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Neonati e bambini

Omega 3: un concentrato di vitamine per neonati e bambini

I bambini sono sempre vivaci e pieni di vita, ma hanno bisogno di una corretta integrazione di vitamine. Scopri come gli Omega-3 aiutano la loro crescita.

  • Bambini, Omega-3 riducono allergie agli acari e al latte

    L'assunzione di integratori di olio di pesce ricchi di Omega-3 nei primi sei mesi di vita riduce le allergie agli acari e al latte nei bambini Assumere integratori a base di olio di pesce ricco di Omega-3 aiuta a ridurre le allergie agli acari della polvere e alle proteine del latte nei bambini. La scoperta, che aggiunge nuovi dettagli alle proprietà antiallergiche di questi acidi grassi, è stata pubblicata sulla rivista Clinica and Experimental Allergy1 ed è il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori guidati da Susan Prescott dell'University of Western Australia di Perth (Australia). Gli Omega-3 e la salute dei bambini Gli acidi grassi Omega-3 sono utili per lo sviluppo del bambino già durante la gestazione. Diversi studi hanno, infatti, dimostrato i benefici per il piccolo dell'assunzione di questi nutrienti da parte della futura mamma. In particolare, gli Omega-3 sono fondamentali per il corretto sviluppo del sistema nervoso del bambino. Non solo, assumere questi acidi grassi durante la gravidanza riduce i fenomeni infiammatori nell'infanzia. Anche dopo la nascita aumentare il consumo di Omega-3 continua ad esercitare effetti benefici sulla salute. Le ricerche condotte fino ad oggi hanno dimostrato che, oltre a ridurre l'infiammazione, questi nutrienti promuovono lo sviluppo delle capacità intellettive sia in bambini non affetti da problemi dell'apprendimento, sia nei piccoli affetti da alcuni disturbi comportamentali. Altri effetti positivi esercitati dagli Omega-3 nei bambini sono il miglioramento dei sintomi di questi stessi disturbi comportamentali e la riduzione dell'asma e dell'intensità delle crisi asmatiche. Uno sguardo più attento alle allergie I benefici, però, non si fermano qui. Diversi studi suggeriscono che, assunti in varie fasi dello sviluppo, gli Omega-3 possono contrastare vari fenomeni allergici. Ricerche condotte nei topi hanno, infatti, dimostrato che un'alimentazione arricchita di Omega-3 potrebbe essere un valido aiuto nel trattamento delle allergie alimentari. Inoltre assumere questi acidi grassi durante la gravidanza riduce l'incidenza di eczema ed allergia all'uovo nei nascituri. Infine, nei bambini l'aumento di Omega-3 contrasta la dermatite atopica. Lo studio condotto da Prescott e colleghi è, però, il primo ad aver analizzato l'effetto della somministrazione di olio di pesce nei primi sei mesi di vita. Ai bambini coinvolti nella ricerca è stato somministrato ogni giorno, dalla nascita ai sei mesi di età, un olio privo di Omega-3 oppure olio di pesce contenente 280 mg di DHA (acido docosaesaenoico) e 110 mg di EPA (acido eicosaesaenoico), i due principali Omega-3 di origine alimentare. Al termine dello studio i ricercatori hanno verificato la presenza di molecole coinvolte nelle reazioni allergiche nel sangue dei bambini. Dall'analisi è emerso che oltre ad avere livelli di EPA e DHA maggiori nel sangue, i piccoli che avevano ricevuto l'olio di pesce erano caratterizzati da una minore risposta allergica agli acari della polvere e alle proteine del latte. Secondo gli autori questi risultati supportano l'ipotesi che livelli adeguati di Omega-3 nelle fasi più precoci dopo la nascita hanno un effetto positivo sullo sviluppo del sistema immunitario e delle allergie. Tuttavia, sebbene le dosi di Omega-3 somministrate ai bambini fossero piuttosto elevate, l'aumento di EPA e DHA rilevato nel sangue è stato modesto. Fra le possibili giustificazioni a questo effetto i ricercatori includono anche un metodo di somministrazione non efficace: parte dell'olio di pesce potrebbe essere rimasto nelle capsule o essere stato sputato dai bambini. Per questo gli autori ipotizzano che un metodo basato sull'assunzione dell'olio di pesce da parte della madre durante l'allattamento potrebbe essere più efficace. Nuovi studi permetteranno di chiarire questi dettagli.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         Fonte 1. D'Vaz N, Meldrum SJ, Dunstan JA, Lee-Pullen TF, Metcalfe J, Holt BJ, Serralha M, Tulic MK, Mori TA, Prescott SL, “Fish oil supplementation in early infancy modulates developing infant immune responses”, Clin Exp Allergy. 2012 Aug;42(8):1206-16    


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Sistema immunitario, Età neonatale, Allergie ed è stato taggato con

  • L'Omega-3 DHA migliora le capacità di lettura e il comportamento dei bambini

    I bambini con difficoltà di lettura a scuola possono migliorare la capacità di lettura e il loro comportamento assumendo l'Omega-3 DHA Uno studio dell'Università di Oxford (Regno Unito) pubblicato su PLoS ONE1 dimostra che l'assunzione quotidiana di Omega-3 migliora le capacità di lettura e il comportamento di bambini che hanno problemi a leggere. In particolare, l'Omega-3 che esercita questo importante beneficio è l'acido docosaesaenoico (DHA), uno dei nutrienti di cui sono ricchi i pesci grassi, l'olio di pesce e l'olio di alghe. I bambini che traggono vantaggio dalla sua assunzione hanno un'età compresa tra i 7 e i 9 anni. Omega-3 per bambini sani Gli acidi grassi Omega-3 sono nutrienti importanti per lo sviluppo del sistema nervoso fin nel ventre materno. Non solo, diverse ricerche hanno dimostrato che dopo la nascita queste molecole migliorano lo stato di salute di bambini affetti da problemi comportamentali o cognitivi. Fra questi sono inclusi la sindrome da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), la dislessia e il disordine dello sviluppo della coordinazione (DCD). Lo studio condotto dai ricercatori di Oxford è, però, il primo a dimostrare un effetto così marcato dell'assunzione di Omega-3 sulla popolazione in età scolare. Leggere meglio con l'aiuto di integratori di omega-3 DHA Per analizzare l'effetto dell'assunzione di omega-3 DHA gli autori hanno programmato la somministrazione quotidiana di 600 mg di DHA, sotto forma di olio di alghe, o di un placebo non contenente omega-3 a 362 bambini di età compresa fra i 7 e i 9 anni. Tutti i partecipanti coinvolti nello studio erano in buono stato di salute e non soffrivano di disturbi comportamentali patologici, ma ottenevano punteggi al di sotto della media nelle prove di lettura. L'assunzione di Omega-3 è continuata per 16 settimane e ha permesso di migliorare significativamente le capacità di lettura di quei bambini che all'inizio dello studio ottenevano i punteggi più bassi registrati nella popolazione generale. In altre parole, di quelli che sapevano leggere peggio di tutti i bambini coinvolti nella sperimentazione. Non solo, quanto peggiore era la capacità iniziale di lettura tanto smaggiore è stato il miglioramento osservato. Più bravi a leggere e più educati Accanto ai miglioramenti nella lettura, i genitori dei bambini coinvolti nello studio hanno registrato anche un miglioramento del comportamento dei loro figli. La scala di valutazione scelta dai ricercatori per analizzare questo aspetto è quella normalmente utilizzata per rilevare i sintomi dell'ADHD. Con questo metodo è stato possibile rilevare, ad esempio, che i ragazzi che avevano ricevuto il supplemento contenente DHA erano meno iperattivi e meno insolenti rispetto a quelli che non avevano assunto Omega-3. Un modo semplice ed efficace per aiutare i bambini In base ai risultati ottenuti i ricercatori hanno concluso che l'assunzione di DHA è un modo semplice ed efficace per migliorare il comportamento e le capacità di lettura di bambini che non hanno problemi di salute, ma che hanno difficoltà a leggere. Dato che i bambini che soffrono di questo problema corrono il rischio, più avanti nella vita, di avere problemi sia nell'educazione, sia nel lavoro, gli autori hanno già programmato di verificare se questo approccio aiuta anche a risolvere queste problematiche. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie della ricerca scientifica sugli Omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. Fonte 1. Richardson AJ, Burton JR, Sewell RP, Spreckelsen TF, Montgomery P (2012) Docosahexaenoic Acid for Reading, Cognition and Behavior in Children Aged 7–9 Years: A Randomized, Controlled Trial (The DOLAB Study). PLoS ONE 7(9): e43909. doi:10.1371/journal.pone.0043909


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Disturbi ADHD, Età scolare ed è stato taggato con

  • Assumere Omega-3 in gestazione riduce il rischio di morte perinatale e convulsioni neonatali

    Nuovi vantaggi dell'assunzione di Omega-3 durante la gestazione: 800 milligrammi al giorno di DHA (acido docosaesaenoico) nella seconda metà della gravidanza consentono di ridurre sia il rischio di morte perinatale sia il manifestarsi di convulsioni neonatali. A raccogliere gli indizi di questo beneficio degli Omega-3 è stato un gruppo di ricercatori australiani coordinati dal Women's & Children's Health Research Centre e dall'Università di Adelaide (Australia). I risultati delle loro ricerche sono stati pubblicati sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition. Assumere Omega-3 in gravidanza: perché fa così bene? Gli Omega-3 sono indispensabili per un corretto sviluppo del sistema nervoso del feto. Ogni donna dovrebbe assicurarsene una scorta adeguata già prima della gravidanza, poiché questi acidi grassi insieme ad altri nutrienti vengono trasferiti dall'organismo materno al bambino. Inoltre il contenuto di Omega-3 del liquido amniotico dipende dall'alimentazione della futura mamma. Diversi studi hanno dimostrato che assumere Omega-3 durante la gravidanza non danneggia in nessun modo il bambino. Al contrario, le ricerche condotte fino ad oggi indicano che livelli elevati di Omega-3 possono ridurre il rischio d'insorgenza di varie patologie e complicazioni: nascita prematura preeclampsia paralisi cerebrali In particolare, l'assunzione di Omega-3 consente di: ridurre la pressione sanguigna, un fattore determinante per la preeclampsia; promuovere il corretto flusso del sangue nella placenta e quindi consentire l'efficiente scambio di nutrienti tra mamma e bambino. Per questo motivo gli esperti raccomandano di assumere durante gli ultimi 3 mesi di gestazione 300 milligrammi al giorno di Omega-3. Omega-3 per una gestazione a buon termine Lo studio ha coinvolto 2.399 donne al di sotto delle 21 settimane di gestazione che hanno assunto 800 milligrammi al giorno di DHA o di un olio vegetale povero di Omega-3. Nel gruppo che ha assunto DHA sono stati registrati 3 casi di morte perinatale (0,125%) e nessun caso di convulsioni neonatali. Nel gruppo che non ha assunto Omega-3 sono stati riscontrati 12 morti perinatali (0,5%) e 5 casi di convulsioni neonatali (0,21%). Questo Omega-3 potrebbe quindi ridurre sia il rischio di morte perinatale sia quello di convulsioni nel bambino. Queste dosi di DHA non sembrerebbero però adatte a diminuire l'incidenza di preeclampsia e diabete gestazionale. Studi precedenti hanno dimostrato che nel caso della preeclampsia è il rapporto tra i livelli di Omega-3 e di Omega-6 a fare la differenza2. Quali Omega-3? Per gli autori la validità di questi indizi dovrà essere confermata da altri studi. È bene ricordare che è sempre necessario chiedere consiglio al proprio medico prima di assumere Omega-3 o altri integratori alimentari durante la gestazione. Ad esempio l'olio di semi di lino è una buona fonte di Omega-3, ma alcuni esperti ne sconsigliano l'assunzione in gravidanza perché contiene sostanze che potrebbero influenzare l'attività ormonale3.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Zhou SJ, Yelland L, McPhee AJ, Quinlivan J, Gibson RA, Makrides M, “Fish-oil supplementation in pregnancy does not reduce the risk of gestational diabetes or preeclampsia”, Am J Clin Nutr. 2012 Jun;95(6):1378-84. Epub 2012 May 2 2. Williams MA, Zingheim RW, King IB, Zebelman AM, “Omega-3 fatty acids in maternal erythrocytes and risk of preeclampsia”, Epidemiology. 1995 May;6(3):232-7 3. Brooks JD, Ward WE, Lewis JE, Hilditch J, Nickell L, Wong E, Thompson LU, “Supplementation with flaxseed alters estrogen metabolism in postmenopausal women to a greater extent than does supplementation with an equal amount of soy”, Am J Clin Nutr. 2004 Feb;79(2):318-25


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  • Il DHA migliora le capacità di lettura e di scrittura in chi soffre di ADHD

    Livelli elevati di Omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) nei globuli rossi migliorano la capacità di scrittura e di lettura di ragazzi affetti da sindrome di deficit di attenzione/iperattività (o sindrome ADHD). Uno studio dei ricercatori dell'Australian Technology Network Centre for Metabolic Fitness (Australia) pubblicato sulla rivista Nutrition1 rileva questa associazione. Per gli autori questa ricerca conferma l'ipotesi che aumentare il consumo di Omega-3 può migliorare l'attenzione, l'alfabetizzazione e i problemi di comportamento in alcuni casi di sindrome ADHD. Omega-3: un aiuto contro l'ADHD Gli acidi grassi Omega-3 sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso: la loro carenza può essere associata proprio all'ADHD. Alcuni studi hanno dimostrato che l'assunzione combinata di Omega-3 e Omega-6 migliora le capacità cognitive e i disturbi comportamentali di ragazzi affetti da questa sindrome e con difficoltà di lettura, soprattutto in caso di dislessia. Questa nuova ricerca ha analizzato ulteriormente questo aspetto somministrando Omega-3 a 90 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 12 anni affetti da disturbi ADHD. I partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi: il primo ha ricevuto 4 capsule al giorno di un olio ricco di Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico), per un totale di 1.109 milligrammi di EPA e 108 milligrammi di DHA; Il secondo ha invece ricevuto capsule ricche di DHA, per un totale di 264 milligrammi di EPA e 1.032 milligrammi di DHA al giorno; il terzo ha assunto ogni giorno 1.467 milligrammi di acido linoleico (un Omega-6). Un ruolo esclusivo per EPA e DHA I ricercatori dopo 4 mesi hanno osservato un miglioramento nella capacità di lettura solo nei ragazzi in cui i livelli di DHA presente nei globuli rossi erano aumentati. Non solo: i genitori di questi bambini hanno riferito che il comportamento oppositivo, tipico di chi è affetto da questa sindrome, era più contenuto. I benefici dell'aumento dei livelli di DHA sono risultati particolarmente elevati nei ragazzi con difficoltà di apprendimento. Questi bambini riuscivano infatti a leggere e a scrivere meglio e avevano minori problemi di attenzione. I loro genitori hanno osservato anche una riduzione dei comportamenti oppositivi, dell'iperattività e più in generale dei sintomi dell'ADHD. Gli effetti dell'assunzione di EPA non sono stati invece gli stessi: maggiori livelli di questo Omega-3 nei globuli rossi hanno migliorato gli stati d'ansia e la timidezza. Per gli autori questi risultati suggeriscono che EPA e DHA abbiano entrambi un effetto benefico, ma distinto. La necessità di una conferma I ricercatori hanno commentato i risultati ottenuti sottolineando che la discordanza tra i dati presenti nella letteratura scientifica porta ad ipotizzare che per ottenere benefici significativi è importante prestare attenzione alla dose di Omega-3 somministrati. Ciò che sembra ormai sicuro è che i bambini che soffrono di ADHD, e allo stesso tempo hanno difficoltà a leggere e a scrivere, potrebbero trarre beneficio dall'assunzione di questi acidi grassi.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Milte CM, Parletta N, Buckley JD, Coates AM, Young RM, Howe PR, “Eicosapentaenoic and docosahexaenoic acids, cognition, and behavior in children with attention-deficit/hyperactivity disorder: A randomized controlled trial”, Nutrition. 2012 Jun;28(6):670-7. Epub 2012 Apr 25


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  • Omega-3 DHA in allattamento: l'assunzione aumenta la capacità di attenzione dei bambini

    L'assunzione di circa 200 milligrammi al giorno dell'Omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) da parte delle neomamme che allattano al seno nei 4 mesi successivi al parto aumenta le capacità di attenzione prolungata dei bambini a 5 anni. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata sul Journal of Pediatrics, in cui i ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Stati Uniti) hanno analizzato l'effetto della presenza di questo acido grasso nel latte materno sullo stato neuropsicologico dei piccoli. La stessa ricerca ha evidenziato che il DHA assunto in questo periodo non influenza, invece, le capacità visive del bambino di questa età.   Omega-3 in gravidanza e allattamento Assumere Omega-3 durante la gravidanza è fondamentale per promuovere il corretto sviluppo delle strutture nervose del feto nonché ridurre la probabilità di complicazioni rischiose per la madre e per il bambino, come l'aborto e il parto prematuro. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che un corretto apporto di Omega-3 durante la gestazione e l'allattamento protegge la salute dei piccoli anche dopo la nascita. I figli delle donne che assumono tali acidi grassi in questi periodi corrono minori rischi di sviluppare patologie come l'asma, alcune allergie e disturbi infiammatori. Gli Omega-3 esercitano altresì un effetto benefico sui piccoli che soffrono di: disturbi comportamentali sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHAD) dislessia Anche il quoziente intellettivo dei bambini può essere positivamente influenzato dal consumo di questi nutrienti durante la gravidanza. Omega-3 per bambini più attenti I ricercatori di Houston avevano già portato alla luce un fatto interessante: i bambini di 2 anni e mezzo che nei primi 4 mesi di vita vengono allattati al seno da madri che assumono DHA hanno uno sviluppo psicomotorio migliore. La nuova ricerca si è concentrata sulle capacità neuropsicologiche e visive di questi bambini a 5 anni. Durante l’allattamento, le madri sono state suddivise in 2 gruppi: le mamme del primo hanno assunto quotidianamente fino a 4 mesi dopo il parto capsule contenenti circa 200 milligrammi di DHA; a quelle del secondo è stato somministrato un olio vegetale privo di questo acido grasso. I ricercatori hanno valutato le capacità motorie, visive, esecutive, vocali e di attenzione dei bambini al compimento del quinto anno di vita . I dati raccolti hanno svelato che i figli delle donne che avevano assunto DHA ottenevano risultati migliori nei test di valutazione della capacità di attenzione prolungata. In particolare, questi bambini ottenevano un punteggio medio di 46,5 punti sulla scala specifica utilizzata per la valutazione. I piccoli che non avevano assunto l’acido grasso attraverso il latte materno ottenevano, invece, un punteggio medio di sole 41,9 unità. Tutti gli altri parametri presi in considerazione sono risultati paragonabili nei 2 gruppi. Pochi Omega-3 per ottenere buoni risultati Sulla base di questi risultati, gli autori hanno concluso che è sufficiente che le madri assumano quantità moderate di DHA nei primi 4 mesi di allattamento per migliorare lo sviluppo della capacità di attenzione dei loro bambini. Questa scoperta, insieme ai dati raccolti precedentemente dagli scienziati, indica che l’assunzione precoce di Omega-3 nell’infanzia esercita benefici a lungo termine sullo sviluppo del sistema nervoso dei bambini.


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  • Omega-3 e bambini: capacità cognitive influenzate soprattutto nelle femmine

    L'aumento dell'assunzione di Omega-3 e la contemporanea diminuzione degli Omega-6 introdotti con l'alimentazione possono migliorare le capacità cognitive nei bambini e nei ragazzi, soprattutto se femmine. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neuroscience, in cui William Lassek dell'Università di Pittsburgh e Steven Gaulin dell'Università della California di Santa Barbara (Stati Uniti) hanno analizzato l'effetto dell'assunzione di questi acidi grassi sulle capacità cognitive dei bambini. I risultati ottenuti indicano che i regimi alimentari tipici dei paesi occidentali, sbilanciati a favore degli Omega-6, potrebbero influenzare negativamente l'apprendimento. Omega-3 e cervello L'acido docosaesaenoico (DHA), Omega-3 di cui sono ricchi i pesci grassi di provenienza marina, è uno dei componenti principali delle strutture nervose e può arrivare a costituire il 10% del peso secco del cervello umano. Il fabbisogno di questo nutriente è particolarmente elevato nelle donne. Infatti durante la gravidanza le future mamme forniscono ai bambini il DHA necessario per lo sviluppo del cervello prelevandolo dalle scorte di grasso accumulate nell'infanzia. Non solo: diversi studi hanno dimostrato l'esistenza di una correlazione tra i livelli di Omega-3 nell'alimentazione delle donne incinte e nel latte materno o artificiale e le capacità cognitive dei bambini. Per approfondire la conoscenza del ruolo svolto da questi acidi grassi nei 2 sessi, Lassek e Gaulin hanno deciso di valutare l'effetto di una dieta ricca di Omega-3 ponendo attenzione alle eventuali differenze nei benefici ottenuti nei maschi e nelle femmine. Lo studio La ricerca ha coinvolto più di 4.000 ragazzi statunitensi di età compresa tra i 6 e i 16 anni: 2.253 erano maschi e 2.309 femmine. Ciascun partecipante è stato sottoposto a test per la valutazione delle capacità cognitive sia in ambito matematico sia nella lettura. L'analisi combinata dei risultati ottenuti in questi test nonché del contenuto di acidi grassi dell'alimentazione seguita dai ragazzi ha svelato che maggiore è la quantità di Omega-3 introdotti con la dieta, migliori sono i punteggi ottenuti nei test sia dai ragazzi che dalle ragazze. In queste ultime, l'effetto positivo dell'assunzione di Omega-3 è doppio rispetto a quanto ottenibile nei maschi. Viceversa, solo nelle ragazze tanto più è elevata la quantità di Omega-6 assunti per via alimentare, tanto più negativi sono i risultati dei test sulle capacità di apprendimento. Nelle femmine, un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 sbilanciato a favore dei primi è associato all'ottenimento di punteggi inferiori in questi test Intelligenza, una questione di acidi grassi Lassek e Gaulin hanno concluso che nei ragazzi un aumento dell'assunzione quotidiana di Omega-3 corrispondente a 1 grammo può migliorare i risultati ottenuti nei test di apprendimento di 0,19 punti. Nelle ragazze, invece, aumentare la dose giornaliera gli Omega-3 di 1 grammo può far aumentare il punteggio ottenuto di 0,38 punti. Questi risultati potrebbero aiutare nella pianificazione di iniziative per la tutela della salute pubblica basate su una maggiore conoscenza dei benefici derivanti dall'assunzione di Omega-3 e degli svantaggi causati dal consumo eccessivo di Omega-6.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Lassek WD, Gaulin SJ, “Sex differences in the relationship of dietary Fatty acids to cognitive measures in american children”, Front Evol Neurosci. 2011;3:5. Epub 2011 Nov 2


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  • Omega-3 DHA in gestazione per migliorare la salute dei bambini

    Il raffreddore nei bambini può essere contrastato dall'assunzione di Omega-3 in gestazione. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics. Le future mamme dovrebbero assumere 400 milligrammi di DHA al giorno a partire dalla diciottesima settimana di gestazione, al fine di garantire lo stato di buona salute dei propri bimbi nei primi mesi di vita. Lo studio, condotto dai ricercatori del Nutrition and Health Sciences Program della Emory University (Atlanta, Stati Uniti), dimostra che l'integrazione della dieta con DHA durante la gravidanza riduce la frequenza dei raffreddori nei bambini di 1 mese. E a 1, 3 e 6 mesi di vita nei piccoli le cui mamme sono ricorse all'assunzione di Omega-3 DHA nella gestazione la durata dei sintomi della malattia è inferiore. Omega-3, preziosi alleati contro l'infiammazione Gli acidi grassi a lunga catena, classe di molecole cui appartiene l'acido docosaesaenoico (DHA), influenzano l'attività del sistema immunitario e i processi infiammatori. Tuttavia, l'effetto che l'assunzione di DHA da parte delle future mamme potrebbe avere sulla salute dei bambini non era stato ancora chiarito. Per questo motivo Beth Imhoff-Kunsch e gli altri autori dello studio hanno deciso di analizzare se l'integrazione della dieta con DHA durante la gestazione influenzasse lo sviluppo delle malattie nei bambini. Omega- 3 in gestazione per la salute dei bambini: lo studio L'analisi è stata condotta in Messico. A un gruppo di donne in gravidanza è stata prescritta l'assunzione di 400 milligrammi di DHA a partire dalla diciottesima o, in alcuni casi, dalla ventiduesima settimana di gestazione. Da questo momento le future mamme hanno continuato ad assumere l'Omega-3 fino al parto. Nello stesso periodo un secondo gruppo di gestanti ha assunto un placebo. Dopo la nascita, lo stato di salute dei bambini è stato monitorato a 1, 3 e 6 mesi di età. Sono stati raccolti dati relativi ai sintomi delle malattie dei neonati più comuni nei 15 giorni precedenti la visita. È emerso che nei piccoli di 1 mese la comparsa di più sintomi del raffreddore era inferiore se le mamme avevano assunto DHA durante la gestazione. A 1 mese di vita, la durata di tosse, produzione di catarro e respiro affannoso diminuiva rispettivamente del 26, del 15 e del 30%. Solo nel caso degli sfoghi cutanei la frequenza era superiore del 22%. A 3 mesi di vita, invece, i bambini le cui madri avevano assunto l'acido grasso Omega-3 passavano il 14% del tempo in meno ammalati. Infine, a 6 mesi di vita, nei neonati che avevano assunto DHA durante lo sviluppo prenatale la durata di febbre, secrezioni nasali, difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee e altre malattie era inferiore, rispettivamente, del 20, del 13, del 54, del 23 e del 25%. Solo i casi di vomito duravano il 74% in più. Omega-3 dalla mamma al bimbo Secondo gli autori, questi risultati indicano che l'integrazione alimentare Omega-3 durante la gravidanza (in particolare il DHA) influenza la salute dei bambini fino ai 6 mesi di età.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Imhoff-Kunsch B, Stein AD, Martorell R, Parra-Cabrera S, Romieu I, Ramakrishnan U, “Prenatal Docosahexaenoic Acid Supplementation and Infant Morbidity: Randomized Controlled Trial”, Pediatrics. 2011 Aug 1. [Epub ahead of print]


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  • Omega-3 per la salute e il benessere dei bambini

    Gli acidi grassi Omega-3 sono importanti peer lo sviluppo, il benessere e la salute dei bambini. Sono infatti nutrienti essenziali necessari all'organismo sin dal concepimento. Le loro funzioni sono altresì indispensabili durante l'infanzia e l'adolescenza.     Nel corso delle diverse fasi di sviluppo del bambino, gli acidi grassi polinsaturi (fra cui gli Omega-3) svolgono essenzialmente 3 ruoli: sono importanti componenti delle membrane cellulari, innanzitutto a livello del sistema nervoso; partecipano alle reazioni che, all'interno delle cellule, consentono la produzione di energia; sono i precursori di altre degli eicosanoidi, molecole che regolano processi fisiologici come l'infiammazione e la coagulazione. Omega-3 per i bambini L'organismo è incapace di sintetizzare i principali acidi grassi polinsaturi: questo significa che i bambini debbono introdurre gli Omega-3 con l'alimentazione. Come negli adulti, anche in tenera età sono 3 le forme che possono essere assunte: acido alfa-linolenico acido eicosapentaenoico (EPA) acido docosaesaenoico (DHA) Il primo è contenuto in alcune alghe, legumi verdi, noci e semi di lino. Viene però convertito con una bassa efficienza (stimata intorno al 5-15%) in EPA e DHA, Omega-3 di origine animale derivati da acciughe, salmone, sardine e tonno. Una volta nel tratto gastrointestinale, EPA e DHA vengono facilmente assorbiti e sono disponibili per l'utilizzo. Omega-3 per la salute dei piccoli Nei bambini, gli Omega-3 EPA e DHA si sono dimostrati utili nel trattamento delle affezioni asmatiche. I dati presenti in letteratura indicano che gli Omega-3 sono efficaci nel ridurre l'incidenza dell'asma e nel controllare l'intensità delle crisi. Altri studi si sono concentrati sui benefici di questi acidi grassi per i disturbi psichiatrici e psicologici in età pediatrica. In particolare, gli Omega-3 migliorano i disturbi comportamentali dei bambini che soffrono di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHAD), dislessia e disprassia, un disturbo della coordinazione e del movimento. Benché le ricerche che hanno evidenziato questi benefici degli Omega-3 per la salute dei bambini forniscano dati preliminari, si tratta di scoperte caratterizzate da un'interessante prospettiva terapeutica. Nuovi dati a supporto dell'importanza di questi acidi grassi in età pediatrica continuano ad emergere. Altri studi hanno infatti dimostrato che EPA e DHA sono utili nella promozione dello sviluppo delle capacità intellettive anche nei bambini che, in età scolare, non mostrino disturbi dell'apprendimento.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Calder PC, “Long-chain n-3 fatty acids and inflammation: potential application in surgical and trauma patients”, Braz J Med Biol Res. 2003 Apr;36(4):433-46 2. Holub B, “Alpha-Linolenic Acid (ALA, 18:3n-3) vs. Eicosapentaenoic (EPA, 20:5n-3) plus Docosahexaenoic Acid (DHA, 22:6n-3) as Dietary Omega-3 Fatty Acid  Sources for Human Health”, 2005 3. Oddy WH, de Klerk NH, Kendall GE, Mihrshahi S, Peat JK, “Ratio of omega-6 to omega-3 fatty acids and childhood asthma”, J Asthma. 2004;41(3):319-26 4. Richardson AJ, “Clinical trials of fatty acid treatment in ADHD, dyslexia, dyspraxia and the autistic spectrum”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2004 Apr;70(4):383-90 5. Zhang J, Hebert JR, Muldoon MF, “Dietary fat intake is associated with psychosocial and cognitive functioning of school-aged children in the United States”, J Nutr. 2005 Aug;135(8):1967-73


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  • Migliorare la memoria dei bambini con Omega-3 DHA

    L'acido docosaesaenoico (DHA) promuove l'attività delle aree di cervello dei bambini associate alla cosiddetta “memoria di lavoro”. E' questo quanto emerge da uno studio condotto al College of Medicine dell'Università di Cincinnati (Stati Uniti), pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca è stata la prima ad esaminare l'effetto dell'assunzione di DHA sui circuiti dell'attenzione del cervello umano visualizzando la sua attività con la risonanza magnetica funzionale. I risultati ottenuti si aggiungono ad altri dati ottenuti in studi preclinici e clinici. Nel loro insieme queste scoperte indicano che l'assunzione alimentare di questo acido grasso modula significativamente l'attività della corteccia cerebrale. Omega-3 e infanzia L'importanza degli Omega-3 per la salute del cervello e per la vista dei bambini è stata riconosciuta dall'EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. In relazione a tali conferme, gli esperti raccomandano l'assunzione di: 100 milligrammi al giorno di DHA per i bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi; 200 milligrammi per le donne incinte o che stanno allattando il proprio figlio, quantità utile a garantire il corretto sviluppo del bambino. Anche l'acido alfa linolenico (ALA), un altro Omega-3, è considerato importante per lo sviluppo del cervello dei ragazzi fino ai 18 anni. Nessuno studio aveva tuttavia chiarito i meccanismi con cui l'assunzione di DHA influenza l'attività della corteccia del cervello umano, un'area importante per la memoria di lavoro. Quest'ultima è la parte della memoria che agisce a breve termine ed è importante per diversi processi cognitivi, come la comprensione, il ragionamento e l'apprendimento. Migliorare la memoria: il DHA è l'"ingrediente" giusto I ricercatori di Cincinnati, guidati da Robert McNamara, hanno analizzato questi meccanismi valutando l'effetto a livello cerebrale della somministrazione di DHA a un gruppo di 33 ragazzi maschi di età compresa tra gli 8 e i 10 anni in stato di buona salute. I bambini sono stati assegnati casualmente a uno di 3 possibili gruppi e per 8 settimane hanno assunto 400 o 1.200 milligrammi al giorno di questo Omega-3 o un placebo. Al termine di queste 8 settimane gli scienziati hanno misurato la presenza di DHA nelle membrane dei globuli rossi. Ne è emerso che, rispetto ai valori misurabili all'inizio dello studio, l'assunzione quotidiana di 400 milligrammi dell'acido grasso aumenta i suoi livelli nelle membrane del 47%. Nei bambini che avevano ricevuto la dose più elevata questo incremento è risultato addirittura pari al 70%. Al contrario, nei ragazzi che avevano assunto il placebo la quantità di DHA nelle membrane dei globuli rossi era diminuita dell'11%. Le modificazioni dell'attività cerebrale sono state invece misurate sottoponendo i bambini a una risonanza magnetica funzionale mentre gareggiavano ad un videogioco. Così, è stato scoperto che i ragazzi che avevano assunto DHA erano caratterizzati da un aumento dell'attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale, un'area del cervello associata alla memoria di lavoro. I ricercatori hanno altresì rilevato cambiamenti in altre aree cerebrali, incluse la corteccia occipitale, che processa le informazioni visive, e la corteccia cerebellare, coinvolta nel controllo dei movimenti. Malattie psichiatriche: i vantaggi degli Omega-3 I risultati ottenuti in questa ricerca gettano luce sull'azione svolta dal DHA a livello cerebrale, ma gli autori sottolineano la loro importanza anche per la comprensione dei meccanismi neurobiologici alla base di alcuni disturbi psichiatrici. Infatti alcuni di questi, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la depressione, sono stati in passato associati a carenze di DHA.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. McNamara RK, Able J, Jandacek R, Rider T, Tso P, Eliassen JC, Alfieri D, Weber W, Jarvis K, DelBello MP, Strakowski SM, Adler CM, “Docosahexaenoic acid supplementation increases prefrontal cortex activation during sustained attention in healthy boys: a placebo-controlled, dose-ranging, functional magnetic resonance imaging study”, Am J Clin Nutr. 2010 Apr;91(4):1060-7. Epub 2010 Feb 3


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  • Migliorare la vista: per i bambini, un aiuto dall'Omega-3 DHA

    È possibile migliorare la vista dei bambini aggiungendo al latte artificiale l'Omega-3 acido docosaesaenoico (DHA). E' questo il risultato di uno studio clinico pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui è sufficiente una percentuale di questo acido grasso variabile tra lo 0,32 e lo 0,96% dei componenti del latte per migliorare le capacità visive nei neonati. Secondo gli autori della ricerca, guidati da Eileen Birch della Retina Foundation of the Southwest di Dallas (Stati Uniti), l'aggiunta di DHA al latte artificiale non ha nessun effetto collaterale. DHA e neonati: il parere degli esperti l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha incluso il DHA fra i nutrienti indispensabili durante la gravidanza e l'allattamento. È altresì consigliato come integratore per bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi. Gli esperti raccomandano che donne incinte o che stanno allattando i propri figli assumano 200 milligrammi al giorno di questo Omega-3. Per i bambini, invece, il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 100 milligrammi. Secondo l'EFSA, il DHA può contribuire al normale sviluppo dell'occhio nel feto,nei neonati, nei bambini. Nei piccoli questo acido grasso partecipa anche allo sviluppo delle capacità visive. Omega-3 fin dai primi giorni di vita La ricerca di Birch e colleghi rappresenta il primo studio completo sull'effetto del DHA sullo sviluppo delle capacità visive. In totale sono stati coinvolti 244 bambini di età compresa tra 1 e 9 giorni di vita senza particolari problemi di salute. I neonati, tutti alimentati con latte artificiale, sono stati assegnati casualmente a uno di 4 possibili gruppi, corrispondenti all'assunzione di latte non addizionato di DHA o con l'aggiunta di una quantità di questo Omega-3 pari allo 0,32%, allo 0,64% o allo 0,96%. In tutti i casi in cui il latte è stato addizionato di DHA, l'alimento conteneva anche acido arachidonico allo 0,64%. Al compimento dell'anno di vita i ricercatori hanno valutato le capacità visive dei bambini. Ne è emerso che l'assunzione di DHA migliora la nitidezza della vista rispetto ai piccoli che non ricevono l'Omega-3 con l'alimentazione. Non è stata tuttavia dimostrata nessuna differenza nell'efficacia delle 3 diverse dosi di DHA. DHA, Omega-3 senza effetti collaterali Un altro importante dato emerso da questo studio è che l'aggiunta di DHA al latte artificiale non aumenta l'incidenza di effetti collaterali rispetto all'assunzione delle formulazioni tradizionali. Gli autori della ricerca hanno commentato che la sicurezza e la tolleranza a dosi di DHA che possono arrivare allo 0,96% è spiegabile con il fatto che tali livelli possono essere ritrovati anche nel latte umano. Se le scorte di Omega-3 della donna sono ben fornite, il latte materno può diventare una fonte di DHA immediatamente disponibile. Non tutti i bambini possono però alimentarsi con il latte materno, a volte per ragioni legate alla salute della mamma, a volte per questioni di pura logistica. Per i ricercatori l'aggiunta di DHA al latte artificiale è un'alternativa sicura ed efficace, anche se saranno necessari nuovi studi per poter determinare l'effetto a lungo termine, oltre l'anno di vita, dell'assunzione di DHA.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Birch EE, Carlson SE, Hoffman DR, Fitzgerald-Gustafson KM, Fu VL, Drover JR, Castañeda YS, Minns L, Wheaton DK, Mundy D, Marunycz J, Diersen-Schade DA, “The DIAMOND (DHA Intake And Measurement Of Neural Development) Study: a double-masked, randomized controlled clinical trial of the maturation of infant visual acuity as a function of the dietary level of docosahexaenoic acid”, Am J Clin Nutr. 2010 Apr;91(4):848-59. Epub 2010 Feb 3


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