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Depressione: chi mangia pesce ha meno probabilità di ammalarsi

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L’elevato consumo di pesce, da solo o accompagnato da una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali, è associato a un rischio minore del 17% di soffrire di depressione, rispetto ad un consumo esiguo. Un risultato che fa luce su una relazione ritenuta finora controversa. Tra i meccanismi alla base dell’azione protettiva del pesce ci sarebbe la capacità degli omega-3 di modificare le membrane dei neuroni.

Sono questi i risultati a cui sono giunti i ricercatori del Dipartimento Epidemiologia e Statistica della Salute dell’Università di Qingdao (Cina), realizzando uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health.

Depressione: una patologia molta diffusa

La depressione è un disturbo dell’umore che influisce sulla sfera cognitiva, affettiva e comportamentale dell’individuo impossibilitato dunque a svolgere una vita normale.

In Italia almeno 1,5 milioni di persone soffrono di depressione mentre e Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’anno 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia, dopo quelle cardiovascolari, in tutto il mondo.

All’origine della depressione ci sono molto probabilmente una combinazione di diversi fattori: genetici, ambientali e psicologici e biologici. Tra questi ultimi particolare importanza sembra avere la carenza di neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina e dopamina.

Altre ricerche hanno inoltre suggerito che anche gli omega-3 possano essere coinvolti nella malattia.

Diversi studi hanno trovato che i soggetti che soffrono di depressione possiedono livelli di omega-3 inferiori rispetto al resto della popolazione. Nel 2012 una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Milano, sugli anziani, ha svelato che in chi soffriva di depressione i livelli di EPA nelle membrane dei globuli rossi erano particolarmente bassi.

Alimentazione e stile di vita per combattere la depressione

Quello condotto dai ricercatori cinesi è stato uno studio di metanalisi, ossia una ricerca che prende in considerazione i risultati di altri studi, in cui sono state selezionate 26 pubblicazioni sull’argomento, condotte in tutto il mondo tra il 2011 e il 2014, per un totale di 150. 278 persone.

Dai dati ottenuti dalle analisi statistiche è emerso che i soggetti che avevano consumato elevate quantità di pesce mostravano un rischio di cadere in depressione inferiore al 17%, rispetto a coloro che ne avevano assunto quantità minori.

Il meccanismo biologico alla base di questo risultato non è stato ancora chiarito, ma le ipotesi sono diverse. Tra queste anche la tendenza generale in chi consuma più pesce a seguire uno stile di vita tendenzialmente salutare non solo dal punto di vista alimentare.

Inoltre, gli omega-3 contenuti nel pesce possono modificare la struttura delle membrane dei neuroni facilitando il rilascio dei neurotrasmettitori dopamina e serotonina.

A sostegno di questa ipotesi, nel 2014 è stato pubblicato sulla rivista PloS One una metanalisi condotta dai ricercatori dell’Università di Catania.

In questo caso gli scienziati hanno scoperto che l’integrazione con omega-3 in pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore o con sintomatologie depressive, aveva un effetto clinico benefico rispetto al trattamento con il placebo.

In particolare, l’efficacia clinica è stata dimostrata nel caso di omega-3 somministrati insieme alle terapie convenzionali, evidenziando la loro efficacia come coadiuvante.

Gli omega-3 del pesce influenzano il rischio di depressione

Secondo gli autori dello studio cinese, i risultati dello studio indicano che il consumo di abbondanti quantità di pesce può ridurre il rischio di depressione.

Riguardo queste evidenze, Majid Fotuhi, responsabile medico del Neuro Grow Brain Fitness Center della Virginia e consulente della Johns Hopkins University (Stati Uniti), ha ricordato il ruolo degli omega-3 nel migliorare il flusso ematico, anche a livello cerebrale, e nel contrastare i disturbi dell’umore.

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Fonti: Li F, Liu X, Zhang D Fish consumption and risk of depression: a meta-analysis.- J Epidemiol Community Health. 2015 Sep 10. pii: jech-2015-206278. doi: 10.1136/jech-2015-206278. [Epub ahead of print].

Giuseppe Grosso, Andrzej Pajak, Stefano Marventano, Sabrina Castellano, Fabio Galvano, Claudio Bucolo,Filippo Drago, and Filippo Caraci. “Role of Omega-3 Fatty Acids in the Treatment of Depressive Disorders: A Comprehensive Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials”. PLoS One. 2014; 9(5): e96905.Published online 2014 May 7. doi:  10.1371/journal.pone.0096905


Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Depressione e disturbi bipolari ed è stato taggato con




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