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Malattie cardiovascolari

Malattie cardiovascolari e disturbi del cuore. Scopri tutte le notizie che legano gli omega-3 e il sistema cardiaco. Approfondisci tutti gli argomenti sul sito.

  • Il DHA mantiene il cuore in salute grazie all'azione sui mitocondri

    Omega 3 DHA: cuore più sano grazie all'azione sui mitocondri Confermati i benefici degli Omega 3 per il cuore: l'acido grasso DHA introdotto attraverso l'alimentazione protegge infatti i mitocondri, le “centrali energetiche” della cellula. Assumere questi nutrienti permette di modificare  la composizione delle membrane di questi elementi cellulari e ridurre quindi la probabilità che la stessa cellula possa morire. La conferma arriva dalle pagine della rivista Current Opinion in Clinical Nutrion and Metabolic Care1, sulle quali i ricercatori dell'Università del Maryland di Baltimora (Usa) hanno pubblicato un'analisi dettagliata delle ultime scoperte effettuate a tal proposito. Omega-3: i grassi che fanno bene alla salute I grassi sono molecole fondamentali per il nostro organismo: un consumo eccessivo di questi nutrienti può essere però dannoso per la salute. Tuttavia esistono degli acidi grassi che svolgono un'azione positiva a diversi livelli e che possono essere assunti solo attraverso l'alimentazione: gli Omega-3. Gli Omega-3 sono nutrienti di cui sono ricchi vari alimenti: pesci grassi, come tonno, salmone, sgombro; alcuni alimenti di origine vegetale, soprattutto le noci. I benefici di queste molecole sono stati scoperti studiando le popolazioni eschimesi della Groenlandia, caratterizzate da bassissima incidenza di malattie cardiovascolari . Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che questa fortunata caratteristica era associata all'elevato consumo di pesce ricco di Omega-3 tipico di queste popolazioni. Anni di ricerche hanno confermato il ruolo protettivo di questi acidi grassi nei confronti di cuore e arterie e hanno altresì dimostrato che gli Omega-3 sono importanti per il sistema nervoso nonché per la salute dell'organismo in generale. Gli autori si sono concentrati sugli effetti dell'assunzione a livello dei mitocondri presenti nelle cellule del cuore proprio per la stretta associazione tra questi acidi grassi e il sistema cardiovascolare. DHA per dare energia al cuore L'analisi dei dati raccolti nella letteratura scientifica dimostra che assumere Omega-3 con l'alimentazione influenza profondamente la composizione delle membrane dei mitocondri, e di conseguenza il loro funzionamento. I DHA svolge un ruolo predominante in questo fenomeno. È uno degli Omega-3 di cui è ricco il pesce grasso. Assumere DHA aumenta le sue concentrazioni nelle membrane mitocondriali e riduce i livelli di acido arachidonico, molecola coinvolta nei processi infiammatori. Il DHA aumenta inoltre i livelli di cardiolipina, molecola essenziale per il funzionamento di questi elementi cellulari. Infine, questo Omega-3 diminuisce la probabilità che i mitocondri vadano incontro a un fenomeno noto come “transizione di permeabilità”, che spesso porta alla morte delle cellule. L'effetto del DHA è superiore rispetto a quello di altri Omega-3, che modificano in modo più limitato la composizione delle membrane mitocondriali. Le conferme Per gli autori questa analisi conferma che arricchire la propria dieta di Omega-3, soprattutto di DHA, aiuta a proteggere il cuore attraverso meccanismi che coinvolgono direttamente le “centrali energetiche” delle cellule cardiache.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Stanley WC, Khairallah RJ, Dabkowski ER, “Update on lipids and mitochondrial function: impact of dietary n-3 polyunsaturated fatty acids”, Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2012 Mar;15(2):122-6


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  • Gli Omega-3 migliorano la salute di chi soffre di diabete e scompenso cardiaco

    Diabete e cuore: olio di pesce? Un toccasana per la salute! Assumere Omega-3 può migliorare lo stato di salute dei pazienti diabetici che soffrono di scompenso cardiaco. Studi clinici sui benefici degli Omega-3 presenti nella letteratura scientifica lo dimostrano ampiamente. I ricercatori dell'University of Alberta di Edmonton (Canada) hanno effettuato una revisione completa di tale documentazione: i risultati sono stai pubblicati sulla rivista Cardiovascular Drugs and Therapy1. Omega-3, i grassi “amici” del cuore Gli Omega-3 sono considerati acidi grassi “amici” della salute. Le prime notizie sui loro benefici risalgono agli anni Settanta del secolo scorso, quando è stato scoperto che l'incidenza di malattie cardiovascolari era particolarmente bassa nelle popolazioni groenlandesi che consumavano grandi quantità di pesce. Diversi studi dimostrano che cibi e integratori alimentari Omega-3 sono particolarmente utili per la salute del cuore e dei vasi sanguigni: questi nutrienti possono infatti ridurre le malattie cardiovascolari tra il 19 e il 45%. Un'alimentazione ricca di Omega-3 aumenta altresì l'efficacia delle statine, farmaci per diminuire i livelli di colesterolo. Allo stesso tempo la comparsa di seri effetti collaterali è molto rara. Gli esperti raccomandano a chi è a elevato rischio di malattie cardiovascolari di aumentare il consumo di Omega-3. Assumere Omega-3 in caso di diabete: un aiuto in più Chi soffre di scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) può dover convivere anche con altre patologie, come il diabete. L'analisi condotta dai ricercatori canadesi dimostra che questi pazienti possono trarre particolare giovamento dall'assunzione di Omega-3: infatti questi nutrienti modificano e riducono i meccanismi molecolari delle cellule dell'organismo associati alla resistenza all'insulina, l'ormone che regola l'utilizzo degli zuccheri. In particolare, gli Omega-3 si legano ad alcune proteine presenti sulla membrana delle cellule e permettono di: ridurre la produzione di molecole coinvolte nei processi infiammatori; migliorare il funzionamento delle cellule che accumulano i grassi. Il risultato finale è proprio una riduzione della resistenza all'insulina e un miglioramento dello stato di salute di chi soffre di diabete. Quanti Omega-3 assumere? Per gli esperti mentre la dose giornaliera raccomandata di Omega-3 è pari a 500 milligrammi: chi soffre di disturbi cardiovascolari dovrebbe assumerne almeno 1 grammo al giorno. Chi invece ha problemi di trigliceridi può assumere 3-4 grammi di Omega-3 al giorno: in questo modo è possibile ridurre i livelli del 20-50%. Mangiare 2 porzioni di pesce grasso alla settimana permette di introdurre nell'organismo dai 400 ai 500 mg di questi acidi grassi. Chi ha bisogno di assumerne quantità maggiori può assumere integratori alimentari di olio di pesce.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Kazemian P, Kazemi-Bajestani SM, Alherbish A, Steed J, Oudit GY, “The Use of ω-3 Poly-Unsaturated Fatty Acids in Heart Failure: A Preferential Role in Patients with Diabetes”, Cardiovasc Drugs Ther. 2012 May 30. [Epub ahead of print]


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  • Stress: Omega-3 per ridurre variazioni pressione sanguigna

    L'olio di pesce riduce gli sbalzi di pressione e aiuta a controllare lo stress L'assunzione degli Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) riduce le variazioni di pressione sanguigna associate allo stress. E' questo quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychology, frutto del lavoro dei ricercatori dell'Allegheny College di Meadville, negli Stati Uniti. La notizia conferma i benefici di questi nutrienti per la salute cardiovascolare. Stress, cuore e Omega-3 L'eccessiva reattività del sistema cardiocircolatorio alle situazioni di stress è un fattore di rischio per  lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Non solo: una risposta esagerata aumenta anche la probabilità che queste patologie siano fatali. Infatti, l'accumulo di stress si traduce in: richiesta eccessiva di sangue dal sistema circolatorio; riduzione del flusso sanguigno alle cellule; aumento dei livelli di infiammazione. Tutti questi fattori provocano danni al sistema cardiovascolare. Anche un'alimentazione sbilanciata può avere effetti deleteri per cuore e vasi sanguigni. Una dieta tipica dei moderni paesi occidentali, ricca di acidi grassi Omega-6, ma povera di Omega-3, mette in serio pericolo la salute dell'apparato cardiocircolatorio. Omega-3 per proteggere cuore e arterie Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 possono migliorare l'attività del sistema cardiovascolare. Per questo motivo, i ricercatori dell'Allegheny Colleg hanno deciso di analizzare l'effetto della somministrazione di questi nutrienti sulle funzioni dell'apparato cardiocircolatorio. I 34 soggetti che hanno partecipato allo studio, tutti giovani e in buono stato di salute, sono stati casualmente assegnati a uno di 2 possibili gruppi: i partecipanti del primo hanno assunto per 21 giorni una miscela pari a 1,4 grammi di Omega-3 EPA  e DHA; ai partecipanti del secondo è stato invece somministrato un placebo non contenente questi acidi grassi. Gli scienziati hanno poi assegnato a tutti gli individui degli esercizi di aritmetica consistenti nell'esecuzione di sottrazioni seriali a partire da un numero a 4 cifre. Durante i test sono stati valutati i parametri del funzionamento del sistema cardiovascolare. In particolare è stato misurato come cuore e arterie reagiscono a situazioni di stress mentale, come quella verificatasi durante l'esecuzione di tali esercizi. In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno potuto concludere che l'assunzione di EPA e DHA, ma non quella del placebo, riduce la reattività della pressione sanguigna allo stress. Omega-3 per proteggere il cuore dallo stress Per gli autori questa ricerca dimostra che l'assunzione di acidi grassi Omega-3 può aiutare a ridurre le variazioni dell'attività dell'apparato cardiovascolare associate allo stress. La scoperta aggiunge nuovi dettagli al quadro dei benefici degli Omega-3 per il cuore, che includono il controllo dei livelli di grassi nel sangue, l'azione antitrombotica e quella antinfiammatoria e la riduzione del rischio di eventi pericolosi come l'infarto.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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  • Omega-3 proteggono il cuore riducendo l'infiammazione

    L'olio di pesce combatte le infiammazioni e mantiene il cuore sano Confermati i benefici degli Omega 3 per la salute del cuore: riducono l'infiammazione abbassando i livelli ematici di composti associati alle malattie cardiovascolari. Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Amsterdam (Paesi Bassi) e dell'University of Eastern Finland di Kuopio (Finlandia), pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition. I risultati ottenuti nel corso della ricerca rafforzano le prove dell'efficacia antinfiammatoria e dei benefici per la salute del cuore derivanti dall'assunzione di questi acidi grassi. Omega-3 e cuore: proprietà antinfiammatorie degli acidi grassi Diversi studi hanno dimostrato le potenzialità antinfiammatorie degli Omega-3, acidi grassi di cui sono particolarmente ricchi pesci come sgombro, salmone e halibut. I livelli ematici di acido eicosapentaenoico (EPA) e quelli di acido docosaesaenoico (DHA) sono associati alle concentrazioni di proteina C-reattiva, un noto marcatore dell'infiammazione. D'altra parte, quantità elevate di questa proteina sono state associate a un aumento del rischio di alcuni disturbi al cuore, come le malattie coronariche. DHA, confermata l'efficacia antinfiammatoria Lo studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition ha approfondito questa relazione tra i livelli di Omega-3 e quelli di proteina C-reattiva nel sangue di 1.395 uomini finlandesi di età compresa tra i 42 e i 60 anni, tutti in buono stato di salute. I ricercatori hanno così confermato che maggiori sono le concentrazioni ematiche di Omega-3, minori sono i i livelli di proteina C-reattiva nel sangue. Questa associazione è risultata valida prendendo in considerazione il livello totale di Omega-3 e ponendo l'attenzione sulle concentrazioni di DHA e di acido docosapentaenoico (DPA). Non è stata invece dimostrata nessuna correlazione tra i livelli di proteina C-reattiva e di EPA o di acido alfa-linolenico (ALA), un altro Omega-3 di origine alimentare. Il meccanismo d'azione degli Omega-3 Le ipotesi correnti riguardo al meccanismo d'azione che conferisce agli Omega-3 proprietà antinfiammatorie si basano sulla capacità di questi acidi grassi di interferire con la sintesi di molecole coinvolte nell'infiammazione. E' stato infatti dimostrato che gli Omega-3 inibiscono il metabolismo dell'acido arachidonico, molecola da cui derivano diversi composti proinfiammatori. Una volta introdotti nell'organismo, sia il DHA sia l'EPA danno origine a composti le cui proprietà infiammatorie sono meno elevate rispetto a quelle delle molecole che derivano dall'acido arachidonico. In alcuni casi questi composti hanno addirittura un'azione di tipo antinfiammatorio. Secondo Jyrki Virtanen, coautore di questa ricerca, gli Omega-3 potrebbero contrastare l'infiammazione grazie alla loro struttura chimica. Queste molecole, spiega il ricercatore, contengono dei legami chimici che permetterebbero di inattivare le specie reattive dell'ossigeno, composti associati all'infiammazione. Inoltre l'assunzione di olio di pesce, supplemento ricco di Omega-3, è stata associata all'espressione di geni dalla funzione antinfiammatoria.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Reinders I, Virtanen JK, Brouwer IA, Tuomainen TP, “Association of serum n-3 polyunsaturated fatty acids with C-reactive protein in men”, Eur J Clin Nutr. 2011 Nov 23


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  • Pesce ricco di Omega-3 riduce rischio diabete e patologie cardiovascolari

    Mangiare pesce fa bene alla salute e riduce il rischio di diabete e malattie cardiovascolari Gli Omega-3 contenuti nel pesce riducono il rischio di sviluppare i disturbi cronici associati all'obesità, come il diabete e le patologie cardiovascolari. A confermarlo sono gli studi condotti dai ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e dell'University of Alaska di Fairbanks (Stati Uniti), i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine dell'European Journal of Clinical Nutrition. Conferme dal freddo Nord Le ricerche hanno coinvolto gli Eschimesi Yup'ik, una popolazione indigena dei territori dell'Alaska che consuma una quantità di pesce grasso, ricco in Omega-3, 20 volte superiore rispetto a quella tipica della dieta degli altri paesi degli Stati Uniti. Pur essendo caratterizzata da tassi di obesità simili a quelli del resto della popolazione statunitense, questa popolazione ha un numero di casi di diabete di tipo 2 molto più bassa. Se, infatti, l'incidenza media di questa patologia nella popolazione è pari al 7,7%, solo il 3,3% degli Yup'ik è affetto da diabete di tipo 2. Questi dati ricordano quanto osservato in un'altra popolazione del nord del mondo, gli Inuit della Groenlandia. Già 40 anni fa, Jørn Dyerberg e colleghi avevano osservato che questa popolazione eschimese, nonostante seguisse una dieta ricca di grassi – in particolare, di pesce ricco di Omega-3 -, era caratterizzata una percentuale di morte per disturbi cardiovascolari fra le più basse al mondo. Da allora, diversi studi hanno chiarito il ruolo svolto dagli Omega-3 acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA). Anni di ricerche hanno confermato che queste molecole migliorano i livelli di lipidi nel sangue, riducono il rischio di trombosi, favoriscono un buon funzionamento del sistema vascolare e migliorano i valori di pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Omega-3 per trigliceridi e infiammazioni La nuova ricerca ha coinvolto 330 Yup'ik di età media pari a 45 anni. All'inizio dello studio il 70% dei partecipanti soffriva di sovrappeso o di obesità. Basandosi sull'ipotesi che la bassa incidenza del diabete di tipo 2 potesse essere almeno in parte attribuita all'elevato consumo di pesce ricco di Omega-3, gli autori hanno condotto analisi del sangue mirate alla quantificazione dei livelli di trigliceridi, EPA e DHA nel sangue degli Yup'ik. Ne è emerso che mentre i partecipanti in cui sono stati rilevate basse quantità di Omega-3 avevano alti livelli di trigliceridi, concentrazioni ematiche di EPA e DHA più elevate non corrispondevano a un aumento dei trigliceridi. Anzi, anche se obese, le persone caratterizzate da alte concentrazioni di Omega-3 plasmatici avevano valori di trigliceridi simili a quelli di individui normopeso. La stessa correlazione è stata riscontrata anche nel caso della proteina C-reattiva, un importante marcatore dei processi di infiammazione. E dato che sia i trigliceridi, sia la proteina C-reattiva sono due indicatori indipendenti del rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari e, probabilmente, il diabete, l'esistenza di questa correlazione spiegherebbe almeno in parte la bassa incidenza di questa patologia nella popolazione Yup'ik. Questi risultati potrebbero avere importanti risvolti nell'ottica della prevenzione delle malattie associate all'obesità. Infatti, spiegano gli autori, l'assunzione cronica di livelli levati di EPA e DHA, simili a quelli tipici dell'alimentazione degli Yup'ik, potrebbe aiutare a migliorare il rischio di malattie associate all'obesità.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Makhoul Z, Kristal AR, Gulati R, Luick B, Bersamin A, O'Brien D, Hopkins SE, Stephensen CB, Stanhope KL, Havel PJ, Boyer B, “Associations of obesity with triglycerides and C-reactive protein are attenuated in adults with high red blood cell eicosapentaenoic and docosahexaenoic acids”, Eur J Clin Nutr. 2011 Jul;65(7):808-17 2. Bang HO, Dyerberg J, Nielsen AB, “Plasma lipid and lipoprotein pattern in Greenlandic West-coast Eskimos”, Lancet. 1971 Jun 5;1(7710):1143-5 3. Dyerberg J, Bang HO, Hjorne N, “Fatty acid composition of the plasma lipids in Greenland Eskimos”, Am J Clin Nutr. 1975 Sep;28(9):958-66 4. Ackman RG, Eaton CA, Dyerberg J, “Marine docosenoic acid isomer distribution in the plasma of Greenland Eskimos”, Am J Clin Nutr. 1980 Aug;33(8):l814-7 5. Bang HO, Dyerberg J, Sinclair HM, “The composition of the Eskimo food in north western Greenland”, Am J Clin Nutr. 1980 Dec;33(12):2657-61


    Articolo pubblicato in Omega-3 in pesce e crostacei, Malattie cardiovascolari

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