano sui pazienti colpiti da Alzheimer dipendono dallo stato di progressione della malattia: il trattamento nelle fasi iniziali garantirebbe risultati migliori. In particolare, il DHA, secondo numerosi studi, agisce tramite processi diversi ed interattivi e la sua efficacia dipende dai meccanismi con cui esercita i suoi effetti neuroprotettivi: antiamiloide, antiossidante, antiinfiammatorio e ipocolesterolemizzante. Leggi tutto l'articolo


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  • Alzheimer: una bevanda ricca di omega-3 migliora i sintomi e contrasta l’atrofia cerebrale

    Souvenaid, una bevanda contenente alte concentrazioni di DHA (1200 millligrammi), EPA (300 milligrammi), vitamine del gruppo B, e altre molecole, sarebbe in grado di migliorare la capacità di svolgere le attività quotidiane dei pazienti affetti da Alzheimer nella fase iniziale. Il prodotto, venduto in alcuni paesi del nord Europa, agirebbe direttamente sul cervello contrastando l’atrofia, soprattutto nella regione dell’ippocampo. Sono questi i risultati di una ricerca presentata durante il 14° simposio internazionale sull’Alzheimer “Athens/Springfield Symposium on Advances in Alzheimer Therapy” che si è svolto ad Atene nel marzo scorso. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Saarland (Germania) nell’ambito di un progetto chiamato LipiDiDiet. Leggi tutto l'articolo


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  • Invecchiamento: la dieta mediterranea contrasta l'atrofia del cervello e lo ringiovanisce di 5 anni

    I benefici della dieta mediterranea non riguardano solo il sistema cardiovascolare, il diabete o l’obesità. Secondo un nuovo studio seguire un’alimentazione ricca di frutta,verdura, pesce, legumi e povera di carne, potrebbe anche ostacolare l’atrofia del cervello e l’invecchiamento cognitivo, negli anziani. Il consumo degli alimenti tipici della dieta mediterranea è infatti associato ad maggior volume cerebrale, pari a quello di un cervello di 5 anni più giovane, rispetto a quello di individui che non aderiscono a questo regime alimentare. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli omega-3 aiutano le vitamine B a proteggere il cervello dall’atrofia

    Livelli adeguati di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) nel sangue migliorano l’effetto dell’integrazione con alcune vitamine del gruppo B nel contrastare l’ atrofia cerebrale, una condizione molto comune negli anziani. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli integratori di acido folico aiutano a prevenire la demenza?

    La carenza di folati, derivati della vitamina B 9, è molto comune tra le donne in post-menopausa e sembra aumentare il rischio di demenza o di deterioramento cognitivo lieve, una forma di pre-demenza. I supplementi di acido folico potrebbero dunque avere un ruolo importante nella protezione dal declino cognitivo. Leggi tutto l'articolo


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  • Più memoria con gli omega-3, il DHA migliora la trasmissione dell'impulso nervoso

    Svelati i meccanismi attraverso cui il DHA (acido docosaesaenoico) protegge la memoria: questo acido grasso omega-3 si accumula nell'ippocampo, regione del cervello coinvolta proprio nella memoria, dove è associato ad un aumento della trasmissione dell'impulso nervoso. Arricchire la propria dieta di questo nutriente, sia mangiando il pesce che ne è ricco, sia assumendo integratori di omega-3, potrebbe aiutare a proteggere il cervello durante l'invecchiamento. L'omega 3 DHA migliora la potenza dell'impulso nervoso Ad arrivare a queste conclusioni sono stati i ricercatori dell'University of Alberta di Edmonton (Canada), grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Applied Physiology.ivare a queste conclusioni sono stati i ricercatori dell'University of Alberta di Edmonton (Canada), grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Applied Physiology. Omega 3 amici del cervello Numerosi studi hanno evidenziato i benefici per il cervello derivanti dal consumo di pesce come il salmone, il tonno e le sardine. Alla base di queste azioni positive ci sono gli omega-3, acidi grassi di cui questi pesci sono ricchi. Fra questi il più importante per il cervello è proprio il DHA. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli omega-3 potrebbero ritardare il declino mentale e bloccare le malattie cardiometaboliche

    Assumere omega-3 protegge dal declino cognitivo e dalle malattie metaboliche e cardiovascolari. A dimostrarlo è uno studio dei ricercatori della Lund University (Svezia), secondo cui i risultati ottenuti confermano i benefici dell'assunzione quotidiana di questi acidi grassi per la mente e il metabolismo e sottolineano il ruolo delle scelte alimentari nella prevenzione dei problemi metabolici e cognitivi. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sul Nutrition Journal. Indizi preliminari Già in passato è stata dimostrata l'esistenza di un'associazione tra livelli elevati di Omega-3 nel sangue e la riduzione del rischio del declino cognitivo tipico dell'invecchiamento e dei fattori di rischio per le malattie metaboliche (come il diabete di tipo 2) e cardiovascolari. Gli studi che hanno rilevato questa associazione non permettono, però, di affermare con certezza che questi acidi grassi esercitano un effetto protettivo. Si tratta, infatti, di studi osservazionali in cui lo stato di salute dei pazienti è stato confrontato alla quantità di Omega-3 consumati senza, però, dimostrare che è proprio l'assunzione di questi nutrienti a causare la diminuzione dei rischi per la salute. Per poter stabilire l'esistenza di un reale effetto degli Omega-3 sulla salute di mente e cervello sono, invece, necessari studi clinici in cui gli acidi grassi vengano somministrati a individui sani o a pazienti affetti dalla patologia che si intende studiare. I ricercatori della Lund University hanno utilizzato proprio questo secondo approccio, dimostrando che l'assunzione di Omega-3 previene il declino cognitivo e contrasta i fattori di rischio cardiometabolici in individui sani. 2,55 g di omega 3 EPA e DHA al giorno, lo studio Prima della pubblicazione dei risultati ottenuti dal team svedese i dubbi erano ancora molti. Per questo motivo i ricercatori hanno pensato a uno studio incrociato in cui sono stati coinvolti 40 volontari sani di età compresa tra i 51 e i 72 anni. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, a ciascuno dei quali è stato chiesto di assumere delle capsule contenenti un placebo o 600 mg degli Omega-3 presenti nell'olio di pesce. In particolare, le capsule di olio di pesce contenevano 300 mg di EPA (acido eicosapentaenoico), 210 mg di DHA (acido docosaesaenoico) e 90 mg di altri Omega-3 non specificati. Lo studio ha previsto l'assunzione di 5 capsule al giorno, per un totale di 3 grammi di Omega-3. La prima fase, durata 5 settimane, è stata seguita da una seconda, sempre di 5 settimane, in cui i volontari hanno smesso di assumere sia il placebo, sia l'olio di pesce. A questa hanno fatto seguito altre 5 settimane in cui chi prima aveva assunto il placebo ha assunto l'olio di pesce e chi aveva assunto l'olio di pesce ha assunto il placebo. Conclusioni dello studio Le capacità cognitive dei partecipanti sono state misurate attraverso test specifici. La valutazione dei fattori di rischio cardiometabolici ha invece previsto la misurazione della pressione sanguigna, dei livelli di trigliceridi e del glucosio nel sangue e di quelli di una molecola associata all'infiammazione, il TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor-alfa). E' stato, così, dimostrato che assumere quotidianamente gli Omega-3 presenti nell'olio di pesce per 5 settimane migliora in modo significativo le capacità cognitive di soggetti sani. Viceversa, questi acidi grassi riducono i fattori di rischio metabolici e cardiovascolari. Questi risultati hanno permesso di stabilire anche un'associazione tra i fattori che mettono a rischio cuore e metabolismo e le capacità cognitive: se i primi diminuiscono, le seconde migliorano. Per gli autori, però, le notizie degne di nota non finiscono qui. Altrettanto importante è, infatti, la conferma che agire sull'alimentazione è una buona strategia per prevenire i problemi cognitivi e metabolici associati all'invecchiamento. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli Omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Nilsson A, Radeborg K, Salo I, Björck I, “Effects of supplementation with n-3 polyunsaturated fatty acids on cognitive performance and cardiometabolic risk markers in healthy 51 to 72 years old subjects: a randomized controlled cross-over study”, Nutr J. 2012 Nov 22;11(1):99


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  • Più omega-3 nella dieta migliorano capacità cognitive e volume del cervello negli anziani

    E' questa la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università di Uppsala (Svezia), che hanno analizzato se consumi più elevati di questi acidi grassi sono associati a un incremento delle capacità cognitive o del volume del cervello negli anziani. Aumentare le quantità degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) introdotte con l'alimentazione potrebbe migliorare le capacità cognitive nella terza età. I risultati dei loro studi, che hanno coinvolto 252 uomini e donne, sono stati pubblicati sulla rivista Age *. Acidi grassi indispensabili per il cervello     Gli Omega-3, soprattutto il DHA, sono nutrienti molto importanti per la salute del sistema nervoso. La quantità di questo acido grasso a livello del cervello è molto elevata. Qui il DHA svolge un ruolo fondamentale sia per la struttura, sia per le funzioni dei neuroni e la produzione di nuove cellule nervose. Diversi studi hanno dimostrato che questo Omega-3 influenza le capacità cognitive e di attenzione, quelle visive e il comportamento. Non solo, il DHA svolge un ruolo importante anche in alcuni disturbi psichiatrici e protegge i neuroni dagli effetti dannosi della malattia di Alzheimer. Benefici cognitivi anche nella terza età La ricerca svedese ha dimostrato che chi, tra i 70 e i 75 anni, mangia molti cibi ricchi di Omega-3 (sia DHA, sia EPA) ha capacità cognitive maggiori rispetto a chi segue un'alimentazione povera di questi acidi grassi. Anche se studi precedenti avevano dimostrato che volumi cerebrali maggiori corrispondono a un minor declino cognitivo, le risonanze magnetiche condotte durante questa ricerca non hanno evidenziato nessun legame tra l'assunzione di Omega-3 e le dimensioni del cervello o di alcune sue regioni. Di quanti Omega-3 abbiamo bisogno? I partecipanti alla ricerca con le maggiori capacità cognitive consumavano in media 980 mg di EPA e DHA al giorno, una quantità circa 10 volte maggiore rispetto, ad esempio, al consumo di Omega-3 medio di un abitante degli Stati Uniti. In generale, nell'età adulta gli esperti consigliano di non scendere al di sotto dei 500 mg totali di EPA e DHA al giorno e di mangiare 2-3 porzioni di pesce grasso alla settimana. E' possibile scegliere, ad esempio, tra salmone, aringhe, tonno e halibut. La raccomandazione può essere estesa anche ai bambini e alle donne incinte, con una particolare avvertenza: è meglio evitare di mangiare grandi quantità di pesci predatori, come il pesce spada, che possono accumulare molto mercurio, metallo tossico proprio per il sistema nervoso. Per quanto riguarda la terza età, nuovi studi sui benefici derivanti dall'assunzione di cibi ricchi di Omega-3 permetteranno di approfondire ulteriormente questo aspetto.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte * Titova OE, Sjögren P, Brooks SJ, Kullberg J, Ax E, Kilander L, Riserus U, Cederholm T, Larsson EM, Johansson L, Ahlström H, Lind L, Schiöth HB, Benedict C, “Dietary intake of eicosapentaenoic and docosahexaenoic acids is linked to gray matter volume and cognitive function in elderly”, Age (Dordr). 2012 Jul 13. [Epub ahead of print]    


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  • Omega-3 per il cervello: livelli elevati nei globuli rossi contrastano la demenza

    Livelli elevati dell'Omega-3 acido docosaesaenoico (DHA) nelle membrane dei globuli rossi contrastano l'invecchiamento del cervello nonché l'insorgere della demenza. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori guidato da Zaldy Tan della David Geffen School of Medicine dell'Università della California di Los Angeles (Usa). Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Neurology. In base ai dati raccolti, gli scienziati hanno potuto concludere che nella terza età questo parametro influenza positivamente sia le dimensioni del cervello sia le capacità mnemoniche. Omega-3 per il benessere del cervello Diverse ricerche hanno associato un'alimentazione ricca di Omega-3 alla riduzione del rischio di demenza. È stato altresì dimostrato che alti livelli ematici di DHA e EPA (acido eicosapentaenoico, altro Omega-3 di origine alimentare) corrispondono a una minore probabilità di sviluppare alcune malattie neurodegenerative. In particolare il DHA, nutriente abbondante nel pesce grasso e negli integratori a base di olio di pesce, consente di: ridurre la pressione sanguigna; contrastare l'aterosclerosi; diminuire i livelli di trigliceridi. Tutte queste azioni hanno un effetto positivo sul sistema vascolare e possono aiutare a ritardare la comparsa dei sintomi dell'invecchiamento del cervello. Omega-3 contro la demenza: nuove conferme Il nuovo studio ha coinvolto 1.575 uomini e donne di età media pari a 67 anni non affetti da demenza. Il gruppo è stato sottoposto ai seguenti test: misurazione dei livelli di acidi grassi Omega-3 contenuti nella membrana dei globuli rossi; determinazione loro volume cerebrale tramite risonanza magnetica; valutazione di memoria e altre funzioni cognitive grazie a test specifici. E' stato scoperto che gli individui  con livelli di DHA più bassi, rispetto ai partecipanti caratterizzati dalla presenza di quantità superiori, presentavano dimensioni del cervello, memoria visiva, capacità esecutive e di organizzazione significativamente inferiori. Negli individui in cui il DHA è presente nelle quantità più basse anche il volume della materia grigia è minore. Gli autori hanno spiegato che questo parametro è un indice di problematiche a livello dei vasi di calibro minore, ed è stato associato a un aumento del rischio di ictus e di demenza. Omega-3 per un cervello più giovane I ricercatori evidenziano l'importanza della scoperta, sottolineando che si tratta del primo studio a rilevare un'associazione tra la composizione in acidi grassi delle membrane dei globuli rossi e la presenza di indicatori precoci dello sviluppo di forme di demenza. Infatti in questo caso, bassi livelli di DHA sono stati correlati a ridotte dimensioni del cervello e difetti nelle capacità cognitive in individui che non ancora colpiti da demenza. Secondo Tan, le differenze osservate corrispondono a un cervello più vecchio, dal punto di vista della struttura, di circa 2 anni. Come sottolineato dagli stessi autori, nuove ricerche permetteranno di confermare i risultati ottenuti nel corso dei loro studi e potranno approfondire le analisi includendo anche dati riguardanti l'eventuale sviluppo di forme di demenza.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Stampfer MJ, Krauss RM, Ma J, Blanche PJ, Holl LG, Sacks FM, Hennekens CH, “A prospective study of triglyceride level, low-density lipoprotein particle diameter, and risk of myocardial infarction”, JAMA. 1996 Sep 18;276(11):882-8 2. Miller M, Seidler A, Moalemi A, Pearson TA, “Normal triglyceride levels and coronary artery disease events: the Baltimore Coronary Observational Long-Term Study”, J Am Coll Cardiol. 1998 May;31(6):1252-7 3. Nenseter MS, Rustan AC, Lund-Katz S, Søyland E, Maelandsmo G, Phillips MC, Drevon CA, “Effect of dietary supplementation with n-3 polyunsaturated fatty acids on physical properties and metabolism of low density lipoprotein in humans”, Arterioscler Thromb. 1992 Mar;12(3):369-79 4. Lu G, Windsor SL, Harris WS, “Omega-3 fatty acids alter lipoprotein subfraction distributions and the in vitro conversion of very low density lipoproteins to low density lipoproteins”, J Nutr Biochem. 1999 Mar;10(3):151-8 5. Alt Med Alert - Evidence regarding the use of omega-3 fatty acids for hyperlidemia (2005) 6. Weber P, Raederstorff D, “Triglyceride-lowering effect of omega-3 LC-polyunsaturated fatty acids--a review”, Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2000 Feb;10(1):28-37 7. Stark KD, Park EJ, Maines VA, Holub BJ, “Effect of a fish-oil concentrate on serum lipids in postmenopausal women receiving and not receiving hormone replacement therapy in a placebo-controlled, double-blind trial”, Am J Clin Nutr. 2000 Aug;72(2):389-94 8. Lox CD, “Effects of marine fish oil (omega-3 fatty acids) on lipid profiles in women”, Gen Pharmacol. 1990;21(3):295-8 9. Engler MM, Engler MB, Malloy MJ, Paul SM, Kulkarni KR, Mietus-Snyder ML, “Effect of docosahexaenoic acid on lipoprotein subclasses in hyperlipidemic children (the EARLY study)”, Am J Cardiol. 2005 Apr 1;95(7):869-71 10. Varady KA, Jones PJ, “Combination diet and exercise interventions for the treatment of dyslipidemia: an effective preliminary strategy to lower cholesterol levels?”, J Nutr. 2005 Aug;135(8):1829-35


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