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Neonati e bambini

Omega 3: un concentrato di vitamine per neonati e bambini

I bambini sono sempre vivaci e pieni di vita, ma hanno bisogno di una corretta integrazione di vitamine. Scopri come gli Omega-3 aiutano la loro crescita.

  • Omega-3 e bambini: capacità cognitive influenzate soprattutto nelle femmine

    L'aumento dell'assunzione di Omega-3 e la contemporanea diminuzione degli Omega-6 introdotti con l'alimentazione possono migliorare le capacità cognitive nei bambini e nei ragazzi, soprattutto se femmine. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neuroscience, in cui William Lassek dell'Università di Pittsburgh e Steven Gaulin dell'Università della California di Santa Barbara (Stati Uniti) hanno analizzato l'effetto dell'assunzione di questi acidi grassi sulle capacità cognitive dei bambini. I risultati ottenuti indicano che i regimi alimentari tipici dei paesi occidentali, sbilanciati a favore degli Omega-6, potrebbero influenzare negativamente l'apprendimento. Omega-3 e cervello L'acido docosaesaenoico (DHA), Omega-3 di cui sono ricchi i pesci grassi di provenienza marina, è uno dei componenti principali delle strutture nervose e può arrivare a costituire il 10% del peso secco del cervello umano. Il fabbisogno di questo nutriente è particolarmente elevato nelle donne. Infatti durante la gravidanza le future mamme forniscono ai bambini il DHA necessario per lo sviluppo del cervello prelevandolo dalle scorte di grasso accumulate nell'infanzia. Non solo: diversi studi hanno dimostrato l'esistenza di una correlazione tra i livelli di Omega-3 nell'alimentazione delle donne incinte e nel latte materno o artificiale e le capacità cognitive dei bambini. Per approfondire la conoscenza del ruolo svolto da questi acidi grassi nei 2 sessi, Lassek e Gaulin hanno deciso di valutare l'effetto di una dieta ricca di Omega-3 ponendo attenzione alle eventuali differenze nei benefici ottenuti nei maschi e nelle femmine. Lo studio La ricerca ha coinvolto più di 4.000 ragazzi statunitensi di età compresa tra i 6 e i 16 anni: 2.253 erano maschi e 2.309 femmine. Ciascun partecipante è stato sottoposto a test per la valutazione delle capacità cognitive sia in ambito matematico sia nella lettura. L'analisi combinata dei risultati ottenuti in questi test nonché del contenuto di acidi grassi dell'alimentazione seguita dai ragazzi ha svelato che maggiore è la quantità di Omega-3 introdotti con la dieta, migliori sono i punteggi ottenuti nei test sia dai ragazzi che dalle ragazze. In queste ultime, l'effetto positivo dell'assunzione di Omega-3 è doppio rispetto a quanto ottenibile nei maschi. Viceversa, solo nelle ragazze tanto più è elevata la quantità di Omega-6 assunti per via alimentare, tanto più negativi sono i risultati dei test sulle capacità di apprendimento. Nelle femmine, un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 sbilanciato a favore dei primi è associato all'ottenimento di punteggi inferiori in questi test Intelligenza, una questione di acidi grassi Lassek e Gaulin hanno concluso che nei ragazzi un aumento dell'assunzione quotidiana di Omega-3 corrispondente a 1 grammo può migliorare i risultati ottenuti nei test di apprendimento di 0,19 punti. Nelle ragazze, invece, aumentare la dose giornaliera gli Omega-3 di 1 grammo può far aumentare il punteggio ottenuto di 0,38 punti. Questi risultati potrebbero aiutare nella pianificazione di iniziative per la tutela della salute pubblica basate su una maggiore conoscenza dei benefici derivanti dall'assunzione di Omega-3 e degli svantaggi causati dal consumo eccessivo di Omega-6.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Lassek WD, Gaulin SJ, “Sex differences in the relationship of dietary Fatty acids to cognitive measures in american children”, Front Evol Neurosci. 2011;3:5. Epub 2011 Nov 2


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Età pediatrica ed è stato taggato con

  • Omega-3 DHA in gestazione per migliorare la salute dei bambini

    Il raffreddore nei bambini può essere contrastato dall'assunzione di Omega-3 in gestazione. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics. Le future mamme dovrebbero assumere 400 milligrammi di DHA al giorno a partire dalla diciottesima settimana di gestazione, al fine di garantire lo stato di buona salute dei propri bimbi nei primi mesi di vita. Lo studio, condotto dai ricercatori del Nutrition and Health Sciences Program della Emory University (Atlanta, Stati Uniti), dimostra che l'integrazione della dieta con DHA durante la gravidanza riduce la frequenza dei raffreddori nei bambini di 1 mese. E a 1, 3 e 6 mesi di vita nei piccoli le cui mamme sono ricorse all'assunzione di Omega-3 DHA nella gestazione la durata dei sintomi della malattia è inferiore. Omega-3, preziosi alleati contro l'infiammazione Gli acidi grassi a lunga catena, classe di molecole cui appartiene l'acido docosaesaenoico (DHA), influenzano l'attività del sistema immunitario e i processi infiammatori. Tuttavia, l'effetto che l'assunzione di DHA da parte delle future mamme potrebbe avere sulla salute dei bambini non era stato ancora chiarito. Per questo motivo Beth Imhoff-Kunsch e gli altri autori dello studio hanno deciso di analizzare se l'integrazione della dieta con DHA durante la gestazione influenzasse lo sviluppo delle malattie nei bambini. Omega- 3 in gestazione per la salute dei bambini: lo studio L'analisi è stata condotta in Messico. A un gruppo di donne in gravidanza è stata prescritta l'assunzione di 400 milligrammi di DHA a partire dalla diciottesima o, in alcuni casi, dalla ventiduesima settimana di gestazione. Da questo momento le future mamme hanno continuato ad assumere l'Omega-3 fino al parto. Nello stesso periodo un secondo gruppo di gestanti ha assunto un placebo. Dopo la nascita, lo stato di salute dei bambini è stato monitorato a 1, 3 e 6 mesi di età. Sono stati raccolti dati relativi ai sintomi delle malattie dei neonati più comuni nei 15 giorni precedenti la visita. È emerso che nei piccoli di 1 mese la comparsa di più sintomi del raffreddore era inferiore se le mamme avevano assunto DHA durante la gestazione. A 1 mese di vita, la durata di tosse, produzione di catarro e respiro affannoso diminuiva rispettivamente del 26, del 15 e del 30%. Solo nel caso degli sfoghi cutanei la frequenza era superiore del 22%. A 3 mesi di vita, invece, i bambini le cui madri avevano assunto l'acido grasso Omega-3 passavano il 14% del tempo in meno ammalati. Infine, a 6 mesi di vita, nei neonati che avevano assunto DHA durante lo sviluppo prenatale la durata di febbre, secrezioni nasali, difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee e altre malattie era inferiore, rispettivamente, del 20, del 13, del 54, del 23 e del 25%. Solo i casi di vomito duravano il 74% in più. Omega-3 dalla mamma al bimbo Secondo gli autori, questi risultati indicano che l'integrazione alimentare Omega-3 durante la gravidanza (in particolare il DHA) influenza la salute dei bambini fino ai 6 mesi di età.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Imhoff-Kunsch B, Stein AD, Martorell R, Parra-Cabrera S, Romieu I, Ramakrishnan U, “Prenatal Docosahexaenoic Acid Supplementation and Infant Morbidity: Randomized Controlled Trial”, Pediatrics. 2011 Aug 1. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Età neonatale ed è stato taggato con

  • Omega-3 per la salute e il benessere dei bambini

    Gli acidi grassi Omega-3 sono importanti peer lo sviluppo, il benessere e la salute dei bambini. Sono infatti nutrienti essenziali necessari all'organismo sin dal concepimento. Le loro funzioni sono altresì indispensabili durante l'infanzia e l'adolescenza.     Nel corso delle diverse fasi di sviluppo del bambino, gli acidi grassi polinsaturi (fra cui gli Omega-3) svolgono essenzialmente 3 ruoli: sono importanti componenti delle membrane cellulari, innanzitutto a livello del sistema nervoso; partecipano alle reazioni che, all'interno delle cellule, consentono la produzione di energia; sono i precursori di altre degli eicosanoidi, molecole che regolano processi fisiologici come l'infiammazione e la coagulazione. Omega-3 per i bambini L'organismo è incapace di sintetizzare i principali acidi grassi polinsaturi: questo significa che i bambini debbono introdurre gli Omega-3 con l'alimentazione. Come negli adulti, anche in tenera età sono 3 le forme che possono essere assunte: acido alfa-linolenico acido eicosapentaenoico (EPA) acido docosaesaenoico (DHA) Il primo è contenuto in alcune alghe, legumi verdi, noci e semi di lino. Viene però convertito con una bassa efficienza (stimata intorno al 5-15%) in EPA e DHA, Omega-3 di origine animale derivati da acciughe, salmone, sardine e tonno. Una volta nel tratto gastrointestinale, EPA e DHA vengono facilmente assorbiti e sono disponibili per l'utilizzo. Omega-3 per la salute dei piccoli Nei bambini, gli Omega-3 EPA e DHA si sono dimostrati utili nel trattamento delle affezioni asmatiche. I dati presenti in letteratura indicano che gli Omega-3 sono efficaci nel ridurre l'incidenza dell'asma e nel controllare l'intensità delle crisi. Altri studi si sono concentrati sui benefici di questi acidi grassi per i disturbi psichiatrici e psicologici in età pediatrica. In particolare, gli Omega-3 migliorano i disturbi comportamentali dei bambini che soffrono di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHAD), dislessia e disprassia, un disturbo della coordinazione e del movimento. Benché le ricerche che hanno evidenziato questi benefici degli Omega-3 per la salute dei bambini forniscano dati preliminari, si tratta di scoperte caratterizzate da un'interessante prospettiva terapeutica. Nuovi dati a supporto dell'importanza di questi acidi grassi in età pediatrica continuano ad emergere. Altri studi hanno infatti dimostrato che EPA e DHA sono utili nella promozione dello sviluppo delle capacità intellettive anche nei bambini che, in età scolare, non mostrino disturbi dell'apprendimento.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Calder PC, “Long-chain n-3 fatty acids and inflammation: potential application in surgical and trauma patients”, Braz J Med Biol Res. 2003 Apr;36(4):433-46 2. Holub B, “Alpha-Linolenic Acid (ALA, 18:3n-3) vs. Eicosapentaenoic (EPA, 20:5n-3) plus Docosahexaenoic Acid (DHA, 22:6n-3) as Dietary Omega-3 Fatty Acid  Sources for Human Health”, 2005 3. Oddy WH, de Klerk NH, Kendall GE, Mihrshahi S, Peat JK, “Ratio of omega-6 to omega-3 fatty acids and childhood asthma”, J Asthma. 2004;41(3):319-26 4. Richardson AJ, “Clinical trials of fatty acid treatment in ADHD, dyslexia, dyspraxia and the autistic spectrum”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2004 Apr;70(4):383-90 5. Zhang J, Hebert JR, Muldoon MF, “Dietary fat intake is associated with psychosocial and cognitive functioning of school-aged children in the United States”, J Nutr. 2005 Aug;135(8):1967-73


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  • Migliorare la memoria dei bambini con Omega-3 DHA

    L'acido docosaesaenoico (DHA) promuove l'attività delle aree di cervello dei bambini associate alla cosiddetta “memoria di lavoro”. E' questo quanto emerge da uno studio condotto al College of Medicine dell'Università di Cincinnati (Stati Uniti), pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca è stata la prima ad esaminare l'effetto dell'assunzione di DHA sui circuiti dell'attenzione del cervello umano visualizzando la sua attività con la risonanza magnetica funzionale. I risultati ottenuti si aggiungono ad altri dati ottenuti in studi preclinici e clinici. Nel loro insieme queste scoperte indicano che l'assunzione alimentare di questo acido grasso modula significativamente l'attività della corteccia cerebrale. Omega-3 e infanzia L'importanza degli Omega-3 per la salute del cervello e per la vista dei bambini è stata riconosciuta dall'EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. In relazione a tali conferme, gli esperti raccomandano l'assunzione di: 100 milligrammi al giorno di DHA per i bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi; 200 milligrammi per le donne incinte o che stanno allattando il proprio figlio, quantità utile a garantire il corretto sviluppo del bambino. Anche l'acido alfa linolenico (ALA), un altro Omega-3, è considerato importante per lo sviluppo del cervello dei ragazzi fino ai 18 anni. Nessuno studio aveva tuttavia chiarito i meccanismi con cui l'assunzione di DHA influenza l'attività della corteccia del cervello umano, un'area importante per la memoria di lavoro. Quest'ultima è la parte della memoria che agisce a breve termine ed è importante per diversi processi cognitivi, come la comprensione, il ragionamento e l'apprendimento. Migliorare la memoria: il DHA è l'"ingrediente" giusto I ricercatori di Cincinnati, guidati da Robert McNamara, hanno analizzato questi meccanismi valutando l'effetto a livello cerebrale della somministrazione di DHA a un gruppo di 33 ragazzi maschi di età compresa tra gli 8 e i 10 anni in stato di buona salute. I bambini sono stati assegnati casualmente a uno di 3 possibili gruppi e per 8 settimane hanno assunto 400 o 1.200 milligrammi al giorno di questo Omega-3 o un placebo. Al termine di queste 8 settimane gli scienziati hanno misurato la presenza di DHA nelle membrane dei globuli rossi. Ne è emerso che, rispetto ai valori misurabili all'inizio dello studio, l'assunzione quotidiana di 400 milligrammi dell'acido grasso aumenta i suoi livelli nelle membrane del 47%. Nei bambini che avevano ricevuto la dose più elevata questo incremento è risultato addirittura pari al 70%. Al contrario, nei ragazzi che avevano assunto il placebo la quantità di DHA nelle membrane dei globuli rossi era diminuita dell'11%. Le modificazioni dell'attività cerebrale sono state invece misurate sottoponendo i bambini a una risonanza magnetica funzionale mentre gareggiavano ad un videogioco. Così, è stato scoperto che i ragazzi che avevano assunto DHA erano caratterizzati da un aumento dell'attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale, un'area del cervello associata alla memoria di lavoro. I ricercatori hanno altresì rilevato cambiamenti in altre aree cerebrali, incluse la corteccia occipitale, che processa le informazioni visive, e la corteccia cerebellare, coinvolta nel controllo dei movimenti. Malattie psichiatriche: i vantaggi degli Omega-3 I risultati ottenuti in questa ricerca gettano luce sull'azione svolta dal DHA a livello cerebrale, ma gli autori sottolineano la loro importanza anche per la comprensione dei meccanismi neurobiologici alla base di alcuni disturbi psichiatrici. Infatti alcuni di questi, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la depressione, sono stati in passato associati a carenze di DHA.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. McNamara RK, Able J, Jandacek R, Rider T, Tso P, Eliassen JC, Alfieri D, Weber W, Jarvis K, DelBello MP, Strakowski SM, Adler CM, “Docosahexaenoic acid supplementation increases prefrontal cortex activation during sustained attention in healthy boys: a placebo-controlled, dose-ranging, functional magnetic resonance imaging study”, Am J Clin Nutr. 2010 Apr;91(4):1060-7. Epub 2010 Feb 3


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  • Migliorare la vista: per i bambini, un aiuto dall'Omega-3 DHA

    È possibile migliorare la vista dei bambini aggiungendo al latte artificiale l'Omega-3 acido docosaesaenoico (DHA). E' questo il risultato di uno studio clinico pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui è sufficiente una percentuale di questo acido grasso variabile tra lo 0,32 e lo 0,96% dei componenti del latte per migliorare le capacità visive nei neonati. Secondo gli autori della ricerca, guidati da Eileen Birch della Retina Foundation of the Southwest di Dallas (Stati Uniti), l'aggiunta di DHA al latte artificiale non ha nessun effetto collaterale. DHA e neonati: il parere degli esperti l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha incluso il DHA fra i nutrienti indispensabili durante la gravidanza e l'allattamento. È altresì consigliato come integratore per bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi. Gli esperti raccomandano che donne incinte o che stanno allattando i propri figli assumano 200 milligrammi al giorno di questo Omega-3. Per i bambini, invece, il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 100 milligrammi. Secondo l'EFSA, il DHA può contribuire al normale sviluppo dell'occhio nel feto,nei neonati, nei bambini. Nei piccoli questo acido grasso partecipa anche allo sviluppo delle capacità visive. Omega-3 fin dai primi giorni di vita La ricerca di Birch e colleghi rappresenta il primo studio completo sull'effetto del DHA sullo sviluppo delle capacità visive. In totale sono stati coinvolti 244 bambini di età compresa tra 1 e 9 giorni di vita senza particolari problemi di salute. I neonati, tutti alimentati con latte artificiale, sono stati assegnati casualmente a uno di 4 possibili gruppi, corrispondenti all'assunzione di latte non addizionato di DHA o con l'aggiunta di una quantità di questo Omega-3 pari allo 0,32%, allo 0,64% o allo 0,96%. In tutti i casi in cui il latte è stato addizionato di DHA, l'alimento conteneva anche acido arachidonico allo 0,64%. Al compimento dell'anno di vita i ricercatori hanno valutato le capacità visive dei bambini. Ne è emerso che l'assunzione di DHA migliora la nitidezza della vista rispetto ai piccoli che non ricevono l'Omega-3 con l'alimentazione. Non è stata tuttavia dimostrata nessuna differenza nell'efficacia delle 3 diverse dosi di DHA. DHA, Omega-3 senza effetti collaterali Un altro importante dato emerso da questo studio è che l'aggiunta di DHA al latte artificiale non aumenta l'incidenza di effetti collaterali rispetto all'assunzione delle formulazioni tradizionali. Gli autori della ricerca hanno commentato che la sicurezza e la tolleranza a dosi di DHA che possono arrivare allo 0,96% è spiegabile con il fatto che tali livelli possono essere ritrovati anche nel latte umano. Se le scorte di Omega-3 della donna sono ben fornite, il latte materno può diventare una fonte di DHA immediatamente disponibile. Non tutti i bambini possono però alimentarsi con il latte materno, a volte per ragioni legate alla salute della mamma, a volte per questioni di pura logistica. Per i ricercatori l'aggiunta di DHA al latte artificiale è un'alternativa sicura ed efficace, anche se saranno necessari nuovi studi per poter determinare l'effetto a lungo termine, oltre l'anno di vita, dell'assunzione di DHA.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Birch EE, Carlson SE, Hoffman DR, Fitzgerald-Gustafson KM, Fu VL, Drover JR, Castañeda YS, Minns L, Wheaton DK, Mundy D, Marunycz J, Diersen-Schade DA, “The DIAMOND (DHA Intake And Measurement Of Neural Development) Study: a double-masked, randomized controlled clinical trial of the maturation of infant visual acuity as a function of the dietary level of docosahexaenoic acid”, Am J Clin Nutr. 2010 Apr;91(4):848-59. Epub 2010 Feb 3


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Vista, Età neonatale ed è stato taggato con

  • Alimentazione bambini: Omega-3 da pesce dimezzano il rischio di affanno respiratorio

    Il salmone è uno dei pesci più ricchi di Omega-3. Iniziare a consumarlo prima dei 9 mesi di vita riduce il rischio di soffrire di affanno respiratorio nei bambini in età prescolare. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista Acta Pediatrica, in cui i ricercatori dell'Università di  Gothenburg e della Paediatric Outpatient Clinic di Mölndal (Svezia) hanno analizzato i benefici dell'introduzione precoce del pesce nell'alimentazione dei piccoli. Secondo gli autori, l'effetto di una dieta arricchita dal pesce è contrario a quello dell'esposizione a paracetamolo durante la gravidanza o all'assunzione di antibiotici nella prima settimana di vita che, invece, aumentano la probabilità di andare incontro a questo disturbo anche più volte in un anno. Omega-3 e disturbi della respirazione nell'infanzia I benefici degli Omega-3 sulla salute dell'apparato respiratorio dei bambini è stato dimostrato da diverse ricerche. Il consumo di elevate quantità di pesce, alimento ricco di Omega-3, da parte delle donne incinte riduce il rischio che i bambini sviluppino disturbi di tipo allergico, come la rinite, sia l'asma. Secondo gli esperti quest'ultimo effetto è dovuto all'influenza esercitata da questi nutrienti sui meccanismi dell'infiammazione e sulle risposte immunitarie. La ricerca svedese aggiunge nuovi dettagli al ruolo protettivo svolto dagli Omega-3 nei confronti dell'apparato respiratorio dei bambini, estendendolo all'affanno che può colpire i piccoli in età prescolare. Omega-3 contro l'affanno respiratorio Lo studio ha coinvolto 4.171 famiglie, cui sono state chieste informazioni sull'alimentazione e lo stato di salute dei piccoli all'età di 6 mesi, 1 anno e 4 anni e mezzo. L'analisi dei dati raccolti ha svelato che 1 bambino su 5 soffre di almeno un episodio di affanno respiratorio all'anno e che 1 piccolo su 20 ha a che fare con questo disturbo 3 o più volte in 12 mesi. Approfondendo lo studio i ricercatori hanno scoperto che l'assunzione di antibiotici nella prima settimana di vita raddoppia il rischio di soffrire di affanno respiratorio ricorrente all'età di 4 anni e mezzo. Risultati simili riguardano i bambini le cui madri hanno assunto paracetamolo durante la gravidanza. In questi piccoli, infatti, il rischio di soffrire di affanno respiratorio in età prescolare aumenta del 60%. Al contrario, quei bambini che iniziano a mangiare pesce prima dei 9 mesi di vita hanno una probabilità quasi dimezzata di soffrire di affanno respiratorio a 4 anni e mezzo. Lo studio ha anche rilevato che fra i pesci introdotti più spesso nell'alimentazione di questi piccoli è incluso il salmone, una delle specie più ricche in Omega-3. Più Omega-3 per polmoni in salute Sulla base di questi dati gli autori della ricerca hanno concluso che mentre i bambini esposti a paracetamolo o agli antibiotici hanno un rischio maggiore di soffrire di affanno respiratorio ricorrente, il pesce ha un ruolo protettivo contro lo sviluppo di questo disturbo. Fra i pesci che mostrano questi benefici è incluso il salmone, una specie ricca in acidi grassi Omega-3. Secondo Emma Goksör, autrice principale della ricerca, le analisi demografiche condotte nel corso dello studio indicano che i risultati ottenuti possono essere estesi all'intera popolazione.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Goksör E, Alm B, Thengilsdottir H, Pettersson R, Aberg N, Wennergren G, “Preschool wheeze - impact of early fish introduction and neonatal antibiotics”, Acta Paediatr. 2011 Dec;100(12):1561-6


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Neonati e bambini, Omega-3 in pesce e crostacei, Età neonatale, Età pediatrica

  • Bambini nati sottopeso: Omega-3 proteggono cuore e arterie

    Scoperti i benefici degli Omega-3 per la salute del cuore e delle arterie dei bambini nati sottopeso. Secondo uno studio del Boden Institute of Obesity, Nutrition, Exercise and Eating Disorders di Camperdown (Australia), pubblicato sulla rivista Pediatrics, l'assunzione di questi acidi grassi nei primi 5 anni di vita può, infatti, prevenire l'ispessimento dei vasi tipico di chi nasce troppo piccolo. Gli autori della ricerca, guidati da Michael Skilton, hanno concluso che i bambini nati sottopeso possono trarre beneficio da una supplementazione quotidiana di Omega-3, che li protegge dal rischio di essere vittima di un attacco di cuore o di un ictus da adulti. Bambini nati sottopeso: problemi di salute precoci? I bambini che nascono sottopeso hanno maggiori probabilità di dover avere a che fare con problemi di salute già da neonati. Oltre ai disturbi che possono manifestarsi sin dalle prime settimane di vita, ci sono anche fenomeni che possono compromettere la salute dei bimbi troppo piccoli quando saranno adulti. E' questo il caso dell'ispessimento delle pareti delle arterie, un processo che, in questi soggetti, inizia già durante l'infanzia e che aumenta il rischio di sviluppare malattie a cuore e vasi sanguigni. Infatti l'aumento dello spessore della parete dei vasi è un indice di aterosclerosi, ossia della presenza di accumuli di materiale che possono ostacolare il passaggio del sangue e causare, così, ictus, infarti e altre gravi problematiche all'apparato cardiocircolatorio. Attualmente non è nota nessuna strategia in grado di prevenire questo fenomeno in chi nasce sottopeso. Skilton e colleghi hanno, però, scoperto che una speranza potrebbe essere riposta negli acidi grassi Omega-3, nutrienti già noti per i benefici esercitati sull'apparato cardiovascolare degli individui adulti. Gli Omega-3 proteggono il cuore dei bambini Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno condotto uno studio su 616 bambini nati a Sydney, in cui lo stato di salute delle arterie è stato monitorato fino ai 5 anni di vita. Metà dei piccoli coinvolti nella ricerca hanno assunto fino a questa età 500 mg al giorno di olio di pesce, un supplemento ricco di questi nutrienti. Agli altri bambini è stata, invece, somministrata un'uguale quantità di un supplemento a base di olio di girasole. Quando tutti i piccoli partecipanti hanno compiuto 8 anni i medici hanno analizzato lo spessore delle pareti delle loro arterie. E' stato, così, scoperto che, fra tutti i bambini, in quelli nati sottopeso che avevano ricevuto come supplemento l'olio di girasole le pareti dei vasi erano più spesse. Al contrario, i piccoli con un peso alla nascita ridotto, ma cui era stato somministrato olio di pesce ricco di Omega-3, non mostravano nessun segno di ispessimento delle pareti arteriose. In particolare, secondo i dati raccolti dagli scienziati australiani, nei bambini nati sottopeso che non assumono Omega-3 le pareti delle arterie sono 0,041 millimetri più spesse per ogni kg di peso alla nascita. Continue conferme per cuore e bambini più sani I risultati ottenuti da Skilton e colleghi aggiungono nuovi dettagli ai benefici degli Omega-3 per il sistema cardiovascolare. Questa scoperta conferma, inoltre, che questi acidi grassi sono nutrienti preziosi non solo per gli adulti, ma anche durante l'infanzia.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Skilton  MR,  Ayer JG,  Harmer JA,  Webb K,  Leeder SR,  Marks GB,  Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of  Omega-3  Supplementation”, Pediatrics.  2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni, Età neonatale ed è stato taggato con

  • Obesità infantile: assolti i grassi alimentari, ma la dieta è spesso carente

    L'IMC (Indice di Massa Corporea) è legato al consumo di zuccheri. Evidenziate carenze nutrizionali tra cui gli omega-3. Il sovrappeso infantile è un problema emergente, e i bambini italiani sono i più grassi d'Europa. E' questo il risultato di una allarmante statistica di qualche anno fa. Non è un problema di estetica: un eccesso di peso può comportare problemi di salute, e con buona approssimazione un bambino grasso diventerà un adulto obeso. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Età scolare

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