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Sistema muscolo-scheletrico

Sistema muscolo-scheletrico: Sano e forte con omega 3 e vitamina D

Le ossa e il sistema muscolo-scheletrico sono l'impalcatura che regge e muove il nostro corpo. Omega-3 e vitamina D aiutano a mantenerlo forte e sano

  • L'olio di pesce potenzia la crescita muscolare da esercizio nelle donne anziane

    Un nuovo studio esaminerà i benefici dell'assunzione dell'olio di pesce ricco di Omega-3 durante l'allenamento per contrastare la perdita dei muscoli tipica della terza età. Al via il primo studio che permetterà di monitorare i cambiamenti nelle funzioni e nella massa dei muscoli ottenibili nella terza età associando all'esercizio fisico l'assunzione di olio di pesce ricco di Omega-3. Lo ha annunciato Stuart Gray, ricercatore dell'Università di Aberdeen (Regno Unito), durante il British Science Festival. Grazie a questa nuova ricerca sarà possibile capire se assumere olio di pesce e, allo stesso tempo, allenarsi, è una buona strategia per proteggere i muscoli dal deterioramento tipico dell'invecchiamento. Proteggere i muscoli dall'invecchiamento L'organismo umano è formato da una grande quantità di muscolo scheletrico, che oltre a dare la possibilità di eseguire diversi movimenti è importante anche per lo stato di salute generale. Purtroppo durante il naturale processo di invecchiamento la dimensione dei muscoli si riduce di una percentuale variabile tra lo 0,5 e il 2% ogni anno, dando luogo alla cosiddetta sarcopenia.     Questo fenomeno può ridurre significativamente la qualità della vita, tanto da portare alla perdita di parte dell'indipendenza individuale durante la terza età. L'esercizio fisico può aiutare a contrastare la perdita di massa muscolare, ma anche l'efficacia di un approccio basato sull'allenamento diminuisce con l'avanzare dell'età. Trovare metodi alternativi per proteggere i muscoli potrebbe aiutare a superare questo ostacolo. L'azione combinata di esercizio e Omega-3 Sia uno studio preliminare dei ricercatori dell'Università di Aberdeen, sia una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition da un gruppo di esperti dell'Università Federale di Paraná (Brasile) hanno dimostrato che nelle donne anziane i benefici dell'esercizio fisico sono superiori se durante l'allenamento vine assunto olio di pesce ricco di Omega-3. Questi ultimi sono acidi grassi fondamentali per l'organismo, dove svolgono sia una funzione strutturale (sono, cioè, fra le molecole che formano le strutture cellulari e, quindi, tessuti e organi), sia attività benefiche per la salute. Fra le più note ci sono la capacità di ridurre l'infiammazione e di proteggere il sistema cardiovascolare regolando i livelli di trigliceridi e di colesterolo. Tuttavia, gli Omega-3 non fanno bene solo al cuore, ma anche a molti altri organi e tessuti, come quelli del sistema nervoso, le articolazioni e anche i muscoli. Con le loro nuove ricerche Gray e colleghi vogliono scendere più nel dettaglio dei benefici esercitati da questi nutrienti sul tessuto muscolare e contribuire, così, alla messa a punto di nuovi trattamenti per contrastare la sarcopenia. Non solo donne Le analisi, finora condotte essenzialmente sulle donne, saranno estese anche agli uomini. Tutti i partecipanti saranno coinvolti in un programma di allenamento di 18 settimane, ma solo la metà riceverà olio di pesce. Gray ha spiegato che i benefici attesi si basano su diversi fattori, prima fra tutte l'azione antinfiammatoria degli Omega-3 contenuti nell'olio di pesce. Durante la terza età, infatti, i livelli di infiammazione cambiano, interferendo con la capacità dei muscoli di aumentare la propria massa e la propria forza. Secondo Gray gli Omega-3 potrebbero inibire questo effetto. Non solo, questi acidi grassi potrebbero contribuire a rendere i muscoli più fluidi e aumentare i livelli delle proteine che consentono l'aumento della massa muscolare.         Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         Fonte 1. http://www.abdn.ac.uk/news/details-13096.php 2. Rodacki CL, Rodacki AL, Pereira G, Naliwaiko K, Coelho I, Pequito D, Fernandes LC. Source, “Fish-oil supplementation enhances the effects of strength training in elderly women”, Am J Clin Nutr. 2012 Jan 4


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Massa muscolare, Menopausa ed è stato taggato con

  • Gli omega-3 contrastano la diminuzione della densità delle ossa dovuta all'età

    Mangiare pesce ad alto contenuto di Omega-3 contrasta la diminuzione della densità delle ossa, un indice del rischio di osteoporosi e fratture. E' questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University di Boston (Stati Uniti). La ricerca che ha portato a questa scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati sull'American Journal of Clinical Nutrition, aggiunge un nuovo tassello al mosaico dei benefici degli Omega-3 per la salute delle ossa. Benefici degli Omega-3 per le ossa e lo scheletro I vantaggi per le ossa offerti da una dieta ricca di Omega-3 sono noti da tempo. Studi condotti su modelli animali hanno dimostrato che l'aumento del consumo di questi acidi grassi influenza positivamente la salute del tessuto osseo. Recenti ricerche hanno permesso di stabilire più nello specifico che l'olio di pesce, un supplemento alimentare ricco di Omega-3, protegge dall'osteoporosi associata all'invecchiamento e che l'assunzione a lungo termine di questi nutrienti può migliorare le proprietà strutturali e meccaniche delle ossa. Acidi grassi e densità dell'osso I ricercatori di Boston hanno voluto esaminare nello specifico l'associazione tra l'assunzione di Omega-3 (o il consumo di pesce) e la densità minerale ossea. Le loro analisi si sono basate sui dati raccolti nel corso del Framingham Osteoporosis Study, uno studio finanziato dal National Institutes of Health a partire dal 1987, durante il quale i partecipanti sono stati sottoposti a dei test per la valutazione della densità ossea. Gli autori della ricerca hanno preso in considerazione 3 fattori: consumo di pesce; Omega-3 introdotti con la dieta; densità minerale delle ossa dell'anca. Lo studio ha coinvolto 854 persone tra il 1988 e il 1989 e, 4 anni più tardi, soggetti di età media pari a 75 anni. È emerso che, sia negli uomini sia nelle donne, un consumo elevato di pesce per 4 anni consente dimantenere invariata la densità minerale ossea a livello del collo del femore. In particolare, per evitare di perdere tessuto delle ossa è necessario consumare almeno 3 porzioni di pesce alla settimana. Nelle donne un apporto elevato di acido arachidonico (AA) (un acido grasso Omega-6) corrisponde a una più elevata densità minerale del collo del femore solo se la quantità degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) introdotti con la dieta è uguale o superiore alla media. Un elevato consumo di un altro Omega-6, l'acido linoleico (LA), è invece associato a una perdita di densità in questa porzione dello scheletro femminile. Negli uomini la situazione è capovolta: in chi assume le quantità più basse di EPA e DHA dosi elevate di acido arachidonico corrispondono a una maggiore diminuzione della densità minerale di questo osso. Ossa in salute con gli Omega-3, ma non con gli Omega-6 Gli autori della ricerca hanno concluso che il pesce, uno degli alimenti più ricchi di Omega-3, può proteggere dalla perdita di tessuto osseo. Il potenziale effetto protettivo dell'Omega-6 acido arachidonico dipenderebbe dalla quantità di EPA e DHA introdotti con la dieta.


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Osteoporosi ed è stato taggato con

  • Omega-3 per le ossa: l'acido alfa-linolenico protegge l'anca

    L'Omega-3 acido alfa-linolenico (ALA) introdotto attraverso l'alimentazione riduce il rischio di frattura all'anca nella terza età. Lo ha dimostrato uno studio della Tufts University di Boston (Stati Uniti), pubblicato sul Journal of Nutrition. Si tratta del primo studio che esamina nel dettaglio il ruolo degli Omega-3, molecole utili per garantire il benessere delle ossa, sul rischio di fratture all'anca. Omega-3 per le ossa La letteratura scientifica è ricca di studi che hanno dimostrato i benefici degli Omega-3 per le ossa. Diverse fonti alimentari di questi acidi grassi, come l'olio di pesce o il pesce stesso, si sono rivelate utili nella prevenzione dell'osteoporosi soprattutto durante l'invecchiamento.   L'assunzione a lungo termine di questi nutrienti può migliorare le caratteristiche strutturali e meccaniche delle ossa. In questa ricerca è stato analizzato nello specifico l'effetto dell'assunzione di diversi Omega-3 sul rischio di incorrere in fratture dell'anca. Ossa dell'anca: gli effetti specifici Lo studio ha coinvolto 904 individui di età media pari a 75 anni, tutti partecipanti al Framingham Osteoporosis Study, un progetto sulla salute delle ossa iniziato nel 1987 e finanziato dai National Institutes of Health statunitensi. L'incidenza di fratture all'anca è stata registrata a partire dal momento in cui ciascun partecipante ha completato i primi test ed esami previsti nel progetto, ed è stata monitorata fino al 31 dicembre 2005. I dati così raccolti sono stati messi in correlazione con i livelli di assunzione di Omega-3, di Omega-6 o di pesce. È stato preso in particolare considerazione il consumo degli Omega-3 ALA, EPA (acido eicosapentaenoico), DHA (acido docosaesaenoico) e della combinazione EPA+DHA. L'analisi degli Omega-6 noti ha incluso invece l'acido linoleico e l'acido arachidonico. I ricercatori hanno preso altresì in considerazione il rapporto tra i livelli di Omega-6 e quelli di Omega-3. È emerso che solo la quantità di acido alfa-linolenico introdotto con l'alimentazione è associata al rischio di frattura delle ossa dell'anca sia negli uomini sia nelle donne. In particolare, negli individui che introducono le quantità di ALA più elevate questo rischio è ridotto del 54% rispetto a quanto osservato in chi ne consuma i livelli più bassi. L'acido arachidonico sembra, invece, contrastare le fratture all'anca solo negli uomini. Prendersi cura delle ossa con un'alimentazione più attenta Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che l'assunzione per via alimentare di acido alfa-linoleico può aiutare a contrastare le fratture delle ossa dell'anca sia negli uomini sia nelle donne. È possibile arricchire la propria dieta di ALA con i seguenti alimenti: oli vegetali (olio di colza, olio di semi di lino); vegetali a foglia verde; legumi (come i fagioli e la soia) noci tuorlo d'uovo carne di cavallo Anche i cereali possono essere una fonte di questo Omega-3, ma ne sono meno ricchi.


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Ossa e colonna vertebrale ed è stato taggato con

  • Olio di pesce ricco di Omega-3 riduce tessuto adiposo e migliora salute ossa

    L'assunzione combinata di acido linoleico combinato e di olio di pesce ricco in Omega-3 potrebbe rappresentare una nuova strategia per ridurre il tessuto adiposo e migliorare la densità minerale delle ossa. Lo hanno ipotizzato i ricercatori dell'Health Science Center dell'Università del Texas di San Antonio (Stati Uniti) al termine di una serie di esperimenti condotti sui topi. I loro risultati sono stati pubblicati sul Journal of Nutritional Biochemistry. La relazione tra grasso e ossa Durante la terza età, la quantità di grasso presente nel midollo osseo è correlata alla massa ossea dello scheletro: maggiori sono i livelli di grasso, minore è la massa delle ossa. Nonostante questa relazione sia nota da tempo, non esiste nessuna terapia specifica per il trattamento dell'accumulo di tessuto adiposo nel midollo osseo. Dai topi all'uomo I ricercatori dell'Università del Texas hanno valutato la possibilità di contrastare questo fenomeno somministrando a dei topi acido linoleico coniugato, olio di pesce o entrambi questi supplementi. Gli esperimenti sono stati condotti su un gruppo di animali caratterizzati da una mutazione che causa una bassi livelli di densità ossea e più propensi all'obesità e a sviluppare il diabete di tipo 2. Lo studio ha previsto la somministrazione ad animali di 12 mesi di età di una dieta arricchita con i seguenti elementi: 0,5% di acido linoleico coniugato; 5% di olio di pesce (ricco di acidi grassi Omega-3); entrambi i supplementi. Come controllo, topi dello stesso tipo sono stati alimentati con una dieta costituita per il 10% da olio di mais. Dopo 6 mesi, i ricercatori hanno valutato i seguenti parametri: peso degli animali massa grassa densità minerale delle ossa massa magra delle zampe posteriori Olio di pesce: un valore aggiunto L'assunzione del solo acido linoleico coniugato è stata associata a un minor peso e a una riduzione della massa grassa. Viceversa, questo nutriente ha causato un aumento della massa magra nelle zampe posteriori e della densità minerale ossea. Nonostante questi benefici, l'assunzione di acido linoleico è stata associata allo sviluppo del fegato grasso, patologia caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche. Nei topi alimentati con questo supplemento è stato osservato anche un aumento della resistenza all'insulina, fenomeno alla base dello sviluppo del diabete di tipo 2. Gli animali a cui era stato somministrato olio di pesce hanno invece mostrato un aumento della densità minerale ossea, associata a una migliore sensibilità all'insulina. In questi topi non sono stati, però, osservati cambiamenti nei livelli di massa grassa e di massa magra. Gli animali alimentati contemporaneamente con entrambi i supplementi hanno  mostrato una riduzione del peso e della massa grassa, un aumento della densità minerale delle ossa e della massa magra delle zampe posteriori e, allo stesso tempo, una riduzione dell'ingrossamento del fegato e una maggiore resistenza all'insulina. La doppia supplementazione ha permesso di ridurre significativamente la presenza di tessuto adiposo nel midollo osseo e, nei topi che stanno invecchiando, l'infiammazione e lo stress ossidativo. Secondo gli autori questi risultati dimostrano le potenzialità dell'acido linoleico e dell'olio ricco di Omega-3 per la protezione della salute delle ossa.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Halade GV, Rahman MM, Williams PJ, Fernandes G, “Combination of conjugated linoleic acid with fish oil prevents age-associated bone marrow adiposity in C57Bl/6J mice”, J Nutr Biochem. 2011 May;22(5):459-69. Epub 2010 Jul 24


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  • Osteoartrite: Omega-3 per ridurre del 50% i sintomi

    Una dieta ricca di pesce o olio di lino, fonti di acidi grassi Omega-3, può ridurre significativamente i sintomi dell'osteoartrite. A dimostrarlo è uno studio pubblicato dalla rivista Osteoarthritis and Cartilage, in cui i ricercatori dell'Università di Bristol (Regno Unito) hanno rilevato che un'alimentazione ad alto contenuto di questi acidi grassi riduce del 50% i sintomi della malattia. Secondo i risultati ottenuti, gli Omega-3 introdotti con la dieta possono rallentare la progressione dell'osteoartrite e, qualora la malattia non si fosse ancora manifestata, prevenirla. John Tarlton, coordinatore della ricerca, ha spiegato che i dati raccolti nel corso delle sperimentazioni suggeriscono che gli Omega-3 possano interferire con i meccanismi biochimici alla base dell'osteoartrite. Gli autori ipotizzano che questi acidi grassi possano essere utili sia a scopo preventivo sia per trattare una patologia già in corso. Cartilagine, infiammazione e Omega-3 Tra le principali cause dell'osteoartrite rientra la perdita della cartilagine che ricopre la parte terminale delle ossa. Questo fenomeno causa l'assottigliamento del tessuto osseo sottostante, provocando indolenzimento e dolore delle articolazioni. Attualmente non esiste una cura che rallenti la progressione della malattia. Tutto ciò che si può fare è cercare di lenire il dolore e, eventualmente, sostituire l'articolazione. Non solo: la tipica alimentazione occidentale, proprio perché povera di importanti nutrienti dalle proprietà antinfiammatorie come gli Omega-3, favorisce l'insorgenza di diverse malattie infiammatorie come l'osteoartrite. Inoltre è stato ipotizzato che questi acidi grassi aumentino la densità ossea, altro importante fattore per questa patologia. Tarlton e colleghi hanno confermato l'importanza svolta dagli Omega-3, scoprendo che arricchire la dieta di questi acidi grassi porta a una riduzione dei sintomi della malattia. Gli Omega-3 riducono i sintomi della malattia Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno studiato l'effetto di una dieta ricca di Omega-3 nei porcellini d'india. Questi animali, ha spiegato Tarlton, sono il modello più appropriato per lo studio dell'osteoartrite naturale e spontanea. Per questo i risultati ottenuti nel corso di questo studio supportano l'ipotesi dell'utilità degli Omega-3 nel trattamento della stessa patologia nell'uomo. L'efficacia degli Omega-3 è stata valutata sia in porcellini naturalmente predisposti a sviluppare l'osteoartrite sia in animali resistenti alla malattia. Entrambi hanno ricevuto un'alimentazione standard o ricca di questi acidi grassi per un periodo variabile tra le 10 e le 30 settimane. E' stato così osservato che nei porcellini inclini a sviluppare l'osteoartrite alimentati con Omega-3, molti dei parametri associati alla malattia tendevano ad assumere valori simili a quelli tipici degli animali sani. Questi parametri includono la degradazione del collagene all'interno della cartilagine e la perdita di molecole responsabili della capacità di attutire i traumi. Omega-3, la risposta a una richiesta urgente Gli autori hanno sottolineato che la ricerca di trattamenti preventivi è di primaria importanza: nel 2020, questa patologia potrebbe diventare la quarta fra le cause di disabilità più diffuse. Ora, spiega Tarlton, questi risultati devono essere confermati anche nel trattamento dell'osteoartrite umana.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Knott L, Avery NC, Hollander AP, Tarlton JF, “Regulation of osteoarthritis by omega-3 (n-3) polyunsaturated fatty acids in a naturally occurring model of disease”, Osteoarthritis Cartilage. 2011 Sep;19(9):1150-7. Epub 2011 Jul 1


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  • Osteoporosi: Omega-3 ed esercizi fisici aumentano densità ossea del 19%

    Esercizi fisici e assunzione contemporanea di acidi grassi Omega-3 possono aumentare anche del 19% la densità ossea nelle donne in postmenopausa. Lo dimostra una ricerca svolta dai ricercatori dell'Urmia University (Iran) e dell'Università del Missouri (Stati Uniti). Secondo quanto riportato da Nutrition and Metabolism, Omega-3 ed esercizio promuovono l'aumento della densità ossea nonchè la riduzione dell'espressione di molecole associate ai processi infiammatori, come l'interleuchina 6 (IL-6) e il Tumor Necrosis Factor alpha (TNF-alpha). Gli autori della ricerca hanno concluso che la combinazione tra Omega-3 e un'attività fisica di tipo aerobico offre molti più benefici rispetto al solo esercizio o alla semplice assunzione di supplementi a base di acidi grassi. Omega-3 ed esercizi fisici contro l'osteoporosi Le donne a rischio di osteoporosi sono i soggetti che potrebbero trarre maggior vantaggio da questa combinazione terapeutica . L'osteoporosi è una patologia affligge circa 75 milioni di abitanti tra Europa, Stati Uniti e Giappone. Colpisce soprattutto il gentil sesso. Nelle donne in postmenopausa, gli ormoni femminili svolgono minore azione protettiva nei confronti delle ossa: pertanto il rischio di sviluppare questo disturbo è maggiore che nel resto della popolazione. La diminuzione della massa ossea è tra le principali caratteristiche  questa malattia. Ciò porta ad un aumento del rischio di frattura al polso, all'anca e alla spina dorsale. Esercizio e Omega-3 per rafforzare le ossa I ricercatori hanno coinvolto nello studio 79 donne in postmenopausa, di età compresa tra i 58 e i 78 anni. Queste sono state assegnate in modo arbitrario a 1 di 4 possibili gruppi di trattamento: ad alcune donne è stato indicato di assumere capsule contenenti 180 milligrammi di acido eicosapentaenoico (EPA) e 120 milligrammi di acido docosaesaenoico (DHA), per un totale di 1 grammo di Omega-3 al giorno; altre non hanno assunto nessun supplemento, ma è stato loro assegnato un programma di esercizio fisico che comprendeva camminate e jogging 3 volte alla settimana; un terzo gruppo di partecipanti ha nel contempo assunto le capsule e svolto gli esercizi; il gruppo delle donne costituente la parte di controllo non ha assunto Omega-3 né seguito alcun programma di allenamento. A 24 settimane dall'inizio dello studio, i ricercatori hanno misurato i parametri relativi alla densità ossea e ai marcatori dell'infiammazione. La densità ossea della porzione lombare della colonna vertebrale nelle donne che hanno svolto attività fisica e assunto Omega-3 era aumentata del 15%. Allo stesso modo, a livello del collo del femore e dell'anca la densità ossea era aumentata del 19%. In questo gruppo di pazienti è stata osservata anche una diminuzione dei livelli di IL-6 e di TNF-alpha, rispettivamente del 40 e dell'80%. Questi effetti benefici non sono stati osservati in nessun altro dei gruppi di donne coinvolte nella ricerca. Infiammazione e densità ossea, 2 parametri associati Gli autori dello studio hanno sottolineato che la diminuzione delle molecole associate all'infiammazione è correlata con l'aumento della densità ossea. Per questo motivo hanno ipotizzato che il punto di connessione tra questi 2 parametri siano le cellule responsabili della formazione e della rigenerazione dell'osso: gli osteoblasti, che rafforzano l'osso sintetizzando il tessuto; gli osteoclasti, che distruggono l'osso, indebolendolo. Ciò spiegherebbe perché una diminuzione delle molecole proinfiammatorie porti all'aumento della densità ossea.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Tartibian B, Hajizadeh Maleki B, Kanaley J, Sadeghi K, “Long-term aerobic exercise and omega-3 supplementation modulate osteoporosis through inflammatory mechanisms in post-menopausal women: a randomized, repeated measures study”, Nutr Metab (Lond). 2011 Oct 15;8(1):71. [Epub ahead of print]


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  • Omega-3 per l'osteoporosi: protezione delle ossa e riduzione dell'infiammazione

    Gli Omega-3 EPA e DHA dell'olio di pesce diminuiscono i livelli di infiammazione e sono utili a migliorare la salute delle ossa. Costituiscono altresì uno dei rimedi per l'osteoporosi associata all'invecchiamento. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista Bone, secondo il quale a possedere queste proprietà sono solo l'olio di pesce e la borragine. Per gli autori della ricerca questi risultati indicano che un'opportuna alimentazione potrebbe aiutare a prevenire l'osteoporosi nella terza età. Acidi grassi, nemici-amici delle ossa La dieta tipica dei paesi occidentali è caratterizzata da livelli molto elevati di grassi. Queste molecole hanno effetti dannosi sulla capacità dei muscoli di rispondere all'azione dell'insulina, l'ormone che regola il consumo di zuccheri da parte dell'organismo, e possono contribuire alla perdita delle ossa. Nessuno studio aveva chiarito quale fosse la relazione tra gli acidi grassi e i disturbi dell'apparato locomotore tipici della terza età, come l'osteoporosi. Gli autori della ricerca hanno analizzato in che modo i diversi tipi di grassi che possono essere introdotti con l'alimentazione (innanzitutto Omega-3 e Omega-6) influenzano l'infiammazione e la salute dell'apparato locomotore durante l'invecchiamento. Omega-3 e osteoporosi: l'azione protettiva degli acidi grassi I ricercatori hanno condotto i loro studi su 2 diversi ceppi di topi: uno in buona salute; l'altro affetto da progeria, una malattia che causa l'invecchiamento precoce. Questi ultimi hanno permesso di valutare l'effetto dell'assunzione di acidi grassi sulle complicazioni associate al passare degli anni, osteoporosi inclusa. Ai topi dell'età di 2 mesi è stato assegnato uno di 4 possibili regimi alimentari: dieta standard; regime alimentare Omega-3 e Omega-6; regime alimentare a base di borragine (Omega-3 acido gamma-linolenico); regime alimentare a base di pesce (Omega-3 a lunga catena). In tutti i casi agli animali è stato consentito di cibarsi a volontà. All'età di 12 mesi gli scienziati hanno analizzato le ossa e l'espressione di alcuni marcatori tipici delle loro cellule, le masse muscolari e adipose e l'infiammazione. I dati raccolti hanno concluso che la borragine e il pesce contrastano l'infiammazione e riportano nella norma i parametri associati alla salute delle ossa. Omega-3 dei pesci oppure Omega-3 vegetali? Nonostante borragine e pesce permettano di ottenere gli stessi risultati, questi 2 alimenti non hanno le stesse caratteristiche. La borragine contiene Omega-3 sotto forma di acido gamma-linolenico, l'olio di pesce è invece caratterizzato da quantità elevate di acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), Omega-3 noti per la loro capacità di migliorare le proprietà strutturali e meccaniche delle ossa. Il Ministero della Salute italiano ha altresì incluso gli estratti di fiori, foglie e piante con fiori di borragine tra i prodotti vegetali il cui utilizzo per la sintesi di integratori alimentari non è ammesso. Di contro, l'uso di olio di pesce nella produzione di supplementi è regolarmente consentito.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Wauquier F, Barquissau V, Léotoing L, Davicco MJ, Lebecque P, Mercier S, Philippe C, Miot-Noirault E, Chardigny JM, Morio B, Wittrant Y, Coxam V, “Borage and fish oils lifelong supplementation decreases inflammation and improves bone health in a murine model of senile osteoporosis”, Bone. 2012 Feb;50(2):553-61. Epub 2011 Jun 6


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Osteoporosi ed è stato taggato con

  • Omega-3 migliorano struttura e proprietà meccaniche delle ossa

    L'assunzione a lungo termine di acidi grassi Omega-3 può migliorare le proprietà strutturali e meccaniche delle ossa. Lo hanno dimostrato i ricercatori del Collaborating Center for Osteoporosis Prevention dell'Ospedale Universitario di Ginevra (Svizzera), grazie ad uno studio condotto sui topi. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sul Journal of Nutritional Biochemistry. In tal senso, Nicolas Bonnet e Serge Ferrari hanno concluso che l'Omega-3 più efficace per la salute delle ossa è l'acido eicosapentaenoico (EPA), nutriente di cui è ricco il pesce grasso. Omega-3 e salute delle ossa Le ricerche effettuate nel corso degli anni hanno permesso di ipotizzare che un'alimentazione ricca di Omega-3 possa prevenire la perdita di tessuto osseo. Studi condotti sugli animali, con risultati confermati da esperimenti di laboratorio, hanno dimostrato che un rapporto tra Omega-3 e Omega-6 sbilanciato a favore dei primi influenza positivamente la salute dello scheletro. Queste ricerche si sono tuttavia concentrate sull'assunzione di Omega-3 per un periodo limitato di tempo. Per approfondire la relazione tra questi nutrienti e la salute delle ossa, Bonnet e Ferrari hanno analizzato gli effetti della somministrazione di EPA e di DHA (l'altro Omega-3 contenuto nel pesce grasso) per tutta la vita adulta dei topi. Lo studio La ricerca ha previsto di alimentare 30 topi femmina di età compresa tra i 3 e i 17 mesi con una dieta di controllo o con cibo arricchito di EPA o di DHA. L'effetto dei diversi regimi alimentari sono stati valutati analizzando prima di tutto la microstruttura delle ossa. Le proprietà biomeccaniche dell'osso sono state studiate attraverso un test che ha valutato l'elasticità e la flessibilità dei materiali. Infine, l'entità dei rimodellamenti del tessuto osseo è stata valutata monitorando la presenza di marcatori della sostituzione dell'osso e della sua morfologia. Omega-3 per le ossa: i risultati II dati raccolti hanno rivelato che gli Omega-3 non contrastano la perdita del tessuto osseo interno alla tibia. Tuttavia, 8 mesi di assunzione di EPA o DHA permettono di aumentare del 26,6 e del 17,2% il volume del tessuto poroso presente all'interno delle vertebre situate nella parte terminale della colonna vertebrale. Questo effetto non aumenta ulteriormente prolungando la somministrazione degli Omega-3. Oltre a svolgere questa azione, l'EPA aumenta anche il volume e lo spessore del tessuto osseo che avvolge il femore, rispettivamente dell'8,1 e del 4,4%. Inoltre solo questo acido grasso (e non il DHA) limita del 13% la riduzione associata all'invecchiamento dell'osteocalcina, una proteina delle ossa, e promuove l'aumento dei livelli di IGF-1, marcatore molecolare della produzione di tessuto osseo. Entrambi gli Omega-3, invece, sono associati all'aumento dei livelli di leptina, ormone che regola la produzione delle ossa. Nel loro insieme questi risultati indicano che assumere prolungatamente acidi grassi Omega-3, soprattutto se sotto forma di EPA, può aiutare a migliorare la salute delle ossa.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Bonnet N, Ferrari SL, “Effects of long-term supplementation with omega-3 fatty acids on longitudinal changes in bone mass and microstructure in mice”, J Nutr Biochem. 2011 Jul;22(7):665-72. Epub 2010 Oct 30


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  • Gli Omega-3 per proteggere e limitare la perdita di ossa

    L'acido eicosapentaenoico (EPA), Omega-3 di origine alimentare, può proteggere dalla perdita di ossa in assenza di gravità. La notizia arriva dai laboratori della NASA di Houston (Stati Uniti), dove Sara Zwart e il suo staff hanno dimostrato l'associazione tra il consumo di pesce ricco di Omega-3 durante le missioni spaziali e gli effetti della permanenza al di fuori dell'atmosfera terrestre, dannosi per l'organismo umano. Secondo gli autori della scoperta, pubblicata sulle pagine del Journal of Bone and Mineral Research, l'EPA può svolgere la stessa funzione protettiva anche sulle ossa degli individui costretti a trascorrere molto tempo a letto. Assenza di gravità, un nemico per la salute Dopo una missione spaziale gli astronauti devono fare i conti con la propria salute. Infatti, i periodi di permanenza nello spazio causano una perdita di tessuto osseo. In questo processo è coinvolta una molecola nota come NF-kappaB. Questa proteina regola diversi processi, come il riassorbimento dell'osso, la perdita muscolare e le funzioni immunitarie. Misurando l'espressione del gene codificante per NF-kappaB, Zwart e colleghi hanno dimostrato che anche dopo missioni di breve durata i suoi livelli aumentano quasi del 500%. A questo dato, ottenuto studiando 7 uomini e 3 donne che hanno trascorso dai 12 ai 16 giorni a bordo di uno Shuttle, gli autori hanno aggiunto quelli ricavati da ricerche condotte su astronauti che hanno partecipato a missioni più lunghe o che hanno soggiornato sulla stazione spaziale russa Mir. Questi astronauti hanno compilato questionari riguardo alla loro alimentazione e sono stati sottoposti all'analisi delle ossa. I ricercatori hanno così scoperto che il consumo di maggiori quantità di pesce è associato a una minore perdita ossea in assenza di gravità. Non solo: gli autori hanno sottolineato che risultati simili sono stati ottenuti anche su persone costrette a lunghi periodi nel letto. Una conferma dalle cellule La scoperta effettuata da Zwart e colleghi è supportata anche da esperimenti condotti sulle cellule. I ricercatori hanno, infatti, spiegato che la somministrazione di EPA riduce l'attivazione di NF-kappaB a livello cellulare. In base a tutti questi risultati gli autori sono arrivati ad ipotizzare che l'inibizione dell'attivazione di NF-kappaB attraverso gli Omega-3 potrebbe avere effetti benefici per le ossa, gli altri organi e gli altri processi regolati da NF-kappaB e compromessi dai voli spaziali, in particolare i muscoli e il sistema immunitario. Non solo, la ricerca si è già spinta oltre studiando il ruolo di questi acidi grassi nella prevenzione delle forme di cancro associate alle radiazioni cui sono esposti gli astronauti. I primi risultati ottenuti sono incoraggianti. Cambiare menu per diminuire i rischi Secondo gli autori i dati raccolti nel corso di queste ricerche avranno un impatto significativo sia sulle future missioni spaziali, sia sulla salute dell'intera popolazione. Per beneficiare dei vantaggi offerti dagli Omega-3 potrebbe essere sufficiente un semplice cambio di menu e aumentare il consumo di pesce.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Zwart SR, Pierson D, Mehta S, Gonda S, Smith SM, “Capacity of omega-3 fatty acids or eicosapentaenoic acid to counteract weightlessness-induced bone loss by inhibiting NF-kappaB activation: from cells to bed rest to astronauts”, J Bone Miner Res. 2010 May;25(5):1049-57


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  • Omega-3 DHA per la salute delle ossa

    Aumentare il consumo di acidi grassi Omega-3 potrebbe incrementare il contenuto minerale delle ossa e aiutare l'organismo a produrre uno scheletro più forte e più in salute. In particolare, l'acido docosaesaenoico (DHA) sarebbe quello con i maggiori benefici per la salute delle ossa. Il suggerimento arriva dalle pagine del British Journal of Nutrition, che ha pubblicato uno studio secondo cui il DHA sarebbe un costituente vitale del midollo. La ricerca è frutto di una collaborazione tra i ricercatori della Purdue University (West Lafayette, Usa), dell'Indiana University School of Medicine (Indianapolis, Usa), della Korea Maritime University (Yeongdo-gu, Corea del Sud) e del National Institutes of Health statunitense. Indizi dalle ossa dei ratti Gli scienziati, guidati da Bruce Watkins della Purdue University, sono giunti a questa conclusione grazie ad una serie di esperimenti condotti sui ratti. Gli animali coinvolti nello studio sono stati allevati in modo da essere carenti in Omega-3. A due giorni dalla nascita i piccoli sono stati separati dalle madri e alimentati artificialmente con latte contenente acido linoleico e diverse concentrazioni di acidi grassi. A un primo gruppo di ratti è stato somministrato DHA all'1%, mentre un secondo gruppo di animali ha ricevuto l'Omega-6 DPA (acido docosapentaenoico) e un terzo una miscela di DHA all'1% e DPA allo 0,4%. I piccoli restanti hanno ricevuto solo latte con acido linoleico. Infine, un gruppo di controllo è stato allevato dalle madri, ricevendo un'alimentazione contenente il 3,1% di acido alfa-linolenico, il precursore degli Omega-3. Al termine del periodo di allattamento, tutti gli animali sono stati svezzati con lo stesso cibo. Una volta che i ratti hanno raggiunto l'età adulta, gli autori hanno analizzato la densità minerale ossea di femore, tibia e vertebre lombari tramite una sofisticata tecnica basata sui raggi X. DHA, un elemento insostituibile I ricercatori hanno così rilevato che la concentrazione minerale dell'osso dipende sia dal DHA, sia dai livelli totali di acidi grassi Omega-3. Gli animali allattati con DPA sono risultati essere quelli con il minor contenuto minerale e la minore densità minerale nelle ossa lunghe come il femore e la tibia. Allo stesso tempo, spiegano i ricercatori, questi erano anche gli animali con il maggior contenuto di DPA nelle ossa. Gli autori hanno concluso che il DPA non è sufficiente a supplire alla carenza di DHA e a garantire un adeguato contenuto di minerali nelle ossa lunghe. Ciò suggerisce il ruolo fondamentale di questo acido grasso Omega-3 per la salute delle ossa. Il ruolo degli Omega-3 nelle ossa Il DHA, spiegano i ricercatori, si accumula nel femore a livello del periosteo, lo strato di rivestimento delle ossa. Viceversa, l'altro importante Omega-3, l'acido eicosapentaenoico (EPA), non sembrerebbe essere un costituente vitale del midollo e del periosteo delle ossa in via di sviluppo.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Li Y, Seifert MF, Lim SY, Salem N Jr, Watkins BA, “Bone mineral content is positively correlated to n-3 fatty acids in the femur of growing rats”, Br J Nutr. 2010 Sep;104(5):674-85. Epub 2010 Apr 27


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