**Page description appears here**
Dagli specialisti in Omega-3 Integratori di qualità e consulenza professionale

Ricevi notizie, consigli e offerte con
Omegor Newsletter

sono sicuro

Donna in salute

La salute delle donne è amica degli omega 3

Tutte le informazioni che cerchi sulla salute e il benessere delle donne legate agli effetti positivi degli Omega-3. Scopri come sul blog di Omegor.

  • Salute della donna: Omega-3 di origine marina riducono del 38% malattie ischemiche del cuore

    Gli Omega-3 di origine marina, al contrario di quelli vegetali, proteggono le donne dal rischio di malattie ischemiche del cuore. La notizia arriva dalle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition, dove i ricercatori dell'Institute of Preventive Medicine dell'Università di Aarhus (Danimarca) hanno pubblicato i risultati di un importante studio: lassunzione di quantità elevate di acido eicosapentaenoico (EPA) e di acido docosaesaenoico (DHA) riduce del 38% il rischio di cardiopatia ischemica. Secondo gli autori dello studio, gli uomini non possono beneficiare dello stesso effetto protettivo. Uomini e donne, anche gli Omega-3 fanno la differenza I 2 principali Omega-3 di origine marina, EPA e DHA, possono essere ottenuti da una dieta ricca di pesce grasso nonché dall'acido alfa-linolenico (ALA) presente nei vegetali. In particolare, una quantità variabile tra l'8 e il 20% dell'ALA presente nell'organismo umano viene convertito in EPA, mentre solo lo 0,5-9% dell'acido alfa-linolenico si trasforma in DHA. Questo fenomeno non è  l'unico fattore a influenzare i livelli di EPA e DHA. Anche il sesso gioca un ruolo importante, e nelle donne in età riproduttiva il tasso di conversione dell'ALA in EPA è di  2,5 volte superiore di quanto osservato negli uomini. Omega-3 di origine marina proteggono il cuore delle donne Gli autori di questa ricerca hanno confermato che uomini e donne rispondono in modo diverso all'assunzione di Omega-3. Il loro studio ha previsto l'analisi dei dati relativi a 3.277 cittadini danesi il cui stato di salute è stato monitorato nel corso di 23 anni. In questo periodo sono stati registrati 471 casi di cardiopatia ischemica. I ricercatori hanno pertanto concluso che l'assunzione di ALA non riduce il rischio di incorrere in questo disturbo né negli uomini né nelle donne. Solo nelle donne, elevate dosi di Omega-3 (variabili tra 0,45 e 11,2 grammi al giorno) permettono di ridurre il rischio di questo disturbo del cuore del 38%. La possibile spiegazione delle differenze tra maschi e femmine Secondo gli autori di questo studio, le differenze registrate sono dovute anche al fatto che la produzione di EPA e DHA a partire dall'ALA dipende anche dai livelli di Omega-3 presenti nell'organismo. Di conseguenza, la somministrazione di ALA potrebbe essere particolarmente efficace nel ridurre il rischio di cardiopatia ischemica in chi è caratterizzato da un ridotto apporto di acidi grassi Omega-3. Non solo: un'assunzione elevata di Omega-3 potrebbe attenuare l'effetto dell'acido alfa-linolenico perché un approccio basato sul consumo di pesce almeno una volta alla settimana è più efficace rispetto all'assunzione di ALA.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Vedtofte MS, Jakobsen MU, Lauritzen L, Heitmann BL, “Dietary α-linolenic acid, linoleic acid, and n-3 long-chain PUFA and risk of ischemic heart disease”, Am J Clin Nutr. 2011 Oct;94(4):1097-103. Epub 2011 Aug 24


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Malattie del cuore ed è stato taggato con

  • Omega-3 in gestazione: le quantità di acidi grassi per il feto dipendono dai geni

    Le quantità di Omega-3 che in gestazione arrivano al feto dipendono sia dai geni della madre sia da quelli del bambino. Lo ha annunciato Eva Lattka, ricercatrice dell'Helmholtz Zentrum di Monaco (Germania), durante l'undicesima Conferenza Europea sulla Nutrizione di Madrid (Spagna). Secondo i risultati ottenuti da Lattka e colleghi, i geni coinvolti codificano le acido grasso desaturasi (fatty acid desaturase, FADS), enzimi che partecipano alla sintesi degli acidi grassi Omega-3 e Omega-6. Questi stessi geni determinerebbero in che modo tali nutrienti vengono processati durante la gestazione. Omega-3 dalla mamma al bambino Le varianti dei geni FADS che possono essere presenti in una cellula sono diverse. Studi precedenti hanno dimostrato che il tipo di gene portato dalla madre influenza la proporzione dei diversi acidi grassi presenti nel sangue della donna. In particolare, alcune varianti sono meno attive e la loro presenza modifica il contenuto di acidi grassi del sangue materno. Anche se durante la gestazione il feto preleva gli Omega-3 necessari per il suo sviluppo dalla placenta attraverso il cordone ombelicale, nessuna ricerca precedente ha svelato in che modo i geni FADS influenzano la presenza di queste molecole nel cordone ombelicale stesso. Non è stata del tutto chiarita neanche l'associazione tra la variante dei geni FADS e i livelli di DHA (acido docosaesaenoico), Omega-3 importante per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Per questo motivo Lattka e il suo staff hanno deciso di analizzare la relazione tra i geni FADS e le quantità di acidi grassi presenti nel plasma del cordone ombelicale. La ricercatrice ha spiegato che quest'ultima è un indice del rifornimento di acidi grassi al feto durante la gestazione. Madre e figlio, il risultato dipende da entrambi Lo studio ha previsto di analizzare la presenza di 17 note varianti dei geni FADS in più di 4.000 donne incinte e nei loro figli. I livelli di acidi grassi presenti nelle future mamme sono stati determinati analizzando i loro globuli rossi dopo la ventesima settimana di gestazione. Infine è stata valutata l'associazione tra la presenza delle diverse varianti genetiche e le quantità di Omega-6 e Omega-3 presenti al momento della nascita nel cordone ombelicale di più di 2.000 bambini. L'analisi statistica, condotta da Colin Steer dell'Università di Bristol (Regno Unito), ha dimostrato che la quantità di DHA presente nei globuli rossi delle donne incinte dipende dalla variante dei geni FADS presente. Non solo, i dati ottenuti indicano che il tipo di geni presenti nella madre può influenzare il rifornimento di DHA al bambino durante la gestazione. Lattka ha precisato che questo effetto è indipendente dal tipo di alimentazione seguita dalla madre. Tuttavia, le analisi hanno svelato che le quantità di acidi grassi presenti nel cordone ombelicale dipendono sia dai geni materni sia da quelli del bambino. Infatti, mentre i geni presenti nella madre determinano il precursore degli acidi grassi che sarà trasferito al bambino, saranno quelli di quest'ultimo a consentire la produzione di un particolare acido grasso. I ricercatori hanno quindi concluso che i livelli di DHA dipendono sia dal metabolismo della madre sia da quello del feto.


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Gravidanza ed è stato taggato con

  • Mangiare pesce in gravidanza aumenta il QI dei bambini

    Mangiare pesce durante la gravidanza può aumentare il quoziente intellettivo nei bambini. E' questo quanto emerge dai dati presentati durante l'undicesima conferenza europea sulla nutrizione di Madrid (Spagna) da Eva Lattka, ricercatrice dell'Helmholtz Zentrum di Monaco (Germania), centro di ricerca tedesco per la salute ambientale. Lattka ha spiegato che i dati raccolti suggeriscono una correlazione tra l'assunzione di acido docosaesaenoico (DHA), un acido grasso Omega-3 contenuto nel pesce, e gli effetti osservati sulle capacità mentali dei bambini. La ricercatrice ha precisato che l'aumento del quoziente di intelligenza è associato anche ad altri fattori, e che il DHA contenuto nel pesce non può essere considerato l'unico responsabile dell'effetto osservato. Omega-3 e cervello Lo studio presentato a Madrid si inserisce in un progetto più ampio finanziato dalla Commissione europea con lo scopo di svelare il ruolo giocato dall'alimentazione nel determinare le capacità mentali dei bambini. Lattka e colleghi hanno focalizzato l'attenzione sull'effetto di una dieta ricca di pesce, alimento che contiene livelli elevati di Omega-3, sullo sviluppo del cervello durante la gestazione. Questi acidi grassi sono importanti componenti delle membrane dei neuroni nonché indispensabili per un corretto sviluppo del sistema nervoso. Diversi studi hanno infatti dimostrato che gli Omega-3 introdotti con l'alimentazione sono necessari per la moltiplicazione e il funzionamento delle cellule nervose. Aiutano altresì a mantenere un adeguato livello dei neurotrasmettitori, molecole responsabili della trasmissione dell'impulso nervoso. Altre ricerche hanno permesso di associare agli Omega-3 un effetto benefico per i bambini che soffrono di disturbi comportamentali, sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHAD) e dislessia. Il legame tra gestazione, pesce e intelligenza Lo studio illustrato durante la conferenza ha voluto approfondire l'effetto di un elevato consumo di pesce durante la gestazione e il quoziente intellettivo dei bambini in età scolare. Gli autori della ricerca hanno analizzato i dati relativi a 2750 donne incinte, raccolti attraverso questionari, referti medici, analisi di campioni biologici e misurazioni. Lo stato di salute dei figli di queste donne è stato monitorato da prima della nascita. Dall'età di 8 anni i ricercatori si sono concentrati sulla valutazione dell'intelligenza verbale. I bambini le cui madri hanno consumato livelli più elevati di pesce durante la gravidanza hanno ottenuto risultati migliori nei test per la valutazione dell'intelligenza verbale, delle capacità motorie e di comportamenti prosociali, come l'aiuto verso qualcuno. Dato che il pesce è una delle principali fonti di Omega-3, e che durante lo sviluppo del feto il DHA si accumula nel cervello, gli autori hanno ipotizzato che questi risultati dipendessero proprio dall'assunzione di questo acido grasso. I dati raccolti sembrano indicare un'associazione tra i livelli di DHA nella madre durante la gravidanza e il quoziente d'intelligenza del bambino. Un'analisi più attenta ha però dimostrato che questa correlazione dipende anche da altri fattori: età della madre consumo di alcol e fumo durante la gestazione fattori familiari sesso. Benefici del pesce per i bambini: non solo DHA Lattka ha concluso che i benefici del pesce non sono associati solo alla presenza di DHA, ma che questo alimento potrebbe contenere altri nutrienti che influenzano il quoziente d'intelligenza dei bambini.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://www.nutrimenthe.eu/


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Alimentazione in gravidanza ed è stato taggato con

  • Omega-3 e cancro al seno: il DHA aumenta di 8 mesi la sopravvivenza media

    Le pazienti affette da cancro al seno (con metastasi) che assumono Omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) durante la chemioterapia possono aumentare di 8 mesi la loro sopravvivenza media. Lo ha dimostrato uno studio clinico in seconda fase di sperimentazione, coordinato da Philippe Bougnoux dell'Institut National de la Santé Et de la Recherche Médicale (INSERM) U921 di Tours (Francia). In base ai risultati ottenuti, pubblicati sul British Journal of Cancer, gli autori dello studio hanno concluso che una dose giornaliera di DHA di 1,8 grammi non produce nessun effetto collaterale. Si tratterebbe di un nuovo passo avanti compiuto nella ricerca sul cancro nonché un ulteriore tassello che conferma i benefici degli Omega-3 su alcuni tipi di tumori. Omega-3 e sensibilità alla chemioterapia Lo sviluppo di metastasi rende il cancro al seno una malattia letale. Per questo motivo, i trattamenti antitumorali effettuati in questa fase sono mirati alla diminuzione dei sintomi e all'allontanamento del momento del decesso senza risultare ulteriormente tossici per la paziente. Il DHA, Omega-3 di origine alimentare, può essere utile a questo scopo. I ricercatori francesi spiegano infatti che l'arricchimento delle membrane delle cellule tumorali con questo acido grasso le rende più sensibili alla chemioterapia. Lo studio Bougnoux e il suo staff hanno coinvolto 25 pazienti affette da cancro al seno per testare l'effetto della somministrazione di DHA sull'efficacia della chemioterapia. Durante questo studio clinico, le donne sono state  trattate con antraciclina (un farmaco chemioterapico) ed hanno assunto 1,8 grammi al giorno di DHA. Le pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione avevano una prognosi particolarmente negativa, legata nel 68% dei casi a metastasi al fegato e in altri tessuti. Il trattamento è durato dai 2 ai 6 mesi e ciascuna paziente è stata seguita per una media di 31 mesi. L'analisi dei dati raccolti in questo periodo ha dimostrato che l'assunzione di DHA aveva permesso di raggiungere una sopravvivenza media di 22 mesi. Per gli autori questo risultato è incoraggiante. Infatti, in assenza del trattamento con DHA la sopravvivenza media delle pazienti con metastasi al seno è stata di circa 14 mesi. Non solo: l'aggiunta dell'Omega-3 al trattamento con antraciclina non è risultato associato a nessun effetto collaterale. Un aiuto dagli Omega-3 Secondo gli autori dello studio, i risultati ottenuti hanno dimostrato per la prima volta che un intervento nutrizionale incentrato sul DHA è un approccio plausibile per aumentare la sopravvivenza delle pazienti con cancro al seno metastatico sottoposte a chemioterapia. L'efficacia di questo Omega-3 potrebbe basarsi sull'azione sensibilizzante proprio nei confronti della chemioterapia. L'utilità di questo approccio potrà essere confermata da sperimentazioni cliniche più avanzate.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Bougnoux P, Hajjaji N, Ferrasson MN, Giraudeau B, Couet C, Le Floch O, “Improving outcome of chemotherapy of metastatic breast cancer by docosahexaenoic acid: a phase II trial”, Br J Cancer. 2009 Dec 15;101(12):1978-85. Epub 2009 Nov 17


    Articolo pubblicato in Tumori, Cancro al seno, Tumore al seno ed è stato taggato con

  • Assumere Omega-3 in gravidanza aumenta del 37% il peso del cervello del feto

    L'assunzione di semi di lino durante la gestazione influenza l'incorporazione degli acidi grassi Omega-3 nel cervello del feto e contribuisce a uno sviluppo cerebrale migliore. E' questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori dell'Universidade Federal Fluminense di Niterói (Brasile) grazie ad uno studio condotto sui ratti. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nutrición Hospitalaria, rivista ufficiale della Sociedad Española de Nutrición Enteral y Parenteral. Nutrizione materna e sviluppo del feto L'alimentazione ricevuta all'interno dell'utero può influenzare il rischio di sviluppare malattie croniche in età adulta. Gli acidi grassi Omega-3, presenti sia nel cervello sia nella retina, sono importanti per lo sviluppo del sistema nervoso. Contribuendo alla formazione delle membrane che circondano i neuroni, questi grassi partecipano alla crescita e allo sviluppo della vista, dell'apparato psicomotorio e di alcune funzioni nervose associate al comportamento. Fra gli Omega-3, l'acido docosaesaenoico (DHA) è un componente abbondante delle membrane che avvolgono i neuroni. Il suo inserimento in queste guaine si realizza durante la formazione del sistema nervoso nel feto, a cui giunge attraverso la placenta. Semi di lino come fonte di DHA durante la gestazione I ricercatori brasiliani hanno voluto testare l'effetto sullo sviluppo del cervello dell'assunzione di semi di lino, la principale fonte vegetale di Omega-3, durante la gestazione. Per farlo, hanno determinato il peso del cervello nonché l'incorporazione di Omega-3 nel cervello di ratti partoriti da madri alimentate con o senza semi di lino. Le 18 madri coinvolte nell'esperimento sono state divise in 3 gruppi: al primo è stata fornita una dieta contenente semi di lino e caseina; al secondo è stata data solo caseina. il terzo è stato alimentato con caseina, fibre e olio di soia. I ricercatori hanno valutato il peso del corpo e del cervello dei ratti immediatamente dopo la loro nascita. Nei diversi neonati non è emersa alcuna significativa differenza di peso corporeo. Di contro, la massa cerebrale dei ratti nati da madri alimentate con semi di lino era superiore del 39% e del 25% rispetto a quella dei figli le cui madri avevano ricevuto solo caseina o caseina con fibre e olio di soia. Al contempo, il peso relativo del cervello dei ratti che durante lo sviluppo intrauterino avevano ricevuto semi di lino era superiore del 37% rispetto agli animali che avevano ricevuto solo caseina, e del 31% rispetto a quelli che avevano ricevuto caseina, fibre e olio di soia. Non è stata, invece, riscontrata nessuna differenza tra i cervelli degli altri ratti. L'analisi della presenza di Omega-3 nel cervello dei neonati ha dimostrato che l'assunzione di semi di lino aumentava del 62% il loro livello totale rispetto all'alimentazione con caseina e del 52% rispetto alla dieta con caseina, fibre e olio di soia. L'incremento delle quantità del solo DHA era, invece, pari al 38% rispetto all'assunzione di caseina e del 32% rispetto all'assunzione di caseina, fibre e olio di soia. Risultati significativi In base ai dati raccolti gli autori della ricerca hanno concluso che l'aumento del peso del cervello è associato all'assunzione di semi di lino da parte della madre durante la gestazione. Influenzando la composizione del tessuto nervoso, gli Omega-3 contenuti in questi semi assicurano un buon sviluppo del cervello.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Lenzi Almeida KC, Teles Boaventura G, Guzmán Silva MA, “Influence of omega-3 fatty acids from the flaxseed (Linum usitatissimum) on the brain development of newborn rats”, Nutr Hosp. 2011 Oct;26(5):991-6


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Gravidanza ed è stato taggato con

  • Arresto cardiaco nelle donne: pesce ricco di Omega-3 riduce rischio del 25%

    Il rischio di arresto cardiaco nelle donne può essere ridotto del 25% aumentando il consumo di pesce ricco di Omega-3. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori svedesi e statunitensi in uno studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition. Secondo gli studiosi, guidati da Emily Levitan dell'University of Alabama di Birmingham (Stati Uniti), i benefici per salute derivano dagli Omega-3 contenuti nel pesce grasso. Acidi grassi per il sistema cardiovascolare Gli Omega-3 sono preziosi alleati per il cuore e i vasi sanguigni. Diversi studi hanno dimostrato la loro efficacia nel ridurre alcuni fattori di rischio cardiovascolare, come i livelli di lipidi nel sangue troppo alti, la formazione di trombi e i valori di pressione sanguigna elevati. Questo studio si è concentrato sull'arresto cardiaco, un disturbo che insorge quando il cuore non è più in grado di pompare abbastanza sangue al resto dell'organismo. I sintomi che ne derivano (fatica, debolezza, difficoltà nella deambulazione, battito cardiaco irregolare e una tosse o un ansimare persistenti) sono la causa più frequente di ricovero ospedaliero al di sopra dei 65 anni. Le partecipanti allo studio La ricerca si è basata sull'analisi dei dati relativi a 36.234 donne di età compresa tra i 48 e gli 83 anni coinvolte in uno studio iniziato nel 1998 e conclusosi nel 2006. All'inizio di questo studio nessuna delle partecipanti aveva mai sofferto né di arresto cardiaco, né di infarto, né di diabete. Le informazioni sull'alimentazione delle partecipanti sono state raccolte utilizzando un questionario composto da 96 domande. Nel corso dei 18 anni di raccolta dei dati sono stati registrati 651 casi di arresto cardiaco. Omega-3 amici del cuore femminile Levitan e colleghi hanno rilevato che nelle donne che mangiavano una porzione di pesce grasso alla settimana il rischio di arresto cardiaco era ridotto del 14% rispetto a quello tipico delle donne che non lo mangiavano mai. La riduzione osservata era ancora maggiore, pari al 30%, in quelle donne che sceglievano di mettere nel piatto questo tipo di pesce 2 giorni su 7. La correlazione tra diminuzione del rischio di arresto cardiaco e Omega-3 è risultata altrettanto forte. Infatti i livelli maggiori di assunzione di questi acidi grassi sono stati associati a una riduzione del 25%. In base a questi risultati i ricercatori hanno concluso che in queste donne un consumo moderato di pesce grasso e di Omega-3 di origine marina correla con una minore frequenza di ricoveri ospedalieri o di decessi a causa di un arresto cardiaco. Vantaggi anche per gli uomini I risultati raccolti nel corso di questo studio si aggiungono a quelli ottenuti dagli stessi ricercatori in una ricerca precedente, pubblicata dall'European Heart Journal. Il gruppo di Levitan aveva dimostrato che un consumo moderato di pesce grasso e degli Omega-3 in esso contenuti riduce del 33% il rischio di arresto cardiaco sia negli uomini di mezza età sia in quelli anziani.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Levitan EB, Wolk A, Mittleman MA, “Fatty fish, marine omega-3 fatty acids and incidence of heart failure”, Eur J Clin Nutr. 2010 Jun;64(6):587-94. Epub 2010 Mar 24 2. Levitan EB, Wolk A, Mittleman MA, “Fish consumption, marine omega-3 fatty acids, and incidence of heart failure: a population-based prospective study of middle-aged and elderly men”, Eur Heart J. 2009 Jun;30(12):1495-500. Epub 2009 Apr 21


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Malattie del cuore ed è stato taggato con

  • Depressione post partum: 2,5 volte più frequente se c'è carenza di omega 3

    Uno squilibrio alimentare tra acidi grassi Omega-6 e Omega-3 superiore ad un rapporto 9:1 espone a un maggior rischio di depressione post partum. La notizia arriva dall'Universidade Federal do Rio de Janeiro, dove Camilla da Rocha e Gilberto Kac hanno studiato l'effetto di un apporto non bilanciato fra le diverse forme di acidi grassi sulla frequenza di questo disturbo. Lo studio che ha portato a questa conclusione, pubblicato dalla rivista Maternal and Child Nutrition, conferma l'importanza degli acidi grassi Omega-3 nella regolazione dei meccanismi responsabili della salute mentale. Depressione post partum: il ruolo degli Omega-3 Diverse ricerche condotte in passato hanno dimostrato l'importanza degli Omega-3 per la salute della donna. Fra i benefici riscontrati è incluso l'effetto esercitato da questi nutrienti sul buon esito della gravidanza e sulla salute della mamma dopo il parto. Infatti, studi osservazionali hanno suggerito l'esistenza di una correlazione tra livelli di Omega-3 bassi e un rischio maggiore di soffrire di depressione post partum.   L'alimentazione tipica delle società occidentali odierne è però sbilanciata verso un consumo maggiore di Omega-6. Ciò aumenta il rischio di carenze di Omega-3 che potrebbero mettere in pericolo il benessere psicologico delle donne subito dopo la nascita di un figlio. I ricercatori brasiliani hanno voluto approfondire questo fenomeno valutando se un rapporto sbilanciato tra Omega-6 e Omega-3 a favore dei primi fosse associato ad un aumento della probabilità di soffrire di depressione post partum. I risultati della ricerca Lo studio ha coinvolto 106 donne alla prima gravidanza ed è stato condotto a Rio de Janeiro tra il 2005 e il 2007. Le partecipanti sono state monitorate 4 volte durante la gestazione e 1 volta dopo il parto. Oltre a valutare attraverso una scala specifica la presenza di depressione post partum, durante il primo trimestre di gravidanza i ricercatori hanno fatto compilare alle donne un questionario sulle abitudini alimentari. Complessivamente sono stati raccolti dati sulle condizioni socio-demografiche, la situazione ostetrica, l'indice di massa corporea prima del concepimento e la composizione della dieta di tutte le partecipanti. Ne è emerso che la frequenza della depressione post partum era pari al 26,4% e che l'incidenza del disturbo era maggiore nelle donne in cui il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 era superiore a 9 a 1. Un altro dato messo in evidenza dallo studio è che le partecipanti il cui indice di massa corporea prima della gravidanza era inferiore a 18,5 erano più soggette a soffrire della patologia. La carenza di Omega-3 aumenta il rischio di depressione post partum Gli autori dello studio hanno scelto di valutare l'effetto sull'incidenza della depressione post partum di un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 superiore a 9 a 1 perché questo è il livello raccomandato dagli specialisti. I dati ottenuti indicano che oltrepassare questo livello aumenta di 2,5 volte la probabilità di soffrire di tale patologia. Confermano altresì l'importanza di un corretto introito di acidi grassi per garantire il benessere psicologico dopo il parto.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. da Rocha CM, Kac G, “High dietary ratio of omega-6 to omega-3 polyunsaturated acids during pregnancy and prevalence of post-partum depression”, Matern Child Nutr. 2012 Jan;8(1):36-48. doi:


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Postgravidanza ed è stato taggato con

  • Omega-3 in gestazione riducono rischio eczema e allergie a uovo nei bambini

    Assumere Omega-3 durante la gestazione riduce il rischio che i bambini possano sviluppare un eczema o allergie all'uovo, rispettivamente, del 38 e del 50%. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori guidato da Maria Makrides del Women’s and Children’s Health Research Institute di Adelaide (Australia). I risultati delle loro ricerche - che, ad oggi, costituiscono il più ampio studio clinico mai condotto sugli effetti dell'assunzione di Omega-3 durante la gravidanza - sono stati pubblicati dal British Medical Journal. Un aiuto per la mamma e per il bambino Gli acidi grassi Omega-3 sono importanti fin dalla gestazione, periodo durante il quale svolgono funzioni importanti sia per la salute della madre, sia per quella del nascituro. Questi nutrienti aiutano, infatti, a mantenere i valori di pressione sanguigna entro la norma, riducendo il rischio di complicazioni per mamme e bambini. Inoltre la loro azione promuove il corretto flusso di sangue alla placenta, facilitando gli scambi di ossigeno e di nutrienti e riduce il rischio di aborto, parto prematuro e depressione post partum. Per quanto riguarda più nello specifico i bambini, un corretto apporto di Omega-3 durante la gestazione consente lo sviluppo adeguato delle strutture nervose e riduce l'incidenza di alcune patologie- ad esempio l'asma - dopo la nascita. E se la prevenzione inizia nel "pancione", diversi studi hanno dimostrato che questi acidi grassi sono utili anche durante l'infanzia. Infatti in questa fase della vita gli Omega-3 si sono dimostrati efficaci, ad esempio, nel ridurre l'infiammazione e i sintomi della dermatite atopica e nel migliorare le funzioni intellettive dei bambini affetti da disturbi cognitivi. Eczema atopico e allergia all'uovo: gli Omega-3 ne riducono l'incidenza Lo studio australiano ha aggiunto un nuovo dettaglio al quadro dei benefici associati all'assunzione degli Omega-3 durante la gestazione. L'analisi condotta da Makrides e colleghi si è basata su dati relativi a più di 700 donne raccolti nel corso del DOMInO (DHA to Optimise Mother and Infant Outcome) trial. Durante questo studio è stato chiesto a donne in stato di gravidanza di assumere, a partire dalla ventunesima settimana di gestazione, 3 capsule al giorno di olio di pesce - corrispondenti a una dose quotidiana di 900 mg di Omega-3 - o un olio vegetale privo di questi nutrienti. I ricercatori hanno, poi, valutato l'incidenza di allergie – in particolare, di eczema e allergie alimentari – nei bambini nati da queste gravidanze al compimento del primo anno di vita. Ne è emerso che l'assunzione di Omega-3 da parte delle future mamme riduce la percentuale di bambini che all'età di 1 anno soffrono di eczema atopico o di allergie all'uovo, rispettivamente, del 38 e del 50%. Omega-3, nuova arma contro le allergie Secondo Makrides questo studio clinico dimostra che le donne che soffrono di allergie potrebbero ridurre la probabilità che i loro bambini sviluppino un eczema atopico o una dermatite atopica nel primo anno di vita assumendo circa 1 grammo di olio di pesce durante la seconda metà della gestazione. Più in generale, i risultati ottenuti dagli scienziati australiani confermano l'importanza degli Omega-3 per un corretto sviluppo del sistema immunitario.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Palmer DJ, Sullivan T, Gold MS, Prescott SL, Heddle R, Gibson RA, Makrides M, “Effect of n-3 long chain polyunsaturated fatty acid supplementation in pregnancy on infants' allergies in first year of life: randomised controlled trial”, BMJ. 2012 Jan 30;344:e184


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Gravidanza ed è stato taggato con

  • Menopausa e Omega-3: 2 grammi al giorno riducono depressione e vampate di calore

    Confermati i benefici degli Omega-3 per le donne in menopausa: secondo una ricerca dell'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti) basta assumere per 8 settimane 2 grammi al giorno di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) per ridurre sia la depressione, sia le vampate di calore. La scoperta, pubblicata sulla rivista Menopause, si aggiunge alle prove dell'efficacia di questi nutrienti nel controllo dei sintomi associati al passaggio a questa fase della vita della donna ottenute in studi precedenti. Gli Omega-3 e la menopausa La diminuzione dei livelli ormonali che caratterizza il passaggio dal periodo di vita fertile alla scomparsa del ciclo mestruale causa una serie di disturbi che possono minacciare il benessere quotidiano della donna. Questi sintomi, che possono comparire prima della vera e propria menopausa e proseguire nella cosiddetta post-menopausa, includono le vampate di calore e i disturbi dell'umore. Questi ultimi, variabili dall'affaticamento ai problemi del sonno, possono essere talmente gravi da sfociare in vere forme di depressione. La percentuale di donne che manifestano i sintomi di questa malattia si attesta, infatti, tra il 10 e il 40%. Gli acidi grassi Omega-3 si sono dimostrati dei preziosi alleati del benessere della donna in questa delicata fase di passaggio. Lo studio dei ricercatori di Harvard ha voluto approfondire l'efficacia di questi nutrienti nel controllo della depressione associata alla transizione verso la post-menopausa, confermando, allo stesso tempo, l'azione svolta contro le vampate di calore. Lo studio Gli scienziati hanno somministrato alle 20 donne che hanno partecipato allo studio delle capsule di Omega-3, per un totale di 2 grammi di EPA e DHA al giorno. L'assunzione è proseguita per 8 settimane, durante le quali la comparsa delle vampate di calore è stata monitorata facendo compilare alle partecipanti un diario quotidiano e attraverso una scala specifica di valutazione del sintomo. Un'altra scala di valutazione specifica ha, invece, permesso di valutare i livelli di depressione. I ricercatori hanno anche raccolto campioni di plasma prima e dopo il trattamento, in modo da poter valutare i cambiamenti nelle concentrazioni degli Omega-3 in ciascuna partecipante. La conferma dell'efficacia I dati raccolti hanno dimostrato che mentre prima del trattamento il punteggio medio sulla scala di valutazione della depressione era pari a 24,2, dopo l'assunzione di Omega-3 tale valore è sceso a 10,7. Il trattamento è risultato efficace nel 70% delle pazienti e nel 45% dei casi i sintomi della depressione sono scomparsi. La misurazione dei livelli plasmatici di Omega-3 ha svelato che nelle donne che hanno risposto positivamente alla somministrazione i livelli di DHA prima dell'inizio dell'assunzione erano inferiori rispetto a quelli riscontrati nelle partecipanti che non hanno risposto al trattamento. Inoltre fra le donne che soffrivano di vampate di calore è stata registrata una significativa riduzione del numero di vampate quotidiane e del punteggio riportato nella scala specifica per la valutazione del disturbo. Un aiuto senza effetti collaterali I risultati ottenuti nel corso di questa ricerca si pongono a supporto dell'efficacia degli omega-3 nel controllo della depressione e delle vampate di calore associate alla menopausa. Il tutto, sottolineano i ricercatori, senza che l'assunzione di questi nutrienti causi significativi effetti collaterali.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         1. Freeman MP, Hibbeln JR, Silver M, Hirschberg AM, Wang B, Yule AM, Petrillo LF, Pascuillo E, Economou NI, Joffe H, Cohen LS, “Omega-3 fatty acids for major depressive disorder associated with the menopausal transition: a preliminary open trial”, Menopause. 2011 Mar;18(3):279-84


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Menopausa ed è stato taggato con

  • Trattamento sintomi della depressione: l'efficacia degli Omega-3

    Ormai i dubbi sembrano davvero pochi: gli Omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Depressione e disturbi bipolari, Malattie cerebrali

Articoli da 41 a 50 di 50 totali

Pagina:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
 

Iscriviti a Omegor Newsletter e ricevi subito nella tua casella email

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.


*valido solo per i nuovi iscritti al sito web Chiudi
 

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.



Chiudi