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Alimentazione in gravidanza

Alimentazione in gravidanza e benessere femminile. Tutte le informazioni che le donne devono sapere e come gli omega-3 possono aiutare il benessere psicofisico.

  • Carenza di vitamina B3 in gravidanza: nei bebè aumenta il rischio di eczema infantile

    Le donne che durante la gravidanza manifestano una carenza di vitamine del gruppo B nel sangue, soprattutto vitamina B3, avranno dei bambini maggiormente predisposti a sviluppare l'eczema infantile, un’infiammazione della pelle molto frequente nei neonati. Al contrario, per i bambini nati da donne con adeguati livelli di vitamina B3, il rischio di essere colpiti da questo tipo di dermatite si riduce del 30%. Leggi tutto l'articolo


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  • Acido Folico in gravidanza: protegge i neonati dal rischio di malformazioni cardiache congenite

    L’acido folico, una vitamina nota per la sua capacità di ridurre il rischio di insorgenza di malformazioni congenite come la spina bifida, sembrerebbe essere in grado di prevenire anche alcune anomalie cardiache nei neonati. In particolare, le donne che consumano alimenti arricchiti di acido folico, durante la gravidanza, hanno una probabilità minore dell’11% di partorire bambini con difetti cardiaci congeniti. Leggi tutto l'articolo


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  • Integratori di DHA in gravidanza? I bambini avranno più capacità di prestare attenzione

    Le donne che in gravidanza consumano 400 milligrammi di supplementi di DHA al giorno favoriscono la funzione cognitiva e la capacità di prestare attenzione dei propri figli, in età prescolare. All’età di 5 anni, infatti, i bambini le cui madri hanno ricevuto il DHA durante la gestazione mostrano una maggiore concentrazione, rispetto a quelli nati da donne che non hanno seguito l’integrazione. Leggi tutto l'articolo


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  • Gravidanza: il pesce ricco di Omega-3 allontana il rischio di parto prematuro e aumenta il peso del neonato

    Il consumo di pesce ricco di Omega-3, almeno una volta a settimana, durante la gestazione, ridurrebbe il rischio di nascita pretermine. L’assunzione di 3 porzioni a settimana, inoltre, favorirebbe un maggior peso del bambino alla nascita. Una dieta che includa la giusta quantità di prodotti ittici è dunque consigliabile in gravidanza. Leggi tutto l'articolo


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  • In gravidanza il rapporto tra l’assunzione di Omega-6 e Omega-3 influenza il neurosviluppo del feto

    Un’alimentazione ricca di Omega-6 e povera di Omega-3 durante la gestazione è associata  a anomalie nello sviluppo celebrale del feto. Un inadeguato introito di acidi grassi polinsaturi da parte della madre, dunque, aumenta il rischio per il nascituro di sviluppare carenze cognitive e comportamentali. Leggi tutto l'articolo


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  • Sclerosi multipla: i nati a maggio sono più a rischio

    Se fino ad oggi il mese di nascita di vostro figlio poteva interessarvi per conoscere il suo segno zodiacale in anticipo, ora avrete un motivo in più per soffermarvi su questo particolare. Bassi livelli di vitamina D Uno studio della London University in associazione con la Oxford University, infatti, ha analizzato la relazione fra il mese di nascita, i livelli di vitamina D e lo sviluppo del sistema immunitario nei neonati, scoprendo che il mese di nascita può determinare la propensione allo sviluppo della sclerosi multipla. Leggi tutto l'articolo


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  • Gestazione, l'acido folico riduce del 32% il rischio di tumori del cervello durante l'infanzia

    Un nuovo studio scopre che assumere acido folico prima e durante la gestazione potrebbe ridurre fino al 32% il rischio di sviluppare un tumore al cervello durante l'infanzia. La ricerca che ha portato alla scoperta è stata pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention da un gruppo di ricercatori australiani, guidato da Elizabeth Milne del Telethon Institute for Child Health Reasearch dell'University of Western Australia. Secondo Milne, anche se si tratta di un semplice studio osservazionale, l'associazione tra la riduzione del rischio di tumori al cervello nel bambino e l'assunzione di acido folico durante la gestazione è plausibile dal punto di vista biologico. Perché in gravidanza c'è bisogno di acido folico? Le raccomandazioni sull'assunzione di acido folico prima e durante le fasi iniziali della gravidanza sono legate alla necessità di ridurre al minimo il rischio che il feto sviluppi la cosiddetta spina bifida. Quest'ultima è una grave malformazione dovuta a un difetto nello sviluppo del tubo neurale, la struttura da cui prende origine anche il sistema nervoso del bambino. Una futura mamma che, prima della gestazione, fa il pieno di acido folico riduce la probabilità di sviluppare anche molti altri difetti del tubo neurale che dipendono dall'assenza di questo prezioso nutriente. Tumori cerebrali nell'infanzia, un buon motivo per assumere più acido folico Lo studio australiano svela un motivo in più per cui una donna dovrebbe assumere acido folico nel momento in cui decide di avere un bambino. L'analisi dell'uso di integratori da parte delle mamme, rilevato tramite questionari specifici, ha infatti svelato che i multivitaminici e i supplementi a base di acido folico sono associati a una riduzione del 32% del rischio che i loro figli sviluppino un tumore al cervello durante l'infanzia. Secondo gli autori questo studio, che ha coinvolto in totale 1154 bambini (di cui 327 affetti da un tumore al cervello), è il più ampio mai condotto fino ad oggi e suggerisce che gli integratori di acido folico potrebbero essere realmente utili nella prevenzione dei tumori al cervello in età pediatrica. Tuttavia, i ricercatori non sanno ancora spiegare quali siano gli esatti meccanismi alla base di questo effetto, che potrebbero anche variare a seconda del tipo di tumore preso in considerazione. Acido folico: quando assumerlo Sulla base di questi dati, risulta chiaro che arrivare al concepimento con scorte di acido folico adeguate è fondamentale per garantire il corretto sviluppo e la salute del bambino. Per questo motivo, è lo stesso Ministero della Salute a raccomandare l'assunzione di almeno 0,4 mg al giorno di acido folico, nel periodo precedente la gestazione e nei primi tre mesi successivi al concepimento. Purtroppo, però, la maggior parte delle gravidanze non è pianificata e, quindi, una donna può ritrovarsi incinta senza aver avuto il tempo di pianificare l'assunzione di acido folico. Per questo motivo la soluzione migliore è assumere regolarmente acido folico durante l'età fertile. L'importante è non superare 1 mg al giorno, perché, anche se non è tossico, dosi eccessive possono mascherare eventuali carenze di vitamina B12, a loro volta molto pericolose. Un'alternativa è di assumere acido folico attivato, ossia metilfolato, che non maschera eventuali carenze di vitamina B12 ed è molto meglio assorbito dell'acido folico. Esistono prodotti sul mercato, fra cui il VitaDHA Materna, che contengono metilfolato al posto del acido folico che si trova nella maggior parte degli integratori. Solo nel caso in cui la donna abbia già avuto un figlio con difetti del tubo neurale le linee guida prevedono la possibilità di arrivare all'assunzione quotidiana di 4 mg di acido folico. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Milne E, Greenop KR, Bower CI, Miller M, van Bockxmeer FM, Scott RJ, de Klerk NH, Ashton LJ, Gottardo NG, Armstrong BK, “Maternal use of Folic Acid and Other Supplements and Risk of Childhood Brain Tumors”, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2012 Aug 31.


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  • Consumare salmone in gravidanza: più salute e meno stress ossidativo

    Lo stress ossidativo della mamma e del neonato può essere contrastato introducendo nell'alimentazione 2 porzioni di salmone arricchito di Omega-3 alla settimana. A dimostrarlo è uno studio dell'Università di Granada (Spagna), pubblicato sulla rivista Antioxidants and Redox Signaling, condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Cruz Erika García-Rodríguez. Gli autori spiegano che consumare queste quantità di salmone durante la gravidanza aiuta le donne e i loro figli a raggiungere i livelli di Omega-3 raccomandati dagli esperti. Salmone in gravidanza: Omega-3 dal mare La ricerca condotta nei laboratori dell'Università di Granada si colloca all'interno di un più ampio progetto europeo: il Salmon in Pregnancy Study (Studio sul consumo di salmone durante la gestazione). I primi dati raccolti nel corso di questo progetto hanno svelato che consumare salmone in gravidanza aumenta i livelli di Omega-3 presenti sia nella madre sia nel bambino. In effetti il salmone è uno degli alimenti più ricchi di Omega-3, acidi grassi utili sia per il corretto sviluppo del feto sia per ridurre i rischi di complicazioni durante la gravidanza. Quello utilizzato da García-Rodríguez e colleghi è stato ulteriormente arricchito di questi nutrienti includendo nella sua alimentazione oli di origine vegetale, alghe e zooplancton. Questo particolare tipo di allevamento ha permesso ai ricercatori di ottenere un pesce ricco di Omega-3, vitamine dal potere antiossidante (in particolare A ed E) e selenio. L'effetto degli Omega-3 in gravidanza La nuova ricerca ha coinvolto donne incinte caratterizzate da un basso consumo di pesce, che sono state suddivise in 2 gruppi: il primo ha continuato a seguire il suo regime alimentare; il secondo ha introdotto nella propria dieta, a partire dalle ventesima settimana di gestazione, 2 porzioni alla settimana di salmone arricchito di Omega-3. Tra la ventesima e la trentaquattresima settimana di gravidanza tutte le partecipanti hanno compilato un questionario sulle abitudini alimentari inerente alle 12 settimane precedenti. Inoltre i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue e di urine di tutte le donne. I prelievi sono stati ripetuti anche alla trentottesima settimana di gestazione e al parto. Infine, alla nascita del bambino sono stati prelevati campioni di sangue proveniente dal cordone ombelicale. Più Omega-3 e meno stress L'analisi dei dati ha dimostrato che l'aumento del consumo di salmone causa l'innalzamento dei livelli di Omega-3, selenio e vitamina A nella donna incinta e nel neonato. I ricercatori hanno altresì osservato un progressivo aumento di altre molecole importanti per contrastare lo stress ossidativo. Gravidanza serena: un aiuto dagli Omega-3 Questi risultati, spiegano gli autori, indicano che l'assunzione di 2 porzioni a settimana di salmone aiutano la futura mamma e il neonato a raggiungere i livelli minimi di Omega-3 raccomandati aumentando nel contempo le difese antiossidanti. In questo modo è possibile ridurre lo stress ossidativo associato alla gravidanza e che potrebbe portare a gravi complicazioni, inclusi aborto, parto prematuro e preeclampsia.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • 2 porzioni di salmone apportano la quantità di Omega-3 necessaria in gravidanza

    Per assicurarsi il giusto apporto di Omega-3 durante la gestazione è sufficiente aggiungere alla propria alimentazione 2 porzioni di salmone alla settimana. Lo dimostra uno studio condotto alla School of Medicine dell'Università di Southampton (Regno Unito) da un gruppo di ricercatori coinvolti nel progetto europeo "Salmon in Pregnancy Study", inerente al consumo di salmone in gravidanza. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sull'American Journal of Clinical Nutrition. Omega-3 in gravidanza: i benefici dell'assunzione Credits Gli acidi grassi Omega-3 sono nutrienti abbondanti nei pesci grassi marini. Assumerli durante la gravidanza apporta diversi benefici: riducono il rischio di complicazioni pericolose per la mamma e per il bambino; facilitano gli scambi di ossigeno e nutrienti; consentono il corretto sviluppo del feto; riducono l'incidenza di alcune patologie dopo la nascita, come l'asma. Un nuovo approccio per aumentare gli Omega-3 L'incremento del consumo di salmone durante la gravidanza è stato esaminato dagli studiosi per capire se potesse aumentare i livelli di Omega-3 presenti nelle donne incinte e nei loro figli. Per questo motivo sono state reclutate 123 donne incinte caratterizzate da un basso consumo di pesce grasso. Le partecipanti sono state suddivise in 2 gruppi e istruite a continuare con la loro alimentazione abituale o ad aggiungere 2 porzioni di salmone al menu settimanale. L'assunzione del pesce è iniziata alla ventesima settimana di gestazione ed è proseguita fino al parto. I risultati ottenuti L'analisi dei dati ha svelato che le partecipanti che avrebbero dovuto introdurre il salmone nella loro alimentazione ne hanno consumato una media pari a 1,94 porzioni a settimana. In totale, queste donne hanno consumato 2,11 porzioni di pesce a settimana, contro una media di 0,47 porzioni mangiate dalle altre partecipanti. Questo maggior consumo di pesce è stato associato a un'assunzione più elevata dei 2 Omega-3 di cui è ricco il pesce: l'EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). Durante la gravidanza è stato appurato che: i livelli di EPA e DHA materni diminuivano nel gruppo di controllo; aumentavano nelle donne che avevano aggiunto il salmone alla propria dieta. Allo stesso modo, EPA e DHA erano più abbondanti nel cordone ombelicale dei figli di queste donne. Più Omega-3 per le mamme che non mangiano pesce I risultati dello studio dimostrano che le donne incinte che non mangiano regolarmente pesce grasso possono aumentare l'apporto di Omega-3 introducendo nella propria dieta 2 porzioni di salmone a settimana. In questo modo, spiegano i ricercatori, le future mamme possono garantire al proprio organismo e al proprio figlio i livelli minimi di EPA e DHA consigliati dagli esperti.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Mangiare pesce in gravidanza aumenta il QI dei bambini

    Mangiare pesce durante la gravidanza può aumentare il quoziente intellettivo nei bambini. E' questo quanto emerge dai dati presentati durante l'undicesima conferenza europea sulla nutrizione di Madrid (Spagna) da Eva Lattka, ricercatrice dell'Helmholtz Zentrum di Monaco (Germania), centro di ricerca tedesco per la salute ambientale. Lattka ha spiegato che i dati raccolti suggeriscono una correlazione tra l'assunzione di acido docosaesaenoico (DHA), un acido grasso Omega-3 contenuto nel pesce, e gli effetti osservati sulle capacità mentali dei bambini. La ricercatrice ha precisato che l'aumento del quoziente di intelligenza è associato anche ad altri fattori, e che il DHA contenuto nel pesce non può essere considerato l'unico responsabile dell'effetto osservato. Omega-3 e cervello Lo studio presentato a Madrid si inserisce in un progetto più ampio finanziato dalla Commissione europea con lo scopo di svelare il ruolo giocato dall'alimentazione nel determinare le capacità mentali dei bambini. Lattka e colleghi hanno focalizzato l'attenzione sull'effetto di una dieta ricca di pesce, alimento che contiene livelli elevati di Omega-3, sullo sviluppo del cervello durante la gestazione. Questi acidi grassi sono importanti componenti delle membrane dei neuroni nonché indispensabili per un corretto sviluppo del sistema nervoso. Diversi studi hanno infatti dimostrato che gli Omega-3 introdotti con l'alimentazione sono necessari per la moltiplicazione e il funzionamento delle cellule nervose. Aiutano altresì a mantenere un adeguato livello dei neurotrasmettitori, molecole responsabili della trasmissione dell'impulso nervoso. Altre ricerche hanno permesso di associare agli Omega-3 un effetto benefico per i bambini che soffrono di disturbi comportamentali, sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHAD) e dislessia. Il legame tra gestazione, pesce e intelligenza Lo studio illustrato durante la conferenza ha voluto approfondire l'effetto di un elevato consumo di pesce durante la gestazione e il quoziente intellettivo dei bambini in età scolare. Gli autori della ricerca hanno analizzato i dati relativi a 2750 donne incinte, raccolti attraverso questionari, referti medici, analisi di campioni biologici e misurazioni. Lo stato di salute dei figli di queste donne è stato monitorato da prima della nascita. Dall'età di 8 anni i ricercatori si sono concentrati sulla valutazione dell'intelligenza verbale. I bambini le cui madri hanno consumato livelli più elevati di pesce durante la gravidanza hanno ottenuto risultati migliori nei test per la valutazione dell'intelligenza verbale, delle capacità motorie e di comportamenti prosociali, come l'aiuto verso qualcuno. Dato che il pesce è una delle principali fonti di Omega-3, e che durante lo sviluppo del feto il DHA si accumula nel cervello, gli autori hanno ipotizzato che questi risultati dipendessero proprio dall'assunzione di questo acido grasso. I dati raccolti sembrano indicare un'associazione tra i livelli di DHA nella madre durante la gravidanza e il quoziente d'intelligenza del bambino. Un'analisi più attenta ha però dimostrato che questa correlazione dipende anche da altri fattori: età della madre consumo di alcol e fumo durante la gestazione fattori familiari sesso. Benefici del pesce per i bambini: non solo DHA Lattka ha concluso che i benefici del pesce non sono associati solo alla presenza di DHA, ma che questo alimento potrebbe contenere altri nutrienti che influenzano il quoziente d'intelligenza dei bambini.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://www.nutrimenthe.eu/


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