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Infarto e scompenso cardiaco

Infarto, scompenso cardiaco e disturbi del cuore. Scopri tutte le notizie che legano gli omega-3 e il sistema cardiovascolare. Approfondisci sul sito.

  • Omega 3 per il cuore: nuove evidenze sulla loro efficacia

    Riducono il rischio di decesso per cause cardiache, ma un'analisi approfondita di decenni di ricerca svela anche altre potenzialità. Ecco perché gli Omega 3 fanno bene al cuore Ormai sembra esserci ben poco spazio per i dubbi: gli Omega 3 sono i grassi alleati del cuore per eccellenza. Anche un'analisi approfondita dell'ultima revisione degli studi condotti sul tema porta a questa conclusione: l'assunzione di integratori di Omega 3 permette infatti di ridurre il rischio di decesso per cause cardiache (cardiopatie coronariche). La revisione in questione, frutto del lavoro della Cochrane Collaboration (una rete no-profit internazionale che si occupa di fornire informazioni  autorevoli, rilevanti e affidabili riguardanti la salute), è stata pubblicata nella Cochrane Library da un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti della Norwich Medical School (Norwich, Regno Unito) il cui intento era chiarire quali sono i livelli di Omega 3 associati alla riduzione del rischio di problemi cardiovascolari analizzando gli studi controllati randomizzati condotti fino ad oggi. Secondo i suoi autori “aumentare EPA e DHA [rispettivamente, l'acido eicosapentaenoico e l'acido docosaesaenoico, i due Omega 3 abbondanti nel pesce grasso e nell'olio di pesce, ndr] ha un effetto piccolo o nullo sulla mortalità o sulla salute cardiovascolare”. Un'analisi più dettagliata, come quella condotta durante altre revisioni delle prove scientifiche a disposizione, porta però a una conclusione ben diversa, rilevando l'effetto significativo associato ai trattamenti a base di Omega 3. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Infarto e scompenso cardiaco, Rischio cardiovascolare ed è stato taggato con

  • Scompenso cardiaco, il rischio aumenta negli anziani con carenza di vitamina D

    Il rischio di scompenso cardiaco è 12 volte maggiore negli anziani con carenza di vitamina D, rispetto a quelli con concentrazioni adeguate. Un scarso livello della vitamina rappresenta, infatti, un fattore di rischio per l’insufficienza cardiaca più alto dell'obesità o dell’aritmia. L’integrazione con la vitamina D potrebbe, quindi, in futuro rappresentare una strategia efficace ed economica per la prevenzione di alcuni disturbi cardiaci. Leggi tutto l'articolo


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  • FANS: il consumo in alte dosi aumenta fino al 50% il rischio di infarto acuto

    FANS: il consumo smisurato aumenta fino al 50% il rischio di infarto! Il consumo eccessivo dei comuni farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene e il naprossene, aumenta in maniera dose dipendente la probabilità di infarto acuto del miocardio. Secondo quanto riportato da un recente studio internazionale, per aumentare del 20-50% il rischio di attacco cardiaco, basterebbe una sola settimana di trattamento con questi farmaci, con un massimo di pericolosità dopo 30 giorni. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli integratori di omega-3 riducono il rischio di aritmia e i giorni di ricovero dopo l’intervento cardiochirurgico

    Integratori di omega-3 riducono il rischio di aritmia e i giorni di ricovero dopo l’intervento cardiochirurgico Il trattamento con gli integratori di omega 3 nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca attenua le complicanze postoperatorie come l'aritmia e riduce il ricovero in ospedale fino a 2,4 giorni. L'azione anti-aritmica insieme a quella antinfiammatoria degli omega-3, quindi, oltre a favorire la salute del paziente si traduce in un risparmio dei costi sanitari. Leggi tutto l'articolo


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  • Scompenso cardiaco, gli integratori di vitamina D aiutano il cuore a essere più forte ed efficiente

    Scompensi cardiaci: la vitamina D rafforza il cuore Gli integratori di vitamina D possono migliorare la funzione cardiaca nei pazienti con scompenso cardiaco cronico, una condizione in cui il cuore diventa troppo debole per pompare sangue correttamente. La vitamina D, potrebbe essere un'alternativa economica e sicura per coloro che soffrono di questa sindrome. Leggi tutto l'articolo


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  • Terapia post infarto: gli omega-3 riducono il rischio di mortalità e di recidive

    Terapia post infarto: con gli omega 3 meno morti e recidive Nei soggetti sopravvissuti all’infarto acuto del miocardio il trattamento con omega-3 risulta associato alla riduzione della mortalità del 24% e di recidive del 35%. Una conclusione che supporta i risultati di altri recenti studi clinici, contribuendo a chiarire il ruolo protettivo della terapia con EPA e DHA nel periodo post-infartuale. Leggi tutto l'articolo


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  • Consumare pesce una volta al mese riduce del 30% il rischio di scompenso cardiaco

    Problemi al cuore: 30% di rischi in meno mangiando pesce almeno una volta al mese Consumando pesce una volta al mese e livelli più elevati di ALA (acido alfa-linolenico) e DPA (acido docosapenaenoico) nel sangue riducono il rischio di scompenso cardiaco. Per ridurre la probabilità di avere uno scompenso cardiaco potrebbe bastare mettere nel piatto almeno una volta al mese pesce ricco di Omega-3. Infatti secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition il conseguente aumento dei livelli degli acidi grassi ALA e DPA nel sangue fa abbassare l’incidenza di questo disturbo. La scoperta è frutto di una collaborazione fra i ricercatori del Brigham and Women’s Hospital, dell’Harvard Medical School e del Veterans Affairs Healthcare System di Boston e dell’Università del Minnesota di Minneapolis (Stati Uniti). Prendersi cura del cuore con gli Omega-3 Che gli Omega-3 siano alleati della salute di cuore e arterie è un fatto noto agli scienziati da diversi decenni. Infatti già negli anni ’70 del secolo scorso era stata evidenziata una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari nelle popolazioni la cui alimentazione era particolarmente ricca di questi nutrienti, assunti attraverso il pesce grasso dei mari freddi, ricco proprio di Omega-3. Da allora diverse ricerche hanno confermato queste prime osservazioni, svelando che questi acidi grassi migliorano il contenuto di lipidi (in particolare, trigliceridi e colesterolo) nel sangue, riducono il rischio di trombosi, agiscono positivamente sulla pressione sanguigna e sul ritmo cardiaco e migliorano la funzionalità dei vasi sanguigni. Gli esperti erano, però, ancora dubbiosi sull’associazione tra consumo di Omega-3 e rischio di scompenso cardiaco. Gli studi condotti a tal proposito avevano, infatti, prodotto dei risultati contrastanti. Per venire a capo della questione i ricercatori di Boston e di Minneapolis hanno condotto due analisi che hanno coinvolto, in totale, quasi 21 mila uomini di età media pari a 58,7 anni. Omega-3 diversi per esigenze differenti Gli scienziati hanno misurato le concentrazioni nel sangue di diverse forme di Omega-3. Fra queste le più note sono l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), dotati di proprietà antinfiammatorie e indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso. Le analisi non hanno, però, evidenziato un legame significativo tra i livelli ematici di questi due omega 3 e il rischio di scompenso cardiaco. Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che il consumo di almeno una porzione al mese di pesce riduce del 30% la probabilità di avere a che fare con questo disturbo. Allo stesso tempo, il rischio di scompenso cardiaco è inferiore se aumentano i livelli ematici di altri due acidi grassi appartenenti a questa famiglia: l’ALA e il DPA. Il primo è l’Omega-3 di cui sono ricchi alcuni cibi di origine vegetale, ad esempio le noci e che può essere utilizzato solo dopo essere stato convertito dall’organismo in EPA e DHA. Secondo questo studio gli uomini che hanno i livelli di ALA più elevati nel sangue hanno un rischio di scompenso cardiaco inferiore del 34% rispetto agli individui caratterizzati dai livelli più bassi. Il DPA, invece, è particolarmente abbondante nel latte materno e nell’olio di foca, ma si ottiene anche a partire dall’EPA che viene, così, attivato all’interno dei vasi sanguigni. Il team di ricercatori statunitensi ha scoperto che livelli più elevati di DPA possono ridurre fin del 45% il rischio di scompenso cardiaco. Dubbi svaniti Questi risultati gettano luce sui risultati controversi ottenuti negli studi precedenti, aggiungendo ai già comprovati benefici degli Omega-3 per la salute cardiovascolare anche la riduzione del rischio di scompenso cardiaco. Resta solo un particolare da chiarire: i benefici riscontrati negli uomini saranno validi anche per le donne? Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull’olio di pesce come l’olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l’eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei “cugini” degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte Wilk JB, Tsai MY, Hanson NQ, Gaziano JM, Djoussé L, “Plasma and dietary omega-3 fatty acids, fish intake, and heart failure risk in the Physicians’ Health Study”, Am J Clin Nutr. 2012 Oct;96(4):882-8. Epub 2012 Sep 5  


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  • Rischio di arresto cardiaco: con gli Omega-3 si riduce del 15%

    Rischio infarto: 15% in meno di possibilità assumendo olio di pesce Consumare maggiori quantità di Omega tre con il conseguente aumento dei loro livelli nel sangue può ridurre fin del 15% il rischio di arresto cardiaco. A confermare i benefici degli Omega-3 per il cuore è un’analisi pubblicata sulla rivista Clinical Nutrion1. I suoi autori, guidati dagli esperti del Brigham and Women’s Hospital e dell’Università di Harvard di Boston (Stati Uniti), hanno revisionato gli studi condotti fino ad oggi e hanno concluso che questi acidi grassi esercitano realmente un effetto protettivo nei confronti del cuore. Arresto cardiaco: gli indizi dell’utilità degli Omega-3 I benefici degli Omega-3 per la salute sono diversi. Ad esserne coinvolti sono diversi organi, dal cervello alle articolazioni, dalla pelle agli occhi. La maggior parte degli studi sui loro effetti riguarda il sistema cardiovascolare. Le prime ipotesi dell’esistenza di un legame tra il consumo di questi acidi grassi e la salute di cuore e vasi sanguigni risalgono a circa 40 anni fa. Diversi ricercatori hanno cercato da allora di verificare questa ipotesi, e i dati a suo sostegno sono diventati sempre più numerosi. Fra questi, molti indicano che gli Omega-3 riducono la mortalità in caso di arresto cardiaco. Gli indizi di un’influenza sull’incidenza di questo evento sono invece più frammentari. Più Omega-3, meno attacchi di cuore Per cercare di chiarire questo aspetto, i ricercatori di Boston hanno confrontato i risultati ottenuti nei 7 studi più rilevanti pubblicati prima di fine agosto del 2011. L’analisi ha riguardato i dati relativi a 176.441 individui, per un totale di 5.480 casi di arresto cardiaco. Gli autori hanno calcolato che i soggetti con livelli di Omega-3 più elevati sono esposti un rischio di arresto cardiaco inferiore del 14% rispetto a chi ne ha quantità più basse. L’effetto è simile in chi mangia pesce grasso ricco di Omega-3: i consumatori più assidui hanno il 15% di probabilità in meno di essere colpiti da questo evento. L’effetto protettivo è proporzionale alla quantità di pesce consumato: il rischio diminuisce del 5% ogni 15 grammi di pesce al giorno. In modo simile, un aumento del consumo giornaliero degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) di 125 milligrammi corrisponde a una riduzione del rischio di arresto cardiaco del 3%. Per gli esperti del settore questo effetto indica l’elevata potenzialità degli Omega-3 nella protezione della salute cardiovascolare. Protezione confermata I risultati di questa analisi avvalorano i dati emersi nel corso di studi passati che indicavano come il consumo di EPA e DHA potesse ridurre il rischio di attacco cardiaco. Secondo gli autori, alla base di questo effetto potrebbero esserci la capacità di pesce e Omega-3 di ridurre i livelli di trigliceridi e regolare quelli dei grassi totali nel sangue, di migliorare la funzionalità dei ventricoli, il battito cardiaco e lo stato infiammatorio.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull’olio di pesce come l’olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l’eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei “cugini” degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Djoussé L, Akinkuolie AO, Wu JH, Ding EL, Gaziano JM, “Fish consumption, omega-3 fatty acids and risk of heart failure: A meta-analysis”, Clin Nutr. 2012 Jun 6.


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  • Omega-3 proteggono il cuore maschile da arresto cardiaco

    Omega 3 cuore: l’olio di pesce  può prevenire l’infarto soprattutto negli uomini La salute del cuore passa anche dagli Omega 3: un consumo moderato di pesce ricco di questi acidi grassi protegge il cuore maschile diminuendo l’incidenza di arresto cardiaco. Lo ha dimostrato uno studio dell’Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), pubblicato dall’European Heart Journal. La ricerca, che ha coinvolto uomini di mezza e terza età, conferma i benefici degli Omega-3 per il cuore. Omega-3, benessere per il cuore I benefici per la salute del cuore derivanti da un’alimentazione ricca di Omega-3 sono noti già dagli anni Settanta. E’ in questo periodo, infatti, che sono comparsi i primi studi sulle popolazioni eschimesi della Groenlandia, caratterizzate da un’incidenza di malattie cardiache tra le più basse al mondo. Le analisi condotte all’epoca hanno svelato per la prima volta il punto di forza dell’alimentazione eschimese, in cui predominano pesci grassi ricchi di Omega-3. Nel corso degli anni i ricercatori hanno approfondito la conoscenza dei vantaggi per la salute cardiovascolare derivanti dal consumo di questi acidi grassi. E’ stato così dimostrato che gli Omega-3 proteggono il cuore contrastando i fattori di rischio cardiovascolare, come livelli elevati di trigliceridi e l’ipertensione arteriosa. Ciò corrisponde alla riduzione di una percentuale variabile tra il 20 e il 45% della mortalità associata a eventi come l’infarto del miocardio. I benefici per il sesso maschile Alcuni studi hanno portato ad ipotizzare che negli uomini il consumo di pesce grasso e degli Omega-3 di cui è ricco sia associato a una minore probabilità di andare incontro ad un arresto cardiaco durante la terza età. Nessuna ricerca aveva confermato l’esistenza di una correlazione di questo genere anche in altre fasce d’età e in popolazioni in cui il tipo di pesce tipico della dieta locale fosse diverso da quello ricco di questi acidi grassi. Per questo motivo gli esperti dell’Harvard Medical School hanno deciso di estendere le analisi anche a uomini più giovani. I ricercatori hanno condotto uno studio di popolazione che ha coinvolto, in totale, 39.367 uomini svedesi di mezza età o più anziani. Le loro abitudini alimentari sono state analizzate attraverso dei questionari mirati ad ottenere informazioni sulla frequenza con cui vengono consumati diversi alimenti. I casi di arresto cardiaco sono stati identificati analizzando i registri svedesi riguardanti i ricoveri ospedalieri e le cause di decesso relativi al periodo compreso tra il primo gennaio 1998 e il 31 dicembre 2004. Un’accurata analisi statistica ha permesso agli scienziati di rilevare negli uomini che mangiano pesce almeno una volta alla settimana una significativa riduzione del rischio di arresto cardiaco. Un effetto analogo è stato riscontrato anche prendendo in considerazione il consumo di acidi grassi Omega-3. Omega-3, buoni anche senza esagerare In base a questi risultati gli autori hanno concluso che non è necessario consumare quantità elevate di Omega-3 o pesce grasso per proteggere il cuore. Un consumo moderato di questi nutrienti è, infatti, sufficiente ad ottenere lo stesso effetto protettivo di cui possono beneficiare gli uomini che ne assumono quantità più elevate.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell’olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.   Fonte 1. Levitan EB, Wolk A, Mittleman MA, “Fish consumption, marine omega-3 fatty acids, and incidence of heart failure: a population-based prospective study of middle-aged and elderly men”, Eur Heart J. 2009 Jun;30(12):1495-500. Epub 2009 Apr 21


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  • Omega-3 da krill prevengono le conseguenze dell'infarto sul cuore

    Olio di krill: ottimo per un miglior recupero dopo un infarto Gli Omega 3 del krill possono migliorare la funzionalità del cuore, prevenendo i danni al  muscolo cardiaco causati da un infarto. E’ questa la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori dell’University Hospital di Oslo (Norvegia) su ratti colpiti da un attacco di cuore, pubblicato sulla rivista BMC Lipids in Health and Disease. I risultati ottenuti hanno dimostrato che i benefici dell’olio di krill sono evidenti quando questo supplemento viene assunto prima di un eventuale attacco di cuore. Solo in questo caso l’infarto non provoca né l’ingrossamento del muscolo cardiaco né l’aumento del peso del cuore, manifestazioni tipicamente riscontrabili in un infartuato. Krill: cos’è e quali benefici apporta per la salute Il krill è costituito da piccoli animali simili a gamberetti che vivono nei mari antartici. Ricchi di fosfolipidi e di Omega-3, questi animali vengono raccolti per produrre supplementi a base di questi preziosi acidi grassi. Diverse ricerche e studi clinici hanno svelato che il consumo dell’olio di krill offre significativi benefici per la salute. Questo supplemento alimentare è infatti in grado di aumentare i livelli di acido eicosapentaenoico (EPA) e di acido docosaesaenoico (DHA) nei tessuti del cuore. Krill per prevenire i danni dell’infarto Lo studio dei ricercatori norvegesi ha dimostrato per la prima volta che l’olio di krill può prevenire i danni dell’infarto provocati al tessuto cardiaco. La scoperta deriva da esperimenti condotti su 53 ratti maschi, che sono stati inizialmente suddivisi in 2 gruppi. A uno di questi 2 è stato somministrato olio di krill nei 14 giorni precedenti l’induzione di un infarto del miocardio. 7 giorni dopo l’induzione di quest’ultimo, il cuore di tutti gli animali è stato analizzato mediante un ecocardiogramma. In seguito, i ratti che non avevano assunto olio di krill sono stati ulteriormente suddivisi in due gruppi, ad uno dei quali è stato somministrato il supplemento per i 7 giorni successivi. A questo punto è stato ripetuto l’ecocardiogramma. I ricercatori hanno osservato una riduzione della dilatazione del ventricolo sinistro del cuore solo nei ratti che avevano assunto l’olio di krill prima dell’induzione dell’infarto. Anche il peso del cuore e dei polmoni, l’espressione di alcuni geni coinvolti nello stress associato al ventricolo sinistro e l’infiammazione sono risultati inferiori negli animali cui era stato somministrato il supplemento. Omega-3, l’ingrediente segreto del krill Secondo gli autori, l’effetto osservato potrebbe essere associato alla sostituzione degli acidi grassi saturi presenti nel tessuto cardiaco con gli Omega-3 contenuti nell’olio di krill. In alternativa, l’aumento dei livelli di EPA e DHA nel muscolo cardiaco potrebbe promuovere la produzione di composti antinfiammatori. Un altro tassello della ricerca scientifica che dimostra i benefici degli Omega-3 per la salute del cuore.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell’olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Fosshaug LE, Berge RK, Beitnes JO, Berge K, Vik H, Aukrust P, Gullestad L, Vinge LE, Oie E. “Krill oil attenuates left ventricular dilatation after myocardial infarction in rats”, Lipids Health Dis. 2011 Dec 29;10(1):245


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