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Gli Omega-3 proteggono dalle lesioni cerebrali e preservano le fibre nervose

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Gli Omega-3 in elevate concentrazioni hanno un effetto protettivo sul cervello degli anziani. Alti livelli di DHA (acido docosaesanoico), EPA (acido eicosapentaenoico) e DPA (acido docosapentaenoico) sembrano ridurre il rischio di ictus silenziosi, piccole lesioni causate dalla mancanza di flusso di sanguigno, e conferiscono maggior stabilità alle fibre nervose che compongono la sostanza bianca.

A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’ University of Eastern Finland di Kuopio in Finlandia, in uno studio pubblicato su Journal of The American Hearth Association, e realizzato per investigare l'associazione tra Omega-3 sotto forma di fosfolipidi e anomalie cerebrali.

Gli Omega 3 compongono le membrane dei neuroni

gli omega 3 proteggono dalle lesioni cerebrali e preservano le fibre nervose Foto: Liz Henry via Flickr

Gli Omega-3 fanno parte dei componenti delle membrane dei neuroni, dove svolgono una funzione strutturale e ne assicurano anche il corretto funzionamento.

Il DHA è uno delle molecole più rappresentate nel sistema nervoso centrale. Esso svolge un ruolo importante nello sviluppo cerebrale e del tessuto retinico, nel feto.

Numerosi studi hanno dimostrato, inoltre, che una dieta ricca di Omega-3 negli adulti e negli anziani facilita il mantenimento della memoria e delle funzioni cognitive, è ed associata a un minor rischio di ictus.

L’ictus ischemico è dovuto ad una riduzione del flusso sanguigno, che può essere causata da un restringimento o dalla chiusura di un'arteria che porta il sangue al cervello.

L “ictus silenzioso” o “infarto cerebrale silente”, è una piccola lesione cerebrale provocata probabilmente da un coagulo che interrompe il flusso di sangue. Esso è spesso asintomatico e colpisce circa il 20% degli adulti in salute.

Più Omega-3 per un cervello più sano

Gli scienziati guidati da Jyrki Virtanen hanno valutato i dati di 3600 soggetti dai 65 anni in su, sottoposti a risonanza magnetica (MRI) del cervello tra il 1992 e il 1994. Di questo gruppo, 2.313 soggetti hanno ripetuto l'esame dopo cinque anni.

Quelli con una storia di ictus o attacco ischemico transitorio, o quelli i cui dati sugli grassi acidi erano incompleti sono stati esclusi dallo studio in corso.

I campioni di plasma, raccolti tra il 1992 e il 1993, sono stati analizzati per identificare i livelli di acidi grassi polinsaturi in forma fosfolipidica.

Suddividendo i soggetti in gruppi, in base alle concentrazioni di Omega-3 plasmatici, i ricercatori hanno dimostrato che gli anziani con i livelli di EPA, DHA e DPA maggiori, avevano il 40% in meno di possibilità di infarto silente, rispetto agli appartenenti al gruppo con le concentrazioni più basse.

I soggetti con i livelli di Omega-3 maggiori mostravano anche una minor alterazione della sostanza bianca, la regione cerebrale composta dagli assoni dei neuroni, rispetto al gruppo con Omega-3 inferiori.

L’importanza di una dieta ricca di Omega-3

I risultati di questo studio suggeriscono che negli anziani, un’ elevato contenuto di Omega-3 in forma fosfolipidica è associato a una minore prevalenza di infarti cerebrali silenti e a una migliore qualità della sostanza bianca, come appare dalla risonanza magnetica

Evidenze queste che confermano gli effetti benefìci del consumo di pesce, la fonte principale di Omega-3,  sulla salute del cervello in età avanzata.

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Fonte: Jyrki K. Virtanen, David S. Siscovick, Rozenn N. Lemaitre, William T. Longstreth, Donna Spiegelman, Eric B. Rimm, Irena B. King, Dariush Mozaffarian. “Circulating Omega‐3 Polyunsaturated Fatty Acids and Subclinical Brain Abnormalities on MRI in Older Adults: The Cardiovascular Health Study” J. Am Heart Ass. 2013. October 10, 2013, doi: 10.1161/JAHA.113.000305.


Articolo pubblicato in Ictus ed è stato taggato con




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