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Sistema cardiovascolare

Sistema cardiovascolare: Gli omega 3 come mezzo preventivo di colesterolo e trigliceridi

Scopri tutto quello che devi sapere sul buon mantenimento del sistema cardiovascolare. Tutti gli studi e notizie sui benefici degli Omega-3 su Omegor Blog

  • Rischio di arresto cardiaco: con gli Omega-3 si riduce del 15%

    Consumare maggiori quantità di Omega-3 con il conseguente aumento dei loro livelli nel sangue può ridurre fin del 15% il rischio di arresto cardiaco. A confermare i benefici degli Omega-3 per il cuore è un'analisi pubblicata sulla rivista Clinical Nutrion1. I suoi autori, guidati dagli esperti del Brigham and Women's Hospital e dell'Università di Harvard di Boston (Stati Uniti), hanno revisionato gli studi condotti fino ad oggi e hanno concluso che questi acidi grassi esercitano realmente un effetto protettivo nei confronti del cuore. Arresto cardiaco: gli indizi dell'utilità degli Omega-3 I benefici degli Omega-3 per la salute sono diversi. Ad esserne coinvolti sono diversi organi, dal cervello alle articolazioni, dalla pelle agli occhi. La maggior parte degli studi sui loro effetti riguarda il sistema cardiovascolare. Le prime ipotesi dell'esistenza di un legame tra il consumo di questi acidi grassi e la salute di cuore e vasi sanguigni risalgono a circa 40 anni fa. Diversi ricercatori hanno cercato da allora di verificare questa ipotesi, e i dati a suo sostegno sono diventati sempre più numerosi. Fra questi, molti indicano che gli Omega-3 riducono la mortalità in caso di arresto cardiaco. Gli indizi di un'influenza sull'incidenza di questo evento sono invece più frammentari. Più Omega-3, meno attacchi di cuore Per cercare di chiarire questo aspetto, i ricercatori di Boston hanno confrontato i risultati ottenuti nei 7 studi più rilevanti pubblicati prima di fine agosto del 2011. L'analisi ha riguardato i dati relativi a 176.441 individui, per un totale di 5.480 casi di arresto cardiaco. Gli autori hanno calcolato che i soggetti con livelli di Omega-3 più elevati sono esposti un rischio di arresto cardiaco inferiore del 14% rispetto a chi ne ha quantità più basse. L'effetto è simile in chi mangia pesce grasso ricco di Omega-3: i consumatori più assidui hanno il 15% di probabilità in meno di essere colpiti da questo evento. L'effetto protettivo è proporzionale alla quantità di pesce consumato: il rischio diminuisce del 5% ogni 15 grammi di pesce al giorno. In modo simile, un aumento del consumo giornaliero degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) di 125 milligrammi corrisponde a una riduzione del rischio di arresto cardiaco del 3%. Per gli esperti del settore questo effetto indica l'elevata potenzialità degli Omega-3 nella protezione della salute cardiovascolare. Protezione confermata I risultati di questa analisi avvalorano i dati emersi nel corso di studi passati che indicavano come il consumo di EPA e DHA potesse ridurre il rischio di attacco cardiaco. Secondo gli autori, alla base di questo effetto potrebbero esserci la capacità di pesce e Omega-3 di ridurre i livelli di trigliceridi e regolare quelli dei grassi totali nel sangue, di migliorare la funzionalità dei ventricoli, il battito cardiaco e lo stato infiammatorio.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Djoussé L, Akinkuolie AO, Wu JH, Ding EL, Gaziano JM, “Fish consumption, omega-3 fatty acids and risk of heart failure: A meta-analysis”, Clin Nutr. 2012 Jun 6.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Infarto e scompenso cardiaco ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 migliorano la salute di chi soffre di diabete e scompenso cardiaco

    Assumere Omega-3 può migliorare lo stato di salute dei pazienti diabetici che soffrono di scompenso cardiaco. Studi clinici sui benefici degli Omega-3 presenti nella letteratura scientifica lo dimostrano ampiamente. I ricercatori dell'University of Alberta di Edmonton (Canada) hanno effettuato una revisione completa di tale documentazione: i risultati sono stai pubblicati sulla rivista Cardiovascular Drugs and Therapy1. Omega-3, i grassi “amici” del cuore Gli Omega-3 sono considerati acidi grassi “amici” della salute. Le prime notizie sui loro benefici risalgono agli anni Settanta del secolo scorso, quando è stato scoperto che l'incidenza di malattie cardiovascolari era particolarmente bassa nelle popolazioni groenlandesi che consumavano grandi quantità di pesce. Diversi studi dimostrano che cibi e integratori alimentari Omega-3 sono particolarmente utili per la salute del cuore e dei vasi sanguigni: questi nutrienti possono infatti ridurre le malattie cardiovascolari tra il 19 e il 45%. Un'alimentazione ricca di Omega-3 aumenta altresì l'efficacia delle statine, farmaci per diminuire i livelli di colesterolo. Allo stesso tempo la comparsa di seri effetti collaterali è molto rara. Gli esperti raccomandano a chi è a elevato rischio di malattie cardiovascolari di aumentare il consumo di Omega-3. Assumere Omega-3 in caso di diabete: un aiuto in più Chi soffre di scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) può dover convivere anche con altre patologie, come il diabete. L'analisi condotta dai ricercatori canadesi dimostra che questi pazienti possono trarre particolare giovamento dall'assunzione di Omega-3: infatti questi nutrienti modificano e riducono i meccanismi molecolari delle cellule dell'organismo associati alla resistenza all'insulina, l'ormone che regola l'utilizzo degli zuccheri. In particolare, gli Omega-3 si legano ad alcune proteine presenti sulla membrana delle cellule e permettono di: ridurre la produzione di molecole coinvolte nei processi infiammatori; migliorare il funzionamento delle cellule che accumulano i grassi. Il risultato finale è proprio una riduzione della resistenza all'insulina e un miglioramento dello stato di salute di chi soffre di diabete. Quanti Omega-3 assumere? Per gli esperti mentre la dose giornaliera raccomandata di Omega-3 è pari a 500 milligrammi: chi soffre di disturbi cardiovascolari dovrebbe assumerne almeno 1 grammo al giorno. Chi invece ha problemi di trigliceridi può assumere 3-4 grammi di Omega-3 al giorno: in questo modo è possibile ridurre i livelli del 20-50%. Mangiare 2 porzioni di pesce grasso alla settimana permette di introdurre nell'organismo dai 400 ai 500 mg di questi acidi grassi. Chi ha bisogno di assumerne quantità maggiori può assumere integratori alimentari di olio di pesce.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Kazemian P, Kazemi-Bajestani SM, Alherbish A, Steed J, Oudit GY, “The Use of ω-3 Poly-Unsaturated Fatty Acids in Heart Failure: A Preferential Role in Patients with Diabetes”, Cardiovasc Drugs Ther. 2012 May 30. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Malattie cardiovascolari ed è stato taggato con

  • Infezione da HIV: gli Omega-3 riducono i trigliceridi e aumentano il colesterolo buono

    Un'alimentazione sana, arricchita di Omega-3 e povera di grassi saturi nonché di quelli totali, permette ai pazienti in terapia con antiretrovirali (terapia HIV) di diminuire i livelli di trigliceridi e di infiammazione e aumentare il colesterolo “buono”. E' questo quanto emerge da uno studio della School of Medicine della Tufts Univeristy (Boston, Stati Uniti), pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition1. Integrare con Omega-3 potrebbe essere una valida alternativa all'assunzione di ulteriori farmaci oltre a quelli di cui questi pazienti non possono fare a meno. HIV, trigliceridi e colesterolo Il livello di trigliceridi nel sangue dei pazienti affetti da HIV è in genere superiore alla norma. Viceversa, in questi pazienti le concentrazioni del cosiddetto colesterolo “buono” sono basse. La terapia antiretrovirale permette di tenere sotto controllo il virus: non ha però migliorato il profilo lipidico di questi individui. È necessario trovare rimedi per riportare i livelli di grassi ematici a quantità non pericolose per la salute. È altresì necessario ricordare che chi è infetto da HIV assume già una grande quantità di potenti farmaci. Per non correre il rischio di interazioni dannose, è preferibile non aggiungere ulteriori medicinali alla terapia. Perché gli Omega-3 possono essere utili in caso di infezione da HIV? Gli Omega-3 sono acidi grassi capaci di controllare i livelli di trigliceridi nel sangue. Non si tratta di farmaci, ma di nutrienti senza effetti collaterali. Non solo, studi precedenti a quello dei ricercatori di Boston avevano già suggerito che gli Omega-3 possono ridurre i trigliceridi anche nel sangue nei pazienti infetti da HIV. In particolare, una dose di questi acidi grassi variabile tra i 2 e i 6 grammi al giorno riesce a ridurre del 15-25% i livelli di trigliceridi anche in chi è in terapia con antiretrovirali. Omega-3, efficacia confermata da uno studio Quest'efficacia è stata confermata dalla ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition. 54 individui che stavano assumendo antiretrovirali hanno ricevuto per un totale di 13 settimane 6 grammi al giorno di Omega-3. Come controllo hanno ricevuto un placebo. Dopo 3 settimane i livelli di trigliceridi nel sangue di chi stava assumendo gli Omega-3 era passato dai 180 mg/dl iniziali a 114 mg/dl. Dopo altre 10 settimane la concentrazione era ulteriormente scesa a 110 mg/dl. Dopo 3 e 13 settimane i livelli di questi grassi in chi stava assumendo il placebo, inizialmente intorno ai 175 mg/dl, erano aumentati fino a 183 e 205 mg/dl. Allo stesso tempo, dopo 3 settimane di trattamento con Omega-3 i livelli totali di colesterolo erano passati da 208 mg/dl a 186 mg/dl. Questo effetto è risultato associato a un aumento del colesterolo “buono” al termine delle 13 settimane di sperimentazione. Infine, assumere Omega-3 ha permesso di ridurre i livelli di infiammazione, come dimostrato dalla riduzione dei livelli di acido arachidonico riscontrata solo in chi ha assunto questi nutrienti.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         Fonte 1. Woods MN, Wanke CA, Ling PR, Hendricks KM, Tang AM, Knox TA, Andersson CE, Dong KR, Skinner SC, Bistrian BR, “Effect of a dietary intervention and n-3 fatty acid supplementation on measures of serum lipid and insulin sensitivity in persons with HIV”, Am J Clin Nutr. 2009 Dec;90(6):1566-78. Epub 2009 Oct 21


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Colesterolo ed è stato taggato con

  • Danni del fumo: gli Omega-3 riducono gli effetti sulle arterie

    Assumere  2 grammi al giorno di Omega-3 per 4 settimane aiuta a ridurre i danni del fumo alle arterie e a diminuire il rischio cardiovascolare. Lo suggerisce uno studio presentato al World Congress of Cardiology di Dubai (Emirati Arabi Uniti). Gli autori affermano che 2 grammi al giorno di questi acidi grassi, nel corso di 4 settimane, possono apportare i seguenti vantaggi alla salute: benefici significativi a livello della parete dei vasi sanguigni; riduzione del rischio cardiovascolare. Vasi sanguigni: Omega-3 amici del sistema circolatorio Nei paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari rappresentano una delle cause di morte più frequenti. Diversi studi dimostrano che il 30% delle disfunzioni cardiache e arteriose potrebbe essere evitato seguendo un corretto regime alimentare. Il ruolo svolto dagli Omega-3 in questo fenomeno è stato scoperto agli inizi del 1970. In quel periodo è stato osservato che nelle popolazioni eschimesi della Groenlandia, forti consumatrici di pesce ricco di Omega-3, l'incidenza delle malattie cardiovascolari era fra le più basse al mondo. L'effetto benefico di queste molecole si basa sulla capacità di: ridurre i trigliceridi in eccesso; aumentare i livelli del cosiddetto colesterolo “buono” (o HDL). Gli Omega-3 diminuiscono l'aggregazione delle piastrine e favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, processi che consentono di inibire la coagulazione e ridurre il rischio di trombosi. Uno studio recente1 ha inoltre dimostrato che questi acidi grassi contrastano l'ispessimento dei vasi sanguigni, tipico di chi nasce sottopeso. Effetti del fumo sulla parete delle arterie Fumare fa male ai polmoni, e non solo. Il fumo di sigaretta contiene infatti migliaia di sostanza tossiche che attraverso il circolo sanguigno raggiungono e "impregnano" diversi organi. Queste sostanze colpiscono atresì le arterie. Nicotina e ossido di carbonio accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche, lesioni che aumentano il rischio di infarto e di ictus. Omega-3 per proteggere il cuore dal fumo Un gruppo di ricercatori guidato da Gerasimos Siasos, della Medical School dell'Università di Atene (Grecia), nello studio presentato a Dubai ha dimostrato che assumere Omega-3 anche per brevi periodi riduce la rigidità delle arterie dei fumatori. Non solo: il trattamento con questi acidi grassi contrasta anche i danni delle proprietà elastiche dei vasi indotti dal fumo. Secondo Siasos, questi risultati suggeriscono che gli Omega-3 inibiscano l'effetto negativo del fumo sulle funzioni delle arterie, uno dei noti fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli esperti ricordano che l'unico modo sicuro per proteggere la salute dagli effetti dannosi del fumo è smettere di fumare. Questi risultati incoraggiano fumatori e non fumatori a seguire una dieta sana e bilanciata, che includa alimenti ricchi di Omega-3 come salmone, sgombro e noci. Per chi è a maggior rischio di malattie cardiovascolari, il consiglio è mangiare pesce ricco di questi acidi grassi almeno 2 volte alla settimana.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Skilton MR, Ayer JG, Harmer JA, Webb K, Leeder SR, Marks GB, Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of Omega-3 Supplementation”, Pediatrics. 2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni ed è stato taggato con

  • Omega-3 per migliorare la salute dei vasi sanguigni

    Supplementazioni a base di acidi grassi Omega-3 possono migliorare la funzione dei vasi sanguigni nonché favorire la salute vascolare. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni

  • Antiretrovirali e HIV: gli Omega-3 riducono i trigliceridi senza effetti collaterali

    Gli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) riducono significativamente e senza effetti collaterali gravi i livelli di trigliceridi nei pazienti con HIV in terapia con farmaci antiretrovirali. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Trigliceridi ed è stato taggato con

  • HIV, antiretrovirali e trigliceridi: aiuto da Omega-3 in olio di pesce

    I pazienti affetti da HIV che hanno concentrazioni di trigliceridi troppo elevate possono ridurre il problema tramite l'assunzione di Omega-3. La sicurezza del trattamento è stata dimostrata da uno studio pubblicato sul Journal of Acquired Immunodeficience Syndrome. Un gruppo di scienziati, guidati da Jean-Claude Melchior dell'Hôpital Raymond Poincaré di Garches (Francia), ha monitorato i livelli di grassi nel sangue di individui che tengono sotto controllo l'infezione assumendo farmaci antiretrovirali molto potenti. Tirglicerdi, HIV e Omega-3 I farmaci antiretrovirali consentono agli individui infettati dall'HIV di raggiungere aspettative di vita paragonabili a quelle del resto della popolazione. La loro assunzione è però associata a un aumento dei grassi presenti nel sangue. Per cercare di porre rimedio a questo effetto collaterale, Melchior e colleghi hanno valutato la possibilità di somministrare a questi pazienti olio di pesce ricco di Omega-3. Questi acidi grassi sono infatti noti per la loro capacità di ridurre i livelli di trigliceridi e del cosiddetto colesterolo “cattivo” negli individui non infetti. Lo studio La ricerca ha coinvolto 122 pazienti con livelli di trigliceridi compresi tra i 2 e i 10 grammi per litro, tutti in terapia con farmaci antiretrovirali: a 60 partecipanti sono state somministrate 3 volte al giorno 2 capsule contenenti ciascuna 1 grammo di olio di pesce; gli altri pazienti hanno assunto la stessa quantità di capsule, al cui interno era però presente solo un placebo. L'esperimento è proseguito per 8 settimane, al termine delle quali i ricercatori hanno rilevato che in chi aveva assunto gli Omega-3 i livelli di trigliceridi erano diminuiti, in media, del 25,5%. Negli altri individui ne è stato osservato un aumento dell'1%. In particolare, la concentrazione media dei trigliceridi dopo la somministrazione di olio di pesce era pari a 3,4 grammi/litro, contro i 4,8 grammi/l rilevati in chi aveva assunto il placebo. La risposta degli individui trattati con Omega-3 è stata molto diversa da caso a caso. La diminuzione osservata infatti variava tra l'8,4 e il 40,9%. Inoltre in chi aveva assunto l'olio di pesce i livelli di colesterolo erano inferiori dell'8,5% rispetto agli altri pazienti. Nelle 8 settimane successive tutti i partecipanti hanno assunto l'olio di pesce. Ciò ha permesso di ottenere una riduzione dei trigliceridi del 21,2% anche nei pazienti che in precedenza avevano ricevuto il placebo. Allo stesso tempo, il prolungamento del trattamento ha permesso di stabilizzare i livelli di questi grassi in chi stava assumendo gli Omega-3 dall'inizio dell'esperimento. Efficaci anche in casi limite La ricerca ha incluso anche 10 pazienti in cui i livelli iniziali di trigliceridi erano superiori a 10 grammi/litro, cui sono stati somministrati sempre solo Omega-3. In questo caso, la diminuzione media osservata dopo 8 settimane era pari al 43,6%. Un aiuto senza effetti collaterali Secondo i ricercatori questi risultati indicano che l'olio di pesce può essere un valido approccio per la riduzione dei grassi ematici durante le terapie antiretrovirali, soprattutto per l'assenza di effetti collaterali. I dati raccolti suggeriscono che il loro impiego può normalizzare i livelli di trigliceridi nel 22,4% dei pazienti, ma nei casi in cui la riduzione è superiore al 20% la percentuale di successo può salire al 58,6%.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Trigliceridi ed è stato taggato con

  • Stress: Omega-3 per ridurre variazioni pressione sanguigna

    L'assunzione degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) riduce le variazioni di pressione sanguigna associate allo stress. E' questo quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychology, frutto del lavoro dei ricercatori dell'Allegheny College di Meadville, negli Stati Uniti. La notizia conferma i benefici di questi nutrienti per la salute cardiovascolare. Stress, cuore e Omega-3 L'eccessiva reattività del sistema cardiocircolatorio alle situazioni di stress è un fattore di rischio per  lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Non solo: una risposta esagerata aumenta anche la probabilità che queste patologie siano fatali. Infatti, l'accumulo di stress si traduce in: richiesta eccessiva di sangue dal sistema circolatorio; riduzione del flusso sanguigno alle cellule; aumento dei livelli di infiammazione. Tutti questi fattori provocano danni al sistema cardiovascolare. Anche un'alimentazione sbilanciata può avere effetti deleteri per cuore e vasi sanguigni. Una dieta tipica dei moderni paesi occidentali, ricca di acidi grassi Omega-6, ma povera di Omega-3, mette in serio pericolo la salute dell'apparato cardiocircolatorio. Omega-3 per proteggere cuore e arterie Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 possono migliorare l'attività del sistema cardiovascolare. Per questo motivo, i ricercatori dell'Allegheny Colleg hanno deciso di analizzare l'effetto della somministrazione di questi nutrienti sulle funzioni dell'apparato cardiocircolatorio. I 34 soggetti che hanno partecipato allo studio, tutti giovani e in buono stato di salute, sono stati casualmente assegnati a uno di 2 possibili gruppi: i partecipanti del primo hanno assunto per 21 giorni una miscela pari a 1,4 grammi di Omega-3 EPA  e DHA; ai partecipanti del secondo è stato invece somministrato un placebo non contenente questi acidi grassi. Gli scienziati hanno poi assegnato a tutti gli individui degli esercizi di aritmetica consistenti nell'esecuzione di sottrazioni seriali a partire da un numero a 4 cifre. Durante i test sono stati valutati i parametri del funzionamento del sistema cardiovascolare. In particolare è stato misurato come cuore e arterie reagiscono a situazioni di stress mentale, come quella verificatasi durante l'esecuzione di tali esercizi. In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno potuto concludere che l'assunzione di EPA e DHA, ma non quella del placebo, riduce la reattività della pressione sanguigna allo stress. Omega-3 per proteggere il cuore dallo stress Per gli autori questa ricerca dimostra che l'assunzione di acidi grassi Omega-3 può aiutare a ridurre le variazioni dell'attività dell'apparato cardiovascolare associate allo stress. La scoperta aggiunge nuovi dettagli al quadro dei benefici degli Omega-3 per il cuore, che includono il controllo dei livelli di grassi nel sangue, l'azione antitrombotica e quella antinfiammatoria e la riduzione del rischio di eventi pericolosi come l'infarto.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Sistema cardiovascolare, Stress e stanchezza mentale, Malattie cardiovascolari ed è stato taggato con

  • Omega-3 per ridurre del 29% il rischio di fibrillazione atriale

    Livelli elevati di Omega-3 riducono del 29% il rischio di fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale è la forma di aritmia cronica più diffusa fra gli adulti. Le terapie a disposizione per fronteggiare questa malattia sono limitate. A dimostrarlo è uno studio apparso su Circulation, in cui Dariuh Mozaffarian dell'Harvard School of Public Health (Boston, Usa) e i suoi collaboratori ipotizzano che questi acidi grassi potrebbero essere utili per prevenire il disturbo negli anziani. L'acido docosaesaenoico (DHA) sarebbe l'Omega-3 ad esercitare il maggiore effetto benefico nei confronti di questo disturbo. Omega-3 per la salute del cuore Mozaffarian e colleghi hanno deciso di analizzare le potenzialità degli Omega-3 nella prevenzione di questo disturbo. Anni di ricerche hanno dimostrato che questi nutrienti sono preziosi alleati della salute del cuore. In particolare: mantengono sotto controllo i livelli di grassi nel sangue normalizzano la pressione sanguigna; esercitano un'azione antitrombotica e antinfiammatoria; riducono il rischio di eventi cardiovascolari come l'infarto. Fibrillazione atriale: con gli acidi grassi il battito è più regolare La ricerca ha previsto l'analisi di dati riguardanti 3.326 uomini e donne statunitensi di età media pari a 74 anni. All'inizio dello studio nessuno dei partecipanti soffriva di fibrillazione atriale. Durante la ricerca gli scienziati hanno registrato lo sviluppo della patologia in 789 individui. I partecipanti che assumevano i livelli di Omega-3 e di DHA più elevati riducevano il rischio di andare incontro a questo disturbo del 25%. In particolare, spiegano i ricercatori, per un aumento di Omega-3 pari all'1% il rischio di fibrillazione atriale diminuisce del 9%. L'effetto è risultato specifico per il DHA, mentre l'EPA (acido eicosapentaenoico) e il DPA (acido docosapentaenoico) non hanno mostrato gli stessi benefici. Omega-3 per la prevenzione Mozaffarian e colleghi hanno sottolineato che aumento dell'età media della popolazione, incidenza della fibrillazione atriale e limitata possibilità di scelta di cure spingono a testare l'efficacia degli Omega-3 come terapia preventiva. Questo utilizzo si aggiungerebbe alle linee guida che raccomandano di consumare 1 o 2 porzioni di pesce grasso alla settimana (circa 250 milligrammi Omega-3 giornalieri) per prevenire le malattie cardiovascolari. Secondo gli esperti del settore, un approccio che aiuti a prevenire la fibrillazione atriale sarebbe importante sia dal punto di vista della qualità della vita degli individui, sia da quello economico.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Aritmie

  • Trombosi: Omega-3 la contrastano riducendo la trombina

    L'assunzione di Omega-3 riduce la formazione della trombina. La trombina è una proteina che favorisce la coagulazione del sangue, rendendo più permeabili i coaguli che ostruiscono i vasi sanguigni in chi soffre di malattie coronariche. La scoperta, effettuata dai ricercatori dello Jagiellonian University Medical College di Cracovia (Polonia) e pubblicata su Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, aggiunge nuovi dettagli all'azione antitrombotica degli Omega-3. Trombosi e Omega-3 Gli acidi grassi Omega-3 aiutano a mantenere il sistema cardiovascolare in uno stato di buona salute. Le loro proprietà includono le capacità di ridurre i trigliceridi in eccesso e di aumentare i livelli del cosiddetto colesterolo “buono”. Queste azioni aiutano a diminuire l'aterosclerosi, cioè la formazione di depositi di colesterolo sulla parete delle arterie. Tale fenomeno causerebbe un restringimento del diametro dei vasi sanguigni che ostacola il flusso del sangue aumenta il rischio di trombosi. L'aumento dei livelli di colesterolo "buono" riduce, quindi, il rischio cardiovascolare. Un nuovo meccanismo d'azione Gli autori di questa ricerca hanno valutato se gli Omega-3 possono essere altresì utili per modificare le proprietà dei coaguli, nonché la formazione della trombina, in pazienti affetti da malattie coronariche che devono subire un'angioplastica. Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno chiesto a 30 di questi pazienti di assumere 1 grammo al giorno di Omega-3 per 1 mese. Altri 24 pazienti hanno, invece, assunto per lo stesso periodo un'uguale quantità di un placebo. All'inizio dell'esperimento non ci sono state particolari differenze nelle caratteristiche dei coaguli e nella formazione della trombina fra i 2 gruppi di individui. In chi aveva assunto gli Omega-3, dopo 1 mese, i coaguli di fibrina erano il 15,3% più permeabili rispetto a quanto riscontrato nel gruppo di controllo. Non solo: l'assunzione degli acidi grassi aveva ridotto del 14,3% il tempo necessario per la dissoluzione dei coaguli. Allo stesso modo, i parametri della produzione della trombina sono risultati più bassi di una percentuale variabile tra il 13 e il 34%. Dopo 1 mese di assunzione di Omega-3, anche l'espressione di un marcatore dello stress ossidativo è risultata inferiore (in particolare, del 13,1%) rispetto a quanto osservato nei pazienti che avevano assunto il placebo. L'efficacia antitrombotica degli Omega-3 I risultati ottenuti indicano che gli Omega-3 riducono il rischio di trombosi perché: aumentano i livelli di colesterolo buono; riducono la formazione di una molecola che promuove la coagulazione (la trombina); modificano le proprietà dei coaguli. L'assunzione di questi acidi grassi insieme alle terapie standard contrasta anche lo stress ossidativo nei pazienti che devono sottoporsi ad angioplastica.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Trombosi ed è stato taggato con

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