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Tumore della prostata: l’aggressività aumenta se si consumano pochi antiossidanti

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Lo scarso consumo di alimenti e integratori ricchi di composti antiossidanti è associato con una maggiore aggressività del tumore della prostata. Al contrario, il rischio di sviluppare forme gravi è ridotto di circa il 70% negli uomini colpiti dalla malattia il cui consumo di carotenoidi, vitamine C ed E, flavonoidi e isoflavoni è molto alto. Si può ipotizzare che in futuro l'adeguata alimentazione e l’uso di integratori a base di sostanze antiossidanti possano rappresentare una strategia per contrastare l’aggravarsi di questo diffuso tumore.

Lo riporta uno studio pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista Nutrition and Cancer e realizzato dagli scienziati dell’Università del Connecticut (USA).

Cancro e capacità antiossidante

Il tumore della prostata è uno dei più comuni e rappresenta la seconda causa di mortalità cancro correlata tra gli uomini negli Stati Uniti.  In Italia, secondo le stime relative all'anno 2015, ogni anno ci sarebbero 35.000 nuovi casi.

Sebbene le cause specifiche del tumore alla prostata non sono ancora determinate, sono stati identificati diversi fattori di rischio per la malattia: la storia familiare, l’età, la razza ma anche la dieta. Secondo alcuni studi il livello di molecole antiossidanti consumate con gli alimenti e gli integratori può essere associato con il rischio di cancro alla prostata.

Gli antiossidanti infatti sono in grado di contrastare lo stress ossidativo, ossia quella condizione che si verifica nell’organismo quando si producono in quantità eccessiva le cosiddette specie reattive dell'ossigeno (ROS), o radicali liberi, che possono ossidare molecole necessarie all’organismo, soprattutto lipidi.

Lo stress ossidativo, insieme all'infiammazione, è implicato nell’insorgenza di diverse malattie come quelle cardiovascolari e tumorali.

Gli uomini affetti da tumore della prostata mostrano solitamente livelli più bassi nel sangue di alcune vitamine antiossidanti, la E e la C e minore quantità di enzimi come la glutatione perossidasi e la superossido dismutasi, tutti segnali che riflettono la presenza di stress ossidativo.

Stimare gli antiossidanti presenti nella dieta di un individuo è complicato dalla varietà e dall’effetto sinergico dei composti. Un metodo affidabile per misurare gli antiossidanti consumati con gli alimenti è lo studio della capacità antiossidante totale (TAC).

La TAC quantifica i composti antiossidanti che riducono la formazione dei radicali liberi potenzialmente dannosi e rappresenta quindi un indice cumulativo di assunzione di antiossidanti.

Una maggiore TAC è risultata associata, in alcuni studi, con concentrazioni plasmatiche più basse di proteina C-reattiva, una molecola che indica la presenza di infiammazione ed una riduzione del rischio di mortalità per qualsiasi causa.

La TAC maggiore è associata a una minore aggressività del tumore

Lo studio diretto Terrence M. Vance, dell'Università del Connecticut, è il primo che ha indagato la relazione tra l’aggressività del tumore della prostata e la TAC nelle popolazioni afroamericane ed americane europee, con lo scopo di determinare se l'assunzione di antiossidanti è in grado di influenzare il rischio e l’aggressività della malattia e le eventuali differenze nelle diverse etnie.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’alta capacità antiossidante totale dovuta alla dieta e all’uso di integratori è associata ad un rischio del 69% più basso di cancro alla prostata molto aggressivo, in tutti i soggetti.

Tra gli afro-americani, quelli che avevano un valore di TAC dovuto alla dieta più alto possedevano un rischio del 72% più basso di sviluppare un cancro aggressivo, rispetto a quelli i cui valori erano minori.

Per gli americani europei, il rischio di avere un cancro molto grave nel gruppo con TAC maggiore é stato del 64% inferiore a quelli con TAC più bassa.

I ricercatori hanno individuato comunque nei pazienti bassi livelli ematici di antiossidanti alimentari, una minore attività degli enzimi antiossidanti, e l’aumento dei livelli di ossidazione lipidica, segnali che potrebbero indicare sia un maggiore stress ossidativo, con conseguente impoverimento di antiossidanti, sia una riduzione dei livelli di antiossidanti con logico aumento dei radicali liberi e di ossidazione lipidica.

Qualche informazione sulla metodica dello studio

Il Dottor Vance e i suoi collaboratori hanno analizzato i dati provenienti da 855 uomini afro-americani e 945 americani europei, tutti provenienti dal North Carolina-Louisiana e affetti da cancro alla prostata. I soggetti inclusi erano uomini a cui era stato diagnosticato il tumore a partire dal 1° Luglio 2004.

Ogni individuo ha risposto ad un questionario per la comprensione delle abitudini alimentari, in modo da valutare la quantità di antiossidanti provenienti da alimenti e integratori.

LA TAC è stata calcolata considerando il contributo di carotenoidi, vitamine C ed E, flavonoidi, isoflavoni e proantocianidine, e poi rettificato per l'assunzione di energia.

I tumori della prostata sono stati classificati in tumore a bassa, media o alta aggressività a seconda della fase clinica, e sono stati valutati i livelli, alla diagnosi, di PSA, un enzima normalmente prodotto dalla prostata che viene usato per  per la diagnosi precoce del tumore, condizione in cui viene prodotto in eccesso.

Molecole antiossidanti per ridurre la gravita del cancro della prostata

Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, questi risultati dimostrano la necessità di determinare se l'assunzione di antiossidanti è in grado di influenzare il rischio forme aggressive della malattia,un passo importante per identificare i fattori modificabili, come l’alimentazione e l’uso di integratori, che possano ridurre la gravità del tumore della prostata e la mortalità ad esso dovuta.

Ulteriori studi in altre popolazioni sono comunque necessari per confermare questi risultati e determinare se i componenti della dieta influenzano lo sviluppo e la progressione del cancro della prostata e con quali i meccanismi.

Fonte: Vance TM, Wang Y, Su LJ, Fontham ET, Steck SE, Arab L, Bensen JT, Mohler JL, Chen MH, Chun OK. Dietary Total Antioxidant Capacity is Inversely Associated with Prostate Cancer Aggressiveness in a Population-Based Study. Nutr Cancer. 2016 Feb-Mar;68(2):214-24. Epub 2016 Feb 4.


Articolo pubblicato in Cancro alla prostata ed è stato taggato con




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