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Neonati e bambini

Omega 3: un concentrato di vitamine per neonati e bambini

I bambini sono sempre vivaci e pieni di vita, ma hanno bisogno di una corretta integrazione di vitamine. Scopri come gli Omega-3 aiutano la loro crescita.

  • L’ iperinsulinismo congenito si combatte anche con gli Omega-3

    L’olio di pesce ha effetti benefici nei bambini affetti da iperinsulinismo congenito,  una malattia dell’infanzia caratterizzata da un’eccessiva secrezione di insulina. I supplementi contenenti Omega-3, in combinazione con il trattamento medico standard, sembrano migliorare il profilo del glucosio e ridurre la variabilità glicemica che caratterizza la patologia. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Età neonatale ed è stato taggato con

  • Malnutrizione infantile:i supplementi di Omega-3 migliorano le capacità cognitive

    L’integrazione con Omega-3 migliora le funzioni neuropsicologiche dei ragazzi colpiti da malnutrizione. Bastano 3 mesi di trattamento con EPA (acido eicosapentanoico) e DHA (acido docosaesanoico) per migliorare l’attenzione la coordinazione, le funzioni esecutive e la velocità dei processi di informazione.                                                                                                 Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Età scolare ed è stato taggato con

  • Deficit attenzione e iperattività infantile: integratori omega-3 attenuano i sintomi

    Alti livelli degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) nei globuli rossi favoriscono l’attenzione, l’alfabetizzazione e migliorano il comportamento dei  bambini affetti da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). Gli stessi risultati sono osservabili quando, negli eritrociti, diminuisce il rapporto tra la concentrazione di Omega-6 e quella di Omega-3. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Disturbi ADHD ed è stato taggato con

  • Proteggere la pelle dei bambini dai danni del freddo

    Il cambio di stagione e l'abbassamento delle temperature, gli sbalzi tra caldo e freddo, possono rovinare la nostra pelle rendendola sensibile e screpolata. Ancora di più quella dei bambini, più sensibile e delicata. Una protezione esterna con creme e abbigliamento adeguato può non bastare a proteggere da secchezza e dermatiti da freddo. Imparare dagli eschimesi: dieta ricca di Omega-3 Avete già letto il nostro articolo dedicato agli eschimesi? Ci si è chiesti per anni come facessero a proteggersi dal freddo e a mantenere la pelle in salute anche a temperature proibitive. La dieta degli eschimesi è ricca di Omega 3 e vitamine B. Il cocktail vincente: Omega-3 e vitamine B Impariamo allora quali alimenti possono aiutare a rinforzare la pelle e a superare il freddo inverno. Vitamina B3: protegge la pelle e l'efficienza dei vasi sanguigni. Agisce da vasodilatatore, molto importante quindi anche per chi fa sport perché aiuta l'ossigenazione dei tessuti e permette l'eliminazione delle scorie. Si trova soprattutto nelle carni di maiale e nel pollame, nel fegato di manzo, nel pesce spada, salmone e tonno. In frutti come i mirtilli, i funghi, le arachidi e nel lievito di birra. Vitamina B5: si trova nelle aragoste e nei crostacei e in carne rossa, fegato, lenticchie, piselli, soia, cereali integrali, germe di grano, uova, arachidi e pappa reale Omega 3: gli omega-3 sono componenti fondamentali delle membrane biologiche e del tessuto epiteliale. Inoltre questi acidi grassi essenziali partecipano anche alla formazione del film idrolipidico prodotto a livello della cute e del cuoio capelluto dalle ghiandole sebacee e da quelle sudoripare. Sono contenuti in salmone e tonno, pesce azzurro, semi e olii di semi, soia e in molte verdure come spinaci, broccoli, lattuga e cavolo verde, noci, cereali (sopratutto integrali) e alghe.


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Neonati e bambini, Pelle ed è stato taggato con

  • Omegor Kids: per i più piccoli forza e protezione

    L'inverno si avvicina e il frizzante clima autunnale ci ricorda che presto inizierà la stagione delle influenze e dei malanni, soprattutto nei bambini, così esposti ai vari attacchi vivendo in un ambiente ricco di scambi come la scuola. Come fare a prevenire influenze e raffreddori stimolando le difese immunitarie dei più piccoli? Omegor ha creato Omegor Kids, un integratore dal sapore adatto ai più piccoli che, tra i vari benefici, ha proprio quello di aumentare le difese immunitarie e prevenire quindi i malanni di stagione. Ma non solo. Omega 3 e vitamine C e D3 Omegor Kids è l’integratore di puro DHA vegetale da alga marina, arricchito di vitamine C e D3 in un gustoso sciroppo di miele, dedicato a supportare la crescita del bambino a livello fisico, intellettivo e comportamentale. In particolare: supporta la crescita fisica, intellettiva e comportamentale; stimola le difese immunitarie; migliora i livelli di energia e concentrazione; promuove la fissazione del calcio e del fosfato nelle ossa e nei denti; incrementa, con un corretto apporto di DHA, le capacità visive. È indicato per accompagnare il bambino nelle tappe più importanti del suo sviluppo: dall’età prescolare a quella scolare (dai 3 ai 13 anni). Omegor Kids è integrazione completa Vediamo nello specifico come i componenti di Omegor Kids vanno a influire positivamente su diversi fattori della crescita dei bambini: Acido docosaesaenoico: il DHA è uno dei costituenti fondamentali delle membrane del sistema nervoso centrale. Un equilibrato apporto di questo acido grasso essenziale può supportare l’attività intellettiva e favorire la maturazione comportamentale del bambinoEvidenze scientifiche dimostrano la capacità del DHA di essere d’aiuto, se assunto in quantità adeguate, in età pediatrica e nel prevenire, in età adulta, l’insorgenza di disturbi nervosi quali ansia, attacchi di panico e depressione. Il DHA è inoltre importante nello sviluppo delle capacità visive, in quanto è parte integrante dei fotorecettori che costituiscono la retina. Vitamina D3: la vitamina D3 è una sostanza lipofila importante per l’omestasi del calcio e del fosfato perché favorisce la fissazione di questi minerali a livello delle ossa e dello smalto dei denti. La vitamina D3 inoltre svolge un ruolo fondamentale nella maturazione del sistema immunitario ed è importante nello sviluppo del sistema nervoso centrale, in quanto favorisce, assieme al DHA, la neurogenesi. Vitamina C: conosciuta anche come acido ascorbico, è un potente antiossidante naturale che stimola la maturazione e la funzionalità del sistema immunitario, partecipa alla sintesi della carnitina e del collagene e favorisce la rigenerazione intracellulare della vitamina E. Hai dei dubbi o vuoi avere informazioni più specifiche su questo e altri prodotti Omegor? Il nostro servizio clienti e i nostri farmacisti sono sempre a tua disposizione. E per non perderti le promozioni, le news e tutte le novità del mondo integratori Omegor seguici su Facebook, Twitter e G+


    Articolo pubblicato in Età pediatrica, Età scolare ed è stato taggato con

  • L’integrazione materna con omega-3 DHA riduce il rischio di nascite premature e di basso peso alla nascita

    Gli omega 3 in gravidanza possono aiutare a diminuire il rischio di parti prematuri e nascita sotto peso del bimbo. A dimostrarlo è uno studio effettuato su 350 donne a cui sono stati somministrati 600mg di DHA, o lo stesso quantitativo di una sostanza placebo, da prima della ventesima settimana di gestazione. I ricercatori hanno scoperto che c'è una stretta correlazione tra la durata della gestazione e il peso del nascituro con l'assunzione di acido docosaesanoico (DHA) presente negli Omega 3. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Neonati e bambini, Gravidanza, Età neonatale, Età pediatrica ed è stato taggato con

  • Gli omega-3 possono potenziare il quoziente intellettivo dei bambini

    Integrare la dieta dei bambini con olio di pesce, ricco di Omega-3, potrebbe essere un modo efficace per potenziare il loro quoziente intellettivo (QI). A dimostrarlo è una meta-analisi pubblicata su Perspectives on Psychological Science. Il team di ricerca guidato da John Protzko, ricercatore della New York University, ha scoperto che l’integrazione con omega-3, la frequentazione di un asilo nido di qualità e la lettura interattiva con i genitori, aiutano ad incrementare il QI dei bambini. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Età pediatrica, Età scolare ed è stato taggato con

  • Gravidanza, il mercurio nel pesce aumenta il rischio di ADHD nel bambino

    Lo sviluppo della sindrome da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD) potrebbe essere associata ad un'esposizione del bambino al mercurio contenuto nel pesce mangiato dalla madre durante la gravidanza. Tuttavia, mangiare pesce nel periodo della gestazione è importante perché gli Omega-3 presenti in questo alimento esercitano importanti benefici sullo sviluppo del feto, prima e del bambino, poi. A svelare quello che può sembrare un inevitabile circolo vizioso è uno studio del Brigham and Women's Hospital di Boston (Stati Uniti) pubblicato sugli Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine. Fortunatamente, però, esistono diversi modi per beneficiare degli effetti positivi degli Omega-3 evitando il pericolo di assumere dosi eccessivi di mercurio. Se, da un lato, le donne incinte dovrebbero limitare il consumo di pesce a non più di due porzioni alla settimana ed evitare pesci che possono accumulare quantità eccessive del metallo, dall'altra esistono fonti alternative di Omega-3 che non presentano gli stessi rischi del pesce: gli integratori di qualità farmaceutica. Omega-3, alleati per una gestazione di successo In passato diversi studi hanno dimostrato che durante la gravidanza il consumo di Omega-3 e di pesci che ne contengono elevate quantità promuove sia la salute materna, sia quella del bambino. Infatti questi nutrienti sono importanti per garantire il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto. La loro azione, però, non si limita a questo. I figli delle donne che assumo grandi quantità di Omega-3 sono anche esposti a un minor rischio di sviluppare eczemi, allergie e fenomeni infiammatori. Infine, chi ha ricevuto questi preziosi nutrienti già nel ventre materno sembra avere un QI più elevato ed avere una probabilità inferiore di sviluppare l'ADHD. D'altra parte, gli Omega-3 favoriscono il buon esito della gravidanza, riducendo lo stress ossidativo, le morti perinatali e le convulsioni neonatali. Sì o no al pesce in gravidanza? Per garantirsi un corretto apporto di omega 3 è possibile fare affidamento sulle loro principali fonti alimentari, cioè i pesci grassi come le alici e le sardine. Per questo motivo gli esperti consigliano alle donne incinte di mangiare almeno due porzioni di pesce alla settimana. Questa nuova ricerca sottolinea, però, quanto il pesce possa essere pericoloso. L'analisi dei livelli di mercurio presenti nelle madri durante la gravidanza, strettamente legati al consumo di pesce, ha svelato che i loro figli hanno sviluppato più frequentemente l'ADHD quanto più elevata era la quantità di mercurio. In realtà il problema potrebbe essere ancora più grave, perché studi precedenti hanno suggerito che l'esposizione al mercurio possa essere legata anche allo sviluppo di disturbi dello spettro autistico, microcefalia, ritardi nello sviluppo, cecità e convulsioni. Ciononostante, il pesce non può essere messo al bando durante la gestazione perché apporta anche nutrienti molto importanti, tra cui, come detto, gli Omega-3. La raccomandazione degli esperti resta di non superare le due porzioni alla settimana e di evitare i pesci che potrebbero accumulare le maggiori quantità di mercurio, come lo squalo, il pesce spada, lo sgombro e il tonno fresco. Solo integratori di olio di pesce purificato Un'altra possibilità per aggirare il problema è assumere integratori di olio di pesce purificato che rispondano agli standard internazionali riguardanti la presenza di contaminanti. Leggendo attentamente l'etichetta del prodotto e controllando la presenza di eventuali certificati di analisi di laboratori terzi come p.e. IFOS, è possibile assicurarsi di acquistare supplementi che non contengano dosi pericolose di mercurio o di altri inquinanti. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Sagiv SK, Thurston SW, Bellinger DC, Amarasiriwardena C, Korrick SA, “Prenatal Exposure to Mercury and Fish Consumption During Pregnancy and Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder-Related Behavior in Children”, Arch Pediatr Adolesc Med. 2012 Oct 8:1-9. doi: 10.1001/archpediatrics.2012.1286


    Articolo pubblicato in Gravidanza, Disturbi ADHD ed è stato taggato con

  • Gestazione, l'acido folico riduce del 32% il rischio di tumori del cervello durante l'infanzia

    Un nuovo studio scopre che assumere acido folico prima e durante la gestazione potrebbe ridurre fino al 32% il rischio di sviluppare un tumore al cervello durante l'infanzia. La ricerca che ha portato alla scoperta è stata pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention da un gruppo di ricercatori australiani, guidato da Elizabeth Milne del Telethon Institute for Child Health Reasearch dell'University of Western Australia. Secondo Milne, anche se si tratta di un semplice studio osservazionale, l'associazione tra la riduzione del rischio di tumori al cervello nel bambino e l'assunzione di acido folico durante la gestazione è plausibile dal punto di vista biologico. Perché in gravidanza c'è bisogno di acido folico? Le raccomandazioni sull'assunzione di acido folico prima e durante le fasi iniziali della gravidanza sono legate alla necessità di ridurre al minimo il rischio che il feto sviluppi la cosiddetta spina bifida. Quest'ultima è una grave malformazione dovuta a un difetto nello sviluppo del tubo neurale, la struttura da cui prende origine anche il sistema nervoso del bambino. Una futura mamma che, prima della gestazione, fa il pieno di acido folico riduce la probabilità di sviluppare anche molti altri difetti del tubo neurale che dipendono dall'assenza di questo prezioso nutriente. Tumori cerebrali nell'infanzia, un buon motivo per assumere più acido folico Lo studio australiano svela un motivo in più per cui una donna dovrebbe assumere acido folico nel momento in cui decide di avere un bambino. L'analisi dell'uso di integratori da parte delle mamme, rilevato tramite questionari specifici, ha infatti svelato che i multivitaminici e i supplementi a base di acido folico sono associati a una riduzione del 32% del rischio che i loro figli sviluppino un tumore al cervello durante l'infanzia. Secondo gli autori questo studio, che ha coinvolto in totale 1154 bambini (di cui 327 affetti da un tumore al cervello), è il più ampio mai condotto fino ad oggi e suggerisce che gli integratori di acido folico potrebbero essere realmente utili nella prevenzione dei tumori al cervello in età pediatrica. Tuttavia, i ricercatori non sanno ancora spiegare quali siano gli esatti meccanismi alla base di questo effetto, che potrebbero anche variare a seconda del tipo di tumore preso in considerazione. Acido folico: quando assumerlo Sulla base di questi dati, risulta chiaro che arrivare al concepimento con scorte di acido folico adeguate è fondamentale per garantire il corretto sviluppo e la salute del bambino. Per questo motivo, è lo stesso Ministero della Salute a raccomandare l'assunzione di almeno 0,4 mg al giorno di acido folico, nel periodo precedente la gestazione e nei primi tre mesi successivi al concepimento. Purtroppo, però, la maggior parte delle gravidanze non è pianificata e, quindi, una donna può ritrovarsi incinta senza aver avuto il tempo di pianificare l'assunzione di acido folico. Per questo motivo la soluzione migliore è assumere regolarmente acido folico durante l'età fertile. L'importante è non superare 1 mg al giorno, perché, anche se non è tossico, dosi eccessive possono mascherare eventuali carenze di vitamina B12, a loro volta molto pericolose. Un'alternativa è di assumere acido folico attivato, ossia metilfolato, che non maschera eventuali carenze di vitamina B12 ed è molto meglio assorbito dell'acido folico. Esistono prodotti sul mercato, fra cui il VitaDHA Materna, che contengono metilfolato al posto del acido folico che si trova nella maggior parte degli integratori. Solo nel caso in cui la donna abbia già avuto un figlio con difetti del tubo neurale le linee guida prevedono la possibilità di arrivare all'assunzione quotidiana di 4 mg di acido folico. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Milne E, Greenop KR, Bower CI, Miller M, van Bockxmeer FM, Scott RJ, de Klerk NH, Ashton LJ, Gottardo NG, Armstrong BK, “Maternal use of Folic Acid and Other Supplements and Risk of Childhood Brain Tumors”, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2012 Aug 31.


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Sistema nervoso, Gravidanza, Alimentazione in gravidanza, Età pediatrica ed è stato taggato con

  • Bassi livelli di Omega-3 compromettono le capacità cognitive

    Livelli di Omega-3 nel sangue più bassi della media riducono le capacità cognitive, ma alimentazione e supplementi potrebbero aiutare a contrastare il problema . Livelli bassi di Omega-3 nell'organismo compromettono le capacità cognitive, ma aumentare il consumo di cibi o supplementi ricchi di queste molecole potrebbe aiutare a riportarle nella norma. A ipotizzarlo sono gli autori di uno studio pubblicato su Nutritional Neuroscience, che hanno dimostrato che avere nel sangue una quantità di questi acidi grassi inferiore alla media della popolazione riduce la flessibilità cognitiva, cioè la capacità, quando necessario, di spostare la propria attenzione da un soggetto ad un altro. Allo stesso tempo, livelli ridotti di Omega-3 sono associati a una diminuzione delle funzioni esecutive, cioè della capacità di pianificare, controllare e coordinare le attività cognitive. L'importanza degli Omega-3 per l'organismo Gli acidi grassi Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) sono importanti sia per lo sviluppo, sia per il funzionamento del sistema nervoso. Non solo, i benefici svolti da queste molecole nei confronti di altri organi e tessuti, sopratutto quelli del sistema cardiovascolare, sono noti da molto tempo. L'organismo umano non è, però, in grado di sintetizzarli in piena autonomia. In particolare, le cellule sanno ottenere DHA a partire dall'EPA, ma la loro capacità di sintetizzare quest'ultimo dal suo precursore (l'acido alfa-linolenico o ALA) è ridotta. L'ALA, a sua volta, non può essere prodotto dall'organismo, perciò è molto importante garantirsi un corretto apporto di Omega-3 attraverso l'alimentazione. Gli effetti della carenza di Omega-3 sul sistema nervoso Già in passato alcuni ricercatori avevano dimostrato che bassi livelli di DHA sono associati ad un aumento del rischio di suicidio fra i militari in missione. Anche gli autori dello studio pubblicato su Nutritional Neuroscience hanno coinvolto nelle loro ricerche un gruppo di militari, scoprendo che la quantità di EPA e DHA presenti nei loro globuli rossi erano inferiori rispetto a quelle rilevabili nella popolazione statunitense della stessa età. In particolare, la percentuale di questi Omega-3 nei globuli rossi dei militari era del 3,5%, contro il 4,5% tipico della popolazione coetanea. I ricercatori non si sono sorpresi molto per questa differenza, giustificabile con l'alimentazione seguita dai militari in missione, in genere povera di Omega-3. Più sorprendente è stato, invece, scoprire che bassi livelli di questi nutrienti fossero associati a minore flessibilità cognitiva e a funzioni esecutive ridotte. L'analisi dei dati raccolti durante test psicosociali e neurocognitivi ha, inoltre, svelato che il legame tra bassi livelli di Omega-3 e ridotte capacità cognitive era particolarmente stretta in chi ha dichiarato di soffrire di disturbi del sonno. Non solo, i militari che non riuscivano a riposare bene, ma che avevano livelli di Omega-3 superiori rispetto alla media dei partecipanti allo studio sono parsi avere una maggiore capacità di recupero dalla stanchezza e migliori flessibilità cognitiva e funzioni esecutive.  Nutrire il cervello con gli Omega-3 L'ipotesi elaborata dagli autori è che la diminuzione delle capacità cognitive potrebbe essere contrastata aumentando i livelli di EPA e DHA nell'organismo sia mangiando più cibi ricchi di Omega-3, sia assumendo supplementi a base di olio di pesce. Lo studio mirato a verificare questa ipotesi è già stato condotto. La pubblicazione dei suoi risultati è attesa entro la fine di quest'anno.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         Fonte 1. Johnston DT, Deuster PA, Harris WS, Macrae H, Dretsch MN, “Red blood cell omega-3 fatty acid levels and neurocognitive performance in deployed U.S. Servicemembers”, Nutr Neurosci. 2012 Jun 28 2. Lewis MD, Hibbeln JR, Johnson JE, Lin YH, Hyun DY, Loewke JD, “Suicide deaths of active-duty US military and omega-3 fatty-acid status: a case-control comparison”, J Clin Psychiatry. 2011 Dec;72(12):1585-90. Epub 2011 Aug 23  


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