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Alimentazione in gravidanza

Alimentazione in gravidanza e benessere femminile. Tutte le informazioni che le donne devono sapere e come gli omega-3 possono aiutare il benessere psicofisico.

  • Integratori in gravidanza, il DHA favorisce lo sviluppo della massa magra nei bambini

    Seguire un'integrazione con il DHA durante la gravidanza può influenzare la composizione corporea dei bambini che nasceranno, suggerendo come una dieta materna ricca di omega-3 possa avere effetti favorevoli sul feto, che si protraggono sino alla prima infanzia. Le madri che in gestazione hanno consumato supplementi giornalieri con 600 milligrammi di DHA hanno, infatti, più probabilità di avere figli con una maggiore massa magra all'età di cinque anni, rispetto a quelle che non hanno seguito l'integrazione. Leggi tutto l'articolo


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  • Carenza di omega-3 in gravidanza: condizione pericolosa e comune soprattutto tra le fasce deboli della popolazione

    Carenza di omega-3 in gravidanza: pericolosa e comune! Nonostante siano oramai noti i benefici degli omega 3 in gravidanza, sono numerose le donne che durante la gestazione non consumano abbastanza EPA e DHA, mettendo a rischio la propria salute e quella dei loro bambini. Gli omega-3, infatti, sono indispensabili per il corretto andamento della gravidanza e per garantire lo sviluppo del feto. Secondo un recente studio americano, le donne incinte e in età fertile consumano in media solo 89 milligrammi di EPA e DHA al giorno, una quantità troppo bassa rispetto a quella giornaliera necessaria. I dati più preoccupanti riguardano soprattutto le donne appartenenti alle fasce socio-economiche più deboli. Leggi tutto l'articolo


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  • Carenza di vitamina B3 in gravidanza: nei bebè aumenta il rischio di eczema infantile

    Carenza di vitamina B3 in gravidanza: aumenta il rischio di eczema infantile nei neonati Le donne che durante la gravidanza manifestano una carenza di vitamine del gruppo B nel sangue, soprattutto vitamina B3, avranno dei bambini maggiormente predisposti a sviluppare l'eczema infantile, un’infiammazione della pelle molto frequente nei neonati. Al contrario, per i bambini nati da donne con adeguati livelli di vitamina B3, il rischio di essere colpiti da questo tipo di dermatite si riduce del 30%. Leggi tutto l'articolo


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  • Acido Folico in gravidanza: protegge i neonati dal rischio di malformazioni cardiache congenite

    Acido Folico in gravidanza: protegge dal rischio di malformazioni congenite al cuore L’acido folico, una vitamina nota per la sua capacità di ridurre il rischio di insorgenza di malformazioni congenite come la spina bifida, sembrerebbe essere in grado di prevenire anche alcune anomalie cardiache nei neonati. In particolare, le donne che consumano alimenti arricchiti di acido folico, durante la gravidanza, hanno una probabilità minore dell’11% di partorire bambini con difetti cardiaci congeniti. Leggi tutto l'articolo


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  • Integratori di DHA in gravidanza? I bambini avranno più capacità di prestare attenzione

    Integratori di DHA in gravidanza? I bambini avranno più capacità di prestare attenzione Le donne che in gravidanza consumano 400 milligrammi di supplementi di DHA al giorno favoriscono la funzione cognitiva e la capacità di prestare attenzione dei propri figli, in età prescolare. All’età di 5 anni, infatti, i bambini le cui madri hanno ricevuto il DHA durante la gestazione mostrano una maggiore concentrazione, rispetto a quelli nati da donne che non hanno seguito l’integrazione. Leggi tutto l'articolo


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  • Gravidanza: il pesce ricco di Omega-3 allontana il rischio di parto prematuro e aumenta il peso del neonato

    Mangiare pesce in gravidanza? Meno rischi di parto prematuro Il consumo di pesce ricco di Omega tre, almeno una volta a settimana, durante la gestazione, ridurrebbe il rischio di nascita pretermine. L’assunzione di 3 porzioni a settimana, inoltre, favorirebbe un maggior peso del bambino alla nascita. Una dieta che includa la giusta quantità di prodotti ittici è dunque consigliabile in gravidanza. Leggi tutto l'articolo


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  • In gravidanza il rapporto tra l’assunzione di Omega-6 e Omega-3 influenza il neurosviluppo del feto

    Gravidanza: il rapporto Omega 3 ed Omega 6 essenziale per la crescita sana del cervello del bambino Un’alimentazione ricca di Omega-6 e povera di Omega-3 durante la gestazione è associata  a anomalie nello sviluppo celebrale del feto. Un inadeguato introito di acidi grassi polinsaturi da parte della madre, dunque, aumenta il rischio per il nascituro di sviluppare carenze cognitive e comportamentali. Leggi tutto l'articolo


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  • Sclerosi multipla: i nati a maggio sono più a rischio

    Sclerosi multipla: essere nati a Maggio può essere uno svantaggio Se fino ad oggi il mese di nascita di vostro figlio poteva interessarvi per conoscere il suo segno zodiacale in anticipo, ora avrete un motivo in più per soffermarvi su questo particolare. Bassi livelli di vitamina D Uno studio della London University in associazione con la Oxford University, infatti, ha analizzato la relazione fra il mese di nascita, i livelli di vitamina D e lo sviluppo del sistema immunitario nei neonati, scoprendo che il mese di nascita può determinare la propensione allo sviluppo della sclerosi multipla. Leggi tutto l'articolo


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  • Gestazione, l'acido folico riduce del 32% il rischio di tumori del cervello durante l'infanzia

    Acido folico in gravidanza: meno 32% sul rischio di cancro al cervello durante l'infanzia Un nuovo studio scopre che assumere acido folico prima e durante la gestazione potrebbe ridurre fino al 32% il rischio di sviluppare un tumore al cervello durante l'infanzia. La ricerca che ha portato alla scoperta è stata pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention da un gruppo di ricercatori australiani, guidato da Elizabeth Milne del Telethon Institute for Child Health Reasearch dell'University of Western Australia. Secondo Milne, anche se si tratta di un semplice studio osservazionale, l'associazione tra la riduzione del rischio di tumori al cervello nel bambino e l'assunzione di acido folico durante la gestazione è plausibile dal punto di vista biologico. Perché in gravidanza c'è bisogno di acido folico? Le raccomandazioni sull'assunzione di acido folico prima e durante le fasi iniziali della gravidanza sono legate alla necessità di ridurre al minimo il rischio che il feto sviluppi la cosiddetta spina bifida. Quest'ultima è una grave malformazione dovuta a un difetto nello sviluppo del tubo neurale, la struttura da cui prende origine anche il sistema nervoso del bambino. Una futura mamma che, prima della gestazione, fa il pieno di acido folico riduce la probabilità di sviluppare anche molti altri difetti del tubo neurale che dipendono dall'assenza di questo prezioso nutriente. Tumori cerebrali nell'infanzia, un buon motivo per assumere più acido folico Lo studio australiano svela un motivo in più per cui una donna dovrebbe assumere acido folico nel momento in cui decide di avere un bambino. L'analisi dell'uso di integratori da parte delle mamme, rilevato tramite questionari specifici, ha infatti svelato che i multivitaminici e i supplementi a base di acido folico sono associati a una riduzione del 32% del rischio che i loro figli sviluppino un tumore al cervello durante l'infanzia. Secondo gli autori questo studio, che ha coinvolto in totale 1154 bambini (di cui 327 affetti da un tumore al cervello), è il più ampio mai condotto fino ad oggi e suggerisce che gli integratori di acido folico potrebbero essere realmente utili nella prevenzione dei tumori al cervello in età pediatrica. Tuttavia, i ricercatori non sanno ancora spiegare quali siano gli esatti meccanismi alla base di questo effetto, che potrebbero anche variare a seconda del tipo di tumore preso in considerazione. Acido folico: quando assumerlo Sulla base di questi dati, risulta chiaro che arrivare al concepimento con scorte di acido folico adeguate è fondamentale per garantire il corretto sviluppo e la salute del bambino. Per questo motivo, è lo stesso Ministero della Salute a raccomandare l'assunzione di almeno 0,4 mg al giorno di acido folico, nel periodo precedente la gestazione e nei primi tre mesi successivi al concepimento. Purtroppo, però, la maggior parte delle gravidanze non è pianificata e, quindi, una donna può ritrovarsi incinta senza aver avuto il tempo di pianificare l'assunzione di acido folico. Per questo motivo la soluzione migliore è assumere regolarmente acido folico durante l'età fertile. L'importante è non superare 1 mg al giorno, perché, anche se non è tossico, dosi eccessive possono mascherare eventuali carenze di vitamina B12, a loro volta molto pericolose. Un'alternativa è di assumere acido folico attivato, ossia metilfolato, che non maschera eventuali carenze di vitamina B12 ed è molto meglio assorbito dell'acido folico. Esistono prodotti sul mercato, fra cui il VitaDHA Materna, che contengono metilfolato al posto del acido folico che si trova nella maggior parte degli integratori. Solo nel caso in cui la donna abbia già avuto un figlio con difetti del tubo neurale le linee guida prevedono la possibilità di arrivare all'assunzione quotidiana di 4 mg di acido folico. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte Milne E, Greenop KR, Bower CI, Miller M, van Bockxmeer FM, Scott RJ, de Klerk NH, Ashton LJ, Gottardo NG, Armstrong BK, “Maternal use of Folic Acid and Other Supplements and Risk of Childhood Brain Tumors”, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2012 Aug 31.


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  • Consumare salmone in gravidanza: più salute e meno stress ossidativo

    Mangiare più pesce in gravidanza fa restare in salute ed abbassa lo stress ossidativo Lo stress ossidativo della mamma e del neonato può essere contrastato introducendo nell'alimentazione 2 porzioni di salmone arricchito di Omega 3 alla settimana. A dimostrarlo è uno studio dell'Università di Granada (Spagna), pubblicato sulla rivista Antioxidants and Redox Signaling, condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Cruz Erika García-Rodríguez. Gli autori spiegano che consumare queste quantità di salmone durante la gravidanza aiuta le donne e i loro figli a raggiungere i livelli di Omega-3 raccomandati dagli esperti. Salmone in gravidanza: Omega-3 dal mare La ricerca condotta nei laboratori dell'Università di Granada si colloca all'interno di un più ampio progetto europeo: il Salmon in Pregnancy Study (Studio sul consumo di salmone durante la gestazione). I primi dati raccolti nel corso di questo progetto hanno svelato che consumare salmone in gravidanza aumenta i livelli di Omega-3 presenti sia nella madre sia nel bambino. In effetti il salmone è uno degli alimenti più ricchi di Omega-3, acidi grassi utili sia per il corretto sviluppo del feto sia per ridurre i rischi di complicazioni durante la gravidanza. Quello utilizzato da García-Rodríguez e colleghi è stato ulteriormente arricchito di questi nutrienti includendo nella sua alimentazione oli di origine vegetale, alghe e zooplancton. Questo particolare tipo di allevamento ha permesso ai ricercatori di ottenere un pesce ricco di Omega-3, vitamine dal potere antiossidante (in particolare A ed E) e selenio. L'effetto degli Omega-3 in gravidanza La nuova ricerca ha coinvolto donne incinte caratterizzate da un basso consumo di pesce, che sono state suddivise in 2 gruppi: il primo ha continuato a seguire il suo regime alimentare; il secondo ha introdotto nella propria dieta, a partire dalle ventesima settimana di gestazione, 2 porzioni alla settimana di salmone arricchito di Omega-3. Tra la ventesima e la trentaquattresima settimana di gravidanza tutte le partecipanti hanno compilato un questionario sulle abitudini alimentari inerente alle 12 settimane precedenti. Inoltre i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue e di urine di tutte le donne. I prelievi sono stati ripetuti anche alla trentottesima settimana di gestazione e al parto. Infine, alla nascita del bambino sono stati prelevati campioni di sangue proveniente dal cordone ombelicale. Più Omega-3 e meno stress L'analisi dei dati ha dimostrato che l'aumento del consumo di salmone causa l'innalzamento dei livelli di Omega-3, selenio e vitamina A nella donna incinta e nel neonato. I ricercatori hanno altresì osservato un progressivo aumento di altre molecole importanti per contrastare lo stress ossidativo. Gravidanza serena: un aiuto dagli Omega-3 Questi risultati, spiegano gli autori, indicano che l'assunzione di 2 porzioni a settimana di salmone aiutano la futura mamma e il neonato a raggiungere i livelli minimi di Omega-3 raccomandati aumentando nel contempo le difese antiossidanti. In questo modo è possibile ridurre lo stress ossidativo associato alla gravidanza e che potrebbe portare a gravi complicazioni, inclusi aborto, parto prematuro e preeclampsia.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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