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Vista e omega 3: prevenzione e cura degli occhi

Notizie e studi scientifici su come gli Omega-3 e gli integratori naturali alimentari certificati possono apportare benefici alla vista. Scopri di più.

  • La degenerazione maculare senile è legata alla carenza di vitamina D e a specifiche varianti genetiche

    Nelle donne la degenerazione maculare senile, una patologia dell’occhio legata all’avanzare dell’età, colpisce maggiormente i soggetti con carenza di vitamina D e questo rischio aumenta ancora di più in quelle geneticamente predisposte a causa di particolari varianti geniche. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare ed è stato taggato con

  • Sindrome dell’occhio secco: omega-3 e antiossidanti migliorano la composizione delle lacrime

    I supplementi a base di Omega-3 e antiossidanti alleviano i sintomi della sindrome dell’occhio secco e modificano la composizione delle lacrime nei pazienti colpiti dal disturbo, sia in forma lieve che moderata. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Occhio secco-Ipolacrimia ed è stato taggato con

  • Degenerazione maculare senile: gli Omega-3 aiutano a prevenirla

    La maculopatia degenerativa senile, una patologia che causa la perdita della vista, è associata a basse concentrazioni di Omega-3 nel sangue. Il consumo regolare di pesce potrebbe ridurre il rischio di sviluppare la malattia, grazie all'azione protettiva che gli acidi grassi EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesanoico) hanno sulla retina. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 EPA e DHA aiutano a proteggere il cuore in anziani con degenerazione maculare

    I supplementi di Omega-3 possono agire positivamente sulla salute cardiaca di pazienti affetti da degenerazione maculare, una patologia degli occhi che si manifesta con l’avanzare dell’età. Questo effetto è però evidente in coloro che non hanno mai avuto patologie cardiovascolari né sofferto di ipertensione in precedenza. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare ed è stato taggato con

  • Sindrome da occhio secco migliora con omega-3 e omega-6 assunti per 6 mesi

    Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Cornea l’integrazione con acidi grassi omega-3 e omega-6 potrebbe ridurre il corteo sintomatologico della sindrome da occhio secco. Quando si parla di occhio secco, cheratocongiuntivite secca o dry eye, si intende il disturbo causato dalla scarsa produzione di liquido lacrimale a causa dell’atrofia parziale o totale delle ghiandole lacrimali o per l’eccessiva evaporazione del film lacrimale. Questo disturbo può essere riconducibile a cause primarie o secondarie: la sindrome di Sjörgenè un esempio di occhio secco da causa primaria, conseguenza di una malattia autoimmune. Mentre l’occhio secco da cause secondarie determina l’instaurarsi del disturbo a seguito, per esempio, di blefariti, congiuntiviti o l’uso protratto di lenti a contatto. Le donne sono le più colpite A soffrire maggiormente di occhio secco sono le donne di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Chi è affetto dal problema lamenta bruciore, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, fotofobia, difficoltà nell’apertura della palpebra al risveglio e nei casi più gravi dolore e annebbiamento visivo. Una corretta idratazione oculare è indispensabile per convivere con il disturbo, ma spesso solo questo accorgimento non riduce adeguatamente la sintomatologia. Lo studio Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Cornea e condotto da un equipe di ricercatori del Lee Laboratory for Ocular Pharmacology at Eastern Virginia Medical School guidati dal professor John Sheppard, una integrazione alimentare con olio di pesce omega-3 EPA e DHA e omega-6 GLA potrebbe contribuire alla salute dell’occhio nelle persone con cheratocongiuntivite secca con sintomatologia da grave a moderata. I ricercatori hanno arruolato per lo studio 38 donne in post menopausa e in maniera del tutto casuale le hanno invitate ad assumere per 6 mesi o un integratore di omega 3 EPA (125mg) e DHA (99mg), combinato con omega 6 acido gamma linoleico GLA (240mg) e antiossidanti o un placebo. I sintomi migliorano grazie alla riduzione dell'infiammazione Le donne che hanno assunto l’integratore hanno evidenziato, già dopo 3 mesi di integrazione, una riduzione significativa  nei segni di irritazione dell’occhio caratteristici della loro problematica e una cornea più levigata rispetto alle pazienti in trattamento con placebo. L’integrazione nutrizionale nelle pazienti ha bloccato la progressione dell’infiammazione, mentre nelle donne che hanno assunto il placebo l’irritazione e l’infiammazione sono nettamente peggiorate durante i 6 mesi di studio. La produzione lacrimale così come il relativo tempo per il rilascio erano uguali fra i due gruppi. Questo dimostrò che la supplementazione con acidi grassi essenziali ha prodotto un miglioramento della sintomatologia riducendo l'infiammazione e non mediante l'aumento della produzione lacrimale. Lo studio è stato condotto su donne in menopausa, una rappresentanza della popolazione che maggiormente soffre del disturbo, ma probabilmente l’integrazione con omega-3 e omega-6 potrebbe essere di sollievo anche in altre categorie di pazienti che soffrono di occhio secco. Sull’argomento servono sicuramente studi ulteriori. Potrebbe essere utile segnalare qui un nostro integratore, Omegor Twinefa, che combina omega 3 EPA e DHA ad alta concentrazione con omega 6 GLA.   Tag: sindrome da occhio secco, omega-3, omega-6 Fonte: Sheppard, John D. Jr, Singh, Ruhi, McClellan, Andrew J., et al. "Long-term Supplementation With n-6 and n-3 PUFAs Improves Moderate-to-Severe Keratoconjunctivitis Sicca: A Randomized Double-Blind Clinical Trial". Published online ahead of print, doi: 10.1097/ICO.0b013e318299549c


    Articolo pubblicato in Vista, Occhio secco-Ipolacrimia

  • Degenerazione maculare senile rallentata da omega 3, luteina e zeaxantina

    Un nuovo studio scopre che una formulazione a base di luteina, zeaxantina e acidi grassi omega 3 EPA e DHA aumenta la densità della pigmentazione oculare nelle persone sofferenti della forma secca della DMLE (Degerazione Maculare Legata all'Età), una maculopatia degenerativa che porta a una lenta ma progressiva perdita della vista. La DMLE si presenta in due forme cliniche profondamente diverse, la degenerazione maculare secca o atrofica e la degenerazione maculare umida o essudativa. La forma secca è quella che colpisce più persone nella terza età. I sintomi della degenerazione maculare atrofica includono un progressivo calo della vista, con una particolare difficoltà a leggere nonostante gli occhiali. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare, Vista ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 prevengono l'occhio secco agendo sulle ghiandole lacrimali

    Una dieta ricca degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) aiuta a prevenire i sintomi della sindrome dell'occhio secco grazie all'azione sulle ghiandole lacrimali. L'efficacia preventiva degli Omega-3 può essere altresì aumentata aggiungendo all'alimentazione anche l'Omega-6 GLA (acido gamma-linoleico). I ricercatori dell'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) di Digione (Francia) lo hanno dimostrato attraverso esperimenti condotti sui ratti, pubblicati sulla rivista Graefe's Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology1. Occhio secco, un problema (non solo) di lenti a contatto La sindrome dell'occhio secco è un disturbo associato alla riduzione della produzione delle lacrime o a un'alterazione della loro composizione. Dato che il film lacrimale serve soprattutto per mantenere umida la superficie oculare, la conseguenza principale di questa sindrome è la disidratazione della cornea, lo strato più esterno dell'occhio. Principali sintomi dell'occhio secco: sensazione di avere della sabbia o un corpo estraneo nell'occhio; arrossamento; dolore; bruciore; fastidio durante l'esposizione alla luce; formazione di ulcere (nei casi più gravi). Il problema è più frequente dopo i 40 anni e di solito colpisce le seguenti categorie: chi usa le lenti a contatto; chi passa molto tempo al computer; chi è più esposto al sole e al vento. Omega-3 per la salute degli occhi Diverse ricerche hanno dimostrato i benefici degli Omega-3 per gli occhi: un'alimentazione ricca di questi nutrienti aiuta ad esempio a contrastare la progressione della retinite pigmentosa, una malattia che può portare alla perdita della vista2. Non solo, questi acidi grassi sono utili anche nel trattamento della retinopatia, patologia che può causare cecità nei bambini nati prematuri e in chi soffre di diabete3. Infine, una ricerca dell'Università di Turku (Finlandia) ha dimostrato che l'olio di olivello spinoso, una pianta ricca di Omega-3, riduce i sintomi della sindrome da occhio secco4. I ricercatori francesi si sono concentrati sul ruolo di una dieta ricca di Omega-3 o di Omega-6 nella riduzione dei sintomi di questa patologia utilizzando come modello dei ratti, in cui la sindrome è stata indotta con opportune tecniche sperimentali. 2 mesi di Omega-3 per contrastare l'occhio secco Prima di indurre la patologia, i ricercatori hanno alimentato gli animali per 2 mesi con un mangime arricchito di GLA, EPA, DHA o di tutti e 3 gli acidi grassi. I primi effetti degli Omega-3 sono risultati visibili già 2 giorni dopo l'induzione della sindrome: nei ratti che avevano assunto EPA e DHA è stata osservata una minore riduzione della produzione della mucina contenuta nelle lacrime. 28 giorni dopo l'induzione della patologia, l'assunzione degli acidi grassi aveva ridotto anche la comparsa di infiammazioni della cornea nonché l'espressione a livello dell'occhio di molecole coinvolte nella risposta immunitaria. Analisi più dettagliate hanno permesso di scoprire che gli acidi grassi introdotti con l'alimentazione andavano a collocarsi a livello delle ghiandole lacrimali. Qui EPA e DHA andavano ad inibire la produzione delle molecole che regolano i processi infiammatori già 10 giorni dopo l'induzione della sindrome. Un'azione diretta alle ghiandole lacrimali In base a questi risultati, i ricercatori hanno concluso che EPA e DHA prevengono i sintomi dell'occhio secco agendo a livello delle ghiandole lacrimali.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Viau S, Maire MA, Pasquis B, Grégoire S, Acar N, Bron AM, Bretillon L, Creuzot-Garcher CP, Joffre C, “Efficacy of a 2-month dietary supplementation with polyunsaturated fatty acids in dry eye induced by scopolamine in a rat model”, Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2009 Aug;247(8):1039-50. Epub 2009 May 5 2. Berson EL, Rosner B, Sandberg MA, Weigel-DiFranco C, Willet WC, “Omega-3 Intake and Visual Acuity in Patients With Retinitis Pigmentosa Receiving Vitamin A”, Arch Ophthalmol., Published online ahead of print, doi:10.1001/archopthalmol.2011.2580 3. Sapieha P, Stahl A, Chen J, Seaward MR, Willett KL, Krah NM, Dennison RJ, Connor KM, Aderman CM, Liclican E, Carughi A, Perelman D, Kanaoka Y, Sangiovanni JP, Gronert K, Smith LE, “5-Lipoxygenase metabolite 4-HDHA is a mediator of the antiangiogenic effect of ω-3 polyunsaturated fatty acids”, Sci Transl Med. 2011 Feb 9;3(69):69ra12 4. Larmo PS, Järvinen RL, Setälä NL, Yang B, Viitanen MH, Engblom JR, Tahvonen RL, Kallio HP, “Oral sea buckthorn oil attenuates tear film osmolarity and symptoms in individuals with dry eye”, J Nutr. 2010 Aug;140(8):1462-8. Epub 2010 Jun 16


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  • L'alimentazione ricca di Omega-3 riduce l'incidenza dell'occhio secco nelle donne

    Gli alimenti ricchi di Omega-3 diminuiscono nelle donne il rischio di sviluppare la sindrome dell'occhio secco. Di contro, una dieta più abbondante di Omega-6 aumenta la probabilità di insorgenza di questa malattia. Uno studio curato dal Brigham and Women's Hospital di Boston (Stati Uniti) e pubblicato sull'America Journal of Clinical Nutrition1 dimostra l'esistenza di un legame tra gli acidi grassi alimentari e questo disturb. Per gli autori, i risultati della ricerca confermano quanto già ipotizzato dai medici sulla base delle osservazioni fatte nell'attività clinica quotidiana. Occhio secco: un problema di lacrimazione La sindrome dell'occhio secco è un disturbo che colpisce soprattutto dopo i 40 anni. Chi utilizza lenti a contatto, chi trascorre molto tempo di fronte al computer e chi è esposto al sole e al vento ha maggiori probabilità di sviluppare questa malattia. Queste situazioni possono modificare il film lacrimale. La ridotta produzione delle lacrime o un'alterazione della loro composizione dà luogo ai seguenti sintomi: sensazione di avere sabbia nell'occhio; arrossamenti; dolore; bruciore. Il ruolo degli acidi grassi Gli autori dello studio hanno valutato il consumo di acidi grassi da parte di 32.470 donne, di età compresa tra i 45 e gli 84 anni, attraverso l'analisi di questionari sulle abitudini alimentari. Il 4,7% di queste donne soffriva di sindrome dell'occhio secco. I ricercatori hanno stabilito che l'incidenza del disturbo è maggiore se l'alimentazione è caratterizzata da un elevato rapporto tra Omega-6 e Omega-3. Sono giunti a questo risultato dopo aver tenuto conto di fattori come l'assunzione di terapie ormonali e il consumo totale di grassi. Di contro, il rischio di soffrire di occhio secco diminuisce consumando del tonno almeno 2 volte a settimana. Omega-3 per la salute degli occhi I risultati ottenuti in questo studio sono in linea con quelli di altre ricerche che hanno dimostrato i benefici degli Omega-3 per la salute degli occhi e confermano l'ipotesi formulata dai medici in base a quanto osservato nel lavoro di tutti i giorni. Ad esempio: è noto che un'alimentazione ricca di questi acidi grassi aiuta a contrastare la progressione della retinite pigmentosa2 e che gli Omega-3 sono utili nel trattamento della retinopatia3. Altri studi hanno dimostrato che l'assunzione di Omega-3 sia attraverso il cibo sia sotto forma di integratori alimentari riduce i sintomi dell'occhio secco4,5. Per prevenire e per trattare i sintomi di questo disturbo è possibile: consumare alimenti ricchi di Omega-3, come il pesce grasso e le noci; assumere supplementi alimentari arricchiti di questi nutrienti, come gli integratori di olio di pesce.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Miljanović B, Trivedi KA, Dana MR, Gilbard JP, Buring JE, Schaumberg DA, “Relation between dietary n-3 and n-6 fatty acids and clinically diagnosed dry eye syndrome in women”, Am J Clin Nutr. 2005 Oct;82(4):887-93 2. Berson EL, Rosner B, Sandberg MA, Weigel-DiFranco C, Willet WC, “Omega-3 Intake and Visual Acuity in Patients With Retinitis Pigmentosa Receiving Vitamin A”, Arch Ophthalmol., Published online ahead of print, doi:10.1001/archopthalmol.2011.2580 3. Sapieha P, Stahl A, Chen J, Seaward MR, Willett KL, Krah NM, Dennison RJ, Connor KM, Aderman CM, Liclican E, Carughi A, Perelman D, Kanaoka Y, Sangiovanni JP, Gronert K, Smith LE, “5-Lipoxygenase metabolite 4-HDHA is a mediator of the antiangiogenic effect of ω-3 polyunsaturated fatty acids”, Sci Transl Med. 2011 Feb 9;3(69):69ra12 4. Viau S, Maire MA, Pasquis B, Grégoire S, Acar N, Bron AM, Bretillon L, Creuzot-Garcher CP, Joffre C, “Efficacy of a 2-month dietary supplementation with polyunsaturated fatty acids in dry eye induced by scopolamine in a rat model”, Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2009 Aug;247(8):1039-50. Epub 2009 May 5 5. Larmo PS, Järvinen RL, Setälä NL, Yang B, Viitanen MH, Engblom JR, Tahvonen RL, Kallio HP, “Oral sea buckthorn oil attenuates tear film osmolarity and symptoms in individuals with dry eye”, J Nutr. 2010 Aug;140(8):1462-8. Epub 2010 Jun 16


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  • L'Omega-3 ALA contrasta i sintomi dell'occhio secco

    L'Omega-3 ALA (acido alfa-linolenico) riduce i sintomi dell'infiammazione da occhio secco (conosciuto anche come sindrome dell'occhio secco o ipolacrimia). Le potenzialità di questo acido grasso nella cura di questa condizione sono state suggerite da uno studio effettuato sui topi pubblicato sugli Archives of Ophthalmology1. Per gli autori della ricerca, guidati da Reza Dana dello Schepens Eye Research Institute di Boston (Stati Uniti), i risultati ottenuti aprono la strada a una nuova terapia topica per la riduzione dei fenomeni infiammatori associati a questa problematica. Occhio secco o Ipolacrimia: quando l'occhio non piange abbastanza La sindrome dell'occhio secco è un disturbo più frequente dopo i 40 anni che affligge in particolare: chi porta lenti a contatto; chi passa molto tempo al computer; chi si espone spesso al sole e al vento. La percezione di avere un corpo estraneo nell'occhio è uno dei sintomi dell'occhio secco. Il problema alla base di questa sensazione è la riduzione della produzione di lacrime o un'alterazione della loro composizione. Infatti, se le lacrime non riescono a mantenere sufficientemente umida la superficie oculare, lo strato più superficiale dell'occhio (la cornea) si disidrata e di conseguenza si irrita. I sintomi dell'occhio secco I sintomi dell'occhio secco sono diversi: sensazione simile a quella di avere della sabbia negli occhi; arrossamento; dolore; bruciore; fastidi durante l'esposizione alla luce; formazione di ferite (nei casi più gravi). Colorare la superficie dell'occhio con la fluorisceina è un modo per visualizzare la presenza di queste lesioni. Il numero di alcune cellule del sistema immunitario (le CD11b+) nonché l'espressione di geni coinvolti nell'immunità aumentano nell'occhio interessato dal disturbo. Un altro marcatore della sindrome dell'occhio secco è l'espressione di diverse molecole coinvolte nei processi infiammatori: il TNF-alfa; l'interferone gamma; le interleuchine IL-1 alfa, IL-2, IL-6 e IL-10. L'effetto degli Omega-3 Attraverso un esperimento sui topi, Dana e colleghi hanno dimostrato che l'applicazione diretta sulla cornea di un prodotto con Omega-3 ALA riduce la capacità della fluorisceina di colorare l'occhio nonché il numero di cellule CD11b+. Il trattamento con ALA riduce altresì: l'espressione di IL-1 alfa nella cornea; l'espressione di TNF-alfa nella cornea e nella congiuntiva, la membrana che riveste la parte interna delle palpebre. Questo effetto sembra essere un'esclusiva degli Omega-3. Infatti l'applicazione di acido linoleico (LA), un grasso appartenente al raggruppamento degli Omega-6, non permette di ottenere gli stessi risultati osservabili con l'ALA. Nemmeno l'utilizzo combinato di ALA e LA consente di ottenere gli stessi benefici dell'applicazione del prodotto contenente solo Omega-3. Omega-3 contro l'infiammazione Questi risultati confermano l'azione antinfiammatoria degli Omega-3 sull'organismo. In particolare, l'utilità di questa funzione nei confronti della sindrome dell'occhio secco è confermata anche da ricerche che hanno dimostrato che una dieta ricca di questi nutrienti previene i sintomi del disturbo.         Fonte 1. Rashid S, Jin Y, Ecoiffier T, Barabino S, Schaumberg DA, Dana MR, “Topical omega-3 and omega-6 fatty acids for treatment of dry eye”, Arch Ophthalmol. 2008 Feb;126(2):219-25.


    Articolo pubblicato in Vista, Occhio secco-Ipolacrimia

  • Gli Omega-3 aiutano a recuperare la sensibilità dei nervi della cornea

    Il trattamento combinato con l'Omega-3 DHA e il fattore di crescita PEDF aiuta i nervi della cornea a rigenerarsi e a recuperare la sensibilità dopo interventi laser agli occhi. Un gruppo di ricercatori, coordinati da Haydee Bazan del Louisiana State University Health Sciences Center di New Orleans (USA), ha pubblicato i risultati di uno studio condotto sui conigli sulle pagine degli Archives of Ophthalmology. Una volta confermati sull'uomo, questi risultati significheranno un nuovo approccio per rigenerare i nervi oculari e prevenire l'insorgenza di disturbi come l'occhio secco. Intervento chirurgico alla cornea: cosa succede ai nervi Alcune cellule nervose sanno crescere e ripararsi da sole dopo essere state danneggiate: i nervi periferici si rigenerano più facilmente rispetto a quelli del sistema nervoso centrale. La ricerca sta compiendo grandi sforzi per capire come aiutare i nervi a recuperare la sensibilità post-trauma, come quello associato agli interventi chirurgici. I progessi in questo settore permetterebbero di prevenire alcune complicazioni associate alle operazioni agli occhi o ad alcune malattie della superficie dell'occhio stesso. Un caso studiato è quello della cornea, lo strato trasparente che ricopre l'occhio e ricco di fibre nervose. Nel corso di interventi chirurgici alla cornea, come quelli correttivi al laser, tali nervi possono essere danneggiati. La sensibilità della cornea può diminuire in caso di danneggiamento e possono sorgere problemi, come una ridotta produzione di lacrime che a sua promuove disturbi come la sindrome dell'occhio secco. Il ruolo degli Omega-3 Una miscela di DHA (acido docosaesaenoico, uno degli Omega-3 di cui è ricco il pesce grasso) e del fattore di crescita PEDF (Pigment epithelium-derived factor) applicata all'occhio dopo l'intervento chirurgico consente la rigenerazione quasi completa dei nervi2. Lo dimostrano studi preliminari. In questa nuova ricerca, Bazan e colleghi hanno analizzato la funzionalità dei nervi della cornea rigenerati dopo il danneggiamento chirurgico in conigli trattati con PEDF e DHA. Per farlo hanno stimolato il battito di ciglia nell'occhio trattato: se il coniglio non sbatteva la palpebra la cornea è stata considerata insensibile. A 8 settimane dall'intervento, gli scienziati hanno così dimostrato che i nervi della cornea degli animali trattati con DHA e PEDF oltre ad essersi rigenerati erano sensibili come gli occhi sani. Il processo richiede tuttavia del tempo: dopo 4 settimane la sensibilità della cornea danneggiata era bassa; dopo 6 settimane era circa pari al 70% della sensibilità dell'occhio sano. Il processo di rigenerazione è, invece, più rapido: a sole 72 ore dall'intervento la cornea dei conigli trattati con Omega-3 e fattori di crescita era guarita quasi completamente. Nervi guariti e funzionanti grazie agli Omega-3 I risultati ottenuti dimostrano che il DHA usato in combinazione con il PEDF favorisce la guarigione dei nervi della cornea danneggiati. Consente, allo stesso tempo, il completo recupero funzionale. La scoperta apre la strada a nuovi trattamenti basati sugli Omega-3 per prevenire gli effetti collaterali di interventi invasivi agli occhi.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte 1. Cortina MS, He J, Li N, Bazan NG, Bazan HE, “Recovery of corneal sensitivity, calcitonin gene-related peptide-positive nerves, and increased wound healing induced by pigment epithelial-derived factor plus docosahexaenoic acid after experimental surgery”, Arch Ophthalmol. 2012 Jan;130(1):76-83. Epub 2011 Sep 12 2. Cortina MS, He J, Li N, Bazan NG, Bazan HE, “Neuroprotectin D1 synthesis and corneal nerve regeneration after experimental surgery and treatment with PEDF plus DHA”, Invest Ophthalmol Vis Sci. 2010 Feb;51(2):804-10. Epub 2009 Sep 24    


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