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Antinvecchiamento

Anti age: Gli omega 3 come rimedio all'invecchiamento

L'eterna giovinezza non esiste, però l'assunzione di Omega-3 favorisce l'effetto anti age su pelle e corpo. Leggi come contrastare l'invecchiamento.

  • Alzheimer: omega- 3 e acido alfa lipoico riducono il declino cognitivo e funzionale

    Malattia di Alzheimer: olio di pesce e acido alfa lipoico per contrastare il declino delle funzioni cognitive Gli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), in combinazione con l'acido alfa lipoico, sono in grado di ritardare la perdita delle capacità intellettive che caratterizza il Morbo di Alzheimer. La contemporanea assunzione di queste sostanze sembra avere un effetto protettivo sulle cellule nervose, e potrebbe in futuro rappresentare un nuovo trattamento per ridurre i sintomi della patologia. Leggi tutto l'articolo


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  • I supplementi di Omega-3 possono contribuire alla stabilità dei telomeri

    Integratori Omega-3: grazie all'olio di pesce miglior stabilità dei telomeri Il basso rapporto tra Omega-6 e Omega 3 sembra associato a una maggior lunghezza dei telomeri, le regioni terminali dei cromosomi, favorendo la funzionalità e la stabilità di questi ultimi. L’ effetto, insieme quello antinfiammatorio e antiossidante, contribuisce a limitare l’invecchiamento cellulare. La scoperta si deve alla collaborazione dei ricercatori dell’University of California e dell’Ohio State University College (USA).  Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Stress ossidativo e invecchiamento cellulare ed è stato taggato con

  • Alzheimer: gli omega-3 potrebbero rallentare i processi neurodegenerativi.

    Morbo di Alzheimer: l'olio di pesce rallenta i processi neurodegenerativi? Gli Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) assunti con i supplementi, possono attraversare la barriera emato-encefalica nei malati di Alzheimer, agendo positivamente sui processi neurodegenerativi. Ad un elevato livello di DHA corrisponde infatti una variazione dei marcatori della malattia e dell’infiammazione. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Alzheimer ed è stato taggato con

  • Abbronzatura perfetta e senza scottature: 5 consigli pratici

    5 pratici consigli per abbronzarsi senza scottature Come ogni anno si sprecano parole e consigli su come avere una tintarella perfetta ma anche sui danni che il sole può fare alla nostra pelle. Oggi vogliamo fornirvi un decalogo facile e sintetico su cosa fare per ottenere un colore invidiabile ma non passare le nottate e “sbollire” le scottature. Si al sole, no alle rughe L'abbronzatura è data dalla melanina, prodotta dal nostro organismo che, stimolata dai raggi UV ultravioletti, scurisce la nostra pelle. Ma i raggi ultravioletti portano anche alla produzione di un enzima che promuove la formazione delle rughe, distruggendo alcune componenti del derma. La soluzione migliore per ottenere colore ma non dolore ne tanto meno rughe è combattere su più fronti. Perché se è vero che vogliamo aumentare la produzione di melanina e quindi di colore, è pure vero che vogliamo contrastare scottature e rughe che derivano dall'esposizione al sole. Abbronzature perfetta: come fare Basta seguire questi 5 pratici consigli: 1. scegliere alimenti ricchi di vitamine e minerali (frutta e verdura colorata arancione o verde scuro) 2. applicare solari a protezione medio-alta in base al fototipo, che filtrano sia i raggi ultravioletti UVB che i pericolosi UVA. 3. idratare: con creme ma anche bevendo molta più acqua e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti 4. conservare l'equilibrio idro salino minacciato dall'eccessiva sudorazione, integrando i sali minerali persi per permettere alla pelle di trattenere meglio l'acqua; 5. assumere integratori che proteggano dalla formazione di rughe come gli integratori di omega 3 da olio di krill, come Omegor Krill naturalmente ricco di astaxantina, un potente antiossidante alleato alla pelle.   • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter o seguici su Facebook


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Pelle ed è stato taggato con

  • Migliorare la memoria sin da giovani? Oggi si può, con l’omega 3 DHA

    Assumendo DHA la memoria migliora Gli integratori di omega 3 DHA migliorano del 20% la memoria di uomini e donne giovani in buona salute, scopre una nuova ricerca. I miglioramenti più importanti si verificano in chi è geneticamente molto più esposto al rischio di sviluppare l’Alzheimer. Assumere integratori di omega 3 DHA (acido docosaesanoico) migliora considerevolmente la memoria di lavoro (ossia la memoria a breve termine) negli uomini e la memoria episodica nelle donne giovani e in buona salute. L’efficacia degli integratori di omega 3 DHA nel potenziare le facoltà mnemoniche è, sorprendentemente, maggiore negli individui geneticamente predisposti all’Alzheimer. E’ quanto scoperto da uno studio  condotto dall’Università della Nuova Zelanda in collaborazione con i ricercatori delle Università della West Anglia e della Northumbria (GB) e pubblicato sulla rivista American Journal of clinical Nutrition. Omega 3 DHA e la memoria nei giovani, lo studio I ricercatori, guidati dalla dott.ssa Welma Stonehouse, hanno coinvolto  un campione di 176 giovani adulti – in età comprese tra i 18 e i 45 anni – tutti  in buona salute e non fumatori. I partecipanti sono stati  selezionati in modo casuale, e poi suddivisi in due gruppi secondo la modalità sperimentale del doppio cieco, (cioè né i ricercatori né i partecipanti sapevano se assumevano capsule di omega-3 DHA o di placebo). Il primo gruppo ha assunto 1,16 g di integratori di omega 3. DHA al giorno per sei mesi, il secondo un placebo. Tutti in precedenza seguivano abitualmente una dieta povera di acidi grassi omega 3. Durante la sperimentazione il campione è stato sottoposto ad una serie di test cognitivi aventi lo scopo di mettere alla prova le loro facoltà mnemoniche. Il risultato sorprendente L’assunzione di integratori di omega 3 DHA ha migliorato in modo significativo le perfomance mnemoniche. Lo studio dimostrò che l’omega 3 DHA agisce in modo differente su uomini e donne. Gli uomini hanno migliorato del 20% le prestazioni della memoria a breve termine - che consente di eseguire compiti cognitivi complessi – completando i compiti 223ms più velocemente dei loro compagni che assumevano il placebo. Le donne hanno manifestato benefici soprattutto nella memoria episodica, che fa riferimento alla rievocazione consapevole di fatti personali appartenenti al passato ed è un tipo di memoria a lungo termine. Una buona memoria episodica è cruciale per imparare dai propri errori, superare i propri limiti  e raggiungere nuovi obiettivi. L’importanza dei geni I ricercatori vollero veder chiaro sul ruolo dei geni, in particolare del genotipo dell’apolipoproteina E (ApoE). L’ApoE è uno dei più importanti fattori genetici di rischio nello sviluppare l’Alzheimer. I portatori della sua variante allelica ApoE4 – ossia circa il 25% della popolazione bianca – vanno incontro a un rischio molte volte superiore alla media. La memoria di lavoro dei portatori di ApoE4 che assumevano integratori di omega 3 DHA ha avuto un miglioramento simile al resto del gruppo, mentre sono peggiorati i portatori di ApoE4 nel gruppo placebo, provocando una differenza significativa fra i gruppi. Questo risultato era del tutto inatteso. Le conclusioni della sperimentazione hanno permesso alla sua coordinatrice di poter affermare che: Per la prima volta uno studio ha dimostrato che l’aumento dell’apporto di omega 3 DHA potenzia la memoria e i tempi di risposta in giovani adulti in buona salute la cui dieta è povera di acidi grassi omega 3, modulando la risposta in base al sesso” Questa scoperta rinforza precedenti studi che avvevano dimostrato come gli acidi grassi omega 3 proteggono il cervello dall’invecchiamento precoce e potenzialmente aiutano a prevenire malattie degenerative come l’Alzheimer.   • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte: W.Stonehouse, C.A. Conlon, J. Podd, S.R. Hill, A.M.Minihane, C. Haskell, D.Kennedy et al “DHA supplementation improved both memory and reaction times in healthy young adults: a randomized controlled trial” published on March 20 1013, doi: 10. 3945/ajcn. 112.053371, American Journal of Clinical Nutrition


    Articolo pubblicato in Alzheimer ed è stato taggato con

  • Più memoria con gli omega-3, il DHA migliora la trasmissione dell'impulso nervoso

    Omega 3 DHA: l'impulso nervoso è migliore con l'olio di pesce Svelati i meccanismi attraverso cui il DHA (acido docosaesaenoico) protegge la memoria: questo acido grasso omega-3 si accumula nell'ippocampo, regione del cervello coinvolta proprio nella memoria, dove è associato ad un aumento della trasmissione dell'impulso nervoso. Arricchire la propria dieta di questo nutriente, sia mangiando il pesce che ne è ricco, sia assumendo integratori di omega-3, potrebbe aiutare a proteggere il cervello durante l'invecchiamento. L'omega 3 DHA migliora la potenza dell'impulso nervoso     Ad arrivare a queste conclusioni sono stati i ricercatori dell'University of Alberta di Edmonton (Canada), grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Applied Physiology.     Omega 3 amici del cervello Numerosi studi hanno evidenziato i benefici per il cervello derivanti dal consumo di pesce come il salmone, il tonno e le sardine. Alla base di queste azioni positive ci sono gli omega-3, acidi grassi di cui questi pesci sono ricchi. Fra questi il più importante per il cervello è proprio il DHA. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Antinvecchiamento, Sistema nervoso, Demenza ed è stato taggato con

  • Gli omega-3 potrebbero ritardare il declino mentale e bloccare le malattie cardiometaboliche

    Olio di pesce: un aiuto contro il declino mentale e le malattie cardiometaboliche Assumere omega-3 protegge dal declino cognitivo e dalle malattie metaboliche e cardiovascolari. A dimostrarlo è uno studio dei ricercatori della Lund University (Svezia), secondo cui i risultati ottenuti confermano i benefici dell'assunzione quotidiana di questi acidi grassi per la mente e il metabolismo e sottolineano il ruolo delle scelte alimentari nella prevenzione dei problemi metabolici e cognitivi. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sul Nutrition Journal. Indizi preliminari Già in passato è stata dimostrata l'esistenza di un'associazione tra livelli elevati di Omega-3 nel sangue e la riduzione del rischio del declino cognitivo tipico dell'invecchiamento e dei fattori di rischio per le malattie metaboliche (come il diabete di tipo 2) e cardiovascolari. Gli studi che hanno rilevato questa associazione non permettono, però, di affermare con certezza che questi acidi grassi esercitano un effetto protettivo. Si tratta, infatti, di studi osservazionali in cui lo stato di salute dei pazienti è stato confrontato alla quantità di Omega-3 consumati senza, però, dimostrare che è proprio l'assunzione di questi nutrienti a causare la diminuzione dei rischi per la salute. Per poter stabilire l'esistenza di un reale effetto degli Omega-3 sulla salute di mente e cervello sono, invece, necessari studi clinici in cui gli acidi grassi vengano somministrati a individui sani o a pazienti affetti dalla patologia che si intende studiare. I ricercatori della Lund University hanno utilizzato proprio questo secondo approccio, dimostrando che l'assunzione di Omega-3 previene il declino cognitivo e contrasta i fattori di rischio cardiometabolici in individui sani. 2,55 g di omega 3 EPA e DHA al giorno, lo studio Prima della pubblicazione dei risultati ottenuti dal team svedese i dubbi erano ancora molti. Per questo motivo i ricercatori hanno pensato a uno studio incrociato in cui sono stati coinvolti 40 volontari sani di età compresa tra i 51 e i 72 anni. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, a ciascuno dei quali è stato chiesto di assumere delle capsule contenenti un placebo o 600 mg degli Omega-3 presenti nell'olio di pesce. In particolare, le capsule di olio di pesce contenevano 300 mg di EPA (acido eicosapentaenoico), 210 mg di DHA (acido docosaesaenoico) e 90 mg di altri Omega-3 non specificati. Lo studio ha previsto l'assunzione di 5 capsule al giorno, per un totale di 3 grammi di Omega-3. La prima fase, durata 5 settimane, è stata seguita da una seconda, sempre di 5 settimane, in cui i volontari hanno smesso di assumere sia il placebo, sia l'olio di pesce. A questa hanno fatto seguito altre 5 settimane in cui chi prima aveva assunto il placebo ha assunto l'olio di pesce e chi aveva assunto l'olio di pesce ha assunto il placebo. Conclusioni dello studio Le capacità cognitive dei partecipanti sono state misurate attraverso test specifici. La valutazione dei fattori di rischio cardiometabolici ha invece previsto la misurazione della pressione sanguigna, dei livelli di trigliceridi e del glucosio nel sangue e di quelli di una molecola associata all'infiammazione, il TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor-alfa). E' stato, così, dimostrato che assumere quotidianamente gli Omega-3 presenti nell'olio di pesce per 5 settimane migliora in modo significativo le capacità cognitive di soggetti sani. Viceversa, questi acidi grassi riducono i fattori di rischio metabolici e cardiovascolari. Questi risultati hanno permesso di stabilire anche un'associazione tra i fattori che mettono a rischio cuore e metabolismo e le capacità cognitive: se i primi diminuiscono, le seconde migliorano. Per gli autori, però, le notizie degne di nota non finiscono qui. Altrettanto importante è, infatti, la conferma che agire sull'alimentazione è una buona strategia per prevenire i problemi cognitivi e metabolici associati all'invecchiamento. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli Omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte Nilsson A, Radeborg K, Salo I, Björck I, “Effects of supplementation with n-3 polyunsaturated fatty acids on cognitive performance and cardiometabolic risk markers in healthy 51 to 72 years old subjects: a randomized controlled cross-over study”, Nutr J. 2012 Nov 22;11(1):99


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Demenza, Olio di pesce ed è stato taggato con

  • Gli omega-3 alleviano i sintomi della depressione nella terza età, rivela studio italiano

    Depressione terza età: un aiuto dall'olio di pesce Un nuovo studio rivela che gli acidi grassi omega 3 alleviano i sintomi della depressione, in particolare di quelle forme del disturbo che, spesso, si manifestano durante la terza età. La conferma arriva dall'Università degli Studi di Milano, dove Angela Rizzo e colleghi hanno dimostrato che l'assunzione di 2,5 grammi al giorno di omega 3 EPA e DHA riduce i sintomi della depressione nelle persone anziane. I risultati dei loro studi sono stati pubblicati sul Nutrition Journal. Depressione nella terza età, un problema spesso sottovalutato Soffrire di depressione durante la terza età non è un evento raro. Ben il 13% degli anziani che vivono nella comunità ne soffre, così come il 24% dei pazienti anziani dei medici, il 30% di quelli che vengono ricoverati in ospedale e il 43% di quelli che vivono in una casa di riposo. Nonostante questo disturbo abbia conseguenze negative sulla qualità della vita piuttosto ovvie, spesso nelle persone anziane non viene nemmeno effettuata una chiara diagnosi del problema. Eppure molti casi di depressione potrebbero essere curati con un intervento tempestivo ed adeguato. Al contrario, la mancanza di cure appropriate può far sorgere problemi sia di tipo sociale, sia di tipo fisico e cognitivo. Le conseguenze fisiche di una depressione non curata possono addirittura rallentare il recupero da una malattia o da un'operazione chirurgica. Depressione e Omega-3, un legame stretto I dati raccolti dai ricercatori milanesi ha innanzitutto dimostrato in modo chiaro che in chi soffre di depressione durante la terza età i livelli dell'omega 3 EPA nelle membrane dei globuli rossi sono particolarmente bassi. Già in passato diversi studi avevano portato la comunità scientifica ad ipotizzare che gli Omega-3 potessero essere utili nel trattamento della depressione. Questo nuovo studio fornisce una conferma a quanto ipotizzato, suggerendo che questi acidi grassi possono fornire una opzione terapeutica per chi soffre di questo disturbo nella terza età. Gli Omega-3 sono un rimedio efficace contro la depressione Rizzo e colleghi hanno infatti scoperto che basta integrare la propria alimentazione con Omega-3 per due mesi per ottenere una significativa riduzione dei sintomi della depressione. I ricercatori hanno coinvolto nel loro studio 46 donne depresse di età compresa tra i 66 e i 95 anni, in cui i sintomi del disturbo sono stati valutati attraverso una scala specifica (la GDS, Geriatric Depression Scale). A 22 di queste donne sono stati fatti assumere tutti i giorni, per 8 settimane consecutive, 2,5 grammi degli Omega-3 EPA e DHA (acido docosaesaenoico), in un rapporto 2 a 1. Le altre 24 donne hanno assunto nello stesso modo e per lo stesso periodo un placebo. Al termine del periodo di somministrazione il punteggio ottenuto sulla scala GDS era significativamente più basso nelle donne che avevano assunto EPA e DHA. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno scoperto che l'assunzione di Omega-3 aveva portato ad una diminuzione del rapporto tra l'acido arachidonico (un Omega-6) e l'EPA presente nel sangue e nelle membrane dei globuli rossi. Questo dato ha permesso, da un lato, di dimostrare il legame tra la variazione delle concentrazioni di EPA e la diminuzione dei sintomi depressivi e, dall'altro, di verificare che l'assunzione di Omega-3 permette di ridurre il rapporto tra Omega-6 e Omega-3, condizione indispensabile per mantenere un buono stato di salute.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte Rizzo AM, Corsetto PA, Montorfano G, Opizzi A, Faliva M, Giacosa A, Ricevuti G, Berra B, Rondanelli M, Pelucchi C, “Comparison between the AA/EPA ratio in depressed and non depressed elderly females: omega-3 fatty acid supplementation correlates with improved symptoms but does not change immunological parameters”, Nutr J. 2012 Oct 10;11(1):82


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Depressione e disturbi bipolari ed è stato taggato con

  • L'integrazione con omega 3 da olio di pesce potrebbe rallentare l'invecchiamento biologico

    Integratori di acidi grassi omega 3: un aiuto contro l'invecchiamento Una sorprendente scoperta dimostra che riducendo il rapporto fra gli omega 6 e gli omega 3 nell'organismo attraverso l'integrazione con olio di pesce ad alto dosaggio si potrebbe rallentare l'invecchiamento cellulare e del 15% lo stress ossidativo in adulti sani. Ad evidenziare questo nuovo effetto degli acidi grassi omega-3 presenti nell'olio di pesce è una ricerca pubblicata da Janice Kiecolt-Glaser e colleghi dell'Ohio State University (Columbus, Stati Uniti) sulla rivista Brain, Behavioue, and Immunity. I telomeri, un indicatore dell'invecchiamento biologico I ricercatori statunitensi hanno preso in considerazione come indicatore dell'invecchiamento la lunghezza dei telomeri, cioè della parte terminale dei cromosomi che contengono il Dna delle cellule. Diverse ricerche hanno dimostrato che in caso di patologie associate all'invecchiamento queste strutture sono più corte rispetto alla norma. Non solo, telomeri più corti sono associati a stili di vita poco salutari e a una mortalità precoce. Questo studio si è focalizzato sulla loro lunghezza nei globuli bianchi di individui che hanno assunto quotidianamente per 4 mesi 2,5 grammi o 1,25 grammi degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) in un rapporto pari a 7:1. Questo parametro è stato confrontato con la lunghezza dei telomeri in persone che, invece, hanno assunto una miscela rappresentativa del consumo medio di grassi nella tipica alimentazione americana. Considerando semplicemente la quantità di Omega-3 assunti i ricercatori non hanno rilevato una differenza significativa nella lunghezza dei telomeri nei diversi individui che hanno partecipato allo studio. Tuttavia, focalizzando l'attenzione sul rapporto tra Omega-6 e Omega-3 è emerso che valori più bassi (associati, quindi, a quantità più elevate di Omega-3) sono associati a telomeri più lunghi. Risultati simili sono stati ottenuti anche analizzando l'attività della telomerasi, l'enzima da cui dipende la lunghezza dei telomeri. Nell'insieme questi dati indicano che tanto più è basso il rapporto Omega-6/Omega-3, tanto minore è l'invecchiamento delle cellule. Omega-3 e Omega-6: due effetti contrapposti I risultati ottenuti ribadiscono quanto sia importante garantirsi un'alimentazione tale da mantenere i livelli di Omega-6 e Omega-3 in un bilancio ottimale. Infatti, anche se in entrambi i casi si tratta di acidi grassi essenziali per l'organismo, la loro azione è perlopiù contrapposta e mentre nella maggior parte dei casi gli Omega-6 promuovono i fenomeni infiammatori, gli Omega-3 hanno uno spiccato effetto antinfiammatorio. Purtroppo le diete occidentali moderne sono particolarmente ricche di Omega-6. Molti esperti ritengono che l'aumento del consumo di questi acidi grassi a scapito dei più salutari Omega-3 sia almeno in parte responsabile dell'aumento di alcune patologie come, ad esempio, le malattie cardiovascolari. I risultati di questo nuovo studio hanno ribadito come un approccio mirato alla riduzione del rapporto tra Omega-6 e Omega-3 basato sull'aumento del consumo di questi ultimi può essere efficace per migliorare lo stato di salute. Non solo, Kiecolt-Glaser ha commentato la scoperta dell'influenza degli Omega-3 sulla lunghezza dei telomeri sottolineando che supporta l'ipotesi che l'assunzione di integratori alimentari possa davvero influenzare i processi di invecchiamento. Anti-invecchiamento e anti-infiammatori Oltre all'effetto protettivo contro l'accorciamento dei telomeri, i ricercatori hanno scoperto che entrambe le dosi di Omega-3 testate riducono del 15% circa lo stress ossidativo, un fattore associato a diversi disturbi, inclusi quelli cardiovascolari e quelli neurodegenerativi. Questi risultati si uniscono a quelli ottenuti in precedenza dagli stessi ricercatori, che hanno dimostrato che l'assunzione di Omega-3 è efficace nel ridurre i livelli di infiammazione, un altro fattore importante nel determinare lo stato di salute. Sulla base di tutte queste evidenze gli autori hanno concluso che gli integratori di Omega-3 potrebbero rappresentare un raro caso in cui un solo intervento nutrizionale può contribuire a ridurre il rischio di diverse patologie associate all'invecchiamento: dalle malattie coronariche al diabete, passando per l'Alzheimer. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte Kiecolt-Glaser JK, Epel ES, Belury MA, Andridge R, Lin J, Glaser R, Malarkey WB, Hwang BS, Blackburn E, “Omega-3 fatty acids, oxidative stress, and leukocyte telomere length: A randomized controlled trial”, Brain Behav Immun. 2012 Sep 23. pii: S0889-1591(12)00431-X. doi: 10.1016/j.bbi.2012.09.004. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Rischio cardiovascolare ed è stato taggato con

  • Più omega-3 nella dieta migliorano capacità cognitive e volume del cervello negli anziani

    Salute anziani: più olio di pesce migliora funzioni cognitive e volume del cervello E' questa la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università di Uppsala (Svezia), che hanno analizzato se consumi più elevati di questi acidi grassi sono associati a un incremento delle capacità cognitive o del volume del cervello negli anziani. Aumentare le quantità degli Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) introdotte con l'alimentazione potrebbe migliorare le capacità cognitive nella terza età. I risultati dei loro studi, che hanno coinvolto 252 uomini e donne, sono stati pubblicati sulla rivista Age *. Acidi grassi indispensabili per il cervello     Gli Omega-3, soprattutto il DHA, sono nutrienti molto importanti per la salute del sistema nervoso. La quantità di questo acido grasso a livello del cervello è molto elevata. Qui il DHA svolge un ruolo fondamentale sia per la struttura, sia per le funzioni dei neuroni e la produzione di nuove cellule nervose. Diversi studi hanno dimostrato che questo Omega-3 influenza le capacità cognitive e di attenzione, quelle visive e il comportamento. Non solo, il DHA svolge un ruolo importante anche in alcuni disturbi psichiatrici e protegge i neuroni dagli effetti dannosi della malattia di Alzheimer. Benefici cognitivi anche nella terza età La ricerca svedese ha dimostrato che chi, tra i 70 e i 75 anni, mangia molti cibi ricchi di Omega-3 (sia DHA, sia EPA) ha capacità cognitive maggiori rispetto a chi segue un'alimentazione povera di questi acidi grassi. Anche se studi precedenti avevano dimostrato che volumi cerebrali maggiori corrispondono a un minor declino cognitivo, le risonanze magnetiche condotte durante questa ricerca non hanno evidenziato nessun legame tra l'assunzione di Omega-3 e le dimensioni del cervello o di alcune sue regioni. Di quanti Omega-3 abbiamo bisogno? I partecipanti alla ricerca con le maggiori capacità cognitive consumavano in media 980 mg di EPA e DHA al giorno, una quantità circa 10 volte maggiore rispetto, ad esempio, al consumo di Omega-3 medio di un abitante degli Stati Uniti. In generale, nell'età adulta gli esperti consigliano di non scendere al di sotto dei 500 mg totali di EPA e DHA al giorno e di mangiare 2-3 porzioni di pesce grasso alla settimana. E' possibile scegliere, ad esempio, tra salmone, aringhe, tonno e halibut. La raccomandazione può essere estesa anche ai bambini e alle donne incinte, con una particolare avvertenza: è meglio evitare di mangiare grandi quantità di pesci predatori, come il pesce spada, che possono accumulare molto mercurio, metallo tossico proprio per il sistema nervoso. Per quanto riguarda la terza età, nuovi studi sui benefici derivanti dall'assunzione di cibi ricchi di Omega-3 permetteranno di approfondire ulteriormente questo aspetto.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte * Titova OE, Sjögren P, Brooks SJ, Kullberg J, Ax E, Kilander L, Riserus U, Cederholm T, Larsson EM, Johansson L, Ahlström H, Lind L, Schiöth HB, Benedict C, “Dietary intake of eicosapentaenoic and docosahexaenoic acids is linked to gray matter volume and cognitive function in elderly”, Age (Dordr). 2012 Jul 13. [Epub ahead of print]


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