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Arterie e vasi sanguigni

Arterie, vasi sanguigni e disturbi del cuore. Scopri tutte le notizie che legano gli omega-3 e il sistema cardiovascolare. Approfondisci sul nostro sito.

  • Soffrite di pressione alta? gli omega-3 EPA e DHA aiutano a ridurla

    La pressione alta è una condizione molto diffusa nei paesi occidentali e rappresenta una minaccia per la salute del cuore. Secondo ricerche recenti il consumo di omega-3 sembra favorire la diminuzione della pressione del sangue. In particolare, nelle persone con ipertensione sistolica isolata è sufficiente una dose di 0,7 grammi al giorno di EPA e DHA, raggiungibile con il consumo di 2-3 porzioni di pesce o con integratori alimentari, per ridurre la pressione arteriosa di circa 5 mmHg. Leggi tutto l'articolo


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  • Una molecola estratta dalla curcuma contrasta la disfunzione endoteliale, una condizione rischiosa e diffusa tra gli anziani

    Il consumo di integratori contenenti la curcumina, una sostanza presente nella curcuma, può aumentare la vasodilatazione in adulti e anziani, migliorando la circolazione e riducendo il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari. Per ottenere questo effetto bastano 2 grammi al giorno di curcumina per 12 settimane. La sua azione sembra dovuta alla capacità di aumentare la risposta al monossido di azoto, una sostanza che agisce da vasodilatatore e antinfiammatorio. Leggi tutto l'articolo


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  • Trigliceridi alti in menopausa: gli integratori di Vitamina D aiutano a ridurli

    Una dose giornaliera di 4000 UI di vitamina D, circa 100 microgrammi, può ridurre il livello di trigliceridi, ma non del colesterolo, nel sangue di donne in post-menopausa e con un alto rischio di malattie cardiovascolari. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli omega-3 riducono fino al 17% il rischio di l'ictus, scopre studio

    Un nuovo studio conferma il legame tra il consumo di cibi ricchi di omega 3 e un minor rischio di ictus. Chi consuma almeno 5 porzioni di pesce a settimana rischia del 13% meno di andare incontro a un ictus. Se poi, si focalizza l'attenzione sugli ictus di tipo ischemico, la riduzione del rischio raggiunge il 17%. Per giungere a queste conclusioni un gruppo di ricercatori dell'Università del North Carolina di Chapel Hill (Stati Uniti) ha analizzato i dati di 16 diversi studi che hanno coinvolto, in totale, 402.127 individui. I risultati dell'analisi sono stati pubblicati sulle pagine dell'European Journal of Clinical Nutrition. Dubbi privi di fondamento Già in passato diversi studi hanno rilevato una stretta associazione tra il consumo di pesce ricco di Omega-3 e, più nello specifico, tra l'assunzione di questi acidi grassi e la riduzione del rischio di ictus. Un'analisi pubblicata su Stroke dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia) ha, ad esempio, dimostrato che mangiare pesce ricco di Omega-3 circa 3 volte alla settimana riduce la probabilità di avere un ictus del 6%. In una ricerca successiva gli stessi studiosi hanno rilevato che elevati consumi di Omega-3 sono associati a una riduzione del rischio di ictus pari al 16%. Dati così schiaccianti sembravano non lasciare più spazio ad eventuali dubbi sul ruolo protettivo svolto da questi acidi grassi. Tuttavia, una recente pubblicazione su JAMA, peraltro oggetto di numerose critiche, aveva insinuato che gli omega-3 non fossero utili nel proteggere l'apparato cardiovascolare. Questo nuovo studio, però, rafforza ulteriormente l'ipotesi dell'esistenza di una associazione tra il consumo di pesce ricco di questi nutrienti e la riduzione del rischio di ictus. I perché dell'effetto protettivo contro l'ictus ischemico Rispetto ad altre ricerche, l'analisi condotta dai ricercatori di Chapell Hill permette di fare una distinzione tra i diversi tipi di ictus. Esistono, infatti, due generi diversi di ictus. Mentre quello emorragico è dovuto, come dice il nome stesso, ad un'emorragia nel tessuto nervoso, l'ictus ischemico è dovuto all'interruzione del flusso di sangue a causa della presenza di coaguli nei vasi che scorrono nel cervello. Infatti, spiegano gli scienziati, l'azione protettiva degli Omega-3 nei confronti dell'ictus si basa sulla loro capacità di inibire l'aggregazione delle piastrine e, quindi, di ridurre la probabilità che si formino i coaguli alla base degli eventi ischemici. Viceversa, si potrebbe pensare che quest'azione antiaggregante aumenti il rischio di emorragie e, quindi, di ictus di tipo emorragico. In realtà, questo studio elimina anche questo dubbio. I ricercatori, infatti, non hanno osservato nessun aumento dell'incidenza di ictus emorragici in chi consuma molto pesce. Benefici a lungo termine Gli autori della nuova analisi hanno posto l'accento anche su un altro aspetto: per quanto tempo vengono assunti gli Omega-3. In effetti alcuni studi che non hanno rilevato l'associazione tra il consumo di questi nutrienti e il rischio di ictus hanno valutato l'effetto dell'assunzione di supplementi a base di Omega-3 per un periodo limitato di tempo. In questo caso, invece, gli studi inclusi nell'analisi hanno avuto una durata media di 12,8 anni. Secondo i ricercatori sperimentazioni cliniche a breve termine condotte sui pazienti non possono escludere gli effetti a lungo termine sul rischio di ictus nella popolazione generale, confermati da questa analisi. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Xun P, Qin B, Song Y, Nakamura Y, Kurth T, Yaemsiri S, Djousse L, He K, “Fish consumption and risk of stroke and its subtypes: accumulative evidence from a meta-analysis of prospective cohort studies”, Eur J Clin Nutr. 2012 Oct 3. doi: 10.1038/ejcn.2012.133


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  • Gli Omega-3 diminuiscono il rischio cardiovascolare in caso di angioplastica

    Assumere Omega-3 aumenta l'efficacia dei farmaci antiaggreganti piastrinici: riduce i rischi per il cuore e le arterie dei pazienti portatori di una mutazione genetica che aumenta il rischio cardiovascolare in chi si sottopone a un'angioplastica con palloncino. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori Jagiellonian University Medical College di Cracovia (Polonia). I risultati dei loro studi sono stati pubblicati dalla rivista Kardiologia Polska1. Piastrine, quando la coagulazione è un problema Le piastrine sono componenti del sangue indispensabili per la sopravvivenza. Grazie a questi piccoli elementi l'organismo è in grado di riparare eventuali ferite che altrimenti porterebbero a perdite di sangue incompatibili con la vita. In alcune situazioni la loro capacità di aggregarsi per riparare i tessuti può avere degli effetti collaterali: è il caso della trombosi. Le piastrine sono coinvolte nella formazione delle placche aterosclerotiche. Le placche aterosclerotiche sono ispessimenti della parete dei vasi sanguigni che ostacolano il flusso sanguigno e aumentano il rischio di disturbi come angina pectoris o infarto del miocardio. Una situazione clinica pericolosa, che si accentua sia nei soggetti colpiti da ictus o da infarto infarto, sia in coloro che hanno ricevuto una diagnosi della presenza di tali placche. Per questo motivo i pazienti ad elevato rischio cardiovascolare devono assumere dei farmaci antiaggreganti, come l'aspirina o il clopidogrel. Contrastare la formazione di coaguli: perché gli Omega-3? Gli acidi grassi di origine alimentare Omega-3 riescono a contrastare la formazione dei coaguli: lo dimostrano diversi studi. A beneficiare di questa azione possono essere sia gli individui sani sia quelli che hanno già avuto a che fare con una malattia dell'apparato cardiovascolare. In particolare, gli Omega-3 contrastano l'aggregazione delle piastrine e riducono la formazione della trombina, una proteina che favorisce la coagulazione. I ricercatori polacchi si sono chiesti se questi acidi grassi fossero in grado di svolgere questa attività anche nel caso di pazienti sui quali gli anticoagulanti hanno un'efficacia limitata a causa di una mutazione genetica, soffermandosi sul caso del clopidogrel. Per poter svolgere la sua azione, questo farmaco deve essere modificato dall'attività della proteina CYP2C19. Tuttavia il 28% circa delle persone di pelle bianca possiede almeno una copia mutata del gene che codifica per questa proteina che impedisce il corretto utilizzo del clopidogrel. Nei pazienti portatori di questa mutazione il farmaco ha un'efficacia limitata: i rischi per l'apparato cardiovascolare sono di conseguenza maggiori. Angioplastica: più sicura grazie agli acidi grassi I ricercatori hanno fatto assumere quotidianamente una combinazione di aspirina, clopidogrel e Omega-3 che dovevano sottoporsi a un'angioplastica con palloncino, e affetti da disturbi cardiovascolari. Il trattamento, proseguito per 1 mese, ha permesso di aumentare l'efficacia del clopidogrel proprio nei pazienti portatori di questa mutazione. Per i ricercatori questa azione, unita alla proprietà di ridurre la formazione della trombina, rende gli Omega-3 un possibile rimedio da somministrare in contemporanea alle terapie antiaggreganti nei pazienti sottoposti ad angioplastica con palloncino.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Gajos G, Zalewski J, Nessler J, Zmudka K, Undas A, Piwowarska W, “Polyunsaturated omega-3 fatty acids improve responsiveness to clopidogrel after percutaneous coronary intervention in patients with cytochrome P450 2C19 loss-of-function polymorphism”, Kardiol Pol. 2012;70(5):439-45


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  • Danni del fumo: gli Omega-3 riducono gli effetti sulle arterie

    Assumere  2 grammi al giorno di Omega-3 per 4 settimane aiuta a ridurre i danni del fumo alle arterie e a diminuire il rischio cardiovascolare. Lo suggerisce uno studio presentato al World Congress of Cardiology di Dubai (Emirati Arabi Uniti). Gli autori affermano che 2 grammi al giorno di questi acidi grassi, nel corso di 4 settimane, possono apportare i seguenti vantaggi alla salute: benefici significativi a livello della parete dei vasi sanguigni; riduzione del rischio cardiovascolare. Vasi sanguigni: Omega-3 amici del sistema circolatorio Nei paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari rappresentano una delle cause di morte più frequenti. Diversi studi dimostrano che il 30% delle disfunzioni cardiache e arteriose potrebbe essere evitato seguendo un corretto regime alimentare. Il ruolo svolto dagli Omega-3 in questo fenomeno è stato scoperto agli inizi del 1970. In quel periodo è stato osservato che nelle popolazioni eschimesi della Groenlandia, forti consumatrici di pesce ricco di Omega-3, l'incidenza delle malattie cardiovascolari era fra le più basse al mondo. L'effetto benefico di queste molecole si basa sulla capacità di: ridurre i trigliceridi in eccesso; aumentare i livelli del cosiddetto colesterolo “buono” (o HDL). Gli Omega-3 diminuiscono l'aggregazione delle piastrine e favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, processi che consentono di inibire la coagulazione e ridurre il rischio di trombosi. Uno studio recente1 ha inoltre dimostrato che questi acidi grassi contrastano l'ispessimento dei vasi sanguigni, tipico di chi nasce sottopeso. Effetti del fumo sulla parete delle arterie Fumare fa male ai polmoni, e non solo. Il fumo di sigaretta contiene infatti migliaia di sostanza tossiche che attraverso il circolo sanguigno raggiungono e "impregnano" diversi organi. Queste sostanze colpiscono atresì le arterie. Nicotina e ossido di carbonio accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche, lesioni che aumentano il rischio di infarto e di ictus. Omega-3 per proteggere il cuore dal fumo Un gruppo di ricercatori guidato da Gerasimos Siasos, della Medical School dell'Università di Atene (Grecia), nello studio presentato a Dubai ha dimostrato che assumere Omega-3 anche per brevi periodi riduce la rigidità delle arterie dei fumatori. Non solo: il trattamento con questi acidi grassi contrasta anche i danni delle proprietà elastiche dei vasi indotti dal fumo. Secondo Siasos, questi risultati suggeriscono che gli Omega-3 inibiscano l'effetto negativo del fumo sulle funzioni delle arterie, uno dei noti fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli esperti ricordano che l'unico modo sicuro per proteggere la salute dagli effetti dannosi del fumo è smettere di fumare. Questi risultati incoraggiano fumatori e non fumatori a seguire una dieta sana e bilanciata, che includa alimenti ricchi di Omega-3 come salmone, sgombro e noci. Per chi è a maggior rischio di malattie cardiovascolari, il consiglio è mangiare pesce ricco di questi acidi grassi almeno 2 volte alla settimana.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Skilton MR, Ayer JG, Harmer JA, Webb K, Leeder SR, Marks GB, Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of Omega-3 Supplementation”, Pediatrics. 2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


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  • Omega-3 per migliorare la salute dei vasi sanguigni

    Supplementazioni a base di acidi grassi Omega-3 possono migliorare la funzione dei vasi sanguigni nonché favorire la salute vascolare. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni

  • Omega-3, a digiuno EPA e DHA più efficaci se in forma di trigliceridi

    Assumere Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) per circa 6 mesi sotto forma di trigliceridi riesterificati è sufficiente a ridurre significativamente i livelli ematici di lipidi a digiuno. La scoperta, pubblicata sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes, and Essential Fatty Acids, conferma i maggiori benefici offerti da questa forma di Omega-3 rispetto ad altre presenti sul mercato. A condurre gli studi che hanno portato a queste conclusioni è stato un gruppo di ricercatori guidato da Jan Schuchardt della Leibniz Universitat di Hannover (Germania). Formulazioni diverse per effetti diversi La scoperta ha seguito di pochi mesi un altro studio condotto dagli stessi ricercatori. I risultati ottenuti all'epoca avevano dimostrato che nell'organismo i livelli di questi acidi grassi aumentano di più e più rapidamente se gli Omega-3 vengono assunti sotto forma di trigliceridi. I dati facevano riferimento all'EPA e al DHA, i 2 Omega-3 presenti nell'olio di pesce. L'aumento degli acidi grassi è risultato invece inferiore se EPA e DHA sono assunti in un'altra formulazione chimica: quella di etil-esteri. Un'altra ricerca, pubblicata sulla stessa rivista nel settembre del 2010, ha invece dimostrato che la quantità di Omega-3 rilevabile nel circolo sanguigno dopo l'assunzione di integratori alimentari aumenta del 50% proprio se i nutrienti sono presenti come trigliceridi. Trigliceridi più efficaci anche a digiuno Schuchardt e colleghi si sono concentrati sull'analisi delle differenze nei livelli dei lipidi ematici a digiuno in seguito all'assunzione di EPA e DHA sotto forma di trigliceridi riesterificati o di etil-esteri. Per farlo, i ricercatori hanno suddiviso in 3 gruppi oltre 150 pazienti con livelli alterati di lipidi nel sangue, che stavano assumendo farmaci per ridurre le concentrazioni di colesterolo. Ad alcuni partecipanti è stato somministrato solo un placebo a base di olio di grano, altri hanno assunto olio di pesce contenente Omega-3 sotto forma di trigliceridi o di etil-esteri. In questi ultimi 2 gruppi le dosi di EPA e DHA assunti erano identiche e pari a 1,01 e 0,67 grammi. In nessuno dei partecipanti è stata osservata una variazione nei livelli ematici di colesterolo totale, né in quelli di colesterolo “buono” né in quelli di colesterolo “cattivo”. Rispetto ai pazienti trattati con olio di grano, chi aveva assunto Omega-3 sotto forma di trigliceridi ha mostrato una significativa riduzione delle concentrazioni dei lipidi nel sangue in condizioni di digiuno. Un fenomeno sempre più conosciuto Questi nuovi risultati forniscono ulteriori prove del fatto che non tutti i prodotti a base di Omega-3 si equivalgono. I dati raccolti fino ad oggi dimostrano che EPA e DHA assunti sotto forma di trigliceridi riesterificati sono maggiormente biodisponibili. Ciò significa che la quantità di Omega-3 presente nel sangue dopo l'assunzione dell'integratore è maggiore. Inoltre, EPA e DHA si concentrano nell'organismo in quantità più elevate e più rapidamente quando assunti come trigliceridi. Infine, in questa forma gli Omega-3 contribuiscono a ridurre il livelli ematici di lipidi a digiuno.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Schuchardt JP, Neubronner J, Kressel G, Merkel M, von Schacky C, Hahn A, “Moderate doses of EPA and DHA from re-esterified triacylglycerols but not from ethyl-esters lower fasting serum triacylglycerols in statin-treated dyslipidemic subjects: Results from a six month randomized controlled trial”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2011 Dec;85(6):381-6. Epub 2011 Aug 20. 2. Neubronner J, Schuchardt JP, Kressel G, Merkel M, von Schacky C, Hahn A, "Enhanced increase of Omega-3 index in response to long-term n-3 fatty acid supplementation from triacylglycerides versus ethyl esters", Eur J Clin Nutr.  2011 Feb;65(2):247-54 3. Dyerberg J, Madsen P, Møller JM, Aardestrup I, Schmidt EB, “Bioavailability of marine n-3 fatty acid formulations Original Research Article”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2010 Sep;83(3):137-4


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Sistema cardiovascolare, Trigliceridi, Arterie e vasi sanguigni, Tipologie di Omega-3

  • Gli Omega-3 riducono la rigidità delle arterie

    Una dieta ricca di Omega-3 può migliorare la salute delle arterie, riducendone la rigidità. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’Università di Reading (Regno Unito) in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition. I risultati ottenuti nel corso della ricerca dimostrano che un pasto grasso integrato con 4,7 grammi di Omega-3 EPA e DHA riduce la rigidità dei vasi sanguigni, fattore di rischio per la salute del sistema cardiocircolatorio. Rigidità delle arterie e rischio cardiovascolare Secondo gli autori, questa scoperta ha importanti implicazioni nell’uso di questi acidi grassi per ridurre il rischio cardiovascolare. Diversi studi hanno associato la rigidità delle arterie all’aterosclerosi, ossia il restringimento dello spazio all’interno dei vasi sanguigni. L'aterosclerosi è un importante fattore di rischio cardiovascolare e la stessa rigidità arteriosa è stata associata a una peggiore salute cardiovascolare. Questo parametro è indice di una minore distensibilità delle arterie ed è associato a variazioni strutturali e alterazioni epiteliali di vasi di dimensione maggiore, come l’aorta, le carotidi e le arterie renali. Tutte queste modificazioni possono avere importanti conseguenze sui tessuti del cuore, del cervello e dei reni. I dettagli dello studio I ricercatori di Reading hanno voluto valutare gli effetti immediati dell’assunzione di Omega-3 per via alimentare sulla rigidità delle arterie. Per questo hanno chiesto ai 25 partecipanti allo studio, 12 uomini e 13 donne, di consumare in due diverse occasioni un pasto di controllo e un pasto arricchito di questi acidi grassi. La rigidità delle arterie è stata misurata all’inizio dello studio e 30, 60, 90, 120, 180 e 240 minuti dopo aver consumato il pasto, quando sono stati misurati 2 diversi parametri: l’indice di aumento e l’indice di rigidità. Contemporaneamente sono stati prelevati anche dei campioni di sangue per valutare le concentrazione dei lipidi, degli zuccheri e dell’insulina. Ne è emerso che il pasto ricco di Omega-3 riduce sia l’indice di aumento sia quello di rigidità rispetto al controllo. I ricercatori hanno osservato anche una diminuzione significativa delle concentrazioni degli acidi grassi non esterificati presenti nel sangue. Questa è probabilmente causata da un aumento della produzione di ossido nitrico, una molecola dall’azione vasodilatatrice i cui livelli possono essere ridotti proprio da questi acidi grassi. Questi effetti, spiegano i ricercatori, sono maggiori negli uomini che nelle donne. Omega-3 e salute del cuore A partire dagli anni Settanta numerose ricerche hanno dimostrato che gli Omega-3 sono importanti per la salute del cuore e per ridurre l'incidenza della malattie cardiovascolari. I benefici del consumo di questi nutrienti includono il miglioramento dei livelli dei lipidi ematici, la riduzione del rischio di trombosi, valori di pressione sanguigna e di frequenza cardiaca migliori e un sistema vascolare più efficiente. Tuttavia, quello dei ricercatori britannici è il primo studio a valutare l’effetto di EPA e DHA sulla rigidità delle arterie, sia negli uomini sia nelle donne. Secondo gli autori, dato che ogni individuo passa la maggior parte della sua giornata in una condizione che potrebbe essere definita “dopo-pranzo”, la riduzione della rigidità arteriosa osservata nel corso di questa ricerca potrebbe avere effetti benefici a lungo termine sulla salute dei vasi e sul rischio cardiovascolare.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Chong MF, Lockyer S, Saunders CJ, Lovegrove JA, “Long chain n-3 PUFA-rich meal reduced postprandial measures of arterial stiffness”, Clin Nutr. 2010 Oct;29(5):678-81. Epub 2010 Mar


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  • Bambini nati sottopeso: Omega-3 proteggono cuore e arterie

    Scoperti i benefici degli Omega-3 per la salute del cuore e delle arterie dei bambini nati sottopeso. Secondo uno studio del Boden Institute of Obesity, Nutrition, Exercise and Eating Disorders di Camperdown (Australia), pubblicato sulla rivista Pediatrics, l'assunzione di questi acidi grassi nei primi 5 anni di vita può, infatti, prevenire l'ispessimento dei vasi tipico di chi nasce troppo piccolo. Gli autori della ricerca, guidati da Michael Skilton, hanno concluso che i bambini nati sottopeso possono trarre beneficio da una supplementazione quotidiana di Omega-3, che li protegge dal rischio di essere vittima di un attacco di cuore o di un ictus da adulti. Bambini nati sottopeso: problemi di salute precoci? I bambini che nascono sottopeso hanno maggiori probabilità di dover avere a che fare con problemi di salute già da neonati. Oltre ai disturbi che possono manifestarsi sin dalle prime settimane di vita, ci sono anche fenomeni che possono compromettere la salute dei bimbi troppo piccoli quando saranno adulti. E' questo il caso dell'ispessimento delle pareti delle arterie, un processo che, in questi soggetti, inizia già durante l'infanzia e che aumenta il rischio di sviluppare malattie a cuore e vasi sanguigni. Infatti l'aumento dello spessore della parete dei vasi è un indice di aterosclerosi, ossia della presenza di accumuli di materiale che possono ostacolare il passaggio del sangue e causare, così, ictus, infarti e altre gravi problematiche all'apparato cardiocircolatorio. Attualmente non è nota nessuna strategia in grado di prevenire questo fenomeno in chi nasce sottopeso. Skilton e colleghi hanno, però, scoperto che una speranza potrebbe essere riposta negli acidi grassi Omega-3, nutrienti già noti per i benefici esercitati sull'apparato cardiovascolare degli individui adulti. Gli Omega-3 proteggono il cuore dei bambini Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno condotto uno studio su 616 bambini nati a Sydney, in cui lo stato di salute delle arterie è stato monitorato fino ai 5 anni di vita. Metà dei piccoli coinvolti nella ricerca hanno assunto fino a questa età 500 mg al giorno di olio di pesce, un supplemento ricco di questi nutrienti. Agli altri bambini è stata, invece, somministrata un'uguale quantità di un supplemento a base di olio di girasole. Quando tutti i piccoli partecipanti hanno compiuto 8 anni i medici hanno analizzato lo spessore delle pareti delle loro arterie. E' stato, così, scoperto che, fra tutti i bambini, in quelli nati sottopeso che avevano ricevuto come supplemento l'olio di girasole le pareti dei vasi erano più spesse. Al contrario, i piccoli con un peso alla nascita ridotto, ma cui era stato somministrato olio di pesce ricco di Omega-3, non mostravano nessun segno di ispessimento delle pareti arteriose. In particolare, secondo i dati raccolti dagli scienziati australiani, nei bambini nati sottopeso che non assumono Omega-3 le pareti delle arterie sono 0,041 millimetri più spesse per ogni kg di peso alla nascita. Continue conferme per cuore e bambini più sani I risultati ottenuti da Skilton e colleghi aggiungono nuovi dettagli ai benefici degli Omega-3 per il sistema cardiovascolare. Questa scoperta conferma, inoltre, che questi acidi grassi sono nutrienti preziosi non solo per gli adulti, ma anche durante l'infanzia.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Skilton  MR,  Ayer JG,  Harmer JA,  Webb K,  Leeder SR,  Marks GB,  Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of  Omega-3  Supplementation”, Pediatrics.  2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


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