**Page description appears here**
Dagli specialisti in Omega-3 Integratori di qualità e consulenza professionale

Ricevi notizie, consigli e offerte con
Omegor Newsletter

sono sicuro

Diabete di tipo 2

Diabete di tipo 2 e omega-3. Le notizie e gli articoli scientifici sul diabete e su come l'olio di pesce aiuta a tenere sotto controllo l'avanzare del problema.

  • Diabete di tipo 2: basta perdere peso per guarire?

    Il diabete di tipo 2, una delle malattie più diffuse in occidente, può essere sconfitto grazie ad una significativa perdita di peso. Secondo un nuovo studio, seguire una dieta fortemente ipocalorica per 8 settimane può invertire la malattia, riportando la concentrazione di glucosio nel sangue a livelli normali. Un risultato incredibile che mette in discussione l’idea che il diabete di tipo 2 sia una condizione cronica e irreversibile. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Il DHA può combattere l’insulino resistenza nei muscoli?

    L’integrazione con l’omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) aiuta contrastare la scarsa sensibilità all’insulina nel muscolo scheletrico, bloccando l’infiammazione e la lipotossicità. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Diabete di tipo 2: olio di pesce o la combinazione di olio di echium e borragine per ridurre il colesterolo

    L’ integrazione con supplementi a base di olio di pesce, nei pazienti con diabete di tipo 2 in fase iniziale o con sindrome metabolica, è associata al miglioramento dei livelli di colesterolo. Gli effetti positivi sembrano essere ottenuti anche assumendo una combinazione di olio di borragine e olio di echium. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • L'EPA e il DHA aiutano a ridurre il rischio di diabete di tipo 2

    Gli omega-3 sembrano proteggere dal diabete di tipo 2 i soggetti con alti livelli di acidi grassi liberi, che invece favoriscono l'insorgenza della patologia. In particolare, l' elevato Indice di omega-3 -la percentuale di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) rispetto agli acidi grassi totali nelle membrane dei globuli rossi- è associato a un basso rischio di sviluppare la malattia. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Gli omega-3 aiutano a prevenire il diabete di tipo 2?

    L’alta concentrazione di Omega-3 nel siero può proteggere dal diabete di tipo 2. Negli uomini di mezza età, infatti, l’elevato consumo di pesce, ricco di acidi grassi polinsaturi, soprattutto EPA (acido eicosapentaenoico) DHA (acido docosaesaenoico) e DPA (acido docosapentaenoico) sembra associato a una riduzione di circa il 30% del rischio di sviluppare la malattia. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Obesità, la lotta all'infiammazione passa attraverso gli Omega-3

    Nuove speranze per chi deve convivere con l'obesità: assumere acidi grassi omega 3 potrebbe contribuire a ridurre l'infiammazione cronica del tessuto adiposo tipica degli individui obesi che non soffrono di diabete. A suggerirlo sono i risultati di una ricerca condotta alla Medical University di Vienna (Austria), dove Bianca Itariu e colleghi hanno portato a termine il primo studio clinico controllato ad analizzare questo problema, rilevando che il trattamento con Omega-3 riduce l'espressione dei geni associati all'infiammazione. La ricerca è stata pubblicata sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition. Quanti omega 3 servono per ridurre l'infiammazione? I ricercatori austriaci hanno reclutato 55 pazienti fortemente obesi, ma non diabetici, cui hanno chiesto di assumere 3360 mg al giorno di acidi grassi EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) o 5 grammi al giorno di burro per 8 settimane. Al termine di questo periodo è stata analizzata l'espressione dei geni associati all'infiammazione. Si sa da tempo che l'infiammazione cronica del tessuto adiposo è una caratteristica tipica dell'obesità che può portare allo sviluppo di patologie associate al grave sovrappeso, come il diabete di tipo 2. D'altra parte gli omega 3, noti per le loro proprietà protettive nei confronti di cuore e vasi sanguigni, esercitano una forte azione antinfiammatoria. I dati raccolti dimostrano che negli individui che assumono queste dosi di omega 3 i livelli della maggior parte dei geni associati all'infiammazione del tessuto adiposo diminuiscono. Non solo, in questi pazienti la produzione delle molecole che servono a contrastare l'infiammazione aumenta, mentre diminuisce quella di interleuchina-6 (un indicatore di infiammazione in corso) e dei trigliceridi dannosi per la salute cardiovascolare. Infine, anche il rapporto tra gli Omega-6 e gli Omega-3, un altro marcatore dell'infiammazione cronica associata all'obesità, diminuisce significativamente. In effetti, gli studi condotti nel corso di svariati decenni hanno evidenziato che è molto importante sia il livello di Omega 3 in quanto tale, che il loro quantità rispetto agli Omega-6. Questi ultimi, così come gli Omega-3, sono acidi grassi essenziali per l'organismo, ma hanno un'azione pro-infiammatoria. Purtroppo l'alimentazione tipica dei Paesi occidentali è molto più ricca di Omega-6 che di Omega-3, fattore che, secondo gli esperti, contribuisce al dilagare del problema dell'obesità e dei problemi ad essa associati, come la sindrome metabolica. Qualche ragionevole dubbio Secondo gli esperti i risultati ottenuti in questo studio necessitano di un ulteriore approfondimento. Il problema principale risiederebbe nella progettazione dello studio stesso. Infatti i ricercatori hanno scelto come termine di paragone rispetto al trattamento con Omega-3 l'assunzione di 5 grammi di burro, i cui grassi sono, di per sé, portatori di infiammazione. L'apporto giornaliero di burro nella popolazione austriaca è, però, di 10 grammi a persona. Ciò significherebbe che anche nei pazienti che hanno assunto 5 grammi di burro i livelli di infiammazione al termine delle 8 settimane di trattamento avrebbero potuto essere inferiori rispetto a quelli iniziali. Purtroppo gli autori dello studio non hanno valutato l'infiammazione del tessuto adiposo prima dell'inizio dell'esperimento e, quindi, non è possibile quantificare con precisione l'effetto degli Omega-3 al di là della riduzione del consumo di burro. Ci vorranno nuove ricerche per gettare luce su questo aspetto e verificare definitavamente se gli Omega-3 rappresentano una buona opportunità terapeutica nel trattamento a lungo termine dell'obesità. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. Fonte Itariu BK, Zeyda M, Hochbrugger EE, Neuhofer A, Prager G, Schindler K, Bohdjalian A, Mascher D, Vangala S, Schranz M, Krebs M, Bischof MG, Stulnig TM, “Long-chain n-3 PUFAs reduce adipose tissue and systemic inflammation in severely obese nondiabetic patients: a randomized controlled trial”, J Clin Nutr. 2012 Oct 3. [Epub ahead of print] A suggerirlo sono i risultati di una ricerca condotta alla Medical University di Vienna (Austria), dove tizio e colleghi hanno portato a termine il primo studio clinico controllato ad analizzare questo problema, rilevando che il trattamento con Omega-3 riduce l'espressione dei geni associati all'infiammazione. La ricerca è stata pubblicata sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition.


    Articolo pubblicato in Diabete, Diabete di tipo 2, Problemi di peso, Omega-3 contro l'infiammazione ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 livellano i trigliceridi nei pazienti con problemi di diabete

    Gli Omega-3 rappresentano una nuova opportunità terapeutica per chi soffre di diabete e ha problemi di lipidi troppo elevati nel sangue. Eliot Brinton, medico della Utah Foundation for Biomedical Research di Salt Lake City (Stati Uniti), ha anticipato la notizia al convegno annuale dell'American Diabetes Association di Filadelfia (Stati Uniti). Secondo studi non ancora ufficialmente pubblicati, un nuovo farmaco formato al 96% da Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) migliora le concentrazioni dei lipidi nei pazienti già in terapia con altri farmaci, senza interferire con le terapie contro il diabete. Omega-3 contro grassi e zuccheri Lo studio presentato durante il convegno si è concentrato su un gruppo di 702 pazienti in terapia con statine, farmaci utili a ridurre i livelli di grassi nel sangue. Il trattamento con le statine aveva già normalizzato in tutti i partecipanti i valori di colesterolo LDL o “cattivo” (tra i 40 e i 100 milligrammi per decilitro), ma non quello dei trigliceridi, compreso tra i 200 e i 500 milligrammi per decilitro. Fra di essi 514 erano affetti da diabete di tipo 2, la forma della malattia che tende a svilupparsi con l'età. I pazienti sono stati attribuiti in modo del tutto casuale a 1 di 3 possibili gruppi: I primi 2 hanno rispettivamente assunto per 12 settimane 4 o 2 grammi al giorno del farmaco a base di Omega-3; Il terzo gruppo ha invece ricevuto per lo stesso periodo un placebo. Al termine delle 12 settimane, la dose più elevata del farmaco ha consentito ai pazienti affetti da diabete di: ridurre del 23,2% i livelli dei trigliceridi; diminuire del 14,4% tutte le forme di colesterolo diverse da quello “buono” (o HDL); abbassare del 6,6% i livelli di colesterolo LDL. I pazienti presentavano in diminuzione: le concentrazioni di apo B, proteina contenuta in una particolare forma di colesterolo “cattivo” (9,5%); le particelle RLP-C, associate all'aterosclerosi (25%). Brinton ha però sottolineato che gli effetti più significativi sono stati quelli ottenuti sui pazienti che all'inizio del trattamento avevano più problemi a controllare il diabete. In questi ultimi anche i livelli di proteina C-reattiva, che se elevati indicano la presenza di infiammazione, erano significativamente più bassi al termine delle 12 settimane, con una riduzione del 34,6%. Il ricercatore ha anche precisato che tutti questi cambiamenti non hanno influenzato i parametri utilizzati per tenere sotto controllo il diabete, inclusi i livelli di insulina. Un effetto dose-dipendente per un farmaco per chi ha problemi di diabete L'effetto rilevato da Brinton e colleghi è di tipo dose-dipendente. Il farmaco è infatti risultato meno efficace quando assunto alla dose più bassa. In generale, questi dati suggeriscono che questo nuovo farmaco a base di Omega-3 potrebbe essere particolarmente utile per i diabetici che debbono controllare sia i lipidi nel sangue sia la malattia stesa. Il ricercatore ha spiegato che l'assunzione di Omega-3 ha avuto inoltre effetti antinfiammatori e antiossidanti, a ulteriore protezione della salute cardiovascolare di questi pazienti. Note bibliografiche 1. Brinton E, Ballantyne C, Bays H, Kastelein J, Braeckman R, Soni P, “Effects of AMR101 on Lipid and Inflammatory Parameters in Patients with Diabetes Mellitus-2 and Residual Elevated Triglycerides (200-500 mg/dL) on Statin Therapy at LDL-C Goal: the ANCHOR Study" ADA 2012; Abstract 629-P


    Articolo pubblicato in Diabete, Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Diabete di tipo 2: gli Omega-3 contro il rischio di aterosclerosi

    L'assunzione di acidi grassi Omega-3 riporta nella norma l'attività della paraoxonasi, un enzima che contrasta l'aterosclerosi e la cui funzione è ridotta in chi soffre di diabete di tipo 2. La notizia arriva dal dipartimento di nutrizione ebiochimica della Tehran University of Medical Sciences (Tehran, Iran), dove un gruppo di ricercatori ha valutato l'effetto di questi nutrienti su alcuni parametri alterati in questo tipo di diabete. I risultati ottenuti dagli scienziati sono stati pubblicati sul Journal of Research in Medical Sciences. Il diabete di tipo 2 Il diabete di tipo 2 è una patologia che spesso si sviluppa con il passare degli anni, ma che non colpisce solo gli anziani. Le categorie a rischio sono infatti diverse: coloro che hanno casi di diabete in famiglia; donne che ne hanno sofferto in gravidanza; chi è in sovrappeso o obeso; chi ha livelli di colesterolo o trigliceridi troppo elevati; chi conduce una vita sedentaria. L'insulinoresistenza è la causa della malattia. In questa condizione, le cellule dell'organismo non sono più in grado di utilizzare l'insulina, l'ormone che controlla l'uso degli zuccheri. In questa situazione, la concentrazione del glucosio nel sangue aumenta significativamente. Tuttavia, la cosiddetta glicemia non è l'unico fattore ad essere alterato. Alcune ricerche hanno infatti riscontrato in chi soffre di tale patologia livelli di vitamina A e C più bassi rispetto alla norma. Non solo: chi soffre di questa forma di diabete è anche caratterizzato da una minore attività dell'enzima paraoxonasi. Questa molecola circola nel sangue associata al cosiddetto colesterolo “buono” e ha una funzione importante nel contrastare le modifiche del colesterolo “cattivo” che promuovono l'aterosclerosi. Omega-3 a sostegno della paraoxonasi contro l'aterosclerosi Gli scienziati iraniani hanno studiato gli effetti esercitati dagli Omega-3 assunti sotto forma di integratori alimentari sull'attività della paraoxonasi e sui livelli di vitamina A, C ed E. La ricerca ha coinvolto 80 pazienti affetti da diabete di tipo 2, cui è stata prescritta l'assunzione di Omega-3 (per un totale di di 2,714 grammi al giorno) o di un placebo per 8 settimane. All'inizio e alla fine del periodo di trattamento, i ricercatori hanno prelevato da ciascun paziente (a digiuno) 10 millilitri di sangue. Nei campioni sono stati misurati i livelli delle 3 vitamine nonché l'attività della paraoxonasi. Tutti i pazienti hanno inoltre compilato, nei 2 giorni antecedenti e predenti il trattamento, un questionario sulle proprie abitudini alimentari. L'analisi statistica dei dati raccolti ha permesso di dimostrare che l'assunzione di Omega-3 aumenta circa del 42% l'attività dell'enzima. Non è stato invece rilevato alcun effetto di questi nutrienti sulle concentrazioni di vitamina A, C o E. Non solo diabete 1 I risultati ottenuti indicano che gli Omega-3, i cui benefici per chi soffre di diabete di tipo 1 sono già stati dimostrati da altre ricerche, aiutano anche a normalizzare alcuni parametri alterati in caso di diabete di tipo 2.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte 1. Roqueta-Rivera M, Stroud CK, Haschek WM, Akare SJ, Segre M, Brush RS, Agbaga MP, Anderson RE, Hess RA, Nakamura MT, “Docosahexaenoic acid supplementation fully restores fertility and spermatogenesis in male delta-6 desaturase-null mice”, J Lipid Res. 2010 Feb;51(2):360-7. Epub 2009 Aug 18 2. Safarinejad MR, Hosseini SY, Dadkhah F, Asgari MA, “Relationship of omega-3 and omega-6 fatty acids with semen characteristics, and anti-oxidant status of seminal plasma: a comparison between fertile and infertile men”, Clin Nutr. 2010 Feb;29(1):100-5. Epub 2009 Aug 8


    Articolo pubblicato in Diabete, Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Diabete di tipo 2: Omega-3 dell'olio di pesce proteggono il rene

    I pazienti affetti da diabete tipo 2 potrebbero migliorare la salute del rene integrando la propria alimentazione con gli acidi grassi Omega-3 contenuti nell'olio di pesce. Lo suggerisce uno studio pubblicato da Diabetic Medicine, rivista della British Diabetic Association. I ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università di Hong Kong (Cina) hanno dimostrato che dopo 12 settimane di assunzione di olio di pesce,  i livelli di creatinina nei pazienti diabetici diminuiscono in modo significativo. Omega-3 e rene Gli Omega-3 sono nutrienti tipici dei pesci che abitano mari e oceani. Anni di studi hanno dimostrato che l'olio di pesce ottenuto da queste specie, ad alto contenuto di questi acidi grassi, è un prezioso aiuto per la salute del cuore. Il maggiore consumo di olio di pesce è associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Esercita altresì un'azione significativa sullo sbilanciamento delle concentrazioni dei lipidi nel sangue. Nonostante ciò, gli effetti degli integratori a base di olio di pesce sulla funzione dei vasi sanguigni e sul metabolismo dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 non sono stati ancora chiariti del tutto. Tuttavia, alcuni studi hanno rafforzato l'ipotesi che i integratori di olio di pesce ricchi in Omega-3 abbiano un effetto protettivo nei confronti del rene di chi soffre di diabete di tipo 2. Olio di pesce o olio di oliva? I ricercatori cinesi hanno condotto uno studio controllato su 97 individui affetti da diabete di tipo 2 che non avevano mai sofferto di disturbi cardiovascolari. Sono stati assegnati a 2 gruppi di trattamento: 49 di questi pazienti hanno assunto per 12 settimane 4 grammi al giorno di olio di pesce; 48 individui hanno assunto per uno stesso periodo dell'olio di oliva, che non è ricco di Omega-3. I ricercatori hanno valutato la funzionalità vascolare prima e dopo l'assunzione dei 2 tipi di supplementi. L'olio di pesce migliora la salute del rene nel diabete di tipo 2 Le analisi condotte hanno dimostrato che l'olio di pesce riduce significativamente i livelli di trigliceridi presenti nel siero di chi è affetto da diabete di tipo 2. Tuttavia, precisano gli autori, 12 settimane di trattamento non sono sufficienti ad ottenere un significativo miglioramento delle funzioni vascolari. Ciononostante, i livelli di creatina presenti nel siero, indice del funzionamento del rene, erano minori in chi aveva assunto l'olio di pesce che in chi aveva integrato la sua dieta con olio di oliva. In particolare, l'assunzione di Omega-3 per 12 settimane riduceva i livelli di creatinina di 4,5 micromoli per ogni litro di siero. Alti livelli di creatinina sono associati a danni della funzionalità renale: pertanto questi risultati indicano che l'olio di pesce, assunto per 12 settimane, migliora il funzionamento del rene nei pazienti che soffrono di diabete di tipo 2.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Wong CY, Yiu KH, Li SW, Lee S, Tam S, Lau CP, Tse HF, “Fish-oil supplement has neutral effects on vascular and metabolic function but improves renal function in patients with Type 2 diabetes mellitus”, Diabet Med. 2010 Jan;27(1):54-60


    Articolo pubblicato in Diabete, Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Sindrome metabolica: gli Omega-3 riducono i fattori di rischio per diabete

    Gli acidi grassi Omega-3 possono migliorare i livelli dei lipidi nel sangue degli individui affetti da sindrome metabolica. Lo dimostra uno studio pubblicato dal Journal of Nutrition, secondo cui il rischio di sviluppare i seri problemi di salute associati a questo disturbo – come, ad esempio, il diabete - può essere ridotto abbinando a una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati complessi l'assunzione di Omega-3. Secondo gli autori della ricerca gli integratori a base di olio di pesce, un supplemento ricco di questi acidi grassi, aiutano a correggere una serie di alterazioni metaboliche associate alla resistenza all'insulina. Queste includono la concentrazione di lipidi plasmatici dopo i pasti. Sindrome metabolica e fattori di rischio La sindrome metabolica è una condizione caratterizzata dalla presenza simultanea di diversi fattori che mettono a rischio la salute dell'organismo. Questi includono l'obesità, l'ipertensione, livelli elevati di lipidi nel sangue e alte concentrazioni di zuccheri nel sangue. Tutte queste condizioni aumentano la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Non solo, le condizioni tipiche della sindrome metabolica corrispondono a un incremento di disturbi come le malattie cardiache e l'ictus. Le cause dell'instaurarsi di questa pericolosa situazione non sono del tutto note. Tuttavia, gli esperti ritengono che la sindrome metabolica sia il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali. Fra questi ultimi è inclusa una dieta scorretta. Per questo motivo uno degli approcci più utilizzati per contrastare tale condizione è stato seguire un'alimentazione povera di acidi grassi saturi – quelli dannosi per la salute – e ricca in carboidrati complessi – come quelli contenuti in pane, pasta, riso e patate. Tuttavia alcuni studi hanno suggerito che una dieta di questo tipo non è sufficiente a ridurre i livelli elevati di lipidi nel sangue. Anzi, le ricerche più recenti hanno dimostrato che questo tipo di alimentazione potrebbe addirittura far aumentare le concentrazioni di grassi ematici. L'aiuto degli Omega-3 In questo nuovo studio un gruppo di ricercatori coordinato da José Lopez-Miranda dell'Università di Cordoba (Spagna) ha confermato che una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati complessi può produrre degli effetti dannosi. Questi includono l'aumento dei livelli di trigliceridi e del colesterolo. Viceversa, la stessa dieta, abbinata all'assunzione di Omega-3, non ha effetti sui livelli di lipidi nel sangue. Non solo, una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi o povera di grassi, ma ricca di carboidrati complessi e Omega-3 corrisponde a una quantità inferiore di grassi circolanti nel sangue rispetto a quella rilevabile nel caso di un'alimentazione ricca in acidi grassi saturi o povera di grassi e ricca di carboidrati complessi. Acidi grassi contro la sindrome metabolica I dati ottenuti dai ricercatori spagnoli si confermano i risultati di ricerche precedenti secondo cui gli acidi grassi monoinsaturi possono influenzare positivamente i livelli di lipidi ematici. Inoltre secondo gli autori questo studio suggerisce l'utilità dell'assunzione di livelli elevati di Omega-3 in chi soffre di sindrome metabolica.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Diabete, Sindrome metabolica, Diabete di tipo 2

10 Articoli

 

Iscriviti a Omegor Newsletter e ricevi subito nella tua casella email

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.


*valido solo per i nuovi iscritti al sito web Chiudi
 

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.



Chiudi