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Omega-3 proteggono dal rischio cardiovascolare: i ricercatori correggono lo studio riportato sull’ Annals of Internal Medicine

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A pochi giorni dalla sua pubblicazione, lo studio di meta-analisi sul ruolo degli acidi grassi saturi e degli Omega-3 nei confronti delle patologie cardiovascolari è stato corretto in alcuni passaggi. In particolare gli autori hanno ammesso che gli Omega-3 proteggono dalle malattie coronariche, al contrario di quanto scritto in precedenza.

Una ricerca, quella pubblicata lo scorso 17 marzo sull’ Annals of Internal Medicine, che aveva da subito sollevato critiche da parte di nutrizionisti e scienziati, che ne avevano evidenziato carenze nella metodologia e nella revisione finale.

Lo studio ha avuto anche un risvolto mediatico importante.

Affermando che i grassi saturi non sono molto dannosi per il cuore e che i polinsaturi non riducono il rischio cardiovascolare, esso contrastava completamente con i principi di una sana alimentazione suggeriti da anni.

In quali punti è stato corretto lo studio?

Gli Omega-3 proteggono dal rischio cardiovascolare i ricercatori correggono lo studio riportato sull’ Annals of Internal MedicineSebbene molti ricercatori abbiano chiesto agli autori di ritirare l’articolo a causa dell’inadeguatezza delle analisi, questo ha subito solo delle modifiche.

Una delle più sostanziali riguarda l’azione degli Omega-3. Nella prima pubblicazione, l’associazione tra il loro consumo e la riduzione del rischio coronarico risultava non significativa dal punto di vista statistico, probabilmente a causa di errori nell’inserimento di dati provenienti da uno studio danese.

La versione corretta ha riportato invece l’effetto protettivo di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) nei confronti del cuore, modificando sostanzialmente il messaggio finale.

Nella pubblicazione corretta è apparso, quasi a sostenere il nuovo risultato, un collegamento ad un articolo del 2013, realizzato da uno dei coautori dello studio, in cui si evidenzia la riduzione di mortalità del 27% in anziani e adulti con alti livelli di Omega-3 nel sangue.

Riguardo la relazione tra acidi grassi e morte cardiaca improvvisa, sono stati stabiliti nuovi criteri di inclusione che hanno portato il numero di partecipanti considerati da 103.052 a 105.085 e il numero di attacchi coronarici da 5.726 a 6.229.

Gli Omega- 3 proteggono dal rischio coronarico

Nella conclusione dell’articolo originale, gli autori hanno affermato di non supportare le linee guida che promuovono il consumo di acidi grassi polinsaturi e la riduzione di quelli saturi, in relazione alla salute cardiovascolare.

La nuova conclusione, leggermente modificata, non supporta “completamente” le linee guida affermando, però, che il consumo di alimenti contenenti Omega-3 riduce il rischio di malattie coronariche.

La frase finale in cui gli autori suggerivano una revisione delle linee guida nutrizionali, non appare più nell’articolo modificato

Maggiore attenzione da parte di scienziati e giornalisti

Questa vicenda ha evidenziato, come suggerito da Walter Willett, professore dell’ Università di Harvard, che i lavori di meta-analisi spesso non sono applicabili agli studi di nutrizione.E, come in questo caso, alcuni dati importanti non vengono inserite nell’analisi.

A tal proposito Robert Heaney, professore presso la Creighton University, ha pubblicato 6 linee guida per ricercatori, utili per eseguire correttamente la meta-analisi in campo nutrizionale.

Secondo Willet, tra l’altro, l’ articolo dovrebbe essere ritirato e non solo corretto. Perché, se è vero che la scoperta ha avuto grande rilevanza mediatica, sollevando confusione tra i consumatori, difficilmente agli stessi arriverà la notizia delle modifiche relative allo studio.

Un gesto di responsabilità in futuro, viene richiesto non solo agli scienziati, ma anche a giornalisti e divulgatori.

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Fonte:  Rajiv Chowdhury, MD, PhD; Samantha Warnakula, MPhil; Setor Kunutsor, MD, MSt; Francesca Crowe, PhD; Heather A. Ward, PhD; Laura Johnson, PhD; Oscar H. Franco, MD, PhD; Adam S. Butterworth, PhD; Nita G. Forouhi, MRCP, PhD; Simon G. Thompson, FMedSci; Kay-Tee Khaw, FMedSci; Dariush Mozaffarian, MD, DrPH; John Danesh, FRCP; and Emanuele Di Angelantonio, MD, PhD. “Association of Dietary, Circulating, and Supplement Fatty Acids With Coronary Risk: A Systematic Review and Meta-analysis” Ann Intern Med. 2014;160(6):398-406-406. doi:10.7326/M13-1788


Articolo pubblicato in Rischio cardiovascolare ed è stato taggato con




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