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Sistema cardiovascolare

Sistema cardiovascolare: Gli omega 3 come mezzo preventivo di colesterolo e trigliceridi

Scopri tutto quello che devi sapere sul buon mantenimento del sistema cardiovascolare. Tutti gli studi e notizie sui benefici degli Omega-3 su Omegor Blog

  • Omega-3 proteggono il cuore maschile da arresto cardiaco

    Omega 3 cuore: l'olio di pesce  può prevenire l'infarto soprattutto negli uomini La salute del cuore passa anche dagli Omega 3: un consumo moderato di pesce ricco di questi acidi grassi protegge il cuore maschile diminuendo l'incidenza di arresto cardiaco. Lo ha dimostrato uno studio dell'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), pubblicato dall'European Heart Journal. La ricerca, che ha coinvolto uomini di mezza e terza età, conferma i benefici degli Omega-3 per il cuore. Omega-3, benessere per il cuore I benefici per la salute del cuore derivanti da un'alimentazione ricca di Omega-3 sono noti già dagli anni Settanta. E' in questo periodo, infatti, che sono comparsi i primi studi sulle popolazioni eschimesi della Groenlandia, caratterizzate da un'incidenza di malattie cardiache tra le più basse al mondo. Le analisi condotte all'epoca hanno svelato per la prima volta il punto di forza dell'alimentazione eschimese, in cui predominano pesci grassi ricchi di Omega-3. Nel corso degli anni i ricercatori hanno approfondito la conoscenza dei vantaggi per la salute cardiovascolare derivanti dal consumo di questi acidi grassi. E' stato così dimostrato che gli Omega-3 proteggono il cuore contrastando i fattori di rischio cardiovascolare, come livelli elevati di trigliceridi e l'ipertensione arteriosa. Ciò corrisponde alla riduzione di una percentuale variabile tra il 20 e il 45% della mortalità associata a eventi come l'infarto del miocardio. I benefici per il sesso maschile Alcuni studi hanno portato ad ipotizzare che negli uomini il consumo di pesce grasso e degli Omega-3 di cui è ricco sia associato a una minore probabilità di andare incontro ad un arresto cardiaco durante la terza età. Nessuna ricerca aveva confermato l'esistenza di una correlazione di questo genere anche in altre fasce d'età e in popolazioni in cui il tipo di pesce tipico della dieta locale fosse diverso da quello ricco di questi acidi grassi. Per questo motivo gli esperti dell'Harvard Medical School hanno deciso di estendere le analisi anche a uomini più giovani. I ricercatori hanno condotto uno studio di popolazione che ha coinvolto, in totale, 39.367 uomini svedesi di mezza età o più anziani. Le loro abitudini alimentari sono state analizzate attraverso dei questionari mirati ad ottenere informazioni sulla frequenza con cui vengono consumati diversi alimenti. I casi di arresto cardiaco sono stati identificati analizzando i registri svedesi riguardanti i ricoveri ospedalieri e le cause di decesso relativi al periodo compreso tra il primo gennaio 1998 e il 31 dicembre 2004. Un'accurata analisi statistica ha permesso agli scienziati di rilevare negli uomini che mangiano pesce almeno una volta alla settimana una significativa riduzione del rischio di arresto cardiaco. Un effetto analogo è stato riscontrato anche prendendo in considerazione il consumo di acidi grassi Omega-3. Omega-3, buoni anche senza esagerare In base a questi risultati gli autori hanno concluso che non è necessario consumare quantità elevate di Omega-3 o pesce grasso per proteggere il cuore. Un consumo moderato di questi nutrienti è, infatti, sufficiente ad ottenere lo stesso effetto protettivo di cui possono beneficiare gli uomini che ne assumono quantità più elevate.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.   Fonte 1. Levitan EB, Wolk A, Mittleman MA, “Fish consumption, marine omega-3 fatty acids, and incidence of heart failure: a population-based prospective study of middle-aged and elderly men”, Eur Heart J. 2009 Jun;30(12):1495-500. Epub 2009 Apr 21


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Infarto e scompenso cardiaco ed è stato taggato con

  • Omega-3 proteggono il cuore riducendo l'infiammazione

    L'olio di pesce combatte le infiammazioni e mantiene il cuore sano Confermati i benefici degli Omega 3 per la salute del cuore: riducono l'infiammazione abbassando i livelli ematici di composti associati alle malattie cardiovascolari. Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Amsterdam (Paesi Bassi) e dell'University of Eastern Finland di Kuopio (Finlandia), pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition. I risultati ottenuti nel corso della ricerca rafforzano le prove dell'efficacia antinfiammatoria e dei benefici per la salute del cuore derivanti dall'assunzione di questi acidi grassi. Omega-3 e cuore: proprietà antinfiammatorie degli acidi grassi Diversi studi hanno dimostrato le potenzialità antinfiammatorie degli Omega-3, acidi grassi di cui sono particolarmente ricchi pesci come sgombro, salmone e halibut. I livelli ematici di acido eicosapentaenoico (EPA) e quelli di acido docosaesaenoico (DHA) sono associati alle concentrazioni di proteina C-reattiva, un noto marcatore dell'infiammazione. D'altra parte, quantità elevate di questa proteina sono state associate a un aumento del rischio di alcuni disturbi al cuore, come le malattie coronariche. DHA, confermata l'efficacia antinfiammatoria Lo studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition ha approfondito questa relazione tra i livelli di Omega-3 e quelli di proteina C-reattiva nel sangue di 1.395 uomini finlandesi di età compresa tra i 42 e i 60 anni, tutti in buono stato di salute. I ricercatori hanno così confermato che maggiori sono le concentrazioni ematiche di Omega-3, minori sono i i livelli di proteina C-reattiva nel sangue. Questa associazione è risultata valida prendendo in considerazione il livello totale di Omega-3 e ponendo l'attenzione sulle concentrazioni di DHA e di acido docosapentaenoico (DPA). Non è stata invece dimostrata nessuna correlazione tra i livelli di proteina C-reattiva e di EPA o di acido alfa-linolenico (ALA), un altro Omega-3 di origine alimentare. Il meccanismo d'azione degli Omega-3 Le ipotesi correnti riguardo al meccanismo d'azione che conferisce agli Omega-3 proprietà antinfiammatorie si basano sulla capacità di questi acidi grassi di interferire con la sintesi di molecole coinvolte nell'infiammazione. E' stato infatti dimostrato che gli Omega-3 inibiscono il metabolismo dell'acido arachidonico, molecola da cui derivano diversi composti proinfiammatori. Una volta introdotti nell'organismo, sia il DHA sia l'EPA danno origine a composti le cui proprietà infiammatorie sono meno elevate rispetto a quelle delle molecole che derivano dall'acido arachidonico. In alcuni casi questi composti hanno addirittura un'azione di tipo antinfiammatorio. Secondo Jyrki Virtanen, coautore di questa ricerca, gli Omega-3 potrebbero contrastare l'infiammazione grazie alla loro struttura chimica. Queste molecole, spiega il ricercatore, contengono dei legami chimici che permetterebbero di inattivare le specie reattive dell'ossigeno, composti associati all'infiammazione. Inoltre l'assunzione di olio di pesce, supplemento ricco di Omega-3, è stata associata all'espressione di geni dalla funzione antinfiammatoria.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Reinders I, Virtanen JK, Brouwer IA, Tuomainen TP, “Association of serum n-3 polyunsaturated fatty acids with C-reactive protein in men”, Eur J Clin Nutr. 2011 Nov 23


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Malattie cardiovascolari ed è stato taggato con

  • Omega-3 da krill prevengono le conseguenze dell'infarto sul cuore

    Olio di krill: ottimo per un miglior recupero dopo un infarto Gli Omega 3 del krill possono migliorare la funzionalità del cuore, prevenendo i danni al  muscolo cardiaco causati da un infarto. E' questa la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori dell'University Hospital di Oslo (Norvegia) su ratti colpiti da un attacco di cuore, pubblicato sulla rivista BMC Lipids in Health and Disease. I risultati ottenuti hanno dimostrato che i benefici dell'olio di krill sono evidenti quando questo supplemento viene assunto prima di un eventuale attacco di cuore. Solo in questo caso l'infarto non provoca né l'ingrossamento del muscolo cardiaco né l'aumento del peso del cuore, manifestazioni tipicamente riscontrabili in un infartuato. Krill: cos'è e quali benefici apporta per la salute Il krill è costituito da piccoli animali simili a gamberetti che vivono nei mari antartici. Ricchi di fosfolipidi e di Omega-3, questi animali vengono raccolti per produrre supplementi a base di questi preziosi acidi grassi. Diverse ricerche e studi clinici hanno svelato che il consumo dell'olio di krill offre significativi benefici per la salute. Questo supplemento alimentare è infatti in grado di aumentare i livelli di acido eicosapentaenoico (EPA) e di acido docosaesaenoico (DHA) nei tessuti del cuore. Krill per prevenire i danni dell'infarto Lo studio dei ricercatori norvegesi ha dimostrato per la prima volta che l'olio di krill può prevenire i danni dell'infarto provocati al tessuto cardiaco. La scoperta deriva da esperimenti condotti su 53 ratti maschi, che sono stati inizialmente suddivisi in 2 gruppi. A uno di questi 2 è stato somministrato olio di krill nei 14 giorni precedenti l'induzione di un infarto del miocardio. 7 giorni dopo l'induzione di quest'ultimo, il cuore di tutti gli animali è stato analizzato mediante un ecocardiogramma. In seguito, i ratti che non avevano assunto olio di krill sono stati ulteriormente suddivisi in due gruppi, ad uno dei quali è stato somministrato il supplemento per i 7 giorni successivi. A questo punto è stato ripetuto l'ecocardiogramma. I ricercatori hanno osservato una riduzione della dilatazione del ventricolo sinistro del cuore solo nei ratti che avevano assunto l'olio di krill prima dell'induzione dell'infarto. Anche il peso del cuore e dei polmoni, l'espressione di alcuni geni coinvolti nello stress associato al ventricolo sinistro e l'infiammazione sono risultati inferiori negli animali cui era stato somministrato il supplemento. Omega-3, l'ingrediente segreto del krill Secondo gli autori, l'effetto osservato potrebbe essere associato alla sostituzione degli acidi grassi saturi presenti nel tessuto cardiaco con gli Omega-3 contenuti nell'olio di krill. In alternativa, l'aumento dei livelli di EPA e DHA nel muscolo cardiaco potrebbe promuovere la produzione di composti antinfiammatori. Un altro tassello della ricerca scientifica che dimostra i benefici degli Omega-3 per la salute del cuore.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Fosshaug LE, Berge RK, Beitnes JO, Berge K, Vik H, Aukrust P, Gullestad L, Vinge LE, Oie E. “Krill oil attenuates left ventricular dilatation after myocardial infarction in rats”, Lipids Health Dis. 2011 Dec 29;10(1):245


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  • Omega-3 riducono malattie coronariche e infarto del 50% e del 38%

    Integratori Omega 3: (molti) meno infarti e malattie coronariche grazie all'olio di pesce Gli Omega tre potrebbero diminuire il rischio di malattie coronariche e di infarto in chi mangia poco pesce. E' questa l'ipotesi di un gruppo di ricercatori olandesi, in uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, ha dimostrato che è sufficiente assumere circa 240 milligrammi al giorno di questi acidi grassi per ridurre circa del 50% il rischio di malattie coronariche e del 38% quello di infarto. I risultati si riferiscono all'apporto quotidiano dei 2 Omega-3 ottenibili attraverso l'alimentazione: l'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido eicosapentaenoico (EPA). Gli Omega-3 e la salute del cuore Numerosi studi hanno dimostrato come il pesce grasso, la principale fonte alimentare di Omega-3, sia indispensabile alla salute del cuore. L'azione positiva svolta da questi nutrienti si concretizza con il miglioramento dei livelli dei grassi nel sangue, la riduzione del rischio di trombosi ed effetti positivi sulla pressione sanguigna, sulla frequenza cardiaca e sulla funzionalità dei vasi. Grazie a questa serie di azioni, EPA e DHA sono stati associati alla riduzione del rischio cardiovascolare. Vantaggi per chi non mangia pesce Nello studio pubblicato dal Journal of Nutrition, i ricercatori dell'Università di Wageningen (Paesi Bassi) hanno analizzato la relazione dose-risposta tra un'alimentazione povera di pesce, EPA e DHA e l'incidenza delle malattie coronariche e dell'infarto del miocardio non letale. Lo studio ha coinvolto 21.342 individui di età variabile tra i 20 e i 65 anni. L'analisi del consumo quotidiano di pesce ha dimostrato che i partecipanti ne mangiavano quantità comprese tra gli 1,1 e i 17,3 grammi al giorno. In 11,3 anni i ricercatori hanno registrato 647 decessi, 82 dei quali associati a malattie coronariche. Fra questi ultimi, 64 casi corrispondevano ad attacchi di cuore. Il dato più interessante riguarda però EPA e DHA. La valutazione dell'apporto di questi 2 Omega-3 ha rivelato che il consumo medio più elevato era pari a 234 milligrammi al giorno, mentre quello più scarso era pari a 40 milligrammi al giorno. L'analisi di associazione con i disturbi cardiaci ha dimostrato che 234 milligrammi al giorno di EPA e DHA sono sufficienti a ridurre del 51% il rischio di malattie coronariche letali rispetto a quello riportato da chi ne consuma solo 40 milligrammi al giorno. Anche l'incidenza degli attacchi di cuore viene ridotta significativamente dai livelli più elevati di questi Omega-3. In questo caso un'assunzione di EPA e DHA pari a 234 milligrammi al giorno corrisponde a una riduzione della loro frequenza del 38% rispetto a quando l'introito quotidiano è di 40 milligrammi. In base a questi risultati, gli autori dello studio hanno concluso che negli individui che consumano poche quantità di pesce l'aumento dell'assunzione di quest'ultimo e di una miscela di EPA e DHA può ridurre il rischio di malattie coronariche in modo dose-dipendente. Soluzioni semplici per il cuore Secondo gli esperti, sfruttare questi benefici degli Omega-3 è un'impresa piuttosto semplice. Il mercato dei supplementi e degli integratori arricchiti di questi acidi grassi è, infatti, in continua espansione.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.   Fonte 1. de Goede J, Geleijnse JM, Boer JM, Kromhout D, Verschuren WM, “Marine (n-3) fatty acids, fish consumption, and the 10-year risk of fatal and nonfatal coronary heart disease in a large population of Dutch adults with low fish intake”, J Nutr. 2010 May;140(5):1023-8. Epub 2010 Mar 24


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  • Omega-3 e trombosi, effetto su piastrine dipende dal sesso di chi li assume

    Trombosi: gli effetti degli integratori Omega 3 dipendono dal sesso del paziente L'azione esercitata dagli Omega 3 sull'aggregazione delle piastrine, importante per prevenire le trombosi, dipende dal sesso dell'individuo che li assume. Lo ha dimostrato una ricerca dell'University of Newcastle di Callaghan (Australia), pubblicata dalla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases. Secondo gli autori dello studio, i risultati ottenuti suggeriscono che l'aggregazione delle piastrine possa essere influenzata dalle diverse modalità in cui gli uomini e le donne processano l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA), i 2 Omega-3 di origine alimentare. In particolare, gli individui di genere maschile trarrebbero maggiori benefici dall'assunzione di EPA. Di contro, quelli di sesso femminile possono prevenire le trombosi utilizzando il DHA. Le differenze riscontrate sarebbero basate sull'interazione tra gli Omega-3 e gli ormoni sessuali. Dal punto di vista pratico ciò implica la necessità di formulazioni specifiche di questi nutrienti per l'uomo e per la donna. Omega-3 e trombosi Studi scientifici condotti in passato hanno svelato il ruolo protettivo degli Omega-3 nei confronti della trombosi, una problematica in cui l'aggregazione delle piastrine gioca un ruolo importante. Nessuna ricerca aveva stabilito quale fra questi acidi grassi fosse quello più efficace per ridurre la probabilità di eventi di questo tipo. La maggior parte dei dati riguarda infatti la somministrazione di olio di pesce contenente sia EPA sia DHA. Tuttavia, recenti ricerche hanno suggerito che i diversi Omega-3 svolgano azioni differenti negli uomini e nelle donne. Questi indizi, insieme alla crescente richiesta di agenti antiaggreganti alternativi ai farmaci, hanno spinto i ricercatori australiani ad approfondire l'effetto di EPA e DHA sui 2 sessi. EPA per gli uomini, DHA per le donne Lo studio dell'University of Newcastel ha coinvolto 15 uomini e 15 donne,  ai quali è stata somministrata una singola dose di olio di pesce ricco di EPA o DHA. Come controllo, alcuni partecipanti hanno assunto un placebo al posto dell'olio di pesce. L'aggregazione delle piastrine è stata misurata prima dell'inizio dell'esperimento e circa 2, 5 e 24 ore dopo la somministrazione. I dati raccolti ha dimostrato che entrambi gli acidi grassi sono efficaci nel ridurre l'aggregazione delle piastrine. Quando l'analisi ha tenuto conto del sesso dei partecipanti è emerso che l'EPA è più efficace negli uomini rispetto al DHA. Nelle donne è stata invece riscontrata una situazione totalmente opposta. In particolare, negli uomini l'EPA riduce l'aggregazione delle piastrine dell'11, del 10,6 e del 20,5%, rispettivamente 2, 5 e 24 ore dopo la somministrazione. Il DHA non si è mostrato più efficace del placebo. Nel caso delle donne, il DHA è risultato efficace dopo 24 ore, quando riduce l'aggregazione piastrinica del 13,7%. L'EPA non ha offerto nessun vantaggio rispetto al placebo. I motivi delle differenze Secondo i ricercatori le differenze osservate sono determinate dall'interazione tra gli Omega-3 e gli ormoni sessuali. Questi risultati indicano la necessità di porre attenzione al tipo di supplemento somministrato ai pazienti a seconda che si tratti di uomini o donne.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Phang M, Lincz L, Seldon M, Garg ML, “Acute supplementation with eicosapentaenoic acid reduces platelet microparticle activity in healthy subjects”, J Nutr Biochem. 2011 Nov 30. [Epub ahead of print]


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  • Gli Omega-3 riducono la rigidità delle arterie

    Arterie meno rigide grazie agli integratori di olio di pesce Una dieta ricca di Omega-3 può migliorare la salute delle arterie, riducendone la rigidità. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’Università di Reading (Regno Unito) in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition. I risultati ottenuti nel corso della ricerca dimostrano che un pasto grasso integrato con 4,7 grammi di Omega-3 EPA e DHA riduce la rigidità dei vasi sanguigni, fattore di rischio per la salute del sistema cardiocircolatorio. Rigidità delle arterie e rischio cardiovascolare Secondo gli autori, questa scoperta ha importanti implicazioni nell’uso di questi acidi grassi per ridurre il rischio cardiovascolare. Diversi studi hanno associato la rigidità delle arterie all’aterosclerosi, ossia il restringimento dello spazio all’interno dei vasi sanguigni. L'aterosclerosi è un importante fattore di rischio cardiovascolare e la stessa rigidità arteriosa è stata associata a una peggiore salute cardiovascolare. Questo parametro è indice di una minore distensibilità delle arterie ed è associato a variazioni strutturali e alterazioni epiteliali di vasi di dimensione maggiore, come l’aorta, le carotidi e le arterie renali. Tutte queste modificazioni possono avere importanti conseguenze sui tessuti del cuore, del cervello e dei reni. I dettagli dello studio I ricercatori di Reading hanno voluto valutare gli effetti immediati dell’assunzione di Omega-3 per via alimentare sulla rigidità delle arterie. Per questo hanno chiesto ai 25 partecipanti allo studio, 12 uomini e 13 donne, di consumare in due diverse occasioni un pasto di controllo e un pasto arricchito di questi acidi grassi. La rigidità delle arterie è stata misurata all’inizio dello studio e 30, 60, 90, 120, 180 e 240 minuti dopo aver consumato il pasto, quando sono stati misurati 2 diversi parametri: l’indice di aumento e l’indice di rigidità. Contemporaneamente sono stati prelevati anche dei campioni di sangue per valutare le concentrazione dei lipidi, degli zuccheri e dell’insulina. Ne è emerso che il pasto ricco di Omega-3 riduce sia l’indice di aumento sia quello di rigidità rispetto al controllo. I ricercatori hanno osservato anche una diminuzione significativa delle concentrazioni degli acidi grassi non esterificati presenti nel sangue. Questa è probabilmente causata da un aumento della produzione di ossido nitrico, una molecola dall’azione vasodilatatrice i cui livelli possono essere ridotti proprio da questi acidi grassi. Questi effetti, spiegano i ricercatori, sono maggiori negli uomini che nelle donne. Omega-3 e salute del cuore A partire dagli anni Settanta numerose ricerche hanno dimostrato che gli Omega-3 sono importanti per la salute del cuore e per ridurre l'incidenza della malattie cardiovascolari. I benefici del consumo di questi nutrienti includono il miglioramento dei livelli dei lipidi ematici, la riduzione del rischio di trombosi, valori di pressione sanguigna e di frequenza cardiaca migliori e un sistema vascolare più efficiente. Tuttavia, quello dei ricercatori britannici è il primo studio a valutare l’effetto di EPA e DHA sulla rigidità delle arterie, sia negli uomini sia nelle donne. Secondo gli autori, dato che ogni individuo passa la maggior parte della sua giornata in una condizione che potrebbe essere definita “dopo-pranzo”, la riduzione della rigidità arteriosa osservata nel corso di questa ricerca potrebbe avere effetti benefici a lungo termine sulla salute dei vasi e sul rischio cardiovascolare.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Chong MF, Lockyer S, Saunders CJ, Lovegrove JA, “Long chain n-3 PUFA-rich meal reduced postprandial measures of arterial stiffness”, Clin Nutr. 2010 Oct;29(5):678-81. Epub 2010 Mar


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  • Omega-3 e malattie coronariche, il vantaggio è anche nella spesa sanitaria

    Malattie coronariche: con l'olio di pesce si abbassano anche le spese sanitarie In termini di spesa sanitaria, gli Omega-3 sono un'alternativa economicamente vantaggiosa all'utilizzo esclusivo di farmaci nel trattamento delle malattie coronariche. A dimostrarlo è un'analisi condotta da Access Economics per conto del National Institute of Complementary Medicine dell'University of Western Sydney (Australia). I benefici economici degli Omega-3 Utilizzare l'olio di pesce ricco in Omega-3 come trattamento complementare all'uso dei farmaci nei pazienti con una storia di malattie coronariche permette un significativo risparmio economico. Questo effetto sulla spesa sanitaria sarebbe dovuto fondamentalmente a 2 fenomeni: riduzione dei decessi causati da disturbi coronarici; riduzione dell'incidenza di questo tipo di patologie. Gli autori dell'analisi hanno commentato che questi risultati sono in linea con quanto emerso in altri studi di impronta internazionale. Non solo Omega-3 La ricerca australiana colloca a pieno diritto gli Omega-3 fra i rimedi appartenenti alla medicina complementare che potrebbero giocare un ruolo fondamentale non solo per la salute del singolo individuo, ma anche per quella del sistema sanitario. Accanto ai benefici economici derivanti dall'uso di questi acidi grassi per il trattamento delle malattie cardiovascolari, lo studio ha evidenziato anche quelli di preparati di origine vegetale. Tra questi sono inclusi l'erba di san Giovanni, utile in caso di depressione, e il Phytodolor, erba usata contro l'osteoartrite. Queste medicine complementari potrebbero permettere al solo sistema sanitario australiano di risparmiare più di 220 milioni di dollari all'anno. Vantaggi nascosti Lynne Pezzullo, direttrice di Access Economics, ha sottolineato le difficoltà riscontrate nel tentare di valutare i vantaggi economici dell'uso delle medicine complementari. Secondo l'esperta, le stime dei benefici associati all'uso di questi rimedi sarebbero ancora maggiori se le analisi tenessero conto dei vantaggi associati al mantenere i cittadini in salute, in grado di lavorare e fuori da ospedali già sovraffollati. Alan Bensoussan, direttore del National Institute of Complementary Medicine, ha concluso che l'uso delle medicine complementari potrebbe rendere più sostenibili gli alti costi associati al mantenimento di un buono stato di salute al giorno d'oggi. L'esperto precisa che questo obiettivo potrebbe essere raggiunto grazie alla migliore prevenzione delle malattie e alla gestione più efficiente dei disturbi cronici reso possibile proprio dagli Omega-3 e da altri rimedi diversi dai farmaci tradizionali.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Access Economics, “Cost effectiveness of complementary medicines”. http://www.nicm.edu.au/images/stories/research/docs/cost_effectiveness_cm_ae_2010.pdf


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Malattie coronariche ed è stato taggato con

  • Omega-3 da olio di pesce e attività fisica migliorano livelli lipidi nella sindrome metabolica

    Sindrome metabolica: un aiuto dalla combo sport ed Omega 3 Esercizi fisici e assunzione di olio di pesce ricco di Omega 3 aiutano il metabolismo dei lipidi negli individui obesi affetti da sindrome metabolica. A giungere a questa conclusione è stato un gruppo di ricercatori della Curtin University di Perth (Australia). I risultati dei loro studi, pubblicati sulla rivista Nutrition and Metabolism, dimostrano l'efficacia di una terapia basata su attività fisica regolare e olio di pesce per contrastare le alterazioni del metabolismo dei grassi in chi soffre di sindrome metabolica. Sindrome metabolica, un problema (anche) di grassi La sindrome metabolica è caratterizzata da disturbi associati alla resistenza all'insulina, l'ormone che controlla l'utilizzo degli zuccheri nell'organismo, e ad un aumento del rischio di infiammazione, di trombosi e della presenza di lipidi associati all'aterosclerosi. In particolare negli individui obesi, dopo i pasti i livelli di grassi sono alterati rispetto alla norma. Allo stesso tempo in questi soggetti è possibile riscontrare un aumento della presenza, a digiuno, dei chilomicroni, molecole che raccolgono trigliceridi e colesterolo introdotti con l'alimentazione a livello dell'intestino e che, in genere, sono presenti solo dopo i pasti. L'accumulo di queste molecole, associato a un aumento del rischio di aterosclerosi, è difficile da curare con le terapie tradizionali. Infatti né l'aumento dell'attività dell'insulina, né la perdita di peso o l'uso di farmaci contro il colesterolo sono sufficienti a ridurre le concentrazioni di apoB48, molecola che indica la presenza dei chilomicroni. Tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che l'assunzione di olio di pesce aumenta l'efficacia dei farmaci contro il colesterolo e che gli acidi grassi Omega-3 riducono i livelli di chilomicroni. D'altra parte, negli individui sani l'attività fisica migliora il metabolismo dei grassi dopo i pasti. Lo studio Sulla base di queste premesse i ricercatori australiani hanno valutato l'effetto di esercizio fisico e assunzione di Omega-3 sui i livelli di chilomicroni negli individui obesi affetti da sindrome metabolica. I partecipanti allo studio hanno assunto per 16 settimane capsule di olio di pesce - per un totale di 1,7 grammi di Omega-3 al giorno - o tavolette contenenti un placebo. Dopo le prime 4 settimane a tutti i soggetti è stato assegnato un programma di allenamento. Prima dell'inizio dell'esperimento e a 4 e 16 settimane dalla sua partenza i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue di ciascun partecipante sia a digiuno, sia dopo un pasto standard. Le analisi condotte su questi campioni hanno dimostrato che, da solo, l'olio di pesce riduce quasi del 20% i livelli di trigliceridi dopo i pasti e che l'abbinamento con l'esercizio aumenta questo effetto. Inoltre la combinazione tra assunzione di olio di pesce e attività fisica riduce sia le concentrazioni a digiuno dei trigliceridi, sia quelle di apoB48. Omega-3 ed esercizi fisici, ecco la combinazione vincente Sulla base di questi risultati i ricercatori hanno concluso l'olio di pesce migliora i livelli di trigliceridi, mentre per riportare i valori dei chilomicroni nella norma è necessario abbinare all'assunzione di Omega-3 l'attività fisica. Secondo gli autori questo effetto potrebbe essere basato sull'azione indipendente degli Omega-3 e dell'esercizio fisico sul fegato, che consentirebbe un miglioramento dei processi di assorbimento dei chilomicroni da parte di quest'organo.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Slivkoff-Clark KM,  Mamo JC,  James AP, “The chronic effects of  fish oil  with exercise on postprandial lipaemia and chylomicron homeostasis in insulin resistant viscerally obese men”, Nutr Metab (Lond).  2012 Feb 7;9(1):9. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Sindrome metabolica ed è stato taggato con

  • Bambini nati sottopeso: Omega-3 proteggono cuore e arterie

    Gli integratori Omega 3 salvaguardano cuore ed arterie dei bambini nati sottopeso Scoperti i benefici degli Omega 3 per la salute del cuore e delle arterie dei bambini nati sottopeso. Secondo uno studio del Boden Institute of Obesity, Nutrition, Exercise and Eating Disorders di Camperdown (Australia), pubblicato sulla rivista Pediatrics, l'assunzione di questi acidi grassi nei primi 5 anni di vita può, infatti, prevenire l'ispessimento dei vasi tipico di chi nasce troppo piccolo. Gli autori della ricerca, guidati da Michael Skilton, hanno concluso che i bambini nati sottopeso possono trarre beneficio da una supplementazione quotidiana di Omega-3, che li protegge dal rischio di essere vittima di un attacco di cuore o di un ictus da adulti. Bambini nati sottopeso: problemi di salute precoci? I bambini che nascono sottopeso hanno maggiori probabilità di dover avere a che fare con problemi di salute già da neonati. Oltre ai disturbi che possono manifestarsi sin dalle prime settimane di vita, ci sono anche fenomeni che possono compromettere la salute dei bimbi troppo piccoli quando saranno adulti. E' questo il caso dell'ispessimento delle pareti delle arterie, un processo che, in questi soggetti, inizia già durante l'infanzia e che aumenta il rischio di sviluppare malattie a cuore e vasi sanguigni. Infatti l'aumento dello spessore della parete dei vasi è un indice di aterosclerosi, ossia della presenza di accumuli di materiale che possono ostacolare il passaggio del sangue e causare, così, ictus, infarti e altre gravi problematiche all'apparato cardiocircolatorio. Attualmente non è nota nessuna strategia in grado di prevenire questo fenomeno in chi nasce sottopeso. Skilton e colleghi hanno, però, scoperto che una speranza potrebbe essere riposta negli acidi grassi Omega-3, nutrienti già noti per i benefici esercitati sull'apparato cardiovascolare degli individui adulti. Gli Omega-3 proteggono il cuore dei bambini Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno condotto uno studio su 616 bambini nati a Sydney, in cui lo stato di salute delle arterie è stato monitorato fino ai 5 anni di vita. Metà dei piccoli coinvolti nella ricerca hanno assunto fino a questa età 500 mg al giorno di olio di pesce, un supplemento ricco di questi nutrienti. Agli altri bambini è stata, invece, somministrata un'uguale quantità di un supplemento a base di olio di girasole. Quando tutti i piccoli partecipanti hanno compiuto 8 anni i medici hanno analizzato lo spessore delle pareti delle loro arterie. E' stato, così, scoperto che, fra tutti i bambini, in quelli nati sottopeso che avevano ricevuto come supplemento l'olio di girasole le pareti dei vasi erano più spesse. Al contrario, i piccoli con un peso alla nascita ridotto, ma cui era stato somministrato olio di pesce ricco di Omega-3, non mostravano nessun segno di ispessimento delle pareti arteriose. In particolare, secondo i dati raccolti dagli scienziati australiani, nei bambini nati sottopeso che non assumono Omega-3 le pareti delle arterie sono 0,041 millimetri più spesse per ogni kg di peso alla nascita. Continue conferme per cuore e bambini più sani I risultati ottenuti da Skilton e colleghi aggiungono nuovi dettagli ai benefici degli Omega-3 per il sistema cardiovascolare. Questa scoperta conferma, inoltre, che questi acidi grassi sono nutrienti preziosi non solo per gli adulti, ma anche durante l'infanzia.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Skilton  MR,  Ayer JG,  Harmer JA,  Webb K,  Leeder SR,  Marks GB,  Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of  Omega-3  Supplementation”, Pediatrics.  2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni, Età neonatale ed è stato taggato con

  • Sindrome metabolica: gli Omega-3 riducono i fattori di rischio per diabete

    Sindrome metabolica: meno rischio di diabete con gli integratori a base di Omega 3 Gli acidi grassi Omega 3 possono migliorare i livelli dei lipidi nel sangue degli individui affetti da sindrome metabolica. Lo dimostra uno studio pubblicato dal Journal of Nutrition, secondo cui il rischio di sviluppare i seri problemi di salute associati a questo disturbo – come, ad esempio, il diabete - può essere ridotto abbinando a una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati complessi l'assunzione di Omega-3. Secondo gli autori della ricerca gli integratori a base di olio di pesce, un supplemento ricco di questi acidi grassi, aiutano a correggere una serie di alterazioni metaboliche associate alla resistenza all'insulina. Queste includono la concentrazione di lipidi plasmatici dopo i pasti. Sindrome metabolica e fattori di rischio La sindrome metabolica è una condizione caratterizzata dalla presenza simultanea di diversi fattori che mettono a rischio la salute dell'organismo. Questi includono l'obesità, l'ipertensione, livelli elevati di lipidi nel sangue e alte concentrazioni di zuccheri nel sangue. Tutte queste condizioni aumentano la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Non solo, le condizioni tipiche della sindrome metabolica corrispondono a un incremento di disturbi come le malattie cardiache e l'ictus. Le cause dell'instaurarsi di questa pericolosa situazione non sono del tutto note. Tuttavia, gli esperti ritengono che la sindrome metabolica sia il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali. Fra questi ultimi è inclusa una dieta scorretta. Per questo motivo uno degli approcci più utilizzati per contrastare tale condizione è stato seguire un'alimentazione povera di acidi grassi saturi – quelli dannosi per la salute – e ricca in carboidrati complessi – come quelli contenuti in pane, pasta, riso e patate. Tuttavia alcuni studi hanno suggerito che una dieta di questo tipo non è sufficiente a ridurre i livelli elevati di lipidi nel sangue. Anzi, le ricerche più recenti hanno dimostrato che questo tipo di alimentazione potrebbe addirittura far aumentare le concentrazioni di grassi ematici. L'aiuto degli Omega-3 In questo nuovo studio un gruppo di ricercatori coordinato da José Lopez-Miranda dell'Università di Cordoba (Spagna) ha confermato che una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati complessi può produrre degli effetti dannosi. Questi includono l'aumento dei livelli di trigliceridi e del colesterolo. Viceversa, la stessa dieta, abbinata all'assunzione di Omega-3, non ha effetti sui livelli di lipidi nel sangue. Non solo, una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi o povera di grassi, ma ricca di carboidrati complessi e Omega-3 corrisponde a una quantità inferiore di grassi circolanti nel sangue rispetto a quella rilevabile nel caso di un'alimentazione ricca in acidi grassi saturi o povera di grassi e ricca di carboidrati complessi. Acidi grassi contro la sindrome metabolica I dati ottenuti dai ricercatori spagnoli si confermano i risultati di ricerche precedenti secondo cui gli acidi grassi monoinsaturi possono influenzare positivamente i livelli di lipidi ematici. Inoltre secondo gli autori questo studio suggerisce l'utilità dell'assunzione di livelli elevati di Omega-3 in chi soffre di sindrome metabolica.   • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Diabete, Sindrome metabolica, Diabete di tipo 2

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