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Il DHA può combattere l’insulino resistenza nei muscoli?

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L’integrazione con l’omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) aiuta contrastare la scarsa sensibilità all’insulina nel muscolo scheletrico, bloccando l’infiammazione e la lipotossicità.

Lo ha scoperto un team di ricercatori dell’ INRA, l'Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica Francese, e pubblicato sulla rivista The Journal of Nutritional Biochemistry.

L’insulino-resistenza: un fattore di rischio per il diabete di tipo 2

L’insulino-resistenza è una condizione clinica caratterizzata dalla necessità di utilizzare quantità di insulina superiori alla norma per mantenere la glicemia entro livelli normali, perché le cellule dell'organismo diminuiscono la propria sensibilità all'azione dell'ormone.

Se la risposta insulinica non è adeguata alla richiesta si instaura uno stato iperglicemico che può durare anche per anni e evolvere in diabete mellito tipo 2.

Il muscolo scheletrico svolge un ruolo importante nel controllo dello smaltimento del glucosio in risposta agli stimoli dell’insulina.

Un'eccessiva assunzione di acidi grassi innesca nei muscoli dei meccanismi cellulari e molecolari che portano all’infiammazione, disfunzioni mitocondriali, risposta insulinica compromessa, diminuito assorbimento del glucosio e lipotossicità, ossia gli effetti dannosi causati dall’esposizione continua dell'organismo ad alti livelli di acidi grassi nel sangue.

Il DHA riduce gli effetti del palmitato

I ricercatori, per testare l'impatto del DHA su infiammazione, lipotossicità, e il suo eventuale uso come strategia nutrizionale di prevenzione, hanno utilizzato sia test in vitro che in vivo.

I miotubi C2C12, una linea di cellule di topo che serve da modello per mimare il muscolo, sono stati esposti a dosi elevate di acido palmitico (un acido grasso saturo), la stessa cosa è stata effettuata su muscoli di animali da laboratorio che avevano assunto integratori nutrizionali di DHA in diverse dosi.

I risultati hanno mostrato che 30 micromoli di DHA erano in grado di prevenire la resistenza all'insulina nei miotubi C2C12 esposti a 50 micromoli di acido palmitico, diminuendo l’attività di un enzima noto come proteina chinasi C theta e ripristinando l'assorbimento del glucosio.

Inoltre, il DHA sembrava aver protetto i miotubi dall’aumento delle molecole segnale dell’infiammazione indotta dall’acido palmitico, tra cui IL-6 e TNF-alfa, probabilmente attraverso la inibizione di specifici enzimi.

Oltre alle azioni antiinfiammatorie, i benefici sembrano essere dovuti alla capacità che il DHA ha sulla compromissione della ossidazione mitocondriale degli acidi grassi causata dall’acido palmitico.

Uno studio in vivo è stato eseguito anche in topi alimentati con una dieta ricca di saccarosio, colesterolo e dosi nutrizionali di DHA. Questo intervento ha consentito una significativa riduzione dei trigliceridi plasmatici e ha impedito la progressione dell'aterosclerosi.

Studi in vivo e in vitro confermano l’azione protettiva del DHA

Secondo i ricercatori dell’INRA i risultati in vitro e in vivo suggeriscono che il DHA utilizzato a dosi fisiologiche può svolgere un ruolo nella regolazione di lipidi e glucosio nel metabolismo del muscolo, prevenendo lipotossicità e infiammazione.

Anche se ulteriori studi dovranno essere eseguiti nel muscolo scheletrico degli esseri umani sottoposti a integrazione, i risultati, così come riportato dagli scienziati, suggeriscono che i supplementi di DHA potrebbero rappresentare una strategia efficace contro i disturbi metabolici dei muscoli.

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Fonte: F. Capel, et al. “DHA at nutritional doses restores insulin sensitivity in skeletal muscle by preventing lipotoxicity and inflammation” The Journal of Nutritional Biochemistry.Published online ahead of print, doi: 10.1016/j.jnutbio.2015.04.003


Articolo pubblicato in Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con




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